Fascismo elettronico - la polemica di v. Tommy Gunn contro il cd. “fascismo virtuale” o “fascismo elettronico”, definizione da lui usata per stigmatizzare la Virtual Majority evocata durante la campagna elettorale della primavera del ‘34 di v. Clive Winston Bentham, trova la sua prima formulazione nell’opera multimediale satirica Moral Majority Strikes Back. La teoria di Tommy Gunn si basa sul concetto chiave del sistema dei network privati e pubblici (broadcast) come “macchina da guerra” per la colonizzazione culturale della mente elettronica. I grandi trust economici, o Zaibuzu, che controllano oltre il 95% del Broadcasting system in Europa, intenterebbero una vera e propria guerra di colonizzazione della mente. I singoli passi della strategia del broadcast consisterebbero in:

1.     Desensibilizzazione della mente collettiva (o elettronica) mediante l’esposizione reiterata a scene di tortura e mutilazione; ciò avrebbe come conseguenza la anestetizzazione della morale individuale e collettiva.

2.     Infantilizzazione della mente collettiva (o elettronica); ciò avrebbe come conseguenza la retrocessione della mentalità individuale (e collettiva) allo stadio di retro-bambino.

3.     Instaurazione del Fascismo virtuale o elettronico come ultimo stadio della guerra intentata tramite i mass media: il fascismo elettronico come politica reazionaria della transizione dal corporale al virtuale, dalla carne all’elettronico.

Nella citata opera artistico-filosofica di Tommy Gunn è possibile rintracciare una evoluzione del pensiero di Arthur Kroker.