INTRODUZIONE

Questo volume rappresenta la prima parte di un'opera sul cinema fantascientifico, Il grande cinema di fantascienza appunto, della quale è già uscita la seconda parte, Da 2001 al 2001, ovviamente sempre per l'editore Gremese. I lettori non ce ne vogliano per questa inusuale (ma non poi così rara) inversione dei tempi, dettata da motivi di opportunità, ma l'occasione di far uscire nell'anno 2001 un libro sulla fantascienza cinematografica che partiva proprio dal capolavoro di Kubrick 2001: Odissea nello spazio, era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Quello che invece ci dispiace è di non essere riusciti a far pubblicare questa parte nel 2002, quando ricorreva il centenario del cinema fantascientifico. Anche se i canoni del genere si preciseranno solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, anzi a partire dagli anni Cinquanta, con l'arrivo dei primi capolavori del moderno fantacinema (che allora era definito, almeno in Italia, "scientifilm") e cioè Ultimatum alla Terra* di Robert Wise e La cosa da un altro mondo* di Nyby/Hawks, entrambi del 1951, la nascita del cinema di fantascienza viene fatta risalire al Voyage dans la Lune* di Georges Méliès, del 1902.

Questa origine è abbastanza nota, almeno agli appassionati (e ai cinefili in genere) ma è troppo divertente per non accennarne ancora una volta. Georges Méliès, il cui corpo riposa nel monumentale cimitero parigino del Père Lachaise, con una lapide che lo saluta come "creatore del cinema fantastico", era un uomo di teatro (attore, impresario, ma soprattutto illusionista) che si appassionò subito al cinematographe dei Fratelli Lumière. Un giorno, mentre filmava il traffico di una strada parigina, la pellicola gli si inceppò e poté riprendere le riprese solo qualche minuto dopo, quando ovviamente la scena era ormai cambiata. Nello sviluppare la pellicola, vide come per magia una carrozza trasformarsi in un carro funebre: era nato il primo "effetto speciale" della storia! Ma non solo: in effetti in quel momento era nato il Cinema, la Settima Arte. Méliès si rese subito conto che il cinematografo non era solo una curiosità, non serviva soltanto a documentare L'uscita degli operai dalla fabbrica o L'arrivo del treno alla stazione (primo film "horror" della storia, visto il panico che provocò tra gli spettatori!) come volevano i Lumière, ma poteva servire a raccontare delle storie. Iniziò a realizzare una serie di opere, tutte di argomento fantastico, dal Faust a Cenerentola fino al suo ultimo film La conquista del Polo del 1912, tra le quali il Viaggio nella Luna* inaugura il cinema di science fiction (anche se la parola non esisteva neanche: sarebbe nata nel 1926 nella versione scientific fiction, poi abbreviata in scientifiction).

Da allora e per mezzo secolo sarebbero uscite una serie di opere tutte definite solo a posteriori come fantascienza (e d'altra parte la mania classificatoria non c'era ancora) ma in realtà appartenenti in genere all'avventura esotica venata di fantastico e condita di dettagli pseudoscientifici (con le ovvie eccezioni di film quali Metropolis* o La vita futura* o ancora il Paris qui dort di René Clair, purtroppo inedito in italia), che comunque costituiscono punti fermi nella storia del genere in quanto ne rappresentano un primo corpus abbastanza omogeneo che ispirerà le produzioni future: Aelita*, King Kong*, Frankenstein*, Il cervello mostro, La maschera di Fu Manchu, Island of Lost Souls e via dicendo. Poi, dai primi anni Cinquanta, c'è la prima codificazione del genere, che si caratterizza come una avventura basata sullo Spazio, sia che si trattasse di evadere dal nostro piccolo Mondo per esplorare l'Infinito, sia che fosse lo Spazio stesso – o meglio i suoi Abitanti – a fare visita alla nostra Terra. E' evidente l'influsso dato da una parte dallo sviluppo della missilistica e della nascente astronautica e dall'altra dai primi avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati (il primo caso di UFO è del 1948).

Presto però a questi elementi esteriori si mescolano altri elementi, derivati da nuove scoperte scientifiche, dalla situazione politica mondiale (la Guerra Fredda), dall'evolversi dei costumi, eccetera, e la fantascienza cinematografica ne terrà conto. Magari senza cambiare la struttura esteriore e dunque rispettando i canoni, ma con una diversa consapevolezza e significati più profondi: L'invasione degli ultracorpi* non è solo l'attacco di creature aliene, e Il pianeta proibito* non è solo la descrizione di un mondo lontano.

Ma di queste cose diremo meglio nel testo. Qui abbiamo voluto fare un accenno storicistico solo perché la nostra trattazione non procede per ordine cronologico, ma per temi omogenei. Come nel precedente volume, ci è sembrato più utile raggruppare tematiche e argomenti affini, che possono essere meglio esaminati, riservando una parte consistente alle schede dei film che abbiamo considerato più rappresentativi. In questi saggi vengono citati (qualcuno anche più volte, perché rientra in più argomenti) oltre 300 film: di questi, solo 60 li abbiamo giudicati degni di avere una scheda analitica, mentre sono decine quelli che non citiamo affatto perché non ci sembrava il caso (in particolare, molta sottoproduzione giapponese e parecchi del periodo del cinema muto). E, si noti, ci siamo riferiti soltanto a pellicole apparse in Italia e circolate nelle sale cinematografiche (solo in rarissimi casi abbiamo citato dei titoli di film apparsi solo su videocassetta o trasmessi in TV, assieme a qualche titolo importante rimasto – purtroppo – inedito). Il periodo da noi considerato va dal 1902 al 1967 (anni di distribuzione italiana, non di produzione), ma si trova anche qualche film del 1968 che non aveva trovato posto nel precedente volume. A dire il vero ci sarebbe piaciuto arrivare fino al (21 luglio) 1969, in modo da poter adottare un sottotitolo del tipo "Dal Viaggio nella Luna all'allunaggio" o "Da Méliès ad Armstrong", ma evidentemente non potevamo parlare nuovamente del 1968 e del 1969. Per cui, rispettando il contenuto, il sottotitolo di questo libro suona Aspettando il monolito nero, con riferimento al famoso "obelisco" di 2001: Odissea nello spazio che Valerio Evangelisti ha evocato nella sua introduzione al precedente volume. Probabilmente è un po' troppo specialistico (ma, per gli appassionati, molto evocativo), e forse anche cerebrale, ma ci sembrava adatto vista la centralità che al film di Kubrick abbiamo dato nell'altro volume e, tutto sommato (tra le righe), anche in questo. Per noi è giusto così.

Finiamo con qualche nota tecnica di lettura. Nel testo, i film in grassetto sono quelli del periodo in esame (e quelli seguiti dal simbolo "*" rimandano alle relative schede), mentre in corsivo abbiamo indicato (oltre ai romanzi) i film di genere diverso e quelli, anche se di fantascienza, inediti in Italia oppure al di fuori dal periodo considerato.

La parte delle schede è opera di Michele Tetro, mentre i saggi tematici sono di Roberto Chiavini e Gian Filippo Pizzo (con scambi e integrazioni fra tutti e tre gli autori); la scelta dei film da citare, la struttura generale del volume e la revisione del tutto sono invece frutto di un lavoro collegiale.

Desideriamo ringraziare, oltre ai nostri familiari e a coloro che abbiamo già nominato nel precedente volume (evidentemente il loro apporto si estende anche a questo libro), la Biblioteca Umanistica dell’Università degli Studi di Firenze, la Mediateca Regionale Toscana – molto ricca di materiale e repertori utili – e soprattutto Vittorio Curtoni, che ha gentilmente accettato di scrivere la prefazione. Un ringraziamento particolare va ai nostri lettori (ed ai recensori), che acquistando e apprezzando il volume precedente ci hanno permesso di realizzare anche questo.

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