FRANCO RICCIARDIELLO

La donna del XXI secolo

"La Sesia", 8 marzo 1999

 

 

L.Jinnah nascerà a Allahabad, stato di Uttar Pradesh, India, e sarà l’abitante n. 6.000.000 del pianeta Terra, ma sarà un primato breve perché un secondo più tardi Vigdis Karlsdottir nascerà a Akureyri, Islanda: nello stesso momento il suo DNA verrà registrato per il progetto di monitoraggio deCODE, da diversi anni per studiare le risorse genetiche della popolazione insulare. Kaseya nascerà in una zona rurale del Katanga, ma dovrà emigrare nella Zambia a causa della rivolta banyamulenge che investirà il Congo meridionale. Monserrate Castro Herrera si trasferirà a Mar del Plata, cercando di sfuggire ai ritmi frenetici della capitale, e continuando a mantenersi con il lavoro di architetto aprirà una scuola di bandoeón. Kristina K., figlia di tedeschi di seconda generazione, sceglierà di rinunciare chimicamente al ciclo mestruale, come il 90% della popolazione femminile dei paesi industrializzati. Töve sarà concepita in vitro da padre turco e madre svedese, in una clinica di Uppsala, scriverà otto saggi di storia del teatro e passerà gli ultimi 20 anni della sua vita nel deserto australiano, a osservare albe e tramonti sull’Ayers Rock. Kazumi vivrà nove mesi l’anno in una struttura pressurizzata, sul fondo della baia di Sagami, a poche miglia da Tokyo, controllando l’estrazione di proteine da alghe sottomarine. María Sánchez Goygoechea cambierà il suo nome in Kelly Malone trasferendosi dallo stato di Guanajuato a Città del Messico, si farà sostituire i capelli con una parrucca di fibre ottiche e diventerà la principale attrazione del mondo dello spettacolo, trasmettendo direttamente nella Rete commedie di Shakespeare memorizzate su un database biologico trapiantato nella parte superiore della sua spina dorsale. Louise Prieur giudicherà troppo spinta la trasformazione del corpo umano per opera della tecnologia, abbandonerà il suo lavoro in un’industria chimica di Montréal e si rifugerà nelle foreste di conifere dei Laurentides, sopravvivendo isolata come un animale frugivoro, filando da sola i tessuti per vestirsi e concedendosi il solo lusso di una penna a calamaio per scrivere le sue memorie. Fathma M. studierà teologia all’università di Qom e sarà la prima donna ammessa nel corpo di polizia di Teheran. Marya, allieva di una scuola cristiana di Asmara, vedrà apparire la Madonna, che annuncerà una guerra contro la Somalia; perfino Radio Addis Abeba darà risalto alla notizia, e un pellegrinaggio senza fine di diseredati scalzi la renderà celebre. Debora Rossi sarà la prima donna ordinata sacerdote. Iris Sáenz Reyes, nata all’Avana ma cresciuta a Miami, vincerà il concorso di Miss Universo secondo parametri estetici computerizzati e sarà il primo essere umano a brevettare una descrizione frattale della propria immagine, da usare come modello residente nelle routine informatiche di chirurgia plastica, così che i suoi lineamenti si duplicheranno nei lineamenti di centinaia di migliaia di donne in tutto il pianeta. Verso la fine del secolo, Naoko Kazama sarà vittima di un incidente ferroviario della sopraelevata di Kunitachi, e subirà con successo la sostituzione chirurgica degli arti inferiori con uno scheletro artificiale, ricoperto di tessuti di coltura biologica clonata. Lise Kantner di Memmingen, Europa Unita, sarà il primo essere umano a portare un esoscheletro di alluminio e policarbonato, asportabile quotidianamente, per risolvere un problema di insufficienza ossea. Il colonnello Wu Zhendao sarà il primo essere umano a mettere piede sul pianeta Marte. Kizuki Ito, sosterrà la tesi dell’egemonia di una civiltà per ogni secolo: nel XV l’Italia, nel XVI la Spagna, nel XVII l’Olanda, nel XVIII la Francia, nel XIX l’Inghilterra, nel XX gli Stati Uniti, nel XXI il Giappone, e preconizzerà per il futuro l’egemonia di una nuova nazione emergente, la Nigeria. Nessuno le crederà. Ma questo alle donne capita spesso.

 

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