Laura Corradini intervista Franco Ricciardiello

Per una serie di conferenze in Cina sulla fantascienza europea (anno 2000)

 

LC – Quanto secondo te l'attendibilità o verità dell'elemento scientifico deve incidere?

FR – Direi che se viene meno l'attendibilità scientifica, non ha senso parlare di fantascienza: non si tratta infatti di un genere letterario ambientato nel futuro, ma di una narrativa che si occupa dell'impatto della scienza e dalla tecnologia sull'uomo. L'ambientazione futuribile è una conseguenza, non un elemento costituente. Avrebbe senso un romanzo poliziesco senza un'indagine? Un romanzo rosa senza una storia d'amore? E allora perché snaturare la fantascienza? Chi dice che l'accuratezza scientifica non è importante è semplicemente vittima di un pregiudizio tutto italiano, che vede la scienza subordinata ad altri aspetti del pensiero, come la filosofia, la storia o la politica.

 

LC – La Sf deve necessariamente avere anche un ruolo di divulgazione scientifica (come accade nei paesi comunisti e socialisti, per esempio)?

FR – In un paese come l'Italia, che vanta forse il più elevato analfabetismo scientifico fra tutti i paesi industrializzati, una sana opera di divulgazione non sarebbe una cattiva idea. Comunque, la narrativa non è divulgazione, altrimenti sarebbe saggistica: è davvero il caso di dire che "il mezzo è il messaggio". Purtroppo, i gusti del pubblico sono condizionati dai film di effetti speciali, che smontano in una girandola pirotecnica la forza iconoclasta della Sf: se non avessimo avuto l'ondata del cyberpunk, così irriducibile a una trasposizione cinematografica, la Sf sarebbe già spacciata. Purtroppo il cyberpunk ha solo vinto una battaglia, non la guerra.

 

LC – Quale consideri sia la funzione dell'immaginario in una storia di fantascienza?

FR – La fantascienza è una letteratura di idee. L'immaginario è importante perché sostiene il sense of wonder, quel senso del meraviglioso che la rende così attraente e richiama i lettori in virtù della sua virulenza immaginativa. Nella science fiction le possibilità cognitive della letteratura sono amplificate: questo perché le convenzioni del genere letterario, invece di limitarne la capacità espressiva, la aumentano.

 

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