Squalo antropomorfo

Disegni di Alessio "Scale" Scalerandi,
testi di leonardo maffi

Ultima revisione: 29 Dicembre 2003


Squali e razze hanno fecondazione interna, e gli squali neonati sono abbastanza grandi e sono in grado di cavarsela da soli, per cui la madre produce pochi figli o uova alla volta. Gli squali esistono da molto tempo e hanno sviluppato molti differenti tipi di sviluppo embrionale; ne esistono di ovipari, ovovivipari, e vivipari.

Gli squali ovipari producono uova di forme che possono apparirci strane, come dei sacchetti con filamenti appiccicosi, che insieme al guscio si induriscono in poche ore dopo che la madre li ha fissati su superfici e oggetti:


Lo Squalo cornuto Heterodontus francisci (Horn shark) produce uova spiralate (pare che la madre raccolga l'uovo in bocca e lo incastri in fessure):


Immagine © 2002 D.J. Eernisse.

Negli squali ovovipari come i mako le uova hanno gusci sottili e sono conservate nel corpo della madre. Gli embrioni possono ricavare nutrimento dal tuorlo, da sostanze secrete dall'utero, oppure mangiando un flusso di piccole uova non fertilizzate prodotte continuamente dalla madre (ovofagia), o addirittura gli embrioni più sviluppati possono mangiare tutti i fratelli meno sviluppati (embriofagia, adelfofagia o cannibalismo uterino).

Gli squali vivipari come i martello possono svilupparsi, a seconda le specie, grazie ad un collegamento intimo tra i tessuti dell'embrione e quelli della parete uterina della madre (come nella placenta dei mammiferi), o grazie ad un liquido secreto dall'utero che viene assorbito dal sacco vitellino che funge da placenta.

Essendo a sangue freddo (eccetto gli stomaci di certe specie) la gravidanza ha durata variabile, ma vista lo sviluppo dei neonati, in certe specie può arrivare a molti mesi.

Come potrebbero essere degli squali antropomorfi con intelligenze paragonabili a quelle umane? Per dargli un look un po' più alieno rispetto agli umani abbiamo pensato di renderli ovipari, con le uova a sacchetto. Gli embrioni si sviluppano utilizzando il nutrimento contenuto nel tuorlo (e poi nel sacco vitellino) e respirano grazie all'ossigeno che attraversa le pareti dell'uovo. Dato che in tali uova ossigeno e il nutrimento sono scarsi, e un grosso cervello consuma molto ossigeno, ho pensato che tali squaletti antropomorfi potrebbero avere uno sviluppo a due stadi: quando escono dall'uovo potrebbero avere un cranio piccolo ed essere quasi autosufficienti come uno squaletto non antropomorfo, ma poi col tempo potrebbero avere un secondo sviluppo delle dimensioni del cervello. In tal caso per dargli modo di ricavare abbastanza ossigeno per alimentare un grande cervello potrebbe essere necessario dargli anche dei polmoni rendendoli anfibi.


In questo disegno l'uovo è stato fissato al corrimano di ferro di una nave affondata,
e il padre sta facendo la guardia nei pressi, dato che il piccolo nascerà presto.
Schizzo e pittura di Alessio "Scale" Scalerandi (clicca su ogni immagine per vederla a dimensioni piene).

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