Nuovi design per creature mammaliane esapodi

Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2003

Testo di Bernardo "BJ" Chiti, modificato da leonardo maffi.

Le forme centauroidi

In quasi qualsiasi variante la si metta, secondo me alla forma centauroide rimane un difetto di base: avrà sempre un ingombro maggiore e un'agilità minore rispetto a una tetrapode. Un bipede umanoide è molto più agile e versatile, anche se ovviamente un quadrumane (quasi uguale, eccetto che per i piedi prensili) lo batte in arrampicata e un quadrupede lo batte al suolo. Inoltre sembra probabile che spesso ad un minor numero di arti corrisponda una maggiore velocità e agilità.

Scala delle flessibilità

Possiamo ordinare le forme esapodi "tauroformi" su una scala di flessibilità ed elasticità crescenti.

Al primo passo della scala possiamo porre il centauro classico, con corpo posteriore di cavallo e anteriore umano, con flessione permanente della colonna vertebrale. Un essere veloce forse nella corsa su terreno piano, ma imponente, ingombrante, poco agile (a parte saltar sopra le staccionate), che forse può trovare difficile o impossibile nuotare sott'acqua, arrampicarsi, rigirarsi in spazi angusti, eccetera.

Al seconso passo metto un centauro classico con corpo anteriore umano e posteriore di asino o pony, molto più proporzionati fra loro, e magari con un giunto più flessibile e in grado di chinarsi quasi completamente in avanti. [Nota: potremmo anche immaginare una creatura diversa, con dotata di un tronco anteriore umano, posteriore equino e con arti mediani simili a gambe umane.]

Due centauri classici più proporzionati (secondo tipo) piegati e inginocchiati, e un equitauro disegnati da Anna-Karin "Twospotz" Larsson <akl@twospotz.com>, www.twospotz.com

Al terzo passo possiamo porre un chakat/chakasa con tronchi anteriore e posteriore proporzionati. Penso che le dimensioni complessive ideali per un chakat/chakasa siano quelle in cui il torace superiore ha dimensioni umane o leggermente minori; sebbene anche leggermente più grandi sarebbe comunque accettabile (ma meno di una tigre siberiana... diciamo tali che l'individuo medio abbia il torace superiore paragonabile a quello di un umano robusto, e l'individuo molto grosso e robusto abbia i quarti posteriori paragonabili a quelli di una tigre media).

Una tale soluzione prevede una spina dorsale che in posizione rilassata è solo leggermente flessa all'indietro, e che mantiene sufficiente flessibilità per piegarsi molto più in avanti o indietro. Di solito si parla anche di un "giunto" quasi completamente muscolare subito anteriore alle spalle inferiori, che però secondo me se troppo pronunciato rischia di spostare troppo l'agilità e flessibilità ai quarti anteriori, rispetto ai quali quelli posteriori si "appesantiscono". In effetti potrebbero esserci due "giunti", uno davanti e uno dietro, ma bisognerebbe spostare indietro la gabbia toracica inferiore e il risultato sarebbe bizzarro (anche se forse pratico). In realtà l'importante è che ci sia una vita mobile e flessibile quanto il giunto. Negli umani la vita flette più o meno al disotto di stomaco/fegato/milza/pancreas e quasi al disopra dei reni, in corrispondenza dell'intestino (organo che non dà molti problemi, non si riempie come lo stomaco, è flessibile, ecc.). Per un umanoide a quattro braccia la soluzione migliore sarebbe probabilmente rendere le braccia mediane solidali con le anteriori, con un cinto mediano subito al disotto della gabbia toracica e un solo punto di flessione alla vita. Forse la soluzione migliore per un esapode tipo-chakasa a due punti di flessione sarebbe lasciare al disopra della "suvita" (o "giunto" se preferisci) solo i polmoni superiori e il cuore superiore, mentre stomaco/fegato/milza/pancreas sarebbero interni al cinto mediano e di fronte ai polmoni inferiori (dovrebbe comunque esserci abbastanza spazio per riempire e distendere lo stomaco, che eventualmente resterebbe l'organo più anteriore). dietro i polmoni inferiori ci sarebbe solo l'intestino, alla vita inferiore.


Chakasa Fuocoblu disegnato da Alessio "Scale" Scalerandi (clicca sull'immagine per vederla alla vera dimensione).

Secondo me, comunque, questa soluzione non è ancora la più agile e versatile per una creatura esapode dotata di mani. La soluzione migliore, ipotizzando un parallelismo assoluto coi Tetrapodi terrestri e prendendo ad esempio un Primate antropoide, cioè facendo una versione esapode degli umani, sarebbe in qualche modo simile a una "tauroscimmia", con torso umano innestato su un corpo di scimmione.

Per immaginarlo parti da un essere umano. Lasciagli la stessa massa corporea complessiva, contando (eventualmente) in più quella degli arti mediani. Rendi il tronco più allungato e un po' più snello; guadagna in più solo la massa ossea e muscolare del cinto e spalle mediane. Le gambe invece si accorciano fino alla metà della lunghezza; insomma, immaginati un tizio piuttosto snello e col cavallo piuttosto basso (1 nella figura sotto). Immaginatelo in posizione eretta tipicamente umana, e della stessa altezza di un umano tetrapode. Le braccia sono rilassate e pendono distese verso il basso; ma visto il cavallo molto basso e le gambe corte, le mani sono più o meno all'altezza della pelvi (più o meno come quando si mettono le mani sui fianchi, solo che lo fa con le braccia totalmente distese). Adesso allarga le braccia a T, e aggiungi a mezzo tronco un secondo paio di braccia. Le spalle inferiori stanno, diciamo, all'altezza che in un umano tetrapode sarebbe quella della cintola, o poco più su. Le braccia mediane sono lunghe più o meno come quelle anteriori o appena più lunghe, e sono ugualmente muscolose o un po' di più. Sono rilassate e distese in basso, arrivando probabilmente a una trentina di centimetri da terra (2-3 nella figura sotto).

Adesso metti l'umanoide esapode di profilo, e chinalo in avanti finché le mani mediane non toccano terra (magari colle nocche). L'assetto risultante dalla vita superiore in giù è più o meno quello di uno scimpanzé, probabilmente un po' più eretto. La spina dorsale è complessivamente diritta, ed è in grado di flettersi a entrambe le vite quanto quella umana; la vita superiore può flettersi all'indietro un po' di più e un po' più facilmente, ma non tantissimo, visto che la schiena inferiore è comunque a non più di 45 gradi dalla verticale. L'individuo è in grado di assumere una posizione eretta bipede o una semieretta quadrupede con eguale comodità (o uguale scomodità); può correre con quattro arti, e quando cammina a lungo lo fa pure con quattro (Figura sotto a sinistra), ma cammina sufficientemente bene anche su due, ed è in grado di camminare su sei molto più comodamente di quanto noi facciamo su quattro: noi dobbiamo camminare sulle ginocchia, mentre loro devono solo tenere i gomiti superiori quasi diritti e i gomiti inferiori piegati, che è più faticoso ma fattibile. È possibile che usino questa andatura esapode per portare pesi o per inerpicarsi in montagna (Figura sotto a destra). Quanto a agilità e mobilità, un essere simile dovrebbe essere circa equivalente a un umano (e in arrampicata forse anche più agile, avendo quattro mani).


(Ad Alessio la posizione esapode pare improbabile, da studiare meglio e forse proprio da scartare.)

Eventualmente, si possono allungare di un 10-20% tutti e sei gli arti: le gambe diventano lunghe come braccia umane, e le quattro braccia come gambe umane (o braccia di Orango); il risultato è una versione più snella e dinoccolata. Al livello scheletrico, il cinto mediano tenderebbe a essere più vicino a quello pelvico che a quello scapolare, per poter lasciare spazio a una vita superiore; però si potrebbero anche supporre due gabbie toraciche, entrambe più piccole; quella contenente i polmoni sarebbe simile a quella umana, con un diaframma e muscoli intercostali, capace di espandersi per l'inspirazione; l'altra potrebbe esser più semplice, avendo solo funzione protettiva di altri organi (fegato/milza/pancreas, in parte stomaco). Non è detto che mettere i polmoni nel torace superiore sarebbe la cosa migliore, anche se sarebbe più semplice; parimenti i reni potrebbero essere spostati nel cinto medio, anche se ciò richiederebbe ureteri molto lunghi. Come ultima alternativa (ma più bizzarra e "aliena") c'è l'opposto a quanto si diceva per i chakat/chakasa: rendere la parte centrale del corpo quella più rigida, col cinto medio e due gabbie toraciche una sopra e una sotto, e mettere il punto di flessione della vita superiore sopra la gabbia toracica superiore.

Alcune illustrazioni

Sulla base di alcune di queste idee, Scale ha disegnato dei veri taurogorilla.

Schizzo della forma approssimativa di un possibile taurogorilla maschio, immagine (c) Alessio "Scale" Scalerandi. Nota di Scale: le zampe posteriori sono tozze ma robuste; le braccia e spalle mediane sono molto grandi e sono il punto di appoggio principale. Per cui forse le mani intermedie sarebbero più grandi di quelle dell'illustrazione. Le spalle mediane e le zampe posteriori hanno una forma strana, forse non riuscirebbe a camminare su quattro zampe, oppure sì, ma avrebbe un'andatura inadatta al giunto che si ritrova (clicca sull'immagine per vederla alla vera dimensione). Altra raffigurazione di un possibile taurogorilla, immagine (c) Alessio "Scale" Scalerandi (clicca sull'immagine per vederla alla vera dimensione).

Commento di Bernardo al "Taurogorilla" di Alessio:

Rispetto all'umanoide esapode come me l'ero immaginato (a parte le dimensioni), ha forse le gambe e il torace inferiore leggermente troppo lunghi. Me l'ero immaginato con un tronco piegato (leggermente) più o meno solo alla vita superiore, mentre la vita inferiore rimaneva diritta. In effetti anche appoggiando quattro arti, il torace inferiore rimaneva quasi eretto. Però, pensandoci bene, visto il peso più spostato verso la parte anteriore del corpo (la metà di cui sta davanti alle spalle inferiori) può darsi che una configurazione più simile a quella del Gorilla sarebbe più efficiente o pratica o comunque più probabile, con anche la vita inferiore un po' piegata all'indietro. La parte inferiore della schiena inferiore comunque non dovrebbe essere orizzontale, dato che questo implicherebbe per le gambe una postura "quadrupede" (a 90° dalla spina dorsale) e sarebbe più difficile renderle atte e comode anche alla postura bipede (senza dovere introdurre una articolazione femore-pelvi a due posizioni distinte e senza dover tenere la schiena inferiore piegata all'indietro quando si sta in piedi).

L'unica altra differenza rilevante (a parte che io l'avevo immaginato più come un quadrumane con due piedi che come un seximane) è che il torace inferiore l'avevo immaginato meno grosso - più o meno dello stesso diametro del torace superiore, mentre quello del Taurogorilla è visibilmente più massiccio. Secondo me una sproporzione fra torace superiore e inferiore riduce la versatilità e l'agilità complessive.

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