Cronenberg e il cinema della trasformazione

Diverso il discorso per le mutazioni umane, facenti parte di un cinema che deve molte alle idee di rottura ed al coraggio visuale del canadese David Cronenberg, il cui cinema, discusso e controverso, si sviluppa costante lungo un filo comune che si sviluppa da circa un trentennio. Ma iniziamo con ordine. I primi film del periodo incentrati sul tema della mutazione umana sono del 1973, Baby Killer di Larry Cohen (liberamente ispirato al racconto di Ray Bradbury Il piccolo assassino), e Kobra di Bernard Kowalski, entrambi girati più come pellicole orrorifiche che propriamente fantascientifiche, e tutte e due buoni esempi del cinema del periodo (in particolare il film di Cohen, che trasuda sarcasmo e si richiama, in modo ironico, al grande successo di Polanski di pochi anni prima, Rosemary's Baby). Nel 1974 arriva il primo film di Cronenberg a lasciare un segno indelebile nel genere: è Il demone sotto la pelle, con il suo profluvio di scene di sesso e di sangue (marchio di fabbrica del primo cinema del regista canadese), e che viene ricordato più per il suo hard gore che non per la storia in se stessa (lo scienziato folle che innesta dei parassiti all'interno di cavie umane per scatenarne gli istinti sessuali). Il film si richiama per atmosfere e sviluppo a La notte dei morti viventi di Romero ed è forse più importante per il genere horror che non per quello fantascientifico, del quale è peraltro uno degli esempi sperimentalmente più interessanti del decennio (tra l'altro, anticipa diverse istanze e situazioni di Alien). Due anni dopo, Cronenberg ci riprova con Rabid - Sete di sangue, interpretato da una diva del porno di allora, Marylin Chambers: ancora una volta, il tema della mutazione sessuale è alla base della trama, che vede le trasformazione di una donna in una specie di vampiro, dopo aver subito l'intervento ricostruttivo di un chirurgo plastico (che le ha lasciato sotto l'ascella una strana appendice fallica che le consente di succhiare il sangue delle vittime), ma il film è senza dubbio più compiuto e meno giocato solo sul facile effetto shock.

Nel 1977, L'isola del dottor Moreau (diretto da Don Taylor, con Burt Lancaster e Michael York) è si una trasposizione del celebre romanzo di H.G. Wells sulla metamorfosi di animali in uomini, ma anche e soprattutto il remake del classico del 1932 L’isola delle anime perdute di Erle G. Kenton. Pur poco riuscito, il film di Taylor spinse l'Italia a un quasi clone con L'isola degli uomini pesce (1978, di Sergio Martino), pellicola non ignobile.

Ma è ancora Cronenberg, nel 1979, a riproporre in tutta la sua violenza grafica e mentale il cinema delle mutazioni, con Brood - La covata malefica, con Oliver Reed e Samantha Eggar, altra pellicola in bilico fra scienza e orrore, che segna il passaggio alla seconda fase del cinema del regista canadese, quella rivolta ai poteri della mente. In questo caso, l'incarnarsi delle nevrosi della protagonista in cancerogeni feti assassini è il risultato finale della prima fase di studio di Cronenberg, il punto d'arrivo delle sue ossessioni e della sua ricerca sull'uomo.

Il 1980 vede l’evoluzione di Cronenberg, con il film Scanners, al cinema della mutazione mentale, con un thriller sui poteri telecinetici e la forza della mente, che si trasforma poi, durante l'apocalittico finale della pellicola, nel mutarsi, anche se solo visivo, dei corpi (la scena con la testa che esplode, a inizio film, è peraltro una delle più celebri di quegli anni). Sul tema degli scanners si era cimentato un paio di anni prima anche Brian De Palma con il discusso Fury, che vede Kirk Douglas ex agente segreto alle prese con le congiure governative che cercano di trasformarne il figlio (Andrew Stevens) in una macchina seminatrice di morte (sfruttandone l'energia psichica).

Lo stesso 1980 presta un altro importante e discusso regista, l'inglese Ken Russell, al cinema di fantascienza: il suo controverso Stati di allucinazione è il tentativo di mostrarci ancora una volta i risultati di un'ossessione (in questo caso quella del professor Jessup/William Hurt), con la mutazione regressiva allo stadio di uomo primitivo del ricercatore oltre i limiti del consentito.

Ma è di nuovo Cronenberg, con il suo splendido Videodrome (1982) ad infrangere nuovi tabù ed a regalarci la più audace commistione fra uomo e macchina che si fosse mai pensata, in una pellicola che sfiora più volte la pornografia, con la sua costante ricerca dell'unione sessuale fra uomo e diabolici, incredibili marchingegni ideati dalla follia visuale con la quale il regista canadese è solito inondare lo schermo.

Il passo successivo di Cronenberg (dopo il bello e sottovalutato La zona morta [1983], eccellente trasposizione da Stephen King, pellicola seminale sul tema dei poteri mentali, scatenati in questo caso nel protagonista dal lunghissimo coma susseguito a un incidente stradale; l'eroe della vicenda è così in grado di avere delle visioni esatte del futuro, con conseguenze esiziali per la sua esistenza) è il remake di un celebre film degli anni Cinquanta, L'esperimento del dottor K: il suo La mosca (1986, con Jeff Goldblum nel ruolo dello scienziato che trova il suo DNA ricombinato con quello di una mosca) è un'altra pellicola di rottura, un film visivamente sconvolgente, mostruoso, quello in cui si compie in modo definitivo la trasformazione di un uomo in una mosca umana, con l'orrore che questo comporta. E Cronenberg, come al solito, non lascia nulla di sottinteso. Tutto quello che verrà dopo (niente di realmente importante nel tema) saprà di già visto, di risaputo, di brutta copia, fino ancora a Cronenberg e al suo eXistenZ (1998), che compie il passaggio al tema della realtà virtuale e dei mondi dentro ai mondi attraverso gli stilemi di Videodrome: basta sostituire la presa di un modem al tubo catodico e il gioco è fatto.

Due parole anche, sebbene ai limiti del genere, su Crash (1998), estremamente discussa trasposizione di un romanzo di Ballard a opera dello stesso regista canadese: l'unione di sesso, morte e mutazione corporea (qui attraverso la commistione di carne e lamiere che fa seguito agli incidenti automobilistici protagonisti del film) raggiungono l'amalgama definitivo, la summa del cinema di Cronenberg, il punto di arrivo di venticinque anni di ricerca in tal senso. In attesa di una nuova mutazione per il nuovo millennio.

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