FRANCO
RICCIARDIELLO
Realtà
e invenzione
Ovvero:
la letteratura fantastica può consistere solamente nel mettere in relazione fra
di loro fatti realmente accaduti?
Intervento presentato a un convegno sul Fantastico
organizzato dal Consiglio della V circoscrizione di Novara nel dicembre 1996
Quando
Giampiero Prassi mi ha chiesto di preparare un intervento per questa occasione,
gli ho domandato quale "taglio" preferisse. La sua unica richiesta è
stata quella di una relazione in qualche modo "originale"
Non
è semplice essere all’altezza a questo punto: anche perché ho voluto
cimentarmi, come richiesto dall’argomento del1a serata, in una materia tutto
sommato per me piuttosto ostica, vale a dire la letteratura del Fantastico.
Mi
rendo conto che potrebbe sembrarvi strano, visto che sono stato giustamente
presentato come un autore di Fantascienza: questo genere letterario è stato
infatti spesso definito una branca del Fantastico, anche se ciò non è
propriamente corretto.
Si
può tuttavia riconoscere che questi due generi letterari hanno in comune
soprattutto la tematica: entrambi si preoccupano infatti di fornire ai lettori
una rappresentazione di eventi fuori dall'ordinario.
Cosa
significa "eventi fuori dall'ordinario"? Tentando di dare una
definizione di questo genere letterario, uno storico della science fiction e
dell'horror come il Prédal arrivò a chiamare eventi ordinari quelli che
rientrano nell'ambito delle leggi naturali note e delle possibilità
tecnico-scientifiche che sono patrimonio comune dell'umanità; per contrasto,
eventi straordinari sarebbero quelli che eccedono le une o le altre o ambedue.
Per definire come appartenente al genere fantastico un determinato testo, Prédal
previde tre casi:
1.
L'intrusione di un elemento straordinario in un mondo ordinario (ad
esempio il film “incontri ravvicinati” o il racconto “La metamorfosi” di
Kafka)
2.
Immissione di un elemento ordinario in un mondo straordinario (il romanzo
“La storia infinita” o anche “Un americano del Connecticut alla corte di
Re Artù” di Mark Twain).
3.
Analisi di elementi straordinari in un mondo straordinario (la maggior
pare della fantascienza e del fantasy, pensiamo a “Blade Runner” o a “Il
signore degli anelli”).
La
domanda che voglio pormi stasera insieme a voi è la seguente: è
possibile che anche rimanendo all'interno del quarto caso – che potremmo
chiamare “analisi di elementi ordinari in un mondo ordinario” – si possa
costruire una storia appartenente al genere fantastico?
Per
arrivare, se possibile, a una
risposta, e per venire incontro alla richiesta di "originalità" per
questo intervento, ho pensato di farmi aiutare dal pubblico. Ho bisogno di 20
volontari che se la sentano di rispondere a un vero e proprio Quiz.
Ora
vi leggerò infatti una serie di affermazioni che descrivono eventi accaduti
trai il 1827 e i nostri giorni. Alla fine della lettura chiederò ai nostri
volontari di indicare quale delle proposizioni è falsa. Dopo di che vedremo di
commentare se un esercizio del genere ci serve per determinare quello che ci
siamo proposti: la letteratura fantastica può consistere solamente nel mettere
in relazione fra di loro fatti realmente accaduti?
*
* *
Quale delle seguenti proposizioni è palesemente
falsa?
1.
Nel 1827 nasce il pittore svizzero
Arnold Böcklin. Da una rappresentazione romantica del paesaggio (scogliere,
foreste, cerimonie e riti germanici e druidi) passò poi a soggetti mitologici,
realizzati con gusto simbolico e surrealista. Fra i suoi dipinti ricordiamo
“Odisseo e Calipso” e “L'isola dei morti”.
2.
Nel 1856 nasce in Austria Sigmund
Freud, padre della psicanalisi.
3.
Lo storico Wolf Mannardt, nella sua
opera “Miti Germanici” apparsa nel 1858, si riferisce con il nome di
"Isola dei Morti" alle isole sante della mitologia nordica.
4.
Nell'anno 1876 appare postuma
l'opera “Mitologia tedesca” redatta da Jacob, il maggiore dei due fratelli
Grimm, noti soprattutto per le raccolte di fiabe popolari. Rifacendosi anche
alle “Saghe germaniche” compilate per la maggior parte dal fratello Wilhelm,
Jakob Grimm si riferisce a numerose "isole sacre" della mitologia
tedesca, citando le isole di Rügen (nel Mar Baltico) e di Helgoland (al largo
della costa tedesca nel Mare del Nord).
5.
Nel 1928, riferendosi a un monumento
druida risalente all'epoca celtica in Inghilterra, Karl Mone parla di un'Isola
di tombe.
6.
Sul finire degli anni '70 del XIX
secolo, dopo aver insegnato all'istituto di Belle Arti di Weimar, il pittore
Arnold Böcklin si trasferisce a San Domenico di Fiesole, vicino Firenze.
7.
Nell'aprile del 1880 la contessa
Marie Von Oriola di Büdesheim, in viaggio in Italia, si reca a visitare
l'atelier di Arnold Böcklin in via Lungo il Mugnone a Firenze. Tramite il
mercante d'arte Gurlitt, la contessa aveva commissionato al pittore svizzero un
dipinto: si tratta di una rappresentazione classica di una vita post mortem,
una barca con un'anima avvolta in un sudario bianco all'approdo di un'isola
rocciosa, una specie di cratere circondato da tombe etrusche che contiene al
centro un alto gruppo di cipressi.
8.
Arnold Böcklin, che aveva deciso di
intitolare il dipinto “Isola silenziosa” o “Isola delle tombe”,
affermava: "chi guarda il quadro deve avere timore di disturbare il solenne
silenzio con una parola espressa a voce alta".
9.
Sarà però il mercante d'arte che
aveva fatto da tramite con la contessa von Oriola, l'olandese Gurlitt, a trovare
il titolo definitivo per il dipinto: “L'Isola dei Morti”.
10.
La fortuna del quadro sarà tale che Böcklin sarà costretto a
dipingerne una seconda versione, quasi identica tranne per il suo carattere di
schizzo, in quello stesso 1880.
11.
La fama dell'Isola dei Morti convince Böcklin a dipingerne tre anni
dopo, nel 1883, una terza versione per la signora Tina Schön-Renz, di Worms
(Germania).
12.
La fama dell'Isola dei Morti sembra persino esagerata. Una quarta
versione, dipinta nel 1884 per il berlinese Viktor Benary, ci presenta una
versione leggermente diversa (il molo di approdo è intonacato, due cipressi
risultano più alti degli altri).
13.
La quinta e ultima versione dell'Isola dei Morti viene dipinta da Arnold
Böcklin nel 1886. Le rocce che circondano l'isola sono molto più alte e
massicce, su entrambi i lati del cratere sono presenti due file di tombe, il
muro di approdo è più alto, l'imbarcazione sembra più lontana dalla riva.
14.
Il 20 aprile 1889 nasce a Braunau, in Austria, Adolf Hitler.
15.
Nei primi anni del '900 lo studio medico di Sigmund Freud a Vienna è
abbellito con 22 riproduzioni di dipinti celebri. Di queste, numerose sono
dell'Isola dei Morti di Arnold Böcklin.
16.
Nel 1890 Sigmund Freud, che soffriva di veri e propri disturbi di
comportamento durante i viaggi in treno, subisce uno dei suoi peggiori attacchi
alla stazione ferroviaria di Berchtesgaden.
17.
Berchtesgaden diventerà il principale luogo di residenza di Hitler
durante la seconda guerra mondiale. Il Führer, che disdegnava la vita di città
e detestava Berlino che definiva "Babele del peccato", prediligeva la
vita spartana nei rifugi a prova di bombardamento. Fino all'ultimo, nella
capitale assediata dall'Armata Rossa, i suoi più stretti collaboratori
cercheranno di persuaderlo a fuggire per via aerea e continuare la resistenza
della Germania meridionale da Berchtesgaden.
18.
Nel 1900 Lenin si trasferisce in esilio dalla Russia alla Svizzera.
Rientrato in patria durante la rivoluzione del 1905, ripara di nuovo a Zurigo a
seguito del suo fallimento. Durante l'esilio, fa bella mostra di sé nella
stanza da letto di Lenin una riproduzione dell'Isola dei Morti di Arnold Böcklin.
19.
Arnold Böcklin muore nel 1901 a Fiesole. Viene seppellito al Cimitero
degli Inglesi di Firenze.
20.
Nel 1904 nasce il pittore catalano Salvator Dalí. Riprenderà spesso il
motivo di Böcklin inserendo a più riprese cipressi nei suoi dipinti.
21.
Nel 1907 il compositore russo Sergej Vasil'evic' Rachmaninov è autore
del poema sinfonico “L'isola dei Morti”, evidentemente ispirato al dipinto
di Böcklin.
22.
Nel 1912 muore il drammaturgo svedese August Strindberg. Nel 1907 aveva
scritto per il teatro una Sonata degli Spettri ispirata alla quarta versione
dell'Isola dei Morti, alla quale dedicò anche un frammento di un dramma
inedito: nella prima scena, la scenografia sarebbe rappresentata dal dipinto
stesso. Non si è più saputo nulla di questa quarta versione del dipinto, che
risulta oggi ufficialmente scomparsa.
23.
Lo scrittore e commediografo svizzero Friedrich Dürrenmatt scrive una
commedia intitolata “Play Strindberg”, rielaborazione della Totentanz
dell'autore svedese, che viene rappresentata per la prima volta nel febbraio
1969 nella città di Basilea. Nel primo romanzo di Dürrenmatt, “Il giudice e
il suo boia”, il protagonista si reca nella casa di un amico appena
assassinato e trova davanti alla sua camera da letto "un gran quadro in una
pesante cornice dorata: era L'isola dei morti”. Parlando del periodo in cui il
romanzo fu scritto, la fine degli anni '40, e dell'influenza che a quel tempo
aveva su di lui la pittura, Dürrenmatt ebbe a dire che cominciò a studiare
filosofia per "prendere distanza dalle immagini da cui mi sentivo
posseduto, una distanza in cui potessi almeno respirare un po'. Si trattava per
così dire di superare un'attrazione molto forte."
24.
Il poeta sovietico Vladimir Vladimirovic' Majakovskij aveva una
sensibilità artistica d'avanguardia rispetto a quella di Lenin. Considerava
"L'isola dei morti" il tipico esempio del gusto piccolo-borghese. Nel
suo poema "Per questo" (Pro eto, 1923), dedicò un frammento al quadro
di Böcklin, che a suo dire avrebbe fatto della Mosca della NEP (la Nuova
Politica Economica) un'Isola dei morti.
25.
L'anno successivo, il 1924, Majakovskij scrive il poema in versi Viadimir
Il'ic' Lenin sull'onda della commozione per la scomparsa del rivoluzionario
dell'Ottobre sovietico. Non si sa se durante gli anni al Cremlino o della sua
malattia nella città di Gorkij Lenin sia rimasto in possesso di una
riproduzione del quadro di Böcklin.
26.
L'architetto e urbanista francese Tony Garnier (1869-1948) si ispira
all'isola dei Morti per un progetto di monumento ai defunti commissionato dalla
città francese di Lione.
27.
C’è un’isola che compare frequentemente nella mitologia nordica e
germanica: si tratta dell'Ultima Thule, il lembo più lontano dell'oceano
settentrionale, terra sacra per eccellenza in cui risiede il Re del Mondo. Thule
è stata di volta in volta identificata con le isole Far Øer, l'Islanda, la
Groenlandia.
28.
"Società di Thule" è la traduzione di Thule-Gesellschaft,
società segreta razzista della cui lista di affiliati pubblicata nel 1933
faceva parte anche Adolf Hitler.
29. Adolf
Hitler acquista ad un'asta nel 1936 la terza versione dell'Isola dei Morti, di
proprietà della famiglia Schön-Renz. E’ difficile dire se Böcklin abbia
tratto ispirazione dal mito di Thule per la sua Isola
dei Morti, o se non sia piuttosto stato Adolf Hitler a ritrovare nel quadro il
simbolo tipico della terra iperborea.
30. Gabriele
D'Annunzio muore nel 1938. Non avendo potuto entrare in possesso di uno degli
originali del quadro di Böcklin, fece piantare nel parco della sua residenza di
Gardone Riviera in provincia di Brescia, il Vittoriale, gruppi di cipressi per
ricrearne l'atmosfera.
31. In
visita a Firenze l'8 maggio 1938, Adolf Hitler si sofferma in silenzio a
guardare per qualche secondo i cipressi sopra piazzale Michelangelo, in
direzione di San Miniato, commentando poi a voce alta "Finalmente capisco Böcklin".
Contravviene così, forse consciamente, al desiderio del pittore per cui
"chi guardava il quadro doveva avere timore di disturbare il solenne
silenzio con una parola espressa a voce alta".
32. Nel
1939 muore Sigmund Freud, emigrato a Londra per sfuggire alle persecuzioni
antisemite. Le sue sorelle, di origine israelita, moriranno 5. anni più tardi
bruciate in un lager.
33. Nel
mese di agosto di quello stesso 1939 i ministri egli esteri sovietico Molotov e
quello tedesco Von Ribbentrop siglano il patto di non belligeranza che prende il
loro nome, e che porterà allo smembramento della Polonia e all'annessione delle
tre repubbliche baltiche all'Unione Sovietica. Nelle foto ufficiali della
ricorrenza, sulla parete alle spalle di Adolf Hitler appare la terza versione
dell'Isola dei Morti, proprietà personale del Führer.
34. Nel
1943 il regista francese Jacques Tourneur, emigrato a Hollywood per sfuggire
all'invasione nazista, gira il film “Ho camminato con uno zombie”, un noir
ambientato ad Haiti. Una signora americana, moglie del proprietario di una
piantagione, vive in uno stato di semi-catalessi. Nella sua camera si vede
appeso alla parete di fronte al letto l'Isola dei Morti, inserito nella
scenografia dal produttore del film, Val Lewton.
35. Val
Lewton produce nel 1945 un altro film, “Isle of the Dead”, tradotto in
italiano con L'isola della morte, e ambientato naturalmente su un’isola;
protagonista Boris Karloff Nello sfondo dei titoli di testa appare una
riproduzione del dipinto di Böcklin.
36. Adolf
Hitler sembrava credere apertamente nella magia delle opere d'arte. Possedeva un
ritratto a olio di Federico II di Prussia, il Fridericus Rex di Franz Von
Lenbach (1836-1904) nel cui potere magico aveva creduto per diversi mesi prima
dell'invasione della Germania. Hitler aveva studiato la vita del re di Prussia
sulla “Storia di Federico il Grande” di Thomas Carlyle. Sapeva così che nel
1759, mentre la Prussia era invasa da ogni lato da una coalizione austro-russa,
la morte della zarina Elizabeta Petrovna aveva sfasciato l'alleanza dei suoi
nemici salvando Berlino in extremis dalla caduta e rovesciando le sorti della
guerra.
37. Quando
Hitler il 13 aprile 1945, 17 giorni prima del proprio suicidio, ricevette la
notizia che il Presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt era morto,
credette che il dipinto di Lenbach avesse di nuovo mostrato il potere della
propria influenza magica, permettendogli di spezzare la coalizione di Yalta fra
Roosevelt, Churchill e Stalin. Le sue speranze vennero meno tre giorni dopo:
l'Armata Rossa iniziò l'offensiva sull'Oder che avrebbe schiantato le ultime
divisioni corazzate della Wehrmacht poste a difesa di Berlino.
38. Il 30
aprile 1945 Adolf Hitler si suicida nel bunker della Cancelleria, a Berlino
investita dall'Armata Rossa. Il Fridericus Rex viene affidato nelle mani del
generale Hans Baur, pilota personale di Hitler, che dal Führer riceve anche
l'ordine di curare che il suo corpo venga completamente cremato per evitare che
anche il più piccolo reperto cada nelle mani dei sovietici. Fuggendo attraverso
le vie di Berlino rasa al suolo, Baur viene ferito a una gamba e catturato
dall'Armata Rossa. Trascorre diversi anni prigioniero in Unione Sovietica.
39. Dopo
la morte di Hitler e di Eva Braun, l'entourage del Führer ha così fretta di
salvare la pelle che i corpi vengono solo parzialmente cremati nel cortile della
Cancelleria e sepolti sotto un sottile strato di macerie nel cratere aperto da
una bomba. 4 giorni dopo vengono ritrovati da una pattuglia dell'Armata Rossa
sguinzagliata apposta alla ricerca del Führer. Del dipinto di Lenbach si
perdono le tracce durante il ferimento e la cattura di Hans Baur. A tutt'oggi
non se ne hanno più notizie. La terza versione dell'Isola dei Morti viene
razziata dai sovietici e portata a Mosca.
40. Arnold
Böcklin non ha lasciato nessuna traccia sull'origine del dipinto, né
sull'isola che avrebbe fatto da modello alla sua opera.
41. Lo
storico dell'arte ungherese Zoltan Magyar sostiene che Arnold Böcklin si ispirò
a un'isola effettivamente esistente per dipingere il suo quadro. Dopo alcuni
anni di ricerche in tutto il Mediterraneo, credette di individuare il modello
del pittore svizzero in uno scoglio roccioso della costa dalmata.
42. Questa
ipotesi fu avallata dal vescovo croato Joseph Hlinka, che affermò di aver visto
il pittore svizzero nell'atto di ritrarre un'isola al largo della costa. Non
esiste tuttavia in nessuna biografia di Böcklin un accenno a un suo viaggio in
Croazia.
43. Numerose
ipotesi si sono succedute fra gli addetti ai lavori. Una raccolta di tavole di Böcklin
edita dalla Photographische Union di Monaco di Baviera avanza l'idea che a fare
da modello per il dipinto sia stato uno scorcio dell'isola di Ischia, oppure di
Ponza, o ancora l'isola greca di Pondikonissi in cui la tradizione classica
identifica il luogo di abbandono di Ulisse da parte dei feaci.
44. Attualmente,
la prima versione del quadro di Böcklin, commissionata dalla contessa von
Oriola, si trova al Metropolitan Museum di New York.
45. La
seconda versione dell'Isola dei Morti, appartenuta a F.A.Simrock, è attualmente
esposta al Kunstmuseum di Basilea, in Svizzera.
46. La
terza versione, già patrimonio della famiglia Schön-Renz, acquistata da Adolf
Hitler e razziata dai sovietici, è stata riscattata dai tedeschi e a partire
dal giugno 1996 è visibile al Museo di Arte Moderna di Berlino.
47. La
quarta versione, che ispirò Strindberg, è attualmente scomparsa.
48. La
quinta versione, risalente al l886, non si è mai mossa da Lipsia: è ora
esposta al Bildensten Kunste.
49. Arnold
Böcklin è sepolto insieme alla figlia nel cimitero inglese di Firenze. Situato
nella rotonda al centro di piazza Donatello, il camposanto, di proprietà del
governo svizzero, ha la forma di un'isola circolare abbracciata in rotatoria dal
traffico tangenziale di Firenze. Il cerchio perimetrale è composto da un antico
muro di mattoni e pietre, più alto sul retro, digradante sui lati fino
all'ingresso. Un cancello con due colonne accoglie i visitatori. Tutta la parte
più alta dell'isola è ombreggiata da altissimi cipressi.
50. Uno
degli eventi presentati nelle frasi che precedono è falso.
*
* *
Naturalmente,
il quiz è solo un pretesto per cercare una risposta alla nostra domanda: tutti
i fatti presentati sono realmente accaduti, l'affermazione errata è la n. 50,
che recita testualmente "Uno degli
eventi presentati nelle frasi che precedono è falso". Perché sono in
effetti tutti veri; io mi sono limitato a fornire una drammatizzazione di questi
eventi che sarebbero altrimenti apparsi scollegati. Come ci ha insegnato Umberto
Eco nel suo "Il pendolo di Foucault”, scavando nella miriade di eventi
reali si possono rinvenire collegamenti che forniscono una ottima base per una
rappresentazione drammatica.
In
conclusione, non so quale possa essere la risposta alla nostra domanda iniziale,
cioè se si possa considerare letteratura fantastica una trama che metta
esclusivamente in relazione fra di loro fatti realmente accaduti, dunque senza
intrusione di quell’elemento che abbiamo chiamato “straordinario”
Probabilmente
la risposta corretta sarebbe: "dipende dal tipo di rappresentazione
drammatica che riesce a darne l’autore”. In un modo o nell'altro, anche
quello di stasera è un tentativo
di rappresentazione drammatica.
Novara,
dicembre 1996
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