Farsi chimera

di leonardo maffi

Versione 0.7 del 8 Ottobre 2003

 

-- Unione Nordamericana, anno 2180 --

"Kuma, ne è arrivato uno nuovo!" mi dice qualcuna che passa nel corridoio vicino. Smetto di riparare il robopulitore, mi tolgo il visore e trotto verso l'Accettazione.

Quando arrivo devo mettermi da parte per non ingombrare il corridoio, sembra un cavallo. I due umani che l'hanno trasportato firmano qualcosa, salutano ed escono tornando alla loro navetta. Il cavallo viene portato subito verso le stalle isolate per la quarantena. Mi siedo sul pavimento, in pochi minuti arrivano anche i miei colleghi riabilitatori.

Poi arriva anche il nostro Caposezione, e ci spiega le novità, "È appena arrivato un altro paziente, forse qualcuno di voi è riuscito a vederlo, si chiama Gottschalk Friedemund II. È un neovallo, uno stallone quarter horse parlante, con un manto in due colori, esteriormente ha un corpo quasi uguale a quello di un cavallo, si nota solo un cranio un po' più grande. È stato liberato dal Fronte Arcobaleno per la Liberazione Morfi. Come forse ricordate la sua specie è stata creata dai centro-asiatici ed è considerata illegale. Come avrete capito dal nome, è stato venduto in centro Europa, e finora è stato fatto lavorare come un animale a fini sportivi, per i concorsi di salto. Anche se sembra un cavallo normale, ha un fisico estremamente potenziato per il salto e la corsa, e va considerato un senziente pieno, ad esempio ha un linguaggio di classe uno piena, cioè sa parlare bene come un umano, ma ha solo alcune delle intelligenze umane, in particolare quella linguistica. Ha una intelligenza logica-matematica di classe due, intelligenza motoria limitata, ma ha capacità di problem solving molto scarse, paragonabili a quello di un cane o meno. Oltre il Tedesco sa parlare anche l'Australiano, per cui non ci sono problemi. È un caso abbastanza difficile, il recupero parziale è possibile ma il sistema esperto dice che richiederà parecchio impegno, il recupero a persona completa è possibile ma stimato improbabile. Chi se la sente di prenderselo in carico?"

È per questo che il termine 'intelligenza' in generale non significa nulla, esistono molte intelligenze diverse. Nessuno dei miei colleghi si fa avanti, e in generale a me gli equinoidi piacciono, "Chiedo l'assegnamento," e alzo una mampa.

Il Caposezione annuisce, "Va bene, è tutto tuo Kuma. Quando avrai bisogno d'aiuto non esitare a chiamare uno qualunque dei tuoi colleghi. Sono certo che hanno tutti molta voglia di lavorare. Potete andare," poi si allontana.

"Ti prometto che non gli dirò di tutta quella carne colturale di cavallo che mangi," mi dice Tigrish. I suoi baffi saltellano avanti e indietro, è il suo modo per sorridere.

"Ah. Ah."

Mi dirigo verso le stalle della quarantena, l'IA di controllo mi lascia entrare. In questo momento dovrebbero avergli già tolto sangue, qualche pelo e altri liquidi corporei, per fare le analisi per vedere lo stato generale di salute e se ha malattie contagiose. Nella stalla che gli è stata assegnata non c'è ancora, mi dirigo nei bagni. Eccolo, due bracci automatici gli stanno facendo una bella schiumata alla pelliccia. Inspiro a fondo, l'odore di cavallo bagnato mi è sempre piaciuto... ma lui ha un odore più fine del solito, i suoi geningegneri forse gli hanno modificato perfino l'odore per renderlo più gradevole all'olfatto umano.

Anche se sono rimasto a distanza mi vede e si spaventa, mi ha scambiato per un orso, "Stai calmo, non voglio farti del male," mi avvicino lentamente a quattro zampe, "Anche se lo sembro, non sono un orso, sono un Ursus sapiens, e sono il tuo riabilitatore, sono qui per aiutarti."

"Umbbrrr... salve," dice. I bracci lo stanno asciugando, si vede che è abituato a vederli, li ignora del tutto.

"Come vuoi che ti chiami?" leggo la sua scheda, "Gottschalk Friedemund II è un bel nome, ma mi pare un po' lungo."

"La mia padrona mi chiama Gott."

Mi avvicino ancora, ma non troppo, deve imparare ad accettare il mio odore di carnivoro, "Mi chiamo Kuma Feynman, puoi chiamarmi Kuma, significa orso in Giapponese. Adesso come sai non hai più una padrona."

Lui annuisce piano con tutta la testa.

"Adesso ti accompagno nella tua nuova stalla. Ma è solo temporanea. Adesso sei in quarantena, per non rischiare di contagiare gli altri ospiti del Centro. Hai capito quello che ti dico?"

"Sì, non sono stupido. Tu non hai paura che ti contagi?" chiede, "Comunque sono sano, avevo un costoso medico sportivo che mi teneva sempre sotto controllo."

"Già, ti sei risposto da solo."

Ha gola, bocca e labbra modificate che gli permettono di parlare molto bene, anche se il tono è perfino più basso del mio. Ha un accento tedesco che trovo piacevole. Alcuni morfi che arrivano qui sarebbero capaci di parlare, ma sono stati così repressi che servono settimane per spingerli a dire qualche parola. Invece Gott non ha problemi, è evidente che ai suoi padroni non dispiaceva che sapesse parlare. Dal tono tutt'altro che sottomesso con cui ha detto di non essere uno stupido direi che forse con lui facevano anche delle discussioni, o forse è abituato a considerare superiori solo gli umani. Forse ci parlavano anche quando lo montavano per fargli fare esercizi o per fare una passeggiata, per annoiarsi meno. Probabilmente finché eseguiva i salti e le altre cose che gli venivano chieste, gli lasciavano la libertà di ragionare quasi da pari agli umani. Questo mi renderà il lavoro un bel po' più facile.

Sono felice, lo porto nelle stalle di quarantena, i box sono quasi tutti vuoti. Si comporta del tutto come un cavallo, ma parla come una persona; questo da' una sensazione strana, di dissociazione. A momenti il suo comportamento è quasi scollegato con quello che dice, sembra quasi una IA intelligente collocata dentro un corpo controllato da un cavallo normale.

Per adesso comunque lo assecondo, lo tratto come si aspetta, cioè come un cavallo, gli mostro la sua camera coperta di trucioli di carboidrati sintetici, dove potrà dormire stanotte. Dopo neanche un quarto d'ora riesco a toccarlo e carezzarlo con una delle mie grosse mampe artigliate, è una creatura bellissima, ben allenata, e fisicamente ben tenuta. Era uno schiavo, ma penso abbia fatto una schiavitù abbastanza dorata, almeno negli ultimi tempi, comunque è presto per dirlo, potrebbe essere solo un'impressione. Gli mostro anche la televisione a parete che ha nel suo box, la conosce e la vuole accesa, ma non capisce come cambiare canale, riproverò a spiegarglielo domani, non c'è fretta. La sua intelligenza è curiosa, è molto disuniforme, come aveva detto il Caposezione. A cosa può servire quel tipo di intelligenza ad un neovallo? Probabilmente sa fare cose che i cavalli normali non sanno fare.

Gli insegno come fare i bisogni senza sporcare la stalla. Dove stava prima li faceva sul pavimento della sua stalla, proprio come un cavallo. Parliamo un po' di selle, concorsi di salto, e di umani, capisco subito che è ancora molto affezionato alla sua giovane padrona, e che al momento non serba rancore verso gli umani. Deve ancora realizzare di essere stato uno schiavo, e cosa questo significa. Forse attraverserà almeno un periodo nel quale odierà gli umani, il mio compito a quel punto sarà riuscire a fargli capire che non tutti gli umani sono schiavisti o disprezzabili, e al tempo stesso che non tutte le persone che rifiutano di sfamarlo come un bambino gli sono ostili.

Lo lascio solo con la sua televisione, e ceno alla mensa. Dopo cena è già buio, torno nel suo box, lui per un attimo si spaventa, ma poi mi riconosce. Per adesso a parte i robot delle pulizie e manutenzione, ho chiesto di essere l'unico a fargli visita. All'inizio è piuttosto importante che stringa un legame con una o poche persone.

Mi accuccio vicino a lui, non indosso mai nulla, a parte i guanti, e certe volte gli occhiali-visore computerizzato.

"Ciao. Kuma vero? Sì."

Annuisco, "Hai voglia di parlare un po'?"

"Sì. Chi sei e cosa fai qui?"

"Sono quasi un orso grizzly, ma ho intelligenze come un umano. Ho un'età equivalente a quella di un umano di 26 anni," mi tolgo un guanto e gli mostro il palmo di una mampa, "Ho ventidue dita di cui venti dotate di artigli robusti. Rispetto ad un grizzly ho mani con sei dita, i nostri progettisti hanno fatto prima ad aggiungermi un pollice opponibile senza artiglio. Ho occhi più grandi che vedono a colori, e un cranio più grande, perché ho un cervello più grande. Come hai visto di solito cammino a quattro zampe, e indosso guanti robusti, ma per brevi periodi posso anche camminare in piedi, sono un convertibile. La mia specie è monogama più o meno come gli umani, ma siamo un po' meno gregari."

"Hai una compagna?" chiede.

"Al momento no. Sono un ingegnere bioelettronico, ma per adesso lavoro qui come riabilitatore," forza, proviamo a spiegargli tutto, sembra che capisca, "Qui sei in un centro di riabilitazione finanziato dal governo. Qui vengono portati morfi intelligenti o semi intelligenti, che hanno aspetto animalesco o quasi animalesco, e che sono stati trattati come schiavi, o come animali."

"Perché lavori con me?" Chiede.

"Mi è stato assegnato questo incarico, e mi piacciono gli equinoidi in generale. Non sono ancora riuscito a trovare lavoro come ingegnere, e comunque per questo lavoro sono adatto, ho un aspetto molto animalesco, e quindi sono più adatto ad accogliere le creature che sembrano e si sentono animali, e alle quali questo Centro insegna a vivere libere e autonome, e non come schiavi o come animali. Con queste creature un riabilitatore umano potrebbe avrebbe meno successo, anche perché spesso odiano o temono gli umani o i bipedi in generale."

"Sì, me l'hanno già detto. Ma non saprei come vivere da solo. E comunque potevate anche assegnarmi un riabilitatore umano, a me piacciono."

È un tipo un po' strano, ma simpatico, "Adesso vuoi raccontarmi qualcosa della tua vita?"

"Sì. Avete detto che ero un animale schiavo, ma in realtà avevo anche delle libertà, potevo parlare quanto volevo, eccetto ovviamente durante le gare. Quando non lavoravo, cioè non mi allenavo, potevo girare quasi liberamente in quella specie di fattoria, qualche volta da giovane ho provato a saltare i recinti e ad allontanarmi, ma sono sempre tornato indietro da solo. Non mi sono mai sentito in prigione, o uno schiavo, quella era casa mia. Mi allenavo alcune ore al giorno, certe volte nei periodi vicini alle gare era stressante, ma certi stallieri lavoravano molto più di me. In effetti non mi hanno mai costretto a fare esercizi, mi faceva stare bene, chi ha creato la nostra specie ci ha dato anche istinti che ci fanno apprezzare il mantenerci in allenamento, e per me era anche un modo per passare il tempo, non avrei avuto molte altre cose da fare. Ho vinto parecchie gare di salto, sono bravo sai? Ma ho dovuto lasciare tutte le coppe laggiù. So che dovrei esservi riconoscente, ma mi dispiace di aver lasciato la mia vita precedete... questa mi spaventa, lì dovevo preoccuparmi solo di saltare giusto, avevo vitto e alloggio, mi curavano e mi lavavano. Qui invece mi hanno detto che dovrò guadagnarmi tutto. La mia fantina Katia era mai amica, era una ragazza umana giovane, molto gentile, che mi portava sempre zucchero e carote. Mi sarei fatto scoppiare il cuore pur di non farle fare una brutta figura nelle gare."

Forse era una bambina, forse non capiva che lui non era veramente un animale. Anche se a parole potrebbe sembralo, in realtà penso non abbia ancora realizzato, se non in piccola parte, che è una persona libera a tutti gli effetti. D'altronde ha sempre fatto quella vita, e in mezzo agli altri cavalli si sentiva come loro, era fatto come loro, e gran parte delle tecnologie umane non le capisce e non potrà mai capirle, al suo cervello non ne hanno dato la capacità potenziale, se non in piccola parte.

"Come fai a conoscere l'Australiano?" chiedo.

"L'ho imparato da solo, ascoltando trasmissioni straniere. Nella stalla avevo una televisione simile a questa."

"Non hai mai ricevuto alcuna istruzione e hai fatto una vita da animale per tutta la vita. Eppure sei riuscito a imparare una lingua straniera da solo, direi che linguisticamente sei piuttosto intelligente," anche capisci a malapena come funziona una chiave.

"Grazie."

* * *

La notte è passata senza problemi, a metà mattinata le analisi di Gott sono terminate, più tardi del solito, le leggo nel mio visore. Galoppo fino al gabinetto d'analisi, e poi fiutando la sua traccia sul pavimento trovo un analista che conosco.

"Oh! Mi hai spaventato. Ti aspettavo Kuma. Sei qui per le analisi di Gott, vero?"

"Sì, quello che ho letto mi pare assurdo. Sono giuste?"

"Abbiamo ritardato a consegnarle perché alcune le ho fatte due volte," dice l'analista, "In poche parole quel povero neovallo ha un cancro fulminante, probabilmente provocato da un difetto di progettazione bioingegneristica, gli rimangono al massimo due o tre mesi di vita. È una coincidenza strana che sia arrivato proprio ora. È possibile che i proprietari lo sapessero, per cui hanno permesso che venisse portato via dal Fronte di Liberazione."

"Ma a vederlo sembra così sano e forte. Forse esiste una cura, oggi il cancro si sa curare."

"Comunemente si dice che si sa curare il cancro perché la maggior parte delle persone non troppo povere del pianeta è sotto controllo medico continuo, tramite medpack, sensori medicali da polso e altro. In realtà sappiamo curare il cancro solo se è precoce o se è di un tipo che si diffonde lentamente, ma il cancro di quel neovallo è molto veloce, e le cellule cancerose si sono già diffuse nel corpo, anche se in gruppi piccoli. Con delle cure costose la sua vita potrebbe essere allungata a tre-sette mesi. Se fosse un personaggio pubblico molto ricco forse riuscirebbero perfino a curarglielo quel cancro, ma qui non abbiamo i finanziamenti necessari per pagare quelle cure, e sono cure molto stressanti. Conoscendo la psicologia dei neovalli, non è neppure detto che avrebbe accettato di farle. Comunque le analisi dicono che non ha malattie infettive, per cui può terminare la quarantena e andare nella sezione pubblica. Il Caposezione mi ha detto che lasceranno a te il compito di dirgli la verità sulla sua condizione, quando penserai che sarà il momento giusto."

* * *

Sono nella stalla definitiva di Gott, e gli sto spazzolando la pelliccia. Potrei farlo fare da un braccio robot, ma questi momenti sono piacevoli, e sono un modo per stabilire un legame. Adesso sa usare i servizi igienici e non c'è più bisogno di tenere il pavimento coperto di trucioli. È uno sportivo, e tutti i giorni gli faccio fare del movimento nel piccolo parco che circonda il Centro, ed è anche uscito dal parco. È abituato anche ad essere montato, e alcuni bipedi che lavorano al Centro hanno accettato volentieri di farlo. Il suo corpo è semplicemente una macchina, non sono capace di stargli dietro se non per qualche minuto, e salta come una cavalletta. Gli sono serviti solo due giorni per capire la differenza tra portare una persona a spasso perché è qualcosa di piacevole per entrambi, e venire costretto a farlo e non poter decidere quando smettere, cosa fare e dove dirigersi. Sono passati quattro giorni, Gott è ancora forte e apparentemente sano. Sono un po' depresso, e anche se lui non mi conosce bene, si è accorto subito del mio peggioramento d'umore. Comunque continuo a curarlo e ad aiutarlo a liberarsi dalle inibizioni date dal modo in cui è stato trattato, cioè a svolgere il mio lavoro.

"Couh hiii! Cough!"

Accoro alla sua bocca, ha tossito un bel po' di sangue. Lo aiuto a sdraiarsi, lo pulisco e lo faccio respirare.

"Oubbbbrrrr! Non avevo mai tossito sangue. Cosa mi succede? Avevi detto che non ho malattie infettive."

"Finora non te l'avevo detto, ma nelle tue analisi c'era scritto anche altro. Sei nella zona pubblica perché non hai malattie contagiose, ma hai una malattia molto brutta. Non possiamo curartela. Ti restano forse poco più di un paio di mesi di vita. Esistono delle cure molto costose, ma non abbiamo abbastanza soldi da pagarle, comunque potrebbero solo allungarti la vita di qualche mese, e sarebbero molto brutte, le ho viste su un altro orso sapiente come me."

Annuisce e rimane in silenzio per vari minuti, non mi aspettavo una risposta del genere. Sembra capace di assorbire e accettare qualunque cosa gli dico.

"Non devi preoccuparti per i soldi che non avete," dice, "Anche se li avreste probabilmente non avrei fatto tali cure."

"Perché?"

"Non voglio fare cure molto dolorose solo per vivere uno o due mesi in più. Se possibile, verso la fine vorrei essere riportato dalla mia padrona, dove ci sono i luoghi e i cavalli che conosco, lei mi voleva bene, voglio morire dove sono vissuto per tutta la vita, e non dentro questo Centro."

* * *

Sono passati altri quattro giorni, l'umore di Gott sembra abbastanza buono, vista la sua situazione, sembra veramente non temere la morte. Cerco di non pensare alla sua situazione, lo lavo, lo curo, e gli insegno a liberarsi dalle catene psicologiche che gli hanno dato. Ma lui continua a peggiorare rapidamente, ha già dei dolori in varie parti del corpo, e perde sangue dai polmoni. Ho ottenuto l'autorizzazione a dormire nel suo box, cerco di stargli più vicino possibile e passo gran parte del tempo in sua compagnia. Ho promesso a lui e a me stesso che gli rimarrò vicino fino all'ultimo.

"Sei una persona molto buona, sei diventato il mio miglior amico; l'unico da quando sono stato allontanato dalla mia padrona. Le altre persone del Centro mi aiutano e mi trattano bene, ma sono lontane, non mi toccano neppure, credo non vogliano stabilire legami affettivi che verranno spezzati presto. Tu non hai avuto paura a diventarmi amico, perché?"

"Mi sei simpatico, e gli equini mi piacciono. Sei vissuto per tutta la vita come un normale cavallo, cioè come un animale schiavo, e ora voglio provare a farti capire cos'è l'amicizia tra pari, e cosa significa essere una persona, dopo tutto questo è il mio lavoro. Voglio che tu passi i tuoi ultimi momenti nel modo migliore possibile. Soffrire per una perdita non mi è mai importato, nella vita prima o poi perdiamo tutto, qualunque legame, ma posso apprezzare quelli che ho finché durano."

"Ho sempre pensato alla morte come ad un processo naturale, come la mia malattia. La morte non mi ha mai spaventato, semmai mi inquietano gli ultimi tempi della mia vita. Spero che come persona abbia il diritto di interromperla, quando deciderò che è diventata troppo dolorosa, e che non è più degna di essere vissuta."

"Dal 2095 l'eutanasia è stata riconosciuta su gran parte del pianeta come uno dei diritti fondamentali di ogni persona."

"Vorresti che non morissi," dice.

"La morte mi ripugna. Farei di tutto per vederti vivere, stai imparando così bene."

"Cosa saresti disposto a fare per salvarmi?"

"Molto, ma che importanza fa?"

"Fa differenza; innanzi tutto mi fa piacere saperlo. Ho solo venti anni, per un cavallo è già abbastanza, ma io sono un neovallo e voglio vivere. Ho ancora una speranza, ma non te l'avevo suggerita perché pensavo che nessuna persona avrebbe accettato di pagare quel prezzo, e non sto parlando di globi."

"Quale prezzo?"

"Contatta una persona, la vidi in un'intervista alla TV... contatta il trentacinquesimo canale e chiedi della maga che è sempre vestita di verde. Vai da lei, raccontagli la mia situazione, e lei ti spiegherà cosa fare, forse ti sembreranno cose assurde. A quel punto deciderai se sei disposto a pagare quel prezzo. Posso dirti subito che non sono un predatore, e non prenderò la vita di un cavallo comune per salvare la mia. Posso solo accettare una persona amica consapevole di farlo per aiutarmi, come forse potresti essere tu. Se non credi in quello che dice la maga non è un problema, porta quello che ti darà e faremo una prova innocua. Quel prezzo che ti chiedo di pagare è così alto, che se non sei disposto a farlo allora non importa, non posso serbarti rancore."

* * *

Nello stesso pomeriggio trovo e contatto la signora, una donna bianca del sud Europa, quando gli accenno la situazione accetta di ricevermi gratuitamente, dice che non vuole soldi per aiutare un cavallo o neovallo. Non sono mai andato a parlare con una maga in vita mia, ma il giorno successivo chiedo un permesso e volo in Europa con una navetta autoguidata. Dopo avergli spiegato la situazione mi offre una bottiglia di pozione magica, da bere metà io e metà Gott, che secondo lei ci permetterà di fondere in uno i nostri due corpi. Secondo lei in un certo senso questo salverà il neovallo, dato che il nostro nuovo corpo comune non avrà il cancro. Non credo molto nella magia, comunque Gott ci crede, e la bottiglia è gratuita, per cui decido di prenderla comunque.

Prima di andarmene gli chiedo quali saranno gli altri svantaggi, lei fa una breve ricerca sugli equorsi e sui neovalli, poi mi spiega che ci rimarranno solo tre dita ai piedi e tre o quattro alle mani, e avremo due menti in un solo corpo, e le due menti potranno comunicare tra di loro. In ogni momento ogni mente potrà controllare una metà del corpo, l'altra metà, o tutto il corpo, a nostra scelta. Una mente potrà perfino dormire mentre l'altra potrà stare sveglia, ma dice che il cervello avrà comunque bisogno di dormire almeno una notte sì e una no. La pozione avrà effetto solo sul corpo, e le menti resteranno separate, ma comunque il cervello sarà uno, e alcune cose saranno in comune, per cui se ad esempio una 'mente' si ecciterà, in breve si ecciterà anche l'altra. Diventeremo un ibrido tra i due corpi, e in un certo senso le nostre forze e capacità si sommeranno. L'effetto sarà irreversibile. Mi raccomanda di fare attenzione, di non usare quella pozione in modo improprio, di divertirmi e di eliminarla se ne avanza. Visto che sono scettico mi ha anche spiegato come fare un esperimento innocuo.

Torno indietro e la sera stessa racconto tutto a Gott. Mi chiede di eseguire l'esperimento, così faccio allungare le dita dei miei guanti attivi, rovescio poche gocce di pozione su una zampa anteriore di Gott, e friziono in modo che gli arrivi alla pelle. Il liquido ha un odore così forte che non posso respirarlo, sembra un qualche solvente industriale molto potente, spero non gli danneggi la pelle. Dopo due minuti riesco a piegare la zampa come se fosse fatta di gomma, è impressionate, ma Gott non prova alcun dolore, anzi, dice che è una sensazione strana ma piacevole. Sembra che ossa e tendini della zampa si siano trasformate in materiale elastico. Dopo pochi altri minuti la zampa si irrigidisce progressivamente, e alla fine torna esattamente come prima, apparentemente senza effetti collaterali, pare proprio una magia.

"Pare che funzioni, almeno in parte. A dire la verità fino ad adesso non ci credevo del tutto neanch'io," dice Gott.

"Voglio fare un'altra prova," Mi siedo sul pavimento, mi verso qualche goccia di liquido su un piede, attendo, e gli artigli del piede mi diventano flessibili come gomma. Posso perfino allungarmi due dita.

"Spero che quello che ha detto la maga sia giusto," dice Gott, "A quanto pare potremo provare a farlo."

"Sì."

"Io ho poco da perdere In ogni caso, forse meno di un paio di mesi di vita, ma tu lo vuoi veramente fare? È una decisione importante, che avrà effetti su tutta la tua vita, per cui non voglio una risposta adesso, me lo dirai domattina."

* * *

La mattina successiva il medico umano di Gott gli fa una visita ai polmoni, sento odore di frutta caramellata, che deve essere già sparita nella bocca del mio amico equino. A quanto pare Gott si sbagliava, non sono l'unica persona a cui sta a cuore. Mi spazzolo, mentre aspetto che il dottore si sia allontanato.

"C'ho pensato, non sono ancora del tutto convinto che quella roba sia capace di fare quello che dice la maga, comunque accetto di condividere un corpo e un cervello con te. La maga ha detto che possiamo fonderci in qualunque posizione."

"Ti ringrazio," dice Gott, "Se va tutto nel migliore dei modi non potrò mai più saltare come facevo prima, e forse neppure galoppare. Se invece va male diventeremo cibo per cani. La maga ha detto che l'effetto dura qualche ora, per cui non c'è fretta. Hai voglia di giocare un po'? La vita è anche divertimento. Quelle tue dita allungate di ieri mi hanno fatto venire delle idee. Per adesso potrei bere la pozione solo io."

I miei occhi non possono piangere, ma lo stringo nel miglior abbraccio ursino di cui sia capace. Rimanere vicini per molti minuti mi migliora l'umore, lo capisco, se dobbiamo andarcene tanto vale divertirci un po' prima.

Mi separo e batto a terra i piedi in segno d'impazienza, "Va bene," chiedo all'IA di controllo del Centro due ore di 'privacy a fini sessuali' nel box di Gott, esso sa chi siamo e ce li concede senza problemi, così possiamo chiuderci dentro. Perfino dottori e bot pulitori non verranno, e la maggior parte degli eventuali visitatori non proverà neppure a bussare, quando vedrò il messaggio sul display della porta. Faccio bere mezza bottiglia di pozione a Gott, ha delle labbra più abili di un cavallo, e a terra cadono solo poche gocce. Se poche gocce sono state sufficienti a trasformare una zampa di Gott in gomma, non ho idea di cosa gli capiterà con addirittura mezza bottiglia. Spero non diventi un blob liquido, come nell'incubo che ho avuto.

"Come ti senti? Non ti ha dato fastidio bere mezza bottiglia di roba che pare solvente?"

"Il sapore è molto migliore dell'odore, è sopportabile. Ma mi sento strano..."

"Strano come? Male?"

"Strano strano, e strano bene."

Ottima risposta. Dopo un po' le zampe gli sono diventate troppo morbide, e deve accucciarsi. Gli posso perfino fare un nodo ad una zampa anteriore. Posso piegargli il collo tutto all'indietro, fino a fargli toccare la groppa con la punta del muso. Ho paura di fargli del male ma lui lo trova piacevole, dice che venire piegato così gli risulta perfino eccitante. Vorrebbe che continuassi, ma so quanto siano eccitabili gli stalloni e decido di smettere.

Per fortuna sembra che il corpo di Gott abbia raggiunto uno stato stabile, non si è ammorbidito troppo, riesce anche a tenere la testa sollevata. Bevo il resto della pozione, fino all'ultima goccia. Anche se puzza, ha un sapore tollerabile, ricorda un brodo di verdure ben filtrato.

Dopo poco riesco a gonfiare d'aria le guance il triplo di quanto mi riuscisse prima. Posso muovere le braccia in tutte le direzioni come un umano, mi accuccio accanto a Gott e lo mordo sopra il collo, i miei denti affondano un bel po', ma lui non prova alcun dolore. Poi ritraggo la bocca, e gli incavi che gli ho fatto spariscono.

"Ci siamo quasi. Vado avanti?" chiedo.

"Sì, ma senza fretta. È una magia, ed è piacevole, voglio godermela fino in fondo."

È proprio un amante del piacere. Mi tolgo i guanti. Gli carezzo il collo e poi ci premo contro una mampa, ci affondo! È caldo, è una sensazione strana, ma ho ancora il senso del tatto, posso sentire i tendini, i muscoli, mentre in un certo senso li attraverso, arrivo fino a toccare le vertebre del collo. Se premo riesco a superare la loro superficie, è come se lui fosse diventato un fantasma caldo fatto a strati.

"Mi stai facendo il solletico dove non pensavo potessi provarlo," dice Gott.

Posso toccargli il midollo spinale. Mi viene quasi da grugnire dal ridere. Posso toccare o attraversare ogni struttura senza spostarla, poi mi accorgo che la mia mampa non è semplicemente penetrata, ma si è come fusa col suo collo. Mi spavento un po' e la ritiro indietro in fretta, e la mia mampa e il suo collo tornano subito identici a prima. È come se l'avessi immersa nel mercurio, o come se avessi immerso del mercurio in altro mercurio. Va bene, è inutile fare paragoni, non ho mai visto nulla del genere. La sensazione comunque è stata piacevole, anche se strana. Gli carezzo la groppa, posso separargli la pelle della groppa mostrando i tessuti sottostanti come se fosse schiuma sul latte, e poi torna tutto come prima. Va bene, la mia mente non può fare a meno di usare metafore e paragoni.

Mi faccio più ardito, gli infilo un braccio nel torace, posso sentire il suo cuore caldo che pulsa, è come se lo stessi toccando normalmente con la mampa. Provo ad infilare un dito in quella che sembra l'aorta, lui chiude gli occhi, come se gli arrivasse meno sangue al cervello, ma poi quando ritraggo il dito sembra che non abbia provato nulla di particolarmente spiacevole.

"È stato piacevole, ma adesso è ora di provare qualcosa di più," dice.

Annuisco e mi affianco a lui, "Potremo fonderci fianco contro fianco."

"Sì, è una possibilità."

Spingiamo il fianco uno contro l'altro, e in effetti la cosa funziona.

"Aspetta, voglio provare qualcosa di più. Quale potrebbe essere una posizione migliore?" chiede.

"Non so, schiena contro schiena? Ventre contro ventre?"

Per prova mi infila uno zoccolo e poi una zampa intera nel petto, ormai la cosa non mi sembra più così allucinante. In certi momenti provo un senso di mancanza di respiro, il cuore perde colpi, e in altri mi si appanna un po' la vista, ma il cuore riprende sempre a battere, perfino dopo che è stato perforato dal suo grosso zoccolo. Penso di non aver avuto nessuna emorragia, neppure interna, e ho rinunciato a capire come sia possibile. Comunque il suo tentativo con la zampa ha fatto venire anche a me una forte voglia di spingerci oltre, credo che quella pozione abbia effetto anche sulla mente.

"Testa contro testa," dice, "Penso sia la posizione che possa produrre le sensazioni più intense. Chissà che effetto fa quando i cervelli si incontrano..."

"La maga ha detto che la posizione non conta, il risultato finale sarà sempre lo stesso. Per me va bene."

A questo punto sto quasi fremendo d'impazienza, ma mi controllo, riesco ad alzarmi e a camminare lentamente fino a davanti la testa di Gott, afferro la sua testa e appoggio la fronte conto la sua.

"Questa potrebbe essere l'ultima volta che ci vediamo. Finora la tensione superficiale e l'attrazione tra le superfici dei due corpi sono state nulle o minime. Questa roba è del tutto passiva, dobbiamo essere noi a spingere, capito? Questa volta non credo che sia il caso di interrompere o cercare di invertire il processo, dobbiamo andare fino in fondo. Forse dovremo spingere un bel po' con le zampe posteriori, continua a farlo finché puoi. Capito?" chiedo.

"Sì".

"Sei pronto?"

"Sì, e grazie ancora per tutto."

Spingo, ma per qualche motivo non riusciamo a unire un bel nulla, rimaniamo a spingerci fronte contro fronte, forse l'effetto della pozione è già svanito?

Blup! Ma poi sento un rilascio improvviso, e provo la sensazione più strana che abbia mai sentito... i crani si sono compenetrati. Perdo quasi conoscenza, e cadiamo a terra immobili.

...sono nel caos... sono paralizzato... lui voleva provare sensazioni forti, è stato accontentato. I nostri cervelli sono fusi e non riescono più a controllare i corpi...

Rimango per alcuni secondi in quella posizione, non vedo nulla perché i devono essere già entrati anche i miei occhi. Poi piano piano l'universo riprende un po' d'ordine e ritrovo un po' di mobilità.

Ahhhh, respiro forte, avevo perso anche il riflesso respiratorio. Tock! Batte uno zoccolo a terra. Spingiamo, le sensazioni delle ossa che si compenetrano non sono descrivibili a parole...

Poi non sento più nulla, sento una sensazione di torpore, è come svenire, cerco di oppormi, ma perdo conoscenza, speriamo vada tutto bene.

* * *

"Ougrrr..."

#Ci sei?" penso.

#Sì,# mi risponde una voce mentale che mi suona come la voce di Gott, #credo che ora rimarremo insieme fino alla nostra morte.#

#Sei sempre così melodrammatico?#

#Non rovinarmi il momento, per favore.#

#Scusa. Tu vedi qualcosa?#

#Ora sì. Vedi anche tu no? Se vuoi vedere devi prima aprire gli occhi.#

Già. Adesso mi senti?

No, non mi sente.

#Adesso mi senti?# penso in modo diverso.

#Sì,# comunica la voce mentale di Gott.

A quanto pare ho una voce mentale privata che lui non può sentire e una che posso usare per comunicare con lui senza usare la voce. Mi servirà del tempo per abituarmi.

Posso vedere chiaramente il box, posso controllare i muscoli del collo, la lingua, posso flettere leggermente le braccia. Sono sdraiato su un fianco. Siamo sdraiati su un fianco. Riesco a muovere uno, due, tre, quattro arti. Anche una coda, credo. Abbiamo quattro arti, un collo, una testa e due occhi, una bocca, una lingua, a quanto pare non siamo troppo mostruosi. Batto un braccio a terra, Bom! Dal rumore che ha fatto sembrerebbe che il braccio sia tornato solido. Faccio forza, e riesco a tirami un po' su. Poi sento che le zampe posteriori si muovono al contrario, e cadiamo giù.

Bouf!

#Scusa. Per cominciare credo sia meglio se controlla il corpo solo uno di noi alla volta. O comunque dobbiamo perlomeno metterci d'accordo prima. Spero che muoversi non sia sempre così complicato,# comunico.

#Per adesso il corpo è tutto tuo. Non preoccuparti, impareremo,# comunica.

"Ougrrr... aaa... aeiiii... mammma. Mamma mia mamma. Prova. Prova. Riesco a parlare bene. La voce è migliore di quella che avevo prima. Ma devo abituarmi, vuoi provare a parlare anche tu?" chiedo. Poi in qualche modo sento che si impossessa della lingua e gola.

"Ahhh... sì, è facile. Non ho problemi. È simile alla bocca che avevo prima. Ma ho queste zannone..." dice con la mia bocca, mentre sento la sua lingua che tocca i miei denti, o forse la mia lingua che tocca i suoi denti. Posso percepire chiaramente un certo non apprezzamento, non gli piacciono i canini, a quanto pare possiamo comunicare anche umori.

Mi tiro ancora su e guardo le braccia e le mani, ho solo tre dita, sono robuste, ciascuna ha uno zoccoletto piuttosto appuntito in cima, e ho due speroncini atrofizzati ad ogni polso. Ma sembrano mani abili e forti, credo che potremo farci di tutto. Mi tocco la testa, ho un muso lungo, guardo verso il basso, sono coperto di buona pelliccia, non ho più un corpo monocromatico. Ho un sesso piuttosto diverso da quello che avevo prima, assomiglia molto di più al suo, forse a quello di un pony. I piedi sono incredibili, hanno tre dita, tutte e tre terminano con zoccoli, ma solo quello centrale è sviluppato. Le dita ai lati non credo toccheranno terra, sono corte e terminano con delle specie di punte acuminate. Anche lo zoccolo centrale è appuntito e leggermente rivolto all'insù. Sono piedi piuttosto strani, comunque mi piacciono abbastanza, spero che potrò camminarci.

#Hai visto i muscoli?# comunica, #A quanto pare sono rimasto muscoloso quanto prima, forse anche di più. Stanotte ho pensato al nome del nostro tipo, equorso ti piace?#

"Sì, è corto, mi va bene," dico a voce alta, "Hai pensato anche al nostro nome proprio?"

Sento che si impossessa della mia lingua e gola, "Non ancora, ma ho già qualche idea. A proposito, credo che prima che uno di noi si impossessi di qualche parte del corpo potrebbe avvertire l'altro, che ne pensi?"

#Col tempo probabilmente non ce ne sarà più bisogno, ma per adesso mi va bene, possiamo adottare tale regola,# gli comunico.

Lui è un atleta e in pochi minuti riesce a controllare le gambe, molto più in fretta di quanto non avrei fatto io. A quanto pare l'effetto della pozione è terminato, abbiamo un corpo del tutto solido.


Gambe dell'equorso in posizione eretta (coda non disegnata e genitali appena accennati). Schizzo di Alessio "Scale" Scalerandi, usato con permesso.

Sboom!

Ahi! Siamo caduti. Ma nonostante pesiamo più o meno come un cavallo sembra che non ci siamo neppure ammaccati. Eccome se è solido questo corpo, direi roccioso. Io mi comporterei in modo più prudente, ma lui non vuol perdere tempo. La cosa positiva è che se lui impara a fare un movimento, io riesco a ripeterlo quasi subito, come è accaduto prima per la voce. Per cui forse non ci sarà bisogno che impariamo entrambi a controllare il corpo, quello che impara uno lo impara anche l'altro, o quasi.

In pochi minuti Gott riesce a metterci in piedi, a quanto pare sono rimasto una creatura convertibile quadrupede-bipede, credo che potremo imparare a camminare anche su due gambe, ma forse sono lievemente più quadrupede di prima. È un corpo muscoloso, sono fortissimo, sento che abbiamo un corpo eccellente!

Dopo pochi minuti veniamo scoperti, c'è del caos, rivelo subito cosa sono, ma nessuno ci crede. Anche se non hanno mai visto una creatura fatta come noi, nel Centro si sono comunque viste le creature generizzate più strane, per cui rimangono tutti abbastanza calmi. Finiamo prima nella sezione quarantena, la mattina successiva hanno fatto almeno sei tipi di esami diversi, adatti per vari gruppi di mammiferi. Abbiamo anche chiesto esplicitamente degli esami molto accurati per scoprire tracce di cancro, ma gli esami confermano che siamo sani, sono risultati tutti negativi. Dalla gioia ci mettiamo a cantare, grugnire e nitrire, prima che ci ricordino di fare più piano.

Il secondo giorno veniamo trasportati in una clinica speciale, ci fanno altri controlli e iniziano subito la riabilitazione motoria. Molti credono che siamo semplicemente un'altra creatura creata segretamente con la generia. Dalla clinica veniamo a sapere notizie sul Centro. Credono che io, cioè Kuma si sia portato via Gott o lo abbia rapito, e ne sono stupiti, dato che aveva poco da vivere e se avessi chiesto di riportare Gott alla stalla dove viveva prima, mi avrebbero autorizzato a farlo. Vista la situazione non denunciano Kuma per rapimento, il che mi suscita sensazione contrastanti.

Passiamo anche la seconda notte svegli, dobbiamo ancora imparare tantissime cose. Siamo una chimera di equorso, e dopo un po' di discussioni decidiamo di adottare il nome comune di Kumagott e decidiamo di non volere un cognome. Comunque le nostre menti rimangono separate, e ci conserviamo anche i nostri nomi originali. Un dottore specializzato in menti multiple, sia casi patologici che prodotti volontariamente, impara a chiamarci Kuma o Gott a seconda di con chi vuole parlare, magari fossero tutti come lui... Quando ci chiedono delle preferenze su qualcosa, come ad esempio sul menu, prima di rispondere passiamo vari secondi a discutere mentalmente tra di noi, e alcuni pazienti della clinica pensano che siamo una persona po' lenta e ritardata. Sigh! Abbiamo da lavorare ancora molto.

Dato che nessuno ha mai visto la nostra specie, chiediamo di essere sottoposti ad un lunghissimo ed estenuante test gratuito, della durata di quasi tre giorni, composto da molti esami e sotto-test diversi. Con esso riusciamo a dimostrare legalmente alla società mondiale di essere una persona, un cittadino, di essere una creatura responsabile, non contagiosa o pericolosa per gli altri. Un paio di volontari ci aiutano a farci nuovi documenti di identità, e altro. Non riusciamo a dimostrare di essere l'unione di Kuma e Gott, e quindi perdo tutto quello che possedevo prima, i soldi, la casa, tutto quanto. Di questo la Maga non ci aveva informati, la vita adesso sarà dura, dovrò-dovremo ricominciare da zero. Ho spedito dei messaggi testuali ai miei genitori e a vari amici, ci chiedono tutti notizie, per adesso non farò visita a nessuno di loro, sarà un problema da affrontare in seguito. I miei genitori non sono specisti, e credo che potrebbero apprezzare una creatura come noi. Quando gli avrò spiegato quello che ho fatto e perché, ho abbastanza fiducia che capiranno, e non mi rifiuteranno. Ho pochi amici, ma sono tosti, e credo che dopo un periodo di transizione anche la maggior parte di loro, o almeno qualcuno di loro, diventerà amico anche di Kumagott.

Dopo solo sei giorni dall'entrata nella clinica sentiamo di non avere più bisogno di cure riabilitative, possiamo muoverci senza problemi, abbiamo inventato tutta una serie di protocolli per gestire l'uso delle varie parti del corpo, e siamo una persona a tutti gli effetti legali, per cui lasciamo la clinica. I miei genitori hanno preteso che gli fornissi delle password, perché all'inizio non erano del tutto convinti che fossi io a scrivergli, dopodiché mi hanno creato un nuovo piccolo conto bancario, e per adesso non abbiamo problemi impellenti di soldi. Stanno ancora chiedendo un contatto col videotelefono, ma per ora rifiuto.

Non abbiamo molti soldi, ma prima di cercarci un lavoro decidiamo che è meglio usare parte dei soldi per prenderci una vacanza, di almeno 10-20 giorni. Dobbiamo ancora imparare a capire e usare il nostro nuovo corpo, la nostra doppia mente, possibilmente in un luogo naturale e senza troppe persone. Dobbiamo ricominciare dalle nostre basi animali, dobbiamo prima regolare, capire e imparare a controllare i nostri istinti animali in un ambiente naturale, poi potremo reimparare a vivere in società come persone, proprio come ho fatto da piccolo. Quando ci fanno una domanda improvvisa, certe volte finiamo ancora per cercare di parlare entrambi o nessuno dei due. Anche se posso muovermi bene, questo non significa che mi senta già a mio agio con questo corpo. Adattarsi ai cambiamenti e cambiare specie non è per nulla facile.

Decidiamo che Yellowstone è un bel posto, ho sempre desiderato farci una lunga vacanza... così scelgo quella destinazione. Gott per ora lascia decidere quasi tutto a me, dice di essere ancora troppo ignorante del mondo per poter prendere buone decisioni, dice che sa a malapena cosa è Yellowstone, e solo perché lo vide in un documentario alla televisione.

Durante la vacanza otteniamo i risultati che speravo, ci integriamo meglio, troviamo un equilibrio instabile ma creativo tra istinti da erbivoro e da carnivoro, tra quelli di orso e di stallone, ci divertiamo, scopriamo la grande forza di questo corpo. Tra l'altro imparo che devo controllarmi e lasciar decidere anche Gott, in modo che anche lui si sviluppi come una persona, e non venga schiacciato dalla mia personalità e mente più complessa, sofisticata e acculturata. In pratica sto svolgendo un lavoro molto simile a quello che svolgevo al Centro, cioè sto insegnando a Gott a essere una vera persona. Inizio a fargli anche un corso di lettura, scrittura e calcolo. A quanto pare la sua mente è pur sempre il frutto del mio stesso cervello, e possiede anche tutte le mie intelligenze, tra cui alcune che prima molto scarse. In compenso sto iniziando a capire che anche lui aveva qualche intelligenza che io possedevo meno di lui, come maggiore intelligenza motoria, maggior equilibrio, maggior controllo della forza fisica, maggiore capacità di raccogliere in una gestalt coerente molti dettagli fini e sporadici visti o sentiti, utile per scorgere ad esempio un predatore in agguato.

Dopo la vacanza torniamo all'Università dove mi sono laureato, per cercare di dimostrare di essere ancora un ingegnere. Grazie a un amico che conosciamo per la prima volta lì, finisco in soli tre mesi, ma riesco a prendere solo un diploma di bioelettronico, comunque è già abbastanza. Alla fine non abbiamo più soldi, e i miei genitori si rifiutano di farcene avere atri se prima non li incontriamo di persona. L'incontro coi miei genitori va un po' peggio del previsto, non mi credono, ma pensano che sia comunque un buon amico di Kuma, e non mi rifiutano. Credo che dovrò lavorarmeli ancora molti mesi, forse qualche anno.

 

Epilogo

Abbiamo apprezzato tanto Yellowstone, che dopo aver preso il diploma e aver fatto visita ai miei genitori, abbiamo deciso di tornarci e farci assumere come aiutanti, cioè come manovalanza di basso livello, nel parco usano pochi robot. Siamo una creatura unica, e abbiamo qualche vantaggio fisico, essere differenti aiuta, ciò che è diverso riesce a trovare spazi che altri non potrebbero usare altrettanto bene. Dopo tre mesi iniziamo a pensare che rimarremo qui, e cercheremo di farci assumere come guida, nonostante non siamo ancora molto esperti del parco e della vita selvaggia. In futuro forse cercheremo lavoro come bioelettronico, ma per ora ci piace questo... D'altronde so che se non mi eserciterò a fare il bioelettronico, in non molti anni perderò tutte le capacità che ho acquisito all'Università, ma al momento la cosa non mi preoccupa troppo, la vita qui mi piace abbastanza.
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Nota: nei romanzi fantascientifici "Wetware, gli uomini robot" e "Freeware, la nuova carne" (e seguiti) di Rudy Rucker, Urania Mondadori Editore, si parla di una droga ("merge") che fa fondere i corpi delle persone, e permette anche la fusione parziale tra persone. In tali romanzi l'autore cerca (secondo me molto malamente) di giustificare scientificamente il funzionamento di tale sostanza. Ma dato che tale "droga" è molto probabilmente impossibile, in questo racconto ho preferito dire esplicitamente che è una pozione magica, così chi legge può sospendere la sua incredulità e passare oltre senza perdere tempo nel leggere inutili spiegazioni assurde.
Genere del testo: Furry fantasy, fusione.
Ringraziamenti: ad Alessio per il supporto nell'ideare questa creatura immaginaria, e a Vanamonde per avermi fornito i riferimenti bibliografici.
Alcune immagini preliminari di equorso (in fondo alla pagina).

Design corporeo degli equorsi di leonardo maffi e Alessio "Scale" Scalerandi.
"Farsi chimera" (c) 2003 leonardo maffi.

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