L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI

(Invasion of the Body Snatchers, USA 1956, 80’, BN, Cosmovideo-Hobby&Work)

Regia: Don Siegel. Sceneggiatura: Daniel Mainwaring dal romanzo Gli invasati di Jack Finney. Fotografia: Ellsworth Frederick. Musica: Carmen Drago. Montaggio: Robert Eisen. Effetti speciali: Milton Rice. Scenografia: Ted Haworth. Produzione: Walter Wanger. Allied Artists. Interpreti principali: Kevin McCarthy, Dana Wynter, Carolyn Jones, Larry Gates, King Donovan, Whit Bissell.


Trama
: Lo sconvolto dottor Miles Bennell (McCarthy) racconta al collega dottor Hill (Bissell) una storia allucinante: nel paesino di Santa Mira si sarebbe verificata una misteriosa epidemia collettiva, tale da spersonalizzare completamente tutte le sue vittime, privandole dei sentimenti e tramutandole in freddi e asettici "simulacri". Bennell, medico condotto, dapprima non crede alla psicosi poi, assieme alla fidanzata Becky Driscoll (Wynter) e agli amici Jack (Donovan) e Thea Belicec (Jones), scopre che nel paese stanno proliferando strani baccelli in grado di "duplicare" perfettamente ogni essere umano durante il sonno, creando copie completamente carenti di emotività ed eliminando gli originali. Si tratta di una segreta invasione da parte di esseri extraterrestri, in grado di ambientarsi sul nostro pianeta grazie all’utilizzo di tali cloni. Santa Mira diventa così il centro di smistamento dei baccelli in tutto il paese. Il quartetto di amici si prodiga per dare l’allarme (avendo assistito alla metamorfosi di uno dei baccelli) ma Jack e Thea cadono vittime degli alieni. Miles e Becky cercano di fuggire, inseguiti dai duplicati, e la donna finisce con l’abbandonarsi al sonno e tradire così il dottore. Miles raggiunge a stento un’autostrada, aggirandosi disperato tra le automobili e tentando di avvertire gli uomini del pericolo incombente. Arrestato, viene portato al cospetto del dottor Hill, che ascoltata la storia lo giudica pazzo. La telefonata in ospedale relativa ad un incidente autostradale, in cui sarebbe stato coinvolto un autocarro pieno di strani baccelli, salva miracolosamente la situazione e l’allarme viene dato…

Critica: Prototipo ancora oggi imitato di tutte le invasioni segrete da parte di alieni, la pellicola di Don Siegel è un capolavoro assoluto: antispettacolare, priva di effetti speciali, scarna nell’intreccio, ha però il potere di creare una magistrale tensione, una suspence di altissimo livello e un’atmosfera agghiacciante. Gli alieni, i veri alieni, siamo noi, privati dei nostri sentimenti, succubi di un potere straniante e autoritario, in grado di livellare a zero le nostre ambizioni, omologandoci ad una piatta routine senza senso. Dato il periodo di uscita del film fu fin troppo facile leggere metaforicamente la vicenda e sostituire al pretesto degli extraterrestri il timore di una colonna comunista radicalmente insediatasi nel cuore dell’America progressista, pronta a minarne l’anima liberale. Nonostante in fatto che Don Siegel negò sempre di aver anche solo pensato a una simile interpretazione del proprio film, L’invasione degli ultracorpi divenne il simbolo di una cinematografia di SF politico-sociologica, il primo di una lunga serie di opere più o meno simili e fortemente anticomuniste ed antimaccartiste, termometri del clima paranoideo degli USA anni Cinquanta. Al di là di questo, si tratta forse del film più impressionante e rigoroso mai realizzato sulla spersonalizzazione dell’uomo (a prescindere dalle reali cause di ciò) e certo uno dei più importanti film di SF di ogni tempo. Alla sceneggiatura collaborò Sam Peckinpah (che appare anche nel ruolo di un benzinaio), futuro regista di western radicali ed iperviolenti come Il mucchio selvaggio, 1969, e proprio a lui si deve una feroce controversia sorta con lo sceneggiatore Mainwaring (in merito alla sua effettiva collaborazione al testo), che finì col minacciare di denunciarlo alla Screen Writers Guild. Da notare che la produzione costrinse Siegel a modificare l’inizio e la fine del film, per un consolatorio lieto fine. In origine, la pellicola terminava con Miles fuori di sé sull’autostrada, inascoltato da tutti, l’invasione incombente; ma tutto ciò sembrò eccessivo ai dirigenti dell’Allied Artists, che optarono per l’attuale finale (eliminando anche le battute scritte da Peckinpah). La scena in cui Miles, sfiorato dalla fila di automobili incuranti di lui, grida "You’re the next!" ("Tu sei il prossimo!"), malamente tradotta in italiano, è giustamente celebre. Pellicola iscrittta nel Registro Nazionale dei Film della Biblioteca del Congresso USA. Nel 1978 Philip Kaufman gira il pregevole remake Terrore dallo spazio profondo mentre nel 1993 appare il mediocre Ultracorpi - L’invasione continua di Abel Ferrara.

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