Possiamo trovare finalmente in vendita giusto in tempo per le festività natalizie (che quando leggerete saranno belle che passate!), l'ultima fatica dell'affiatato trio R. Chia-vini - M. Tetro GF Pizzo, che già avevano stuzzicato gli appassionati di cinema fantastico con due interessanti opere dedicate alla fantascienza: II Grande Cinema di Fanta­scienza. - Da '2001' al 2001 (recensito su AGdR n"35) e II Grande Cinema di Fantascienza - Aspettando il Monolito Nero. Questa volta i tre appassionati di avventure fantasti-che sul grande schermo si sono avvalsi della collaborazione di Andrea Lazzeretti e Luca Somigli, amici altrettanto ap­passionati nonché preziosi collaboratori che hanno integrato il loro lavoro con interessanti saggi su musica e cinema e con diverse schede critiche. Come il titolo sicuramente vi ha già suggerito, stiamo parlando del genere che più profon­damente si può ricondurre ai nostri cari, vecchi, classici gio­chi di ruolo: il fantasy.

Ed il momento storico non può apparire più appropriato, proprio ora che questo genere cinemato­grafico dai successi altalenanti nel corso dei decenni sta uscendo dalla sua nic­chia riservata agli appassionati per rag­giungere (ovviamente grazie al planeta­rio successo de II Signore degli Anelli) tutta quella categoria di pubblico di grande raggio a cui si rivolgono le mega­produzioni hollywoodiane. Con questo interessante ed utile volu­me quindi, gli autori ci aiutano ad orien­tarci all'interno di un universo che, vo­lendolo approfondire, appare più ampio di quanto poche famose pellicole ci pos­sano far credere. E senz'altro risulta più che mai utile in questo momento una guida pratica ed esaustiva che permetta di fare luce sul mondo del cinema fanta­sy, proprio ora che molte altre persone potrebbero decidere di avvicinarcisi. La struttura del libro non si discosta da quella a cui gli autori ci avevano già abituato con i due pre­cedenti volumi, e dopo una corposa prefazione a cura di Giuseppe Lippi troviamo una necessaria introduzione di Pizzo su come nasce il libro e su cosa si intenda per fantasy, termine effettivamente dalla controversa accezione che, so­prattutto se paragonato all'utilizzo americano, può andare a indicare un campo d'azione assai vasto, spesso dai confini non cosi netti. La prima grande sessione -'Spade, Magie e Mondi Immaginali'- analizza quindi in maniera ampia e approfondita i grandi temi del fantasy, quelle peculiarità che risulta necessario conoscere nel dettaglio per poter comprendere lo sviluppo di questo genere cinematografico. Troviamo quindi i 'Mondi Fantastici', quelli meticolosa­mente creati come perfetta ambientazione; 'II Barbaro di Milius: Conan', capitolo che approfondisce il capostipite di tutti i film fantasy; 7 cloni di Conan ', dove hanno la loro parte le evidenti e successive emulazioni; 'Eroi del Mito ', che ci spiega il netto legame tra fantasy e peplum; 'Gli eroi venuti dal freddo ', analizza lo specifico delle saghe nordi-che; 'Quella fantastica Tavola Rotonda', mostra nel detta­glio i film ispirati al ciclo Bretone; 'Medioevo fantasy', ci fa conoscere le pellicole di chiaro rimando storico medievale, ma sempre con elementi fantastici; 'Mille e una fantasy', si riallaccia alle tradizioni mediorientali de Le Mille e Una Notte; 'IIFantastico dagli occhi a mandorla', fa luce sui più noti film fantastici di produzione orientale; 'II Signore degli Anelli e il ritorno della fantasy letteraria', esamina le nuove produzioni ed il loro successo cinematografico.

            Dopo questa lunga ed esaustiva panoramica, che ci ha sicu­ramente aperto gli occhi su molti aspetti del cinema fantasy finora avvolti dalle ombre, possiamo continuare con la parte centrale del volume dedicata alle schede di approfondimen­to su 60 film rappresentativi del genere. Nonostante la scelta dei titoli sia stata sicuramente assai più limitata ri­spetto alla fantascienza, anche per il fantasy si è cercato di rappresentare, oltre ai grandi classici e alle pietre miliari, anche opere meno conosciute ma nondimeno interessanti, cosi come quelle che, seppur mediocri, hanno avuto una particolare valenza tecnica o innovativa. Arriviamo poi alla quarta parte, 'Dall'Italia ad oltre il con­fine', ampio capitolo che parte dalle produzioni nostrane ovvie brutte copie dei più grandi successi ( 'Barbariall'italia­na), per addentrarsi nel cinema al limite del fiabesco delle produzioni per ragazzi ('Periragazzi), continuare con il ci­nema a cartoni animati non solo per i più giovani ( 'Cinema d'animazione), con le pellicole marcatamente comiche o demenziali ( L'umorismo ) e terminare con il capitolo su tutti quei film di non netta classificazione ( Linea di confi­ne), che negli ultimi anni hanno portato le contaminazioni fantastiche anche nel­le ambientazioni storiche o moderne a cui eravamo classicamente abituati. L'ultimo e più eterogeneo capitolo, 'II mondo della fantasy', ampia gli oriz­zonti cinematografici ad altri universi dell'entertainment che, di pari passo con la settima arte, hanno sviluppato storie ed epopee fantasy in maniera al­trettanto degna di quanto abbia fatto il cinema, anzi spesso e volentieri ispiran­dolo a piene mani. Non poteva mancare la letteratura, grande madre di chi co­munica raccontando storie, con il capito­lo 'Dalla penna alla "Spada e Magia"'; si affianca bene anche l'arte sonora con La musica: dalle colonne sonore al me-tal rock', analisi dei due aspetti del fantasy che si ascolta; continua la popolarissima arte del fumetto con 'Barbari e maghi a quattro colori', indispensabile disamina sulle pro­duzioni che mixano arte pittorica e testuale legate al fantsy; prosegue Fantawenture a 21 pollici', occhiata sulle produ­zioni 'minori' fatte per la televisione e spesso di scarso suc­cesso e distribuzione; infine, e per chi legge Anonima è ov­viamente un must, la parte sul gioco Ludus in fabula', ne­cessaria analisi sul legame tra cinema fantastico e gioco, si tratti di film ad esso o da esso ispirati.

Senz'altro un volume ricchissimo, sia di informazioni che di fotografie, la cui pubblicazione colma una lacuna per la qua­le si sentiva decisamente il bisogno di intervenire. Anche se l'opera è stata scritta a dieci mani la cosa non preoccupa af­fatto; anzi, si riesce ad avere come punto di forza la pluralità di opinioni, che comunque non sono mai in contrasto ma sfumate dalla formazione e dai gusti personali dei vari scrit­tori. Inutile dire che per ogni appassionato di fantasy il libro risulta pressoché necessario; se poi costui fosse anche aman­te del cinema, allora è proprio indispensabile.

ROBIN HOOD