FRANCO RICCIARDIELLO

Utopia 1999 - Festival Européen des Futurs – Poitiers 29/10-1/11 1999

 

 

Un dossier curato da Valerio Evangelisti sul numero 1 della nuova serie di Carmilla (Bologna, 1998, ed. Phoenix) ha contribuito a fare luce sul florido mercato della science fiction in uno dei paesi più vicini a noi: con decine di collane specializzate presso i grandi editori, riviste, editoria semiprofessionale, autori indigeni regolarmente retribuiti, alcuni dei quali si mantengono con la scrittura, la fantascienza è in continua espansione in Francia. A beneficiarne sono non solamente i consueti scrittori anglosassoni, ma anche e soprattutto i locali, che hanno un folto seguito di lettori in patria.

Ogni anno in Francia c’è più di un’occasione per una convention del settore (senza arrivare alle convention quasi mensili della Germania). Anche quest’anno, dopo una comparsa alle Galaxiales di Nancy in aprile, alla manifestazione Utopia 99 ha partecipato una delegazione di addetti ai lavori italiani.

I quattro giorni di dibattiti nella cornice futuristica del parco attrazioni di Poitiers, giunta alla seconda edizione, è la convention più densa di contenuti alla quale mi sia capitato di partecipare in questi anni. La quantità di interventi, l’affluenza di pubblico, la partecipazione di addetti ai lavori, compresi i grandi editori che in Italia si tengono di solito lontani dai festival della fantascienza, la qualità dei relatori fanno di Utopia un modello di organizzazione per tutte le manifestazioni europee.

L’organizzatore Bruno Della Chiesa (italiano di nome ma francese di nazionalità) ha parlato di un “asse” fantascientifico fra Italia e Francia, grazie al successo che Valerio Evangelisti sta riscuotendo da due anni a questa parte a Parigi e dintorni: a pochi giorni dall’uscita in 15 mila copie, i librai francesi hanno sollecitato l’editore Payot a una nuova edizione del primo volume su Nostradamus.

Un effetto dunque simile a quello del mercato italiano, dove dopo decenni di ostracismo e la pubblicazione di discutibili prodotti, Valerio Evagelisti ha fatto da “apripista” per gli autori nazionali: primo italiano ad essere pubblicato su Urania al di fuori del premio omonimo, ha dimostrato che gli autori locali possono vendere anche più dei classici anglosassoni.

Il tentativo esplicito di manifestazioni come quella di Poitiers è quello di estendere la rinascita della science fiction continentale ad altri paesi, per esempio la Germania, dalla quale arrivano segnali incoraggianti. In questo senso vanno lette le traduzioni in Francia di romanzi italiani (i cicli di Eymerich e Nostradamus, i due romanzi ucronici di Luca Masali, l’antologia italiana curata da Evangelisti) e la prossima pubblicazione in Italia di ottimi esempi della vasta produzione francese, incominciando da Pagel recentemente apparso con il romanzo breve “Cineterra” su Millemondi.

La delegazione italiana arriva a Poitiers in ordine sparso, dopo un (purtroppo) breve  passaggio a Parigi presso le rispettive case editrici: Valerio Evangelisti, Luca Masali, Giuseppe Lippi, Bianca Garavelli, Piergiorgio Nicolazzini, Sergio Fanucci e Franco Ricciardiello. Utopia 99 è dedicata alla scoperta dell’immaginario germanofono, sull’onda del successo in Francia del romanzo di Andreas Eschbach “Des milliards de tapis de cheveaux”.

Gli interventi erano numerosi e interessanti, vorrei elencarne solo alcuni.

Jean-Michel Truong, francese residente in Cina, presenta al pubblico il suo romanzo “Le successeur de Pierre”, vincitore del Grand Prix de l’Imaginaire, in cui immagina un’evoluzione della vita basata sul silicio anziché sul carbonio. Il romanzo, dal notevole rigore scientifico, si aggiudica il premio nato nel 1974 con il nome “Grand Prix de la Science-Fiction française”, che si articola nelle categorie romanzo francese, romanzo straniero (nel 1998 ha vinto Valerio Evangelisti con i primi due romanzi del ciclo di Eymerich), racconto francese, racconto straniero, saggio, giovani, traduzione, premio speciale, artista.

Brian Aldiss mette in scena fuori programma “Kindred blood in Kensington Gore”, vera e propria recita dedicata a P.K.Dick, interpretato da lui stesso, mentre la scrittrice tedesca Usch Kiausch impersona in successione la sorella gemella di Dick, deceduta a pochi mesi dalla nascita, il padre e infine Valis, l’entità soprannaturale che ha dominato l’ultima produzione dello scrittore californiano.

Orson Scott Card, nell’appuntamento più seguito dal pubblico (tutti i posti a sedere nel teatro occupati) ha tenuto una interessante conferenza sull’ucronia, anche in rapporto al suo ciclo di Alvin Maker, che contrariamente alla Francia da noi ha avuto poca fortuna. Ho avuto un brivido di piacere quando, rispondendo a una domanda dal pubblico, la voce di Card si è levata fuori dal coro contro l’intervento Nato in Serbia, prefigurando futuri disastri.

Brian Aldiss ha presentato il nuovo romanzo, in uscita contemporaneamente in Gran Bretagna e Germania, intitolato “White Mars” per completare idealmente la trilogia marziana di K.S.Robinson, e racconta al pubblico della sua idea di ambientare un’utopia in una Norvegia ultra-ecologista del futuro.

Valerio Evangelisti ha presentato il romanzo del tedesco Andreas Eschbach di cui ho accennato, vincitore del “Grand Prix de l’Imaginaire” per il romanzo straniero: in una civiltà galattica del lontano futuro, per una ragione che sarà rivelata solo alla fine, un intero settore di pianeti fonda la propria economia sulla lavorazione di tappeti intrecciati con capelli umani.

In un’altra seguita conferenza, K.W.Jeter, personaggio tranquillo e compassato, dall’aspetto che stona con la violenza di certi suoi romanzi, ha rievocato alcuni aspetti della vita di Dick del quale, ricordiamo, fu amico. A seguire, un omaggio all’opera di Dick in una tavola rotonda con Norman Spinrad, Sergio Fanucci, Christopher Priest (autore della novelization del film di Cronenberg, uscirà in Italia su Urania) e altri.

L’ultimo giorno, il 1 novembre, un’altra tavola rotonda sull’ucronia, alla quale oltre a Masali e Card hanno partecipato numerosi autori francesi, a testimoniare un sottogenere che in Francia viaggia a vele spiegate.

Infine, la presentazione dell’antologia di autrici donne “Cosmica Erotica” in uscita per il prossimo San Valentino, alla quale oltre a numerose brave autrici francesi parteciperanno Connie Willis e la nostra Gloria Barberi.

Mi auguro che il festival di Poitiers possa costituire un esempio per le prossime manifestazioni che si preannunciano in Italia, soprattutto l’Italcon del 2001 programmata a Torino, finalmente località raggiungibile anche con le FS, per la quale il comitato organizzatore ha già cominciato a lavorare alacremente.

 

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