FRANCO RICCIARDIELLO

Il sesso nell’epoca della sua riproducibilità tecnica

 

 

Osservando le immagini ad alta definizione provenienti dall’enclave sotto protezione dell’Unprofor,

 

Anche con i sensi ancora mediati dalla realtà virtuale del casco integrale, Tourneur aveva comunque percepito la presenza di Jane Nichols. Aveva fatto montare la girosfera, prestata dal grande magazzino di Soho che sponsorizzava la sua mostra di atrocità, nella segreteria della galleria d’arte. All’inizio, il dottor Vandenberg aveva ritenuto che la cura migliore consistesse nel frapporre un’interfaccia fra i sensi del paziente e il resto del mondo. Aveva dunque assecondato l’infatuazione di Tourneur per la tuta integrale e la girosfera come un interessante esperimento terapico, una sorta di auto-analisi sperimentale per un paziente poco abituato a mettere in discussione la propria visione del mondo. Quando Tourneur, acquisita una discreta padronanza del mezzo, aveva cominciato a compiere scorrerie virtuali nella Rete mondiale delle comunicazioni, il dottor Vandenberg aveva diagnosticato un rapido recupero delle facoltà mentali del paziente; era quindi rimasto particolarmente contrariato nello scoprire che Tourneur aveva rintracciato in Rete tutto il materiale disponibile su Claudia Schiffer, compresi interi archivi di filmati digitalizzati ad alta definizione, con l’intenzione di allestire una mostra di morti alternative dell’attrice, quasi coltivasse l’illusione di diventare una sorta di Andy Warhol della violenza.

 

Tourneur si accorgeva di confondere le voragini aperte dai proiettili di mortaio con gli orifizi nel corpo levigato dell’attrice,

 

Tourneur si era sfilato il casco, rimanendo appeso alla girosfera come un babbuino alla vivisezione, cercando di non ricambiare lo sguardo di Jane Nichols nella luce al gas nervino del laboratorio. In quel momento, nel suo ufficio di Earl’s Court, il dottor Vandenberg stava pensando alle crisi depressive del suo paziente, alla cura quasi maniacale con cui andava esplorando migliaia di nodi e di connessioni nella Rete per scoprire brevi frammenti video dell’attrice. Tourneur sembrava interessato solo alle immagini in movimento, non a dati e notizie e neppure a diapositive o interviste. Nella penombra di veneziana della sala di riabilitazione psichica dell’ospedale, Vandenberg lo aveva spesso osservato comporre e ricomporre spezzoni di fotogrammi sullo schermo da 24“ del PC, sfumando con un rapido gesto della mano guantata lo sfondo dietro i capelli biondi o eliminando con un semplice ritocco qualche lievissima imperfezione nei pixel dell’immagine dell’attrice. In quelle occasioni Tourneur si astraeva in modo assoluto, elevando una cortina di silicio fra i propri sensi e il mondo. Solo più tardi, con l’avanzare della terapia, quando Tourneur aveva cominciato a utilizzare la girosfera del laboratorio di neurologia, il dottor Vandenberg aveva dovuto riconoscere i suoi progressi. Sapeva, inoltre, che la comparsa di Jane Nichols avrebbe rappresentato la prova del fuoco per la verificare la tenuta dell’assetto mentale del paziente, la possibilità che la cura messa a disposizione dal villaggio globale di McLuhan potesse rappresentare una valida terapia per soggetti psicotici.

 

quasi come se le esplosioni al fosforo incendiario fossero responsabili del rossetto carminio sulle sue labbra,

 

Jane Nichols precedette Tourneur nella grande hall del vernissage elettronico, dove i visitatori potevano interagire con la collezione di morti alternative di Claudia Schiffer distribuite nelle macchine V.R. tutto intorno alle pareti. In quello stesso momento, il dottor Vandenberg stava prendendo la metropolitana alla stazione di Earl’s Court per raggiungere la galleria d’arte. Jane Nichols osservò il comportamento paranoico di Tourneur, che cercava di mimetizzarsi nella folla di curiosi accorsi alla mostra. La giovane moglie di un chirurgo del St. Thomas’s, di cui non ricordava il nome, che aveva indossato un kit di occhiali a cristalli liquidi, stava fissando a bocca aperta il vuoto della parete nuda. Vedendo l’etichetta all’evidenziatore accanto alla macchina R.V., Jane Nichols si accorse che la donna stava assistendo alla performance intitolata Crocifissione di Claudia Schiffer con corona di spine di cactus. Tourneur aveva trovato una sigaretta e stava fumando con indifferenza, una mano in tasca e l’altra alla bocca, scivolando dietro le spalle dei visitatori orripilati e affascinati dalle sue performances. Agli occhi di Jane Nichols, la mostra di torture virtuali che Tourneur aveva allestito con il beneplacito del dottor Vandenberg si qualificava sempre di più come una verifica empirica delle atrocità postmoderne di Alvin Toffler.

 

testimonianza per la sua psicologia allucinata di una devastante poesia della violenza.

 

Il dottor Vandenberg scese rapidamente all’arrestarsi del treno nella stazione di Maida Vale. Tempo prima, quando Tourneur aveva cominciato a comporre gli spezzoni video dell’attrice trovati nei vari siti della Rete, Vandenberg aveva violato la password del paziente per richiamare le composizioni appena abbozzate, brevi accenni di morti sanguinose come videoclip di una apologia della violenza. Senza avere idea di cosa il paziente avesse collezionato nella Rete, Vandenberg aveva aperto un file trovandosi di fronte a una morte per soffocamento alimentare di Claudia Schiffer, di un realismo devastante.  Più tardi Tourneur aveva cominciato ad affinare la propria irruenza creativa, ambientando le consuete scene di morte in scenari più realistici e per questo più atroci. Vandenberg era rimasto impressionato dal corpo scomposto di Claudia Schiffer vestita con la divisa kaki irregolare di un miliziano bosniaco, la casacca crivellata di fori dagli orli slabbrati e grosse chiazze di sangue scuro alla gola e all’addome. Stava ripensando a questo episodio quando il sacchetto di politene abbandonato da un fondamentalista sciita in un contenitore dei rifiuti della stazione dell’Underground cominciò a rilasciare una densa nuvola di solfuro b-dicloroetilico. Il dottor Vandenberg non si accorse neppure di perdere conoscenza. Nel momento esatto in cui, alla galleria d’arte, Tourneur invitava Jane Nichols a visionare Claudia Schiffer dilaniata dal tritolo destinato dall’I.R.A. a Lord Mountbatten, ultimo viceré d’India, il dottor Vandenberg giaceva ricoperto di vesciche urticanti sul pavimento della stazione di Maida Vale, insieme a decine di altri passeggeri intossicati. Un attimo prima di indossare il casco della macchina V.R., Jane Nichols udì il suono rotante della sirena della polizia. Il dottor Vandenberg fu dichiarato ufficialmente morto sette minuti più tardi dall’ufficiale medico della squadra NBC-antiterrorismo.

 

Franco Ricciardiello

 

Scritto tra il 29 maggio e il 3 giugno 1995

 

Pubblicazioni:

"Diesel Extra" n. 12, Sarre (AO) 1995

 

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