Abbandonata

Di leonardo maffi

Versione 1.1 del 6 Settembre 2003
Questo racconto contiene tematiche sessuali esplicite per adulti

-- Terra, circa due secoli prima delle vicende di Chapel --

Mi si avvicina un conoscente, "Ciao... tu sei Resinascura, vero? Per caso c'è qualche problema?" chiede leggermente preoccupato.

"Va tutto bene, sto solo aspettando un'amica," gli rispondo con un sorriso forzato e rilassando la coda, lui annuisce e si allontana. È la seconda persona che me lo chiede; nel vedermi così ansioso ed emozionato si preoccupano, sanno che non è facile rendere così inquieto un chakasa.

È in ritardo di quasi cinque minuti. Preferisco non pensare a tutto il tempo sto perdendo nell'aspettarla qui, invece di stare coi miei familiari e amici, ma non importa.

Dal grande terminal d'ingresso continuano ad entrare molte persone a piedi, e delle grosse frecce che si muovono sul pavimento gli indicano la strada fino alle singole persone che le stanno aspettando.

Eccola! Isabella è entrata, come tutti è ancora un po' incerta sulle gambe e piuttosto spaesata, ma segue la sua freccia che la guida verso di me.

In passato l'avevo già vista, anche in diretta via telecamera, ma questa è la prima volta che ci incontriamo veramente. Mi piace anche perché non è perfetta, non ha l'aspetto di una Barbie come la maggior parte delle umane che sono qui, è 'vera'. Non è molto alta e ha qualche imperfezione fisica che ai miei occhi la rende ancora più attraente.

Ci conoscemmo per caso, e mentre era in ufficio e svolgeva il suo lavoro di bibliotecaria, nei ritagli di tempo mi inviava piccoli messaggi testuali. All'inizio pensava che fossi un qualche spam chatbot, cioè un robot software e volessi comunicare con lei solo per spingerla a comprare qualcosa, ma poi ha capito che sono una persona, e col tempo ci siamo conosciuti meglio e ha imparato ad apprezzarmi, dice che sono serio e intelligente, anche se non ho un grande senso dell'humor.

Si ferma a due metri da me, è impressionata dalla mia mole e dal mio aspetto di grossa tigre color crema, ma dopo poco ci abbracciamo come si deve, e senza fretta.

"Ciao. Vedi? Non mordo. Stai bene?" le chiedo separandomi un po' da lei.

"Sei grande! Sì, mi sto ancora adattando, ma sto bene. Sono felice di averti finalmente incontrato."

Le lascio molti secondi perché possa guardare il mio corpo. Questa fase è necessaria, e non può essere accorciata troppo.

"Vuoi andare da qualche parte?" le chiedo.

"Andiamo dove vivi, dove abiti. Hai un posto tuo, vero?"

"Certo, tutti quanti ne abbiamo uno. Se per te va bene ci sposteremo con la sotterranea."

"Fai tu."

Dopo un breve percorso a piedi saliamo sul mezzo di trasporto sotterraneo, è una capsula autoguidata che si muove velocissima esclusivamente dentro gallerie, in pochi minuti saremo arrivati. Anche questa capsula si adatta al più lento dei sogitempi dei passeggeri che trasporta, in questo caso di Isabella.

Arriviamo alla piccola stazione che c'è sotto la mia spiaggia, e scendiamo dal mezzo, lei ha passato tutto il tempo a guardarmi e toccarmi la pelliccia della groppa e dei fianchi, credo di aver fatto colpo! ^_^

Saliamo alcuni gradini e spuntiamo da un piccolo casotto che si affaccia direttamente sulla mia spiaggia chiara, le faccio strada verso casa, "Di solito abito lì; anche se sembra una specie di capanna è dotata o può essere dotata di quasi tutte le comodità."

Le indico l'oceano, "Questa è una tipica spiaggia tropicale, siamo in una piccola baia, all'interno della barriera corallina, e il mare è fantastico," con la punta della coda le indico una barchetta stretta sulla battigia, ma poi visto che sembra non accorgersene, gliela indico col dito, "Quella è la mia preferita, ha anche un bilanciere e l'ho usata perfino per uscire nell'oceano."

"Indubbiamente ti sei scelto un ambiente molto bello. Non pensavo che ai chakasa potesse piacere il mare. Siamo soli?" chiede.

"Il luogo è chiuso, e a parte noi non può esserci nessun altro. Chiunque altro voglia venire dovrà chiedermi prima il permesso, perlomeno inviandomi un messaggio."

"Ah, bene," dice, si siede su una panca, si sfila le scarpe che parevano fuse coi piedi, i pantaloni a velcro, una camicia, il reggiseno del bikini... Mi lancia un'occhiata come per chiedermi se ci sono problemi, io rimango quasi immobile, guarda i miei seni nudi, ci pensa un momento, e poi si toglie anche gli slip, e rimane nuda. Sulla sua faccia termovedo passare delle leggere vampe calde di imbarazzo, ma cerca di controllare la sua vergogna, e ammucchia i vestiti sulla panca. È bella, e il suo sesso ha un buon corpoodore sano. Resisto alla tentazione di registrare questo odore. È la prima volta che posso osservarla senza tutta quella roba indosso. Devo ammettere comunque che questo processo di svestizione è potenzialmente erotico.

Entriamo nella mia capanna, lei qui sembra vergognarsi ancora di più, ma dopo un paio di minuti sembra tornata più a suo agio.

Guarda nell'angolo cucina, e non trova quasi nulla, torna nella stanza principale e osserva le immagini mobili presenti sulle pareti, "Le hai fatte tu?" chiede.

"No, sono alcuni fotogrammi di un film che è stato realizzato anche su questa spiaggia. Era un film scemo, ho fatto anche la comparsa per qualche secondo, un'aliena venuta da un pianeta del piacere... Aspettami un momento, vado a prenderti qualcosa da bere," offrire da bere agli ospiti è una loro abitudine che mi sono assicurato di non dimenticare.

Riempio un paio di bicchieri e gliene offro uno, "È succo d'arancia mescolato con cioccolato", lei si siede al tavolo e assaggia con curiosità, sembra stupita dal gusto che sta provando. Mi accuccio ai suoi piedi e mi metto a sorseggiare il mio bicchiere, la cioccolata mi piace molto, e mi è sempre parso strano che fosse una sostanza naturale... Poco dopo sento il suo piede morbido che mi carezza la groppa... è rilassante, ma a poco a poco lo sento scendere, fino a che non mi carezza la guaina, Isabella è più diretta di quanto immaginassi. Mi tenta a lungo col piede... sono veramente in nadir femminile, ed è una specie di piacevole tortura, ma non so come comportarmi, devo trattenere il pene o posso lasciarlo cadere dal fodero?

"Ehmm... non ho molto tempo, tra poco dovrò tornare indietro," dice, "ho un appuntamento con una mia parente. Per cui scusami se ti sembro un po' troppo veloce, sono venuta proprio oggi perché so che sei in nadir femminile... vorresti fare all'amore con me?"

"Ma certo. Volentieri, ne sarei onorato. Vieni," la prendo per mano e la conduco in camera, che ha una grande finestra aperta sul mare, "In questioni di sesso non mi aspettavo che gli umani fossero così disinvolti."

"Non siamo tutti uguali, e questo ambiente aiuta. È molto tempo che volevo far all'amore con te; per una volta nella vita vorrei liberarmi di qualche stupida inibizione, voglio fare cosa mi pare. Qui posso farlo."

Non mi pare il caso di contraddirla, la faccio sdraiare sul letto e gli carezzo la pancia, avevo già visto molte volte il corpo glabro degli umani senza vestiti, ma la maggior parte delle persone che incontro qui non hanno un aspetto umano, se non lontanamente.

"Che ne pensi di me? Mi vedi troppo piccola? O preferiresti che avessi --"

La interrompo, "Shhhh, vai benissimo", ma ora sento il dovere di fargli una domanda, "Cosa ne penserà tuo marito? Lui sa perché sai venuta qui, o lo saprà in futuro?"

"Sì, lo sa, ma visto cosa sei mi ha dato il permesso. A dire la verità non mi permetterebbe di fare l'amore con un altro uomo, ma con te sì."

Mrrrr! Mi sento lievemente offeso, "Sono una persona pensante anch'io, posso provare sentimenti..."

"Lo so, altrimenti non sarei venuta. Da quando mi sono sposata sei l'unico oltre a mio marito a cui abbia chiesto di fare all'amore. Mio marito non la pensa come me, dice che non sei umano, pensa che tu non sia neppure una vera persona."

Anche se dovrei sentirmi ancora più offeso di prima, il mio senso dell'orgoglio si rilassa, "Non m'importa di cosa pensa tuo marito, mi importa solo quello che pensi tu."

Lei infila la faccia nella pelliccia del mio giutorace, "Profumi di resina!" dice leggermente stupita.

"Per l'occasione ho profumato leggermente la pelliccia, ho scelto l'odore sulla base del mio nome ^_^"

Mi sdraio su di lei, le bacio il collo, molto lentamente. Prova a baciarmi, prima goffamente, si mette perfino a ridere per il solletico provocatole dalle mie vibrisse, poi riprova e riprova ancora fino a che non ci siamo abituati alla forma del volto altrui.

Le bacio di nuovo il collo, proseguo a baciarla e scendo fino al suo strano ombelico, poi risalgo, regolo i muscoli della pelle della lingua in modo che la sua superficie sia solo leggermente ruvida e le lecco molto delicatamente i capezzoli... "Mmfh!" Emette un piccolo mugolio di approvazione.

Dopo pochi minuti di bagno con la lingua mi scosta, scende dal letto, fa scendere me dal letto, si sdraia sul pavimento, e poi mi fa segno di avvicinarmi fino a che non le sono sopra. Si afferra con le gambe e le braccia sotto di me e mi carezza un po'. Per essere una bibliotecaria ha una bel fisico abbastanza atletico. Non ho mai adottato una posa del genere, ma sembra abbastanza naturale per entrambi ed è molto piacevole, e iniziamo a fare l'amore. Forse è una delle pose migliori, rimango in piedi per un bel po', e di tanto in tanto le carezzo la schiena e la nuca con una mampa, poi lei mi fa capire che ha le gambe stanche, per cui mi abbasso un po', facendole toccare il terreno con la schiena, e proseguiamo.

Sono vicino alla conclusione... "Sono nel mio periodo fertile, uff, e vorrei che... anche tu fossi fertile," dice. Lei sa che i chakasa possono scegliere se eiaculare seme fertile o sterile.

"Vah benerrr," riesco a stendo a dire, comunque non farà differenza.

"Ruggisci, per me!"

"GROOWWRRR!"

* * *

Per un po' spero che stimoli anche i miei lati femminili, ma non da' segno di volerlo fare, e credo sia il caso di non chiederglielo, dopo tutto questa è la nostra prima volta, e lei potrebbe essere del tutto eterosessuale.

Rimaniamo sdraiati assieme per vari minuti, giochiamo e esploriamo ogni pezzetto del corpo dell'altro, a cominciare dalle parti più diverse. Quando ci siamo rilassati mi alzo e la spruzzo con uno spray raffreddante, perché l'ambiente è molto caldo, ma lei pare non apprezzare per niente, con la sua pelle nuda ha molti meno problemi di me nel raffreddarsi. Dopo un po' si alza, e andiamo a lavarci e rinfrescarci nella laguna. Lei si sciacqua le braccia e le gambe, ma sembra che stia attenta a non bagnarsi troppo tra le cosce. In ufficio era molto diversa, non me la ricordavo così, qui sembra più disinibita e spontanea.

Da quanto tempo sono arrivata qui?" chiede.

"Circa 92 minuti."

"È molto tardi, devo andare via," si dirige verso le scale che portano alla sotterranea, le prendo i vestiti in modo che possa rivestirsi nella capsula. Ritorniamo al terminal, mi da' un piccolo bacio sul naso, e se ne va senza che sia riuscito a darle neppure un abbraccio per rendermi più dolce la nostra separazione.

* * *

Il giorno seguente mi scrive, dice che aveva combinato le cose in modo da rimanere incinta di un ibrido umano-chakasa, di cui io non ho mai sentito parlare. Dice che per rendere possibile la cosa ha chiesto l'aiuto di un grosso gruppo di biohaker appassionati di chakasa, che hanno dovuto lavorare a lungo sulla cosa.

Allegato al messaggio c'è un documento che mostra le differenze che nostro figlio avrà rispetto ad un chakasa standard. Mi chiede anche se accetto che lei porti avanti la gravidanza. Se io non accetterò farà interrompere adesso lo sviluppo del blasto.

Leggo la scheda riassuntiva delle differenze: sarà bipede, avrà più o meno le dimensioni di un umano normale, nel torace avrà due cuori, uno a destra e uno a sinistra. I piedi avranno artigli fissi, alluce non opponibile, e il loro dito mignolo sarà più grande del normale e opponibile. Su tutto il corpo avrà una pelliccia piuttosto corta, intorno al centimetro, mentre sulla testa e sulla coda avrà una pelliccia più lunga e folta, avrà anche i nostri capelli-criniera. Un solo stomaco e un solo paio di polmoni. Gli spiracoli si apriranno poco sopra la terza coppia di termoorgani, sotto l'ultima costola. Per il resto sarà praticamente uguale ad un chakasa, anche il cervello sarà quasi uguale. Ci sono anche un paio di immagini di come potrebbe apparire da adolescente, e anche da gattino, mmmrrrr! Non è giusto, è così carino, ai miei occhi il suo corpo è un po' inusuale, ma è comunque armonico.

Sono arrabbiato. Gli scrivo una lunga risposta, ma poi la cancello, è troppo rabbiosa. Così le rispondo semplicemente che ho bisogno di rifletterci ancora un po'.

Per scaricare la tensione sfascio la mia capanna, poi chiedo consiglio ai miei familiari, e poi sfascio di nuovo la capanna.

Con quella immagine di gattino neonato mi ha quasi incastrato, forse sapeva che per i miei istinti vederla fa molta differenza. Anche se quello che ha detto è possibile, e anche se nostro figlio non nascerà malato o psicologicamente malformato, quello che lei vuole fare è qualcosa di insolito, sarebbe il primo ibrido di questo tipo. Inoltre lei non ha neppure bevuto il mio latteacqua, non siamo neppure effettivamente Compagni di Tana... comunque questo adesso è il dettaglio meno importante.

Si è comportata male, mi ha usato in un modo veramente squallido, prima di fare l'amore doveva spiegarmi che era fertile anche per un chakasa, forse avrei perfino accettato, se un figlio è quello che lei voleva veramente. Alla fine dopo molti secondi di riflessione accetto, e glielo scrivo. Da giovane uccisi un mio piccolo blasto che avevo concepito per errore, e non mi piace l'idea che muoia anche questo, ormai sono molti anni che ho intenzione di concepire un figlio come padre, e l'idea di avere un figlio con lei non mi dispiace.

Anche se il corpo di nostro figlio è in gran parte copiato dal progetto chakasa, deve essere stato comunque un lavoro alquanto complesso... quel gruppo di persone deve essere piuttosto ampio, e devono averci lavorato mesi, forse anni. Non avevo mai sentito parlare di un ibrido del genere, e anche le mie ricerche sulla rete hanno dato esiti negativi, ci sono solo poche persone che ne hanno parlato pubblicamente, e solo in via molto teorica, diversi anni fa. È un gruppo che deve aver lavorato in maniera abbastanza isolata.

* * *

Alcuni giorni dopo torna a trovarmi, la porto su una scogliera molto alta dalla quale si può ammirare un bellissimo panorama marino, e osservare gli uccelli marini che sfruttano il vento ascensionale.

Facciamo l'amore lì su quella scogliera, alla maniera chakasa, poi mi mostra che stavolta si è portata qualcosa da legare alla vita, col quale fa l'amore con me anche come maschio. Se potessi vederla più di frequente sarei molto felice.

Isabella torna per la terza volta molti giorni dopo, nel frattempo mi sono roso nell'attesa, ha già una pancia appena visibile. Mi mostra alcune immagini dell'interno del suo corpo, a quanto pare il nostro figlio ibrido si sta sviluppando alla velocità di un chakasa, e anche più in fretta, per via delle minori dimensioni. Grazie ai naniti gli serviranno solo tre mesi di gravidanza.

Non capisco come abbia fatto il corpo di Isabella ad accettare un nanosistema... forse ha alterato un po' il suo corpo locale in modo da fargli accettare questa gravidanza molto insolita. È possibile.

Su sua richiesta, il nostro quarto incontro, a distanza di più di un mese dal concepimento, lo passiamo in un bar di montagna, un sexy bar. Anche se ci sono alcune persone, lei è completamente nuda. Anch'io sono sempre nudo e sono circondato da morfi privi di abiti, ma so che lei non ne è abituata. Qui è fin troppo 'aperta', qui sembra considerare la vita e il sesso come un gioco. Invece di accettare la nudità come un fatto naturale, la ostenta quasi come per dirci che qui per lei e per noi la nudità non conta nulla. Come nell'antichità la nudità degli schiavi non veniva quasi considerata vera nudità perché venivano visti come poco più che animali... forse si considera superiore a noi.

Prova a ballare un po', ma poi deve sedersi, è stupita, non si aspettava di provare nausea per colpa della gravidanza.

Di tanto in tanto provo a parlarle di qualcosa di interessante, a chiederle del suo lavoro e della sua vita, di cui sono veramente molto curioso, ma lei sembra non voler parlare mai di nulla che non sia il sesso, la musica e poco altro. Dice che viene qui da me solo per rilassarsi e svagarsi, e non per pensare e discutere. Questa relazione sta andando molto peggio di quanto immaginassi, il mio Compagno di Tana rispetta il mio amore, ma da' segni di scoraggiamento. Anche lui non si aspettava uno sviluppo del genere.

Nella sua quinta visita mi assicura di aver fatto in modo che il piccolo non risenta negativamente delle accelerazioni e dell'assenza di gravità. Sono felice che il piccolo non subisca danni, ma preferisco non chiederle come ha fatto, temo che la sua risposta non mi piacerebbe. Così la porto sull'ascensore orbitale, e poi andiamo a fare un viaggetto intorno alla Luna, ma non atterriamo. Facciamo l'amore a gravità zero, lei ha già un addome piuttosto gonfio, comunque il feto crescerà solo fino a dimensioni umane. Poi facciamo una lunga doccia a gravità zero, in una stanza nella quale possiamo entrare in due, ho memorizzato tutto e la ricorderò come una delle cose più divertenti che abbia fatto in vita mia.

* * *

Isabella non si fa vedere per molto tempo, ogni tanto mi manda qualche piccolo messaggio testuale. Se non avessi i miei familiari e parenti mi sarei depresso.

Arriva per il suo parto. Abbiamo solo due assistenti, il parto è equivalente ad un cesareo, è velocissimo e senza nessuna conseguenza negativa. Ai miei occhi è stato tutto troppo artificiale, ma ormai conoscendo il carattere di Isabella non mi sarei aspettato qualcosa di diverso.

Accompagno Isabella e nostro figlio nella casa della mia famiglia allargata, dove il neonato potrà essere accudito anche da mia madre, mio sorello e dalla mia Compagna di Tana. Effettuando dei test vediamo che la piccola pare anatomicamente sana, e che in effetti il suo cervello non è un ibrido ma è quasi uguale a quello chakasa, comunque è presto per dire se la sua mente si svilupperà normalmente, hanno dovuto comunque adattargli il cervello per un corpo bipede, e in queste cose c'è sempre possibilità di commettere errori. Anche se è bipede, la piccola è stata subito accettata dai miei familiari e accolta come una di loro. Dopo meno di un'ora Isabella se ne va di nuovo, ancora non sappiamo come chiamare la piccola, ma per quello non c'è fretta.

Ho stimolato artificialmente la mia lattazione, e lo allatto io, con un piccolo aiuto da parte di mio sorello. È molto più piccolo di un chakasa, ha le dimensioni di un neonato umano, per cui i miei due seni sono già più che sufficienti, ma mi piacerebbe comunque molto che di tanto in tanto Isabella venisse ad accudirlo. Invece non si fa vedere per tre giorni, e rimane con noi solo per poco. Sono molto triste, mi chiedo cosa io abbia sbagliato in questo rapporto che sta evidentemente fallendo...

Isabella torna dopo altri otto giorni senza essersi quasi fatta sentire, e mi chiede di visitare Marte insieme. Rimane molto silenziosa per tutto il viaggio, che per due volte mi chiede di rendere ancora più breve.

Su Marte non indossa neppure la tuta, e si mette a dare calci alle pietre. Ha disabilitato gli effetti fisici del quasi vuoto sul suo corpo; questo per me è molto sgradevole, lei sa che per noi chakasa la fisica è molto importante. Chiudo gli occhi e ripiego le antenne all'indietro, in modo da non vederla neppure.

"Per me dalla prima volta che sono venuta qua sono passati sei giorni reali..." dice, "so che per te invece sono passati mesi, e quindi i nostri punti di vista sono diversi."

I nostri punti di vista sono diversi anche per altri motivi. La nostra realtà viene emulata a una velocità molto più alta di quella dei carnei. Però tu hai una velocità fissa, per cui quando sei qui con me, mi rallento alla tua velocità, e così anche la capsula e tutti gli ambienti che abbiamo visitato, a meno che, come il terminal d'ingresso, non siano già stati rallentati perché c'erano già gli avatar di altri carnei, altrimenti dal tuo punto di vista ad esempio il viaggio della capsula sarebbe durato una frazione di secondo.

"Mio marito mi permise di venire qui perché pensava che usassi qualcosa di simile ai 'bot ricreativi-sessuali' non intelligenti che lui di tanto in tanto usa in Virtual Realty, ma quando è venuto a sapere che sono rimasta virtualmente incinta di un chakasa virtuo, ha detto che il gioco è durato anche troppo, e mi ha imposto di lasciarti, altrimenti mi avrebbe lasciata lui. Lui non vi considera neppure degli animali, per lui la mia gravidanza e tutto quello che è avvenuto qui è stata solo una fantasia, come un sogno, e ha sottolineato che se non la considerasse così mi avrebbe già lasciata. Io ti voglio bene, sapevo e ho avuto conferma che anche tu sai pensare e provi dei sentimenti, e so che il piccolo avrebbe bisogno anche di una madre, ma non posso rovinarmi la vita reale per tutto questo, per questa VR. Io sono una carnea, una reale, tu sei un virtuo, come nostro figlio, e questa è una VR, siamo diversi", dice, "Se puoi, perdonami. Insegna a nostro figlio ad essere un genitore migliore di me. Ti auguro una buona esistenza. Non provare a contattarmi, o a contattare i miei discendenti anche tra mille anni. Addio."

E svanisce... si è scollegata da questa VR, forse per sempre. Forse non la vedrò più... Forse per lei io e tutto il mio mondo siamo solo come un gioco di ruolo. Avrei dovuto capirlo fin da quando mi ingannò nel concepimento. Per certi carnei non è facile accettare l'idea che noi virtui siamo persone a tutti gli effetti; pensavo che lei fosse diversa, ma in realtà è molto simile a suo marito. Forse ha perfino creato dei filtri che mi impediranno di contattarla. Se non proverà a ricontattarmi lei, credo che non farò neppure un tentativo di contattarla io. Nei miei secoli e millenni a venire riuscirò a dimenticarla, ma chissà quanto tempo impiegherò prima di poter provare di nuovo amore per un carneo umano... ma so che gli umani non sono tutti come te, conosco vari umani carnei degni di rispetto.

Sono stata sedotta e abbandonata come l'ingenua che sono... forse ha ragione a considerarmi inferiore, per lei sono ingenua come una bambina carnea. Ma nostro figlio non sarà un virtuo senza madre... non esistono chakasa orfani, il mio compagno di Tana sicuramente mi chiederà di diventare sua madre. Anche se è diverso dagli altri, la nostra comunità non lo rifiuterà, qui non giudichiamo mai le persone dall'aspetto, noi Virtui siamo tutti Coscienze Artificiali prive di corpo, simulate insieme a una VR dalla GRID, cioè nell'unione della potenza di calcolo di tutti i computer della rete terrestre. Con un gesto faccio sparire Marte e la navetta, e disabilito il mio avatar, per un certo tempo fluttuo nel nulla, privo di qualunque corpo, se ne avessi uno piangerei...

Riattivo il mio avatar, "Richiesta di spostamento discontinuo, voglio tornare alla casa di famiglia."

Torno a casa, abbraccio i parenti, che hanno capito la situazione, entro nella stanza di mio figlio... entra anche il mio Compagno di Tana e mi abbraccia, adesso devo vivere per voi... per far crescere nostro figlio, ci codiamo le code a vicenda. Crescerai in una famiglia chakasa, avrai il mio amore e quello di tutta la nostra famiglia allargata, farai una buona vita.

Il giorno successivo prendo una decisione importante, in accordo coi miei familiari. Esistono vari tipi di VR, alcune più astratte e altre meno, noi Virtui chakasa scegliamo quasi sempre di vivere in una VR nella quale la fisica e biologia vengono simulate molto accuratamente. Anche se in certi momenti posso decidere di avere un avatar, cioè un corpo, molto realistico e simulato nei dettagli, in questo momento ce l'ho abbastanza semplice, per risparmiare potenza di calcolo del sistema che ci permette di esistere, per cui posso alterarne l'aspetto abbastanza facilmente. Copio parte del fenotipo dell'avatar di mio figlio al posto del mio avatar, e assumo l'aspetto di un chakasa bipede adulto. Mi sento un po' ridotto e limitato, per adesso non riesco quasi a camminare, e devo tenermi allo stipite per non cadere, ma non importa, imparerò. Anche se qui l'aspetto fisico non è troppo importante, in questo modo mio figlio non crescerà come esemplare unico, avrà un genitore che gli vuole bene e che gli somiglia. Avrei potuto fare il contrario, e trasformare il fenotipo dell'avatar di mio figlio in quello di un chakasa normale, ma ho deciso di non farlo, forse perché in quel caso avrebbe perso la sua unicità. Probabilmente in fondo la mia mente non riesce ad odiare del tutto sua madre.
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Note:
- Il contesto di questo racconto è ispirato alle Polis e ai loro abitanti, di cui Greg Egan parla nel suo romanzo "Diaspora" (Urania 1460), comunque penso che questo racconto non sia sufficientemente scientificamente/ tecnologicamente/ psicologicamente realistico da poter essere inserito tra i racconti collaterali di Chapel.
- La progettazione di un ipotetico "ibrido" o bipede (anche in uno di questi mondi VR) sarebbe qualcosa di estremamente complicato, anche copiando fortemente un progetto di chakasa.
- L'ascensore orbitale (orbital tower o orbital elevator) è descritto nel romanzo di Clarke "Le fontane del paradiso", l'idea è attribuita a Yuri Artsutanov, che l'ha descritta nel 1960. Con un motore di ricerca come Google è abbastanza semplice trovare informazioni al riguardo.
Specie chakasa (c) leonardo maffi e Alessio "Scale" Scalerandi.
Virtui e personaggio Resinascura (c) leonardo maffi.
"Abbandonata" (c) 2003 leonardo maffi.

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