Renne tentacolate

Illustrazioni e testi di Alessio "Scale" Scalerandi,
testi aggiuntivi di leonardo maffi e Bernardo "BJ" Chiti.

Ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2003.

Lo sviluppo di un antropomorfo intelligente, per evoluzione naturale, è probabilmente un evento improbabile, perché richiede varie condizioni per verificarsi. Comunque un mammifero intelligente (con intelligenze maggiori e diverse da quelle di delfino) deve probabilmente avere delle appendici prensili. Qui di seguito ci sono alcune idee di Alessio, discusse da leonardo e Bernardo. Come animale di riferimento prendiamo la renna europea (non caribù). Si noti che tutte le renne di questa pagina hanno occhi rivolti in avanti, perché ciò gli permette un'utile visione stereoscopica di quello che toccano e afferrano.

La soluzione più ovvia, è che siano gli arti anteriori ad acquistare la funzione manipolatoria. Per usare entrambe le "mani" insieme, il corpo probabilmente dovrebbe diventare pi¨ leggero e acquistare sicuramente un bilanciamento che gli permetta di piegarsi all'indietro stando in piedi (o seduti) sulle zampe posteriori per alzare le anteriori.

Le "mani" difficilmente si svilupperebbero in una forma simile a quella antropomorfa, ad esempio con le due dita intermedie mobili o quasi fisse (Fig.1), e due dita allungate ai lati (una sola di essere potrebbe essere un pollice, oppure potrebbero essere entrambe dei pollici); perché si parte comunque da quattro unghie molto ravvicinate e che non prevedono molto movimento indipendente fra le anteriori (lo zoccolo vero e proprio) e le posteriori.


Fig.1: dettaglio di un disegno di Chris Sawyer.
(Immagine originale sulla VCL)

In alternativa un unghulato potrebbe forse sviluppare una prensilitÓ a pinza, fra le due unghie anteriori. Tra loro sono poco mobili, ma forse abbastanza per dare la possibilitÓ, se a un certo punto dell'evoluzione iniziasse a risultare utile sollevare piccoli oggetti incastrandoceli nel mezzo.

Pi¨ probabilmente l'autopodio (la parte che negli umani corrisponde alla mano dal polso in poi) si allungherebbe e si assottiglierebbe, sviluppando poi la capacitÓ di chiudersi a coltello all'indietro; il risultato assomiglierebbe ad un arto anteriore di mantide, con zoccolo in punta usato per appoggiarsi e camminare, e "palmo" fra le falangi allungate e il metacarpo usato per afferrare.

Forse anche la rotazione del polso (pronazione/supinazione ulna-radio) non ci sarebbe, e per portare il "palmo" all'indentro dovrebbero forse ruotare l'intero arto all'omero. Il problema è che lo scheletro di un ungulato Ŕ comunque molto poco mobile, con gradi di libertÓ piuttosto limitati, e andrebbe cambiato molto per renderlo adatto.

In alternativa all'immaginare un mammifero dotato di arti anteriori prensili, si può immaginare un quadrupede dotato di proboscidi o tentacoli, ad esempio evolutisi da naso o labbra modificate. Un'appendice manipolatrice alla bocca non è semplice da progettare, dovrebbe essere agile e sottile ma anche capace di alzare un certo peso, altrimenti servirebbe a poco. Potrebbero essere utili anche delle ventose, ma non su tutta la loro superficie, solo in certe parti per avere all'occorrenza una presa salda. I tentacoli sono talvolta coperti da ventose simili a quelle dei polpi (ma presumo funzionanti ad aria invece che ad acqua. L'evoluzione di tali canali pneumatici non credo sia semplice).

Gli elefanti hanno evoluto un'appendice abbastanza forte da sollevare grossi tronchi, e tanto raffinata da raccogliere una nocciolina dalle mani di un bambino. Per cui per cominciare con qualcosa di più semplice possiamo immaginare una renna con un'appendice prensile simile ad una proboscide (Fig.2), ma con peli solo sulla faccia superiore e un'estremità più agile e prensile.


Fig.2

Possiamo immaginare un design un po' più sofisticato, con tre dita-tentacolo lunghe circa 20 cm. Sono estensioni delle labbra e le narici sarebbero lateralmente ai due tentacoli superiori. I soli due tentacoli superiori hanno ventose sulla faccia inferiore. Questo primo design pare un po' troppo delicato (Fig.3).

Fig.3

Per cui qui (Fig.4) Scale ha immaginato un nuovo design, un poco più ragionato e complesso (ma può essere sicuramente ancora migliorato). Le narici sono verso l'alto (e devono potersi chiudere a comando per non riempirsi di pioggia o altro), i tentacoli sono ancora tre e posti in posizione simile, ma l'attacco muscolare è molto diverso e decisamente più robusto. Le estremità dei tre tentacoli sono glabre per permettere una presa migliore e per permettere di vedere meglio cosa viene manipolato. Il tentacolo inferiore è distinto dal labbro inferiore, e ha un muscolo extra per aiutarlo a spingere verso il basso, quattro o sei coppie di ventose ad aria per migliorare la presa su certe superfici, e una parte callosa. Si presuppone che il collo sia abbastanza muscoloso, e il corpo abbastanza massiccio da far reggere alla testa dei carichi moderati nonostante la lunghezza della leva.

Fig.4

In (Fig.5) si può vedere un esempio d'uso, la lettura di un libro. In effetti non è troppo comodo.

A riposo (Fig.6) i tentacoli inferiori verrebbero probabilmente tenuti come braccia conserte, dato che sono specializzati per esercitare soprattutto forza verso l'altro.


Fig.5

Fig.6

In Fig.7 si può vedere un design un poco più spinto e quasi alieno; due tentacoli sul cranio (volendo anche più grandi come sono raffigurati) che possono aggiungersi ai tre precedenti, ed essere usati per trasportare e spostare oggetti più grandi e pesanti. I muscoli che li muovono sarebbero un'estensione di quelli potenti del collo (in Fig.8 si può vedere dall'alto la forma dei muscoli). Visto che sono fatti per sforzi pesanti, potrebbero avere almeno una parte di struttura rigida interna che ne rafforzi la base, ad esempio delle creste craniche o corna modificate. Anche i tentacoli sul muso potrebbero essere irrobustiti per un piccolo tratto con ossa interne, ad esempio denti modificati (in questo caso non sarebbero strutture articolate). A che potrebbe servire in un tentacolo avere una base rigida se poi viene usata solo la parte flessibile? Potrebbe servire ad esempio per portare i tentacoli pi¨ lontani dal cranio, o per afferrare fra basi tentacolari mascellari e mandibolari, ma sono strutture da progettare con cura.

Se immaginiamo un'evoluzione un po' più spinta dei semplici tentacoli, possiamo immaginarci anche che tali tentacoli diventino degli "arti" contenenti ossa più o meno articolate.


Fig.7 (clicca per vedere l'immagine a dimensioni naturali).

Fig.8

Come si potrebbe giustificare l'evoluzione di tentacoli simili a quelli sul davanti del muso? L'evoluzione di ventose simili a quelle di polpo, ma funzionanti ad aria, non è facile da immaginare, forse bisognerebbe rinunciare all'idea di avere anch'esse, o progettare qualcosa di diverso che svolga lo stesso scopo. I tentacoli facciali potrebbero nascere evolutivamente per altri scopi, ad esempio per selezione sessuale (Fig.9), e successivamente venire cooptati, modificati e usati per afferrare e manipolare.

Non è facile immaginare da cosa potrebbero evolversi i tentacoli sul cranio. Dal velluto (che ricopre le corna) che diventa muscolare mentre l'osso interno si atrofixzza o diventa addirittura articolato? Sembra troppo improbabile. Pi¨ che un prodotto dell'evoluzione, sembra un possibile prodotto dell'ingegneria genetica.

Difficile è anche è trovare delle cause che possano far diventare significativamente più intelligente il cervello di renna (se poi immaginiamo intelligenze linguistiche e logiche paragonabili a quelle umane, che gli permettano di leggere e scrivere libri, la cosa diventa ancora più difficile da spiegare). Si potrebbero fare delle analogie con la nostra evoluzione, ma sono punti di partenza piuttosto diversi.


Fig.9

Se immaginiamo che una nuova specie di renna sia diventata intelligente e tritentacolata, il suo corpo forse subirebbe altre modifiche, che non sono facili da prevedere. Ad esempio potrebbe perdere la pelliccia, dato che sarebbe capace di farsi dei vestiti (nell'evoluzione umana forse la pelliccia è scomparsa quando non era più necessaria, perché non averla è più igienico, perché si hanno meno parassiti della pelle).

Note:

L'idea di partenza dei tentacoli facciali è stata presa da uno schizzo di Richard "Lord Grey" Bartrop <rbartrop@calcna.ab.ca>:
http://yerf.com/bartrich/foxmorph.gif

Esiste un intero saggio dedicato a un ordine del tutto immaginario di mammiferi (Rhinograda) derivati forse da toporagni, nei quali il naso ha assunto una serie enorme di forme e funzioni diverse (il naso "tentacolato" è una delle evoluzioni più primitive e semplici dei rinogradi): "I rinogradi e la zoologia fantastica" di Harald Stümpke, Franco Muzzio Editore, 1992.

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