Automa corporale Per Tommy Gunn, la reiterata esposizione dello spettatore alle scene di violenza rappresentata (o “interna”) dei media avrebbe come conseguenza la anestetizzazione della morale individuale e collettiva (desensibilizzazione), mentre la riproduzione nuda e cruda della violenza reale, tangibile (o “esterna”) sarebbe in grado di risvegliare nell’uomo un automa corporale. La violenza reale (interna) sarebbe capace di imporre lo choc alle masse, risvegliando nell’individuo il pensatore, antidoto all’uomo desensibilizzato e infantilizzato che è la conseguenza del fascismo elettronico. Per Tommy Gunn, la violenza rappresentata (interna) va dal dentro al fuori, dalla rappresentazione all’interiorizzazione; al contrario, la violenza reale (esterna) passa dalla natura all’uomo. Lo choc di questo passaggio produce un effetto sulla mente, la forza a pensare ed a fuggire dal circolo vizioso della macchina da guerra del broadcast. Automa corporale contro l’Uomo-fascista virtuale. Recupero della corporalità come massimo distillato del materialismo, in contrapposizione all’idealismo antimaterialista del fascismo elettronico.