Guardaparco

di leonardo maffi

Versione 0.2 del 25 Febbraio 2003.

Nota: questa storia contiene chakasa, ma non appartiene al "canone" del contesto di Chapel.
Questo racconto contiene (qualche) tematica per persone mature.


-- Terra, Settore Amazzonia, anno 2361, tarda mattinata --

Cerco di seguire le direzioni che mi indicano gli eglass, se anche stavolta non si è tolto il relay satellitare Zampazero dovrebbe essere vicina...

Scanso un ultimo ramo e in un piccolo spiazzo c'è Zampa che sta masticando rumorosamente qualcosa. Mi avvicino pestando i piedi forte, non voglio rischiare di sorprenderlo. Come al solito è nudo, ha solo una piccola sacca legata dietro la schiena, con dentro tra l'altro la micro trasmittente satellitare che mi ha permesso di trovarlo. È un chakasa giaguardato piuttosto robusto.

"Grouck! Salve Bob!"

"Ciao Zampa," è sdraiato su un grosso tapiro coperto di mosche, gli sta mangiando le interiora, l'odore è terribile e rimango a qualche passo di distanza. Come fa a resistere? "Un bel profumino."

"Già, un po' passato ma non male. È un buon cambiamento," dice Zampa.

Non capisco mai quando scherza. Eppure dalla foga con cui la mangiava sembra che abbia detto la verità.

"Quella carne marcia non ti fa venire voglia di rigettare?" Chiedo.

"Beh, siamo un po' diversi dagli omosap, i nostri gusti felini innati non hanno nulla in contrario alla carne passata, e sono abituato al suo sapore e odore fin da gattino. Gli animali non apprezzano il sapore di certe cose anche perché gli fanno male, ma i miei naniti mi rendono immune a questi batteri e parassiti, per cui questo per me è cibo molto saporito come per te può essere il gorgonzola tradizionale."

"Come è morto?"

"Tapiro nero, maschio adulto, esemplare numero 51456", si pulisce un po' il muso e con un dito mi indica una zampa anteriore del tapiro, "Circa quindici giorni fa si deve essere fatto un lungo e sottile taglio verticale qui sulla zampa, vedi? Si è infettato con Strafilococcus Aureus, ceppo 12, 23 e 24 e la zampa ha iniziato a cedere. Poi ha subito un'infezione secondaria ai polmoni e circa otto o nove ore fa deve essere caduto in questo avvallamento ed è morto. Non è stato trovato e la carne è già in parte decomposta. La carne di tapiro è buona, ma non te ne offro perché questa ormai contiene troppi batteri per un umano, scusa."

"Va bene così, grazie comunque", segno la morte di TN51456 sul mio piccolo PADD impermeabile.

"Scusa se non ti faccio neppure una carezza, ma per me questo puzzo è terribile. Non ci possiamo allontanare un po'?"

"I miei istinti non sarebbero molto d'accordo, scusa."

"Va bene. Passiamo alle cose serie. Ho sentito che ieri hai avuto problemi," indico una sua caviglia posteriore, coperta da una piccola reteragno medicale.

"Sì, due bracconieri, un taurogiaguaro e un taurolupo. Ma non sapevano cos'è un chakasa e mi hanno lanciato un dardo al curaro con una cerbottana e una freccia con una balestra. Sono immune al veleno, ma è comunque molto doloroso."

"Come stai?" Chiedo.

"Stimo un tempo residuo di guarigione intorno alle trenta ore scarse. Infezione allo zero zero due o meno."

Attendo e lo guardo in silenzio...

"Sto abbastanza bene," dice infine, "Ho catturato i due e li ho portati al Controllo morfi. Hanno fatto molta resistenza, specialmente il taurolupo. Ho cercato di spiegare al taurogiaguaro che questo è parco mondiale, e che i taurogiaguari qui non possono stare perché fanno concorrenza ai pochi giaguari rimasti, ma ruggiva e urlava, diceva che qui c'era posto per tutti, e che lui aveva lo stesso diritto di stare qui dei giaguari..."

"Li conoscevi?"

"Sì, abitano poco fuori il parco, nei sobborghi di Tauria Minor. Hanno fatto i piantalegna per anni, ma di recente sono stati licenziati tutti e due, sostituiti dai robot più economici. Conosco la compagna del taurolupo, Shenakanha, mi ha già telefonato due volte, ma non gli ho ancora risposto perché non so che fare. Sicuramente vuole che aiuti il suo Compagno..."

"Li consideravi tuoi amici?"

Antennega, "A parte questo territorio e Verdeocchi, l'unico amico che ho sei tu. Coi contadini umani locali non lego molto, alcuni hanno perfino paura di me. Dicono che sono spiritato, lo sai."

Le sue capacità di chakasa sono ancora abbastanza misteriose alla maggior parte dei contadini locali...

"Perché non è vero che sei un gattone spiritato?", sorrido.

"Mrrr! Attento che ti improfumo!"

"Ah! No, no, scherzavo. Lo sai che è la Gestione del parco stesso ad aver diffuso quelle voci. Pensano che farti credere spiritato possa aiutare a tenerteli lontani dai confini del parco."

"Lo so. Ma non mi piace, è un metodo a doppio taglio. Una volta a San Miguel mi hanno scacciato appunto come uno spirito. E poi tutti quegli scaccia spiriti che trovo in giro nella giungla... Lo sanno che non sono cattivo, ma preferiscono starmi lontano. La settimana scorsa ho salvato un bambino omosap finito nel Rio e gliel'ho riportato facendolo montare sulla groppa, e seguendo a fiuto la pista che aveva seguito. A San Rio si sono ripresi il bambino, mi hanno dato cinque chili di maiale come ringraziamento, e poi mi hanno scacciato senza quasi rivolgermi la parola. Se non ci fossero Verdeocchi e questa giungla a tenermi su il morale..."

"Io no?"

"Si, ovviamente anche tu."

"Coraggio. Sei riuscito a scoprire chi stendeva i cappi al nord?"

"No, è molto bravo, non sono riuscito a trovare il suo odore."

"Incredibile. Pensi che sia un tauro, tipo lupo?"

"Può darsi, dubito sia un omosap o qualcun altro ipolfattivo, ha coperto le sue tracce troppo bene. So percepire anche il corpoodore degli ex-soldati più inodori, se non è una chakasa prima o poi lo troverò."

Ipolfattivo è il termine che i morfi usano per indicare le persone quasi cieche agli odori, come noi umani, "Se quello che stende le trappole al nord fosse un chakasa sarebbero guai grossi. In tal caso non fare nulla e chiedi aiuto, io e altri verremo subito. -- Quanto ti manca al giro di oggi?"

"Meno di quindici chilometri, ma sono i più fitti e pieni di rovi."

"Miguela Rodrigues ti ha dato problemi di recente?" L'entomologo umano di Brasilia.

"È impacciata e si mette spesso nei guai, ma impara in fretta, è gentile, rispetta le forme di vita e a quanto pare ha un debole per i grossi felini. Stiamo diventando amiche. Ha preso l'abitudine di spazzolarmi quasi tutte le sere."

Ho una lieve fitta di gelosia, "Quanto ti manca al calore?"

"Due giorni scarsi, sento già un po' di tensione. Verdeocchi ha detto che stavolta sei invitato anche tu, per cena, venerdì prossimo," la sua coda ondeggia verticale e mi guarda sorridendo.

"Cosa fate?"

"Tapiro arrosto, ma non questo, stai tranquillo, l'ho cacciato stamane, l'ho assaggiato ed è ottimo."

Ovviamente è una preda che il Parco gli concede di catturare. Sua moglie è una bellissima taurotigre bianca, lievemente gelosa, ma ormai siamo amici da anni, e quando il suo compagno chakasa va in calore accetta che ci faccia l'amore. Di solito mangia vegetali, mentre sua moglie mangia carne colturale, ma una volta al mese ha il diritto di uccidere una preda, e fa in modo di mangiarla in occasione del suo calore. Spesso la offre anche a me, praticamente è quasi la mia unica occasione di mangiare carne non colturale.

Mi lancia un piccolo modulo di registrazione togliendoselo dall'antenna, lo collego al mio PADD e scarico i dati, poi glielo rilancio, "Allora vado. Tra una settimana ci troviamo a trenta chilometri a nord di qui. Ovviamente ci vediamo anche venerdì sera alla tua tana verso le sette e ottanta. Non mancherò di sicuro."

"Non vedo l'ora," dice.

"Pure io. Ciao e buon appetito."
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"Guardaparco" (c) 2003 leonardo maffi.
Specie Chakasa (c) 1999-2003 leonardo maffi e Alessio 'Scale' Scalerandi.

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