INTRODUZIONE

 

Questo non è un libro di ufologia, ma un libro sul cinema di fantascienza. Anzi, su un tema particolare della fantascienza cinematografica, quello degli Ufo, degli alieni e dei vari sotto-temi connessi, dal "primo contatto" ai rapimenti, dalle invasioni della Terra alle esplorazioni spaziali. Un tema che dovrebbe comunque interessare anche gli ufologi.

 

Vale la pena ribadire ancora una volta, vista la confusione che a livello di pubblico di massa si continua a fare su questo argomento, quali sono le differenze tra la fantascienza (o science fiction) e l'ufologia. L'ufologia è una disciplina (non si può chiamarla scienza perché delle scienze le manca una caratteristica essenziale: quella delle riproducibilità dei fenomeni e della verifica sperimentale) che si propone di indagare su un fenomeno strano, ovvero sulla presenza di Oggetti Volanti Non Identificati che a volte compaiono nei vari cieli del mondo (e, in subordine, una volta accertato che l'oggetto è effettivamente "non identificato", tenta di ipotizzarne la provenienza, che non necessariamente - come sanno gli ufologi più seri - è extraterrestre). All'ufologia sono legati aspetti secondari, dai rapimenti (abduction) al contattismo al messianesimo, tutti riconducibili ad una comune matrice.

Quanto alla science fiction (o SF), essa è esclusivamente un genere narrativo (letterario, ma anche cinematografico, fumettistico, eccetera) che come tutti i generi popolari fa uso di una propria codifica, di propri mezzi di espressione, di propri simboli. Così come il "giallo" è caratterizzato da elementi quali l'assassino, la vittima, l'investigatore, l'arma del delitto, il movente, l'alibi e così via, la fantascienza fa uso di esplorazioni spaziali, viaggi nel tempo, universi paralleli, scienziati pazzi  e, appunto, gli alieni. E così come lo scrittore di gialli non è (si spera!) un assassino e spessissimo neanche un investigatore (a volte è un avvocato), lo scrittore di SF (anche se a volte è uno scienziato, o proprio per questo) non necessariamente crede alla possibilità di viaggi del tempo, agli universi paralleli e, appunto (ancora), agli alieni: semplicemente li usa, come simbolo o mezzo di espressione.

Facciamo un esempio: poniamo che uno scrittore abbia deciso di scrivere un romanzo per descrivere come la tranquilla vita di una cittadina della campagna inglese venga sconvolta dalla nascita di un gruppo di bambini dotati di poteri paranormali, con una conseguente lotta che è verosimilmente una metafora del "conflitto generazionale". Questo scrittore (John Wyndham, con il bel romanzo I figli dell'invasione) non spiega chiaramente l'origine di quei bambini, ma lascia intendere che siano di probabile origine extraterrestre, forse avamposto di una successiva invasione. Il film ricavato da quel romanzo, Il villaggio dei dannati di Wolf Rilla del 1960 (nel 1995 rifatto da John Carpenter come Villaggio dei dannati), rafforza questa ipotesi e quindi si colloca decisamente nell'ambito dei film sugli alieni (infatti è regolarmente presente in questa rassegna). Ma un secondo film ispirato allo stesso romanzo, La stirpe dei dannati di Anton M. Leder (1963), e che pure racconta una vicenda sostanzialmente identica, è chiarissimo nell'attri­buire i poteri paranormali dei fanciulli ad un assorbimento eccessivo di radiazioni atomi­che da parte delle madri du­rante la gestazione. Qui l'alieno non c'è, il film non fa parte della categoria di quelli ufolo­gici, e questa è la dimostrazione più chiara di come l'alieno sia solo un simbolo, un mezzo narrativo. E' chiaro che se l'alieno è presente il film assume una certa valenza, altrimenti ne assume un'altra: nel caso citato, nel primo film si paventa una minaccia esterna (se non effettivamente aliena, almeno metafora del "pericolo comunista" o semplicemente della massificazione delle coscienze, come si sostiene a proposito de L'invasione degli ultracorpi), nel secondo si mette in guardia dal pericolo nucleare e dall'uso scorretto della tecnologia.

Tutto questo per dire semplicemente che i due campi, l'ufologia e la SF, vanno tenuti distinti, appartengono semplicemente a due sfere diverse. Che poi uno stesso individuo, scrittore o lettore, le coltivi entrambe, è un altro discorso. Sono scelte personali, come quelle di chiunque, che non autorizzano però ad una commistione formale tra i due ambiti.

 

Ciò chiarito, veniamo a questo libro e a cosa ci ha spinto a farlo.

Dopo aver realizzato un'opera dedicata alla fantascienza cinematografica in generale con Il grande cinema di fantascienza (due volumi pubblicati da Gremese: Aspettando il monolito nero (1902-1967) e Da '2001' al 2001), nella quale affrontavamo la storia di questo genere filmico dividendola per temi omogenei e con una scelta delle pellicole più rappresentative che sono state sviscerate in altrettante schede (130 per la precisione), ci è sembrato opportuno affrontare più a fondo uno di questi singoli temi, e abbiamo scelto quello degli alieni non solo perché è probabilmente il più presente nella cinematografia, ma anche perché racchiude praticamente tutte le istanze della fantascienza stessa. Attraverso il confronto con l'altro, non semplicemente il mostro ma appunto l'alieno, il profondamente diverso da noi, la fantascienza (cinematografica, ma ancora prima letteraria) racconta di noi, della nostra società, della cultura, della politica, dell'arte, della scienza, del futuro e della tecnologia, di noi come comunità ma anche di noi come individui, con i nostri problemi psicologici ed esistenziali. L'alieno, l'alienità ma anche l'alienazione... L'alieno è uno specchio nel quale abbiamo sovente paura di rifletterci.

Un'opera dedicata a questo argomento non avrebbe avuto senso se non si fosse in qualche modo differenziata da opere simili già arrivate sul mercato librario, e per questo la nostra scelta è stata quello di offrire la filmografia completa sul tema, con la citazione di tutti i film a sfondo ufologico che sono approdati sugli schermi italiani. Completa, ovviamente, per quanto possibile, perché quando si fanno compilazioni di questo genere il rischio di tralasciare qualcosa c'è sempre (in particolare per le pellicole arrivate direttamente sul mercato dell'home video).

E, attenzione, non è completamente vero che questo sia un'opera sul cinema di fantascienza: avendo deciso di affrontare in toto l'argomento degli Ufo e degli extraterrestri, non potevamo esimerci dall'inserire pellicole che di fantascienza non sono. Tra le schede si troveranno dunque film commedia, umoristici, drammatici, horror, fantasy e persino peplum.

Dopo un breve saggio che affronta la materia raggruppando i film più importanti per temi omogenei si troveranno quindi le schede di tutti i film - schede sintetiche ma complete, di diversa lunghezza a seconda dell'importanza del film - divise in ordine cronologico, per meglio comprenderne l'evoluzione (una appendice con l'ordine alfabetico faciliterà le ricerche), per poi concludere con due altri saggi: uno sulla produzione televisiva, che in questi ultimi anni ha assunto notevole importanza; e uno sulla produzione italiana, che da sempre ci sta particolarmente a cuore.

 

Questo libro dovrebbe interessare ovviamente gli appassionati di fantascienza cinematografica, i lettori di fantascienza (molti film sono tratti da noti romanzi) e gli appassionati di cinema in generale. Ma più sopra abbiamo scritto che potrà interessare anche gli ufologi, perché il lato immaginario delle cose fa da specchio a quello reale e vedere come l'essere umano abbia immaginato il contatto con l'alieno non solo suscita una legittima curiosità in chi crede a questa possibilità, ma può essere un modo di essere preparati all'evento. Anche per chi dubita, l’esercizio di una speculazione intellettuale è comunque un’ottima ginnastica mentale.

 

Nota tecnica: i titoli in grassetto si riferisco ai film schedati.

 

Chiudiamo con i ringraziamenti a tutti coloro che ci hanno aiutato col redigere alcune schede, il cui elenco si trova  più avanti, e inoltre a Giovanni Martellucci, a William Turini e soprattutto a Roberto Pinotti, presidente del Centro Ufologico Nazionale, che ha gentilmente accettato di scrivere la prefazione.

Gian Filippo Pizzo