FRANCO RICCIARDIELLO

Fantascienza e terrorismo

Intercom n. , 2002

 

 

In un primo tempo ho immaginato che in qualche momento, nei primi mesi di quest'anno, fossimo entrati nell'era di William Gibson: un guerra sorda, fredda all'apparenza ma caldissima appena sotto la superficie, con attentati batteriologici, scontri di agenti in incognito, cambi di schieramento, servizi segreti che cercano di portare lo scontro nei paesi in via di sviluppo, multinazionali del terrore che cercano di trasferirlo nei paesi ricchi. Poi ho capito che la guerra non è certo iniziata con l'attentato alle torri del WTC, né con l'Intifada e neppure con il bombardamento di Baghdad: la violenza è inscritta profondamente nella genetica dell'America, è la continuazione della guerra fredda, la forma esteriore di una società cresciuta con lo sfruttamento, la faccia triste della democrazia. La guerra è il trionfo della lobby militare industriale USA, di una visione del mondo diviso in buoni e cattivi, l'inevitabile risultato della predestinazione calvinista, e perciò cristiana.

A nessuno interessa prevenire le ragioni stesse di una guerra, perché l'importante è vincerla. Credo comunque che il terrore abbia già vinto: per quanto possano fare le truppe speciali di Londra e Washington o i loro servizi segreti, non potranno mai e in nessun caso commettere qualcosa di più mostruoso di ciò che hanno dovuto subire nel cuore stesso del mondo globalizzato. Per questa ragione gli integralisti islamici hanno già vinto: il passo successivo sarà, temo, la vittoria degli integralisti cristiani.

 

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