I film del millennio

Roberto Chiavini Gian Filippo Pizzo Michele Tetro
IL GRANDE CINEMA DI FANTASCIENZA:
DA 2001 AL 2001
Prefazione di Valerio Evangelisti
Gremese Editore, Roma 2001
Pagine 192, € 25,31

L’editoria italiana di cinema, per chi non lo sapesse, è povera. Gli editori generalisti snobbano il settore con la scusa che vende poco, ma in realtà - fatta eccezione per l’occasionale biografia della superstar, pubblicata a malincuore - ignorano semplicemente il problema. Gli editori specializzati, poi, sono due: Gremese e Il Castoro. Oi, dimenticavo Lindau, che ultimamente si è fatto avanti con grinta… Ma anche gli specialisti, purtroppo, vanno giù pesante e l’Italia resta il paese al mondo in cui si pubblica il maggior numero di libri di cinema non illustrati! (Per illustrazioni intendo anche una sola foto.) Insomma, i calipini tradotti o commissionati qui sono autentici monumenti alle "colonne di piombo", inni alla teoria, esercizi di retorica senza stimolo visivo, a dispetto dell’arte di cui parlano.

Ultimamente le acque si sono un po’ mosse: esistono biografie di grandi attori magari ridotte nel testo, magari tagliuzzate nelle appendici, ma col loro bell’ottavo o sedicesimo centrale di foto in bianco e nero su carta anti-riflesso; e addirittura album illustrati sulla carriera di questo o quel regista, del tale grande divo. Né tutti usano, per l’iconografia, modeste locandine o foto sgranate provenienti dalle stesse: la ricerca di fotogrammi originali, o addirittura foto di scena, qualche vagito lo fa anche a queste latitudini. Ma la vera differenza, almeno per il cinema fantastico, l’hanno fatta alcuni editori non generalisti e neppure squisitamente cinematografici: editori di nicchia essi stessi, votati donchisciottescamente al genere che stava loro a cuore: la fantascienza, la fantasy, ecc. E’ così che sono usciti, da Fanucci, gli importanti tomi dedicati alla lavorazione di Blade Runner (di Paul M. Sammon) o le esaustive, illustratissime enciclopedie di Star Trek; ed è a rimorchio di iniziative del genere che gli editori di cinema hanno cominciato ad agitare un po’ il mastello.

Si vede persino dalla grafica, che ricorda magari il lettering di Star Trek: niente di male, le buone idee sono quelle che vengono riconosciute e imitate. E così anche da noi comincia ad occhieggiare, timidamente, qualche bell’album su carta patinata dedicato ai temi canonici: il film di fantascienza, per esempio.

Quello di cui vi parliamo oggi l’hanno scritto tre leoni della critica militante: non cinematografica, fantascientifica. E infatti lo scopo di Chiavini, Pizzo & Tetro è appunto quello di offrire al pubblico un punto di vista "passionale", da chi se ne intende, su come siano andate le cose nel cinema di sf dal 1968 ad oggi: vale a dire, dalla fine della Prima Grande Secca in cui il genere era caduto dopo l’età d’oro degli anni Cinquanta al suo rinascimento commerciale, spettacolare e linguistico.

Questo obbiettivo è altamente lodevole perché non solo chi parla del cinema di sf, ma spesso anche chi lo realizza non sa assolutamente di cosa si stia occupando. Una volta fantascienza al cinema voleva dire soprattutto missili, razzi e mostri: obbrobri a iosa. Se non erano insopportabilmente noiosi, erano divertenti (principio di Catalano) ma quei film "avevano poco a che fare con la fantascienza adulta", come si diceva allora: dove per adulta bisognava intendere letteraria, che a detta dei criticos è sempre più avanti. Oggi che il cinema si fa per i bambini la distinzione sembrerebbe tanto più importante, ma nessuno se la sente di riproporla in quei termini: nella cultura del 2002 i bambini hanno sempre ragione, perciò noi adulti zittiamoci. E diciamo più eufemisticamente, più elegantemente, con gli autori del volume: "Questo libro è dedicato alla fantascienza cinematografica, che è una cosa diversa dal cinema di fantascienza. La distinzione è senz’altro sottile e può apparire persino oziosa, ma noi riteniamo sia importante… Se scriviamo fantascienza cinematografica, ecco che l’accento dell’espressione va a cadere sulla prima parola, a segnare più l’appartenenza al genere fantascientifico (presente in primo luogo nella letteratura) che al mezzo di espressione (il cinema)". E’ un ragionare curioso, ma serve a far intendere il verbo ai lettori aficionados: i filistei che guardano solo film non vi baderanno più che tanto, e del resto già il titolo del volume tranquillizza tutti, smentendo le distinzioni troppo capziose all’interno del testo. A parte l’intento degli autori, il libro si segnala per la razionale distribuzione della materia: una serie di articoli sui temi fondamentali del cinema di sf (lo Spazio, la Fine del mondo, il Mondo nuovo, Metallo urlante, Viaggi nel tempo, Orrori ed errori della scienza) sono accompagnati da settanta ampie schede sui film ritenuti di maggior interesse, con cast e trama. Dulcis in fundo, l’intero album - stampato su carta patinata - è arricchito da decine e decine di ottime foto in bianco e nero: sicché si può dire che non vi sia una pagina senza illustrazioni, perlopiù di buona qualità e ben riprodotte. Non si può fare a meno di osservare che il volume abbia fatto centro grazie anche alla sua ricchezza iconografica: attraverso queste immagini, più i commenti degli esperti, si ricostruisce a memoria un albo d’onore della sf al cinema, si hanno sottomano i dati essenziali sui film di maggior successo e si può vedere - grazie al distacco consentito dal bianco e nero, come nei bei libri di cinema francesi o americani - ciò che fino a ieri consideravamo solo cronaca, ma che invece è già storia dell’immaginazione.

G. L.