FRANCO RICCIARDIELLO

Philip K. Dick

Intervento a Zombilla! Programma radiofonico di Radio Città del Capo (Bologna)

 

 

Durante un congresso di fantascienza nel 1977 a Metz, in Francia, Philip Dick fece una sconvolgente rivelazione di fronte a un pubblico di fan che ascoltava attonito. Rivelò che tre anni prima, nel 1974, mentre seduto in poltrona ascoltava Strawberry Fields Forever dei Beatles, un accecante lampo di luce rosa aveva attraversato le sue palpebre, rivelandogli che suo figlio Christopher era in pericolo di vita a causa di un'ernia inguinale. Portato in ospedale, il bambino era stato salvato in extremis. Dick disse che dopo l'episodio per sei interi mesi era rimasto in contatto tramite il raggio di luce rosa con un'entità metafisica, dalla quale aveva appreso che la realtà fenomenica è soltanto un'illusione, stranamente simile al velo di Maya, e che tutti noi viviamo nel I secolo dopo Cristo. La Storia si è fermata con la distruzione del tempio di Gerusalemme ad opera di Tito e la dispersione di quell'informazione vivente rappresentata dal Cristo. Questa informazione benevola è rimasta conservata nei cosiddetti manoscritti del Mar morto, venuti alla luce durante una spedizione archeologica nel XX secolo. Durante tutto questo periodo, un'entità malvagia che Dick chiama l'Impero avrebbe costruito una sovra-realtà per imprigionare l'umanità, la Prigione di Ferro Nera. Una setta di cristiani "originari" sta combattendo da sempre contro l'Impero che si perpetua da Ottaviano Augusto a Richard Nixon.

Lo stupore imbarazzato dei suoi ascoltatori fu in parte riscattato quattro anni dopo, quando Dick dette alle stampe la cosiddetta "Trilogia di VALIS", acronimo che sta ad indicare l'entità benevola che è entrata in comunicazione con Dick: "Valis" e "Divina invasione" del 1981 e "Radio libera Albemuth" del 1985 sono l'epilogo della carriera di uno scrittore che si è sempre abbandonato con tutti i sensi spalancati alle proprie ossessioni, e che per questo è riuscito a restituirle con una resa impressionante all'interno della propria narrativa.