:: paginauno :: biblio :: altro :: chi sono :: links :: contatti



bio


Scheda autobiografica | Curriculum vitae

Questo è chiaramente il "profilo" di una controfigura, perché io sono troppo bello per mostrarmi...
Sono nato il 3 gennaio del 1974 a Roma, da mamma Emilia e papà Aniello. Mi sono subito distinto fin dai miei primi vagiti (ancora riecheggianti nelle orecchie dei miei poveri parenti) per il forte carattere, la cocciutaggine e un carisma mica da ridere.

Inizialmente detto "Palla", per la mia particolare conformazione fisica e facciale (toglietevi quel sorriso dalla faccia...), ho ben presto invece assunto le caratteristiche peculiari di coloro che, nella capitale, vengono comunemente chiamati come: "a secco!". In parole povere, appartengo a quella classe di soggetti che mangia senza ingrassare (alla faccia di chi mi vuol male, tiè!).

La mia attività preferita è sempre stata il gioco, e l'intrattenimento in generale in seguito: chiamatemi pure stupido. Stefano, il mio fratellone, in questo è sempre stato il mio punto di riferimento. Ho sempre "subito" ed assorbito la sua influenza in fatto di gusti e preferenze, e senza la sua "prima visione" ora non sarei ciò che sono. Notavo, assimilavo e metabolizzavo. E così ho sviluppato un mio mondo, modellato su quello già lungamente testato e approvato da uno più grande di cinque anni; mica stupido. Ci completavamo (e continuiamo a farlo) alla perfezione: lui i cowboy e io gli indiani; lui gli americani e io i tedeschi; lui i poliziotti e io i ladri; Lui la Roma e io il Genoa (???), e così via.

E la fantascienza? Direi che il mio amore per essa segue un preciso e ben identificabile percorso evolutivo che si snoda attraverso tre fasi conoscitive, tre epoche della mia vita.

L'infanzia e le nuvole del fantastico. È papà a spingermi per primo verso il mondo della fantasia, facendomi conoscere i fumetti: prima osservando i Topolino di mio fratello, poi con la lettura di Asterix e Lucky Luke, su tutti. In TV intanto imperversava Super Gulp! e, più grandicello, gettavo già un'occhiata terrorizzata allo spaventoso (ero piccolo... appena neonato!) Spazio 1999. Meno paura mi suscitavano quel bonaccione Cap. Kirk e quell'orecchione del Dott. SpAck.

L'adolescenza tra i robottoni a mandorla. Sono più grande, e la televisione è invasa da quel noto fenomeno di massa, che tante sterili polemiche scatenerà, chiamato "il mostro diseducativo dei cartoni animati giapponesi". Io naturalmente, figlio di Goldrake, Mazinga, Jeeg e di tutti i loro parenti, cresco maleducato e psicologicamente, irrimediabilmente menomato. Leggo Il Giornalino, gran bella esperienza, mentre al cinema Guerre Stellari e i suoi seguiti fanno storia. Sarà un bel punto di riferimento per il futuro, mi segnerà, assieme ad una "meteora" animata apparsa brevemente sugli schermi italiani che mi colpì in modo profondo e significativo, sebbene fossi ancora piccolo: Gundam, il robot bianco più robot di tutti, e più affascinate della storia. Un bel balzo in avanti, e un altro ruolo fondamentale per la mia progressiva crescita fantascientifica, lo ricopre senz'altro Nathan Never. Con lui mi avvicino alla SF narrata, quella più matura, anche se il mio approccio era distaccato e quasi inconscio; il declino della suddetta testata avvenuto in questi ultimi anni, e la conseguente decisione di interromperne l'acquisto e la collezione, è per me un duro colpo ma vado avanti.

La riscoperta delle nuvole e quella del romanzo. Allontanatomi ingiustificatamente dai fumetti, me ne riavvicino con Lazarus Ledd e riscopro il mondo fantastico che avevo abbandonato. Su una terza di copertina di uno dei suoi primi albi, rimango folgorato da una visione mistica: mi riappare quel "robot bianco più robot di tutti" di cui sopra, ed è subito amore! Sarà la mia "condanna", perché da quel momento rimango invischiato nel gorgo senza uscita dei manga (così tanto vicini alla mia sensibilità fantascientifica) e, più in generale, del mondo del fumetto che da allora non abbandonerò più. Stimolata così la mia curiosità culturale, mi avvicino alla narrativa di SF, quella vera, ed è uno choc, perché mi rendo conto di essermi svegliato troppo tardi e che non potrò mai più rimettermi in pari con gli altri; ormai il solco è incolmabile, e le mie lacune me le porterò dietro per sempre! (sigh!) Scopro così le magiche pagine di Asimov prima, e poi Heinlein, Williamson, Bester, Simak, Dick, Bradbury, Matheson, dei "nuovi" Gibson, Simmons, Egan e W.J. Williams, e il rimpianto, il magone vero e proprio, è ancora più grande. Mi affanno così nella ricerca e nella lettura dei grandi del passato, e mi affascina da morire la Golden Age, e poi viene il resto, cioè... adesso.

Ora tento, con il massimo impegno e tutta la passione che mi alimenta senza sosta, di intraprendere la professione, trasformando il mio scrivere nel mio mestiere. Cosa? Di tutto. E chi sa che un giorno non riesca davvero a diventare un vero scrittore... ;)

   

 









Puoi ancora ordinare una
copia del libro qui


Per scrivermi qualsiasi
messaggio clicca qui





paginauno | biblio | altro | chi sono | links | contatti

copyright information © 2002 Andrea Iovinelli - All rights reserved. Mandami una e-mail.