Esistono vari tipi di divulgazione/tori scientifici.
(Per capire al 100% questa nota è necessario aver letto gran
parte dei testi di cui parlerò).
Una prima classificazione la si può ottenere
in base al "livello" di divulgazione. Di solito si distingue in alta, bassa,
e magari media. Piero Angela di solito fa divulgazione di basso livello,
altri come ad esempio Jaques Monod molto alta. Nonostante il nome, questa
classificazione non dovrebbe esprimere un giudizio di valore, ma semplicemente
il livello di preparazione del lettore, e il probabile impegno necessario
ad una lettura produttiva. I saggi di bassa divulgazione sono rivolti a
tutti e non danno per scontata nessuna conoscenza nel lettore, al più
le quattro operazioni e un poco di senso comune. I saggi ad alta divulgazione
sono rivolti ad appassionati di una branca scientifica a studenti che devono
ancora decidere che specializzazione prendere, per studenti agli inizi,
o per ricercatori in altre scienze. In realtà i buoni testi di alta
divulgazione hanno da insegnare a tutti, spesso perfino a colleghi dell'autore.
I testi a basso livello spesso sovrasemplificano
i contenuti, mentre da quelli ad alto livello ci si aspetta che rispettino
il motto di Einstein:
"Le cose dovrebbero essere rese più semplici possibili, ma
non ancora più semplici"
Cioè ci si aspetta che venga usato un linguaggio chiaro e sintetico,
senza troppi riferimenti e altri orpelli accademici, ecc; ma che i concetti
principali vengano conservati e che il lettore debba fare la fatica di
capirli.
(Il singolo concetto ristretto più complesso che
abbia mai incontrato in un libro divulgativo è espresso nell'ultimo
capitolo "Un giardino chiuso" de Alla conquista del monte improbabile
di Richard Dawkins, Mondadori, dove si parla del parassitismo di
fichi da parte di vespe. Al confronto tutte le idee di un corso introduttivo
di Teoria della Computazione sono bazzecole. Nonostante la prosa
di abbacinante chiarezza dell'autore io non le ho ancora del tutto capite
alla terza lettura.)
A parte la misura monodimensionale del livello alto-basso, esistono
molti stili di divulgazione.
(I libri universitari spesso non sono sintetici e sembrano scritti
in in un linguaggio inutilmente difficile. Ciò è secondo
me spesso un difetto, comunque bisogna ricordare che scrivere sinteticamente
e chiaramente richiede molta più fatica e tempo, ed è anche
più difficile).
Ecco un elenco di stili, nessuno dei quali facile:
Futurista --- specialmente in campi come la scienze dure in generale e la tecnica. Questo stile è di autori come I. Asimov, Freeman Dyson, F. Hoile, ecc. Si trova spesso in autori che scrivono correntemente anche fantascienza. E' uno stile molto creativo, che tende a inquadrare la realtà e la tecnica in lunghi o enormi periodi di tempo, e a vederne le conseguenze a larga scala. Alcuni di questi autori hanno una visione della tecnica, altri negativa. Spesso la fantascienza ha allenato questi autori a pensare in maniera molto estrema, e sono capaci di portare alle estreme conseguenze ogni idea, oltre quello che la gente comune potrebbe immaginare.
Storico --- Conosco buoni autori in campo evoluzionistico (S. J. Gould), e tecnologico (Burke, quello di Connections2). Vengono applicate le idee della ricostruzione storica a branche della scirenza e della tecnica. Questo stile spesso porta a rivedere interpretazioni classiche di avvenimenti classici, esponendoli in una nuova luce. Sono importanti i dettagli. I collegamenti apparentemete casuali fra persone e eventi. Questo stile ha la potenzialità di speiegare enormi quantitativi di informazioni su varie ampie zone dello scibile. In questo stile si può produrre libri a volontà, se ci si sa fare.
Razionale - illuminista --- La razionalità
è un tratto che dovrebbe essere comune ad ogni opera di scienza,
di tecnologia, di divulgazione, e anche altrove, come in giurisprudenza,
ecc.
Esistono però autori dal ragionamento particolarmente razionale,
che non cedono mai al lirismo, al bello stile, agli ammiccamenti al lettore.
Anche le situazioni più drammatiche sono analizzate come si descivono
le zampe di un insetto. Ad alcune persone questo stile, questo ragionare
affilato come un rasoio può provocare nausee. Io lo gradisco, anche
se non gradirei leggere solo in questo stile.
Un esponete principe di questo stile è A. Eighen, autore de
Il
gioco e di un testo ultrarazionale: Prospettive della scienza.
Anche Monod è piuttosto razionale, non è un caso sia Francese.
Filosofico --- non è filosofia della scienza, ma un mix fra scienza e filosofia. Monod ne è uno dei rappresentanti principali. Buone opere in questo stile possono portare un autore alla fama mondiale in breve.
Etico --- Vengono analizzati criticamente pregi e vantaggi di una scienza o di una tecnologia. Questo stile richiede coraggio e idee chaire. Esponeti tipici: Eighen, Monod, alcuni medici.
Spiegatore --- non trovo un termine migliore. Alcuni divulgatori sentono l'impulso di far capire certi concetti agli altri. E spiegano questi concetti in maniera ultra chiara. Esponeneti: Dawkins in primis, Asimov, R. Feynman. Come funzionano le cose? Perchè? Secondo alcuni questi sono i divulgatori per antonomasia.
Romantico --- secondo Oliver Sacks può esistere anche la scienza romantica. Nelle sue opere a metà strada tra trattati di neurologia, romanzi e cronache di vita di pazienti, c'è sempre l'amore per i malati e le persone, oltre all'interesse scientifico e medico per le loro condizioni.
A spizzichi --- alcuni autori amano dare grandi raccolte di piccole informazioni. Ad esempio How Things work, il luna park della fisica di Walker, Connections2 di Burke. Questo stile non è in grado di insegnare concetti profondi, o complessi. Però la lettura richiede meno fatica, può essere fatta in maniera più frammentaria, e talvolta si trovano spunti per ulteriori approfondimenti.
Umoristico --- anche scienza e tecnica possono essere presentate col sorriso. E' uno stile estremamente difficile, non credo di conoscere nessuno in grado di sostenerlo con ottimi risultati. Forse Douglas Adams (autore della Guida Galattica per stoppisti) è uno dei pochi ad aver fatto qualcosa di decente.
Ingegneristico --- l'autore può essere sistematico e avanzare come un panzer. Eppure conosco un autore ingegnere, Gordon, che ha scritto libri di ingegneria in questo stile, che sono pur sempre molto interessanti e godibili.
Critico --- Si può criticare in continuazione
l'operato scientifico o tecnologico altrui. Alla lunga può diventare
uno stile noioso, perchè si imparano poche cose sull'argomento e
molte sulle persone involte.
Donald Normand critica il design di molti oggetti di uso comune e spiega
i principi di un buon design. I suoi libri sono interessantissimi per me.
Sognatore tecnologico --- è diffrente
dal futurista. Il futurista porta alle estreme conseguenze un prodotto
o una idea. Il sognatore vola con la fantasia. ne esistono sia di pessimisti
che di ottimisti, e non so quale dei due faccia più danni. Spesso
ho letto di sognatori in campi come l'informatica o la nanotecnologia del
futuro che risolveranno ogni problema concepibile della specie umana. Comunque
in piccole dosi queste letture sono divertenti, e nei casi migliori perfino
galvanizzanti.
Esempi: Eric drexler, il profeta della nanotecnologia, o Holm Nelson,
il sognatore dell'ipertesto totale planetario.