In visita

di leonardo maffi e Laura "Gilda" Rimessi

Versione 0.8 del 9 maggio 2003

 

Drin - dren - drin - dran - drun...

l: "Gilda? Ehm, Laura?"

G: "Chi parla?"

l: "Sono leonardo, maffi, quello di FurryITA..."

G: "Ah, leonardo! Non mi aspettavo di sentirti al telefono!"

l: "Ho trovato il tuo numero su un CD di numeri telefonici da spammare."

G: "Che carini."

l: "Già. Ti ho telefonato invece di scriverti una email perché è una cosa abbastanza importante... ho un'amica che vorrebbe incontrarti."

G: "Me? Ma la conosco?"

l: "Sì, la conosci un pochino. È Fuocoblu."

G: "...cosa? Non è che magari vuol incontrare..."

l: "No, dice che vuol incontrare proprio te."

G: "Ah, che carina. Dove ci incontriamo su Sava? O magari sulla Luna o in Sud America?"

l: "No, no, potrei darle un passaggio fino a casa tua col furgoncino di mio fratello. Solo che di giorno è meglio che non si faccia vedere, per cui dovrebbe venire di notte. Hai un po' di tempo libero?"

G: "Caro leonardo, vedi io non... Aspetta. Ma tu e Fuoco non siete la stessa persona? In un certo senso. Cioè, voglio dire... insomma... psicologicamente, hai capito?"

l: "Abbiamo menti abbastanza simili, ma ci sono anche delle differenze. E comunque i corpi sono così diversi che la mente deve per forza adattarvisi e quindi essere diversa. Oggi è sabato, domani notte hai tempo? Potrei portarla a casa tua..."

G: "Ehm... mah..."

l: "Cosa c'è?"

G: "Ma parli sul serio?"

l: "Sì, certo."

G: "A casa mia c'è il mio compagno e non puoi portare nessuno."

l: "Posso farvi incontrare fuori allora, in un parco..."

G: "No."

l: "E allora? Vuoi venire tu?"

G: "No, va bene, venite voi. Vedo di far andare via il mio compagno, per una notte... ma sarà un macello."

l: "Sul CD c'era anche il tuo indirizzo, alle tre di mattina saremo da te. Io rimango nel furgoncino. Spero che non vi veda nessuno. Fuoco indosserà una cappa per coprirsi tutta. Ciao."

Tu - tu - tu...

G: "Era talmente strano che quello doveva essere leonardo per forza!"

* * * * *

l: "Abita lì, suona e poi vai su. Se non ti apre entro due minuti torna subito dentro il furgoncino."

F: "Bene. Grazie per avermi portato qui. Non avrei saputo come fare altrimenti..."

l: "Per te questo e altro. Ora vai. Le ho telefonato al cellulare un quarto d'ora fa e dice che è sola in casa."

F: "Vado, a dopo."

* * * * *

Blen - blon!

F: "Ciao Laura. Sono la gattona. Puoi aprimi?"

G: " Hai una voce strana. Sei davvero tu?"

F: "Questa è la mia voce, ho un palato lungo. Sono davvero me stessa."

G: "Ti apro."

F: La sua logica è un po' strana...

* * * * *

F: Mi fermo davanti alla porta di ingresso chiusa. Sento che è dall'altra parte della porta che mi guarda da un buco che chiamano spioncino, mi tolgo il cappuccio e scopro la testa, ho sentito un grosso "ah" dall'altra parte. Gli do' qualche secondo.

F: "Sono Fuoco, vorrei parlare con te. Mi conosci abbastanza da sapere che non ti farò del male."

F: Passano i secondi... apre la porta e mi lascia entrare. L'aria non è delle migliori, ma è difficile che trovi una casa con un'aria salubre, al mio olfatto sanno tutte di stantìo. Mi chiudo la porta alle spalle, Laura sembra un po' inquietata dalle mie dimensioni e forse anche dalla mia stessa presenza.

F: "Ciao Laura, molto piace--" mi fermo, lei sembra congelata, "Va tutto bene? Sono qui per parlare per qualche minuto e non per farti del male."

G: "Eh, sì, sì, solo che non mi aspettavo che... la... vuoi da mangiare?"

F: Non ho fame ma è meglio accettare, forse la farà stare più tranquilla... "Sì, grazie, quello che hai mi va bene, digerisco quasi qualunque cosa organica."

G: "Ma cosa ti piace?"

F: "Hai della frutta?"

G: "SÌ!! Aspetta!"

F: Corre in cucina e mi porta tutta la sua frutta, arance mezze ammuffite e delle belle mele da supermercato. Mi vanno benissimo, la frutta terrestre è ottima. "Ti ringrazio." Mangio due arance senza bagnare troppo il pavimento, lei mi guarda a bocca aperta.

G: "Ma la buccia alle arance non la togli?"

F: "Preferisco non sprecare nulla. Ti ringrazio, erano buone. Adesso possiamo accucciarci da qualche parte?"

G: "Oh, vieni con me. Qui starai bene. Aspetta..." Mi sposta un tappeto ma le faccio capire che i miei piedi non sono puliti.

G: "Non preoccuparti per il tappeto. Se ci lasci un'impronta la terrò per ricordo."

F: "Bene. Come va ultimamente su FurryITA? Tramite leonardo seguo un pochino la vostra mail list, e recentemente non ti ho più sentito, che fai di bello? Spero che vada tutto bene."

G: "Benone... a parte i turni assassini al lavoro, e la festa per il MIO compleanno in cui IO ho dovuto cucinare per più di trenta persone. A proposito, vuoi della pasta fredda? Ne è avanzata a frotte." (Tira fuori una specie di massa orribile dal frigo. Dei corpuscoli nerastri ricoprono la superficie, deve essere basilico, un po' invecchiato Si sente che è di pessima qualità... chi ha fatto la spesa deve aver puntato molto all'economia...)

F: "Ugh! voglio dire, no grazie..."

F: leo diceva che qui non c'è nulla di tossico per me, ma quella roba ha un'odore che...

G: "Comprensibile... non invidio i poveretti che l'hanno mangiata. Ma tanto erano già ubriachi, e non si sono accorti di nulla. Beh, se vogliamo farci un giro... Immagino che nella casa di uno che fuma quasi un pacchetto di sigarette al giorno tu non sia proprio a tuo agio. Conosco un posto dove fanno entrare chiunque, non dovrebbero esserci problemi a far entrare te. E poi siamo in zona Porta Palazzo. Qua nessuno si stupisce di nulla, al massimo ti rubano il portafoglio..."

F: "Davvero? Hanno il dehors? Preferirei il dehors, perché l'aria nei pub è in genere infernale, con tutto il fumo e l'odore delle persone tutte raggruppate..."

G: "Hanno un pianerottolo, ci possiamo mettere lì, sarà sempre meglio che al chiuso. Allora, carichiamo leo e andiamo! Fanno degli hamburger che sono la fine del mondo... e poi anche la pasta è buona, ti piacciono i porri?"

<chiacchiericcio in dissolvenza, mentre nel sottofondo si sente 'le gocce cadono ma che fa', che mi pare di ricordare fosse la colonna sonora di 'in due sul pianerottolo'>

* * * * *

F: Mi rimetto il cappuccio e usciamo di casa, lei continua a parlare di cibo. Siamo per strada. Forse gli piacerebbe fare la cuoca? Da lontano vedo leo che gesticola, credo voglia che torni al coperto.

F: "Scusa Gilda, leonardo vuole che rientri nel furgoncino," lascio Gilda e galoppo, lui scende e mi apre dietro, salgo.

F: "Grazie leo per il suggerimento via antenne radio, ma cos'è un dehor?"

l: "Te lo spiego dopo."

F: Dopo pochi secondi vedo Laura che si avvicina e saluta leo. Lui scende e si salutano, e gli stringe anche la mano. Da dentro il furgone drizzo le orecchie per poterli sentire.

l: "Grazie per l'offerta, ma non possiamo portare Fuoco da nessuna parte, nessuno conosce i chakasa e potrebbe succedere un macello..."

G: " Ma, no! Solo perché è un tauro? Non ci dovrebbero essere grossi problemi... avresti dovuto vedere uno la settimana scorsa che --"

l: "Scusa se ti interrompo, ma quelle macchie che hai sulle mani le avevi anche prima?"

F: Mi sposto per potergli vedere le mani da dietro un vetro... arg! Prima non le aveva! Sono delle grosse macchie scure.

G: "Oh mamma! No che non le avevo! Cosa sono!? Aiuto! Fanno male! Mi gira anche la testa..."

l: "Stai calma, credo di sapere come risolvere il problema. Fuoco! Vieni fuori ad aiutarmi! La mettiamo dietro!"

F: Scendo e lo aiuto a caricarla dietro nel furgoncino, termovedo che è molto calda, già sopra i trentanove gradi, in pochi minuti gli è venuta la febbre alta. Poi saliamo anch'io e leo e ci chiudiamo dentro.

F: "Sono i miei naniti vero?"

G: "Gowsh! Cosa?"

l: "Scusaci, Fuoco ed io ci siamo dimenticati di attenuare i naniti di Fuoco, che hanno attaccato il tuo corpo."

G: "Come ho fatto a prenderli? Ohhh! Mi sento bruciare."

F: "È bastato il contatto con la mia mano, prima..."

l: "Riprogramma i tuoi naniti per riparare i suoi danni, e comunicalo ai suoi naniti. Laura, i naniti fungono anche da sistema immunitario di Fuoco. In questo caso trovandosi in un ambiente del tutto nuovo devono essere andati in overdrive, e per qualche motivo hanno attaccato anche te, che eri all'esterno del corpo di Fuoco... Non mi sente più, sembra svenuta. Sulle mani e sul collo inizia a sanguinare! Sbrigati!"

F: Ho finito di riprogrammare i naniti. Mi buco un pochino un dito e metto a contatto il mio sangue con quello di Laura. In questo modo i comandi arriveranno anche ai naniti nel suo corpo. In meno di mezzo minuto il nanosistema mi comunica che hanno interrotto la 'demolitura' del suo corpo e iniziano a riparare i danni che hanno fatto.

F: "I naniti la stanno riparando."

l: "Bene. Appena in tempo, vado a prendere acqua ad una fonte."

F: Esce e dopo poco torna con un sacchetto pieno d'acqua. Bagno un panno e lo uso per mantenere Laura fresca. I naniti al lavoro dissipano parecchia energia, e tendono ad alzare troppo la temperatura del corpo. E poi sono fatti per un corpo chakasa e non umano, speriamo che il mio frettoloso adattamento sia stato sufficiente.

* * * * *

F: Le bagno la fronte per quasi quindici minuti, le sue condizioni migliorano alquanto. I naniti hanno riparato tutti i danni e non c'è più traccia di macchie o di ferite. Col panno ho tolto anche il sangue. Tra poco si sveglierà. Probabilmente avrà un po' di fame, i naniti hanno usato l'energia presa da un po' del grasso del suo corpo, il che comunque non è detto che gli faccia dispiacere, a molti umani non piace avere grossi pannicoli adiposi. È un po' cambiata.

G: "Owwsssh! Ora mi sento meglio."

F: "I naniti hanno curato tutti i danni che avevano fatto."

l: "In questo momento i naniti nel tuo corpo hanno finito di lavorare, e si stanno autodistruggendo, tra poco non ce ne sarà più e non ti daranno più fastidio... Ma nel riparare il tuo corpo hanno un po' esagerato... ti hanno curato fin troppo."

G: "Cosa vuol dire?"

l: "I naniti dei chakasa si occupano anche di mantenergli i corpi giovanili fino a quando non sono veramente vecchi, è per questo che i chakasa rimangono quasi immutati e come giovani fino a circa un anno dalla loro morte per vecchiaia, più o meno. È come se ti avessero tolto quasi dieci anni..."

G: "Cosa!? Davvero?"

F: Laura si alza in piedi dentro il furgoncino.

G: "Mi sento le ginocchia strane."

l: "Ti fanno male? Fino a poco fa avevi la febbre..."

G: "No! Mi sembrano migliori di prima!"

F: Laura si guarda allo specchietto...

G: "Mi sembra di avere poco più di vent'anni! Cazzo! ...scusate."

l: "Ci dispiace, abbiamo già fatto troppi danni. Ora è meglio se andiamo.

F: La facciamo scendere, ci salutiamo, e ce ne andiamo lasciando Laura davanti a casa sua.

* * * * *

G: Dopo qualche minuto rientro in casa... mi sento stanca e affamata, sono dimagrita, ma mi sento effettivamente un po' più giovane... come farò a dirlo al mio compagno... ho una faccia un po' diversa... beh, comunque non è male, meglio di una cura di bellezza... Entro in casa e mi guardo allo specchio per parecchi minuti, per familiarizzarmi un po' col mio aspetto più giovane... sembro quasi una ragazzina...

Drin Drin...

G: Telefono... Rispondo.

C: "Laura? Sono io."

G: È il mio Compagno.

C: "So che sono le tre e mezzo, ma dovresti venire subito all'ospedale, hanno appena ricoverato Sans-Souci per un'intossicazione alimentare..."

G: "Gowsh!"

* * * * *

Gilda e Compagno entrano in una stanza dove Sans Souci è stesa in un letto con una flebo nel braccio.

S: "Ahiaiaiaiai..."

Infermiera: "Non sta molto male, è solo una leggera intossicazione. Ma la paziente è di cattivo umore, ha cercato di mordere il dottore del pronto soccorso e abbiamo dovuto metterle una museruola."

Compagno: "Ah, se non si fa riconoscere da tutti..."

G: ?

Sans vede Gilda.

S: "AH! Eccola!!! ASSASSINA!!! Tu e le tue insalate di pasta! Nemmeno per il Jurassic Park ti farei cucinare! Ahiaia!"

G: ?

S: "Allora? Non dici niente? AH, GUARDALA, COME È RINGIOVANITA! Ho capito! Tu vendi le anime di quelli che ti vogliono bene al Diavolo in cambio di favori!!"

I: "Signori... è tardi, qui ci sono malati che dormono."

G: "Tu non dovresti essere qui."

Infermiera e Sans : "EH?"

G: "No, non lei infermiera... TU Sans! Tu sei un alter ego! Se io sono qui non dovresti esserci anche tu!"

S: "Oh... allora era tutta una manovra per eliminarmi? Guarda che bastava dirlo, mi sarei tolta dalle scatole in fretta!"

G: "Ma insomma! Insomma, voi non ci trovate niente di strano?" (si gira verso l'infermiera e Compagno). "Insomma... è una IENA!"

Un attimo di silenzio imbarazzato. In quel momento, Gilda si rende conto che l'infermiera è un vombato.

I: "Non bisogna essere razzisti verso le specie esotiche..." (sembra un po' offesa)

C: "A me non interessa, purché paghi la sua parte di mutuo..."

G: ?

In quel momento entrano leo, Fuocoblu, Opal Weasel e Enrico Russo.

E: "Abbiamo sentito del malanno di Sans. Come ti senti?"

S: "Mi fa male la pancia." (tono lagnoso)

Fuocoblu indossa un tutone turchese.

C: "Non ti da' fastidio? Possiamo chiedere all'infermiera se te lo fa togliere, ci siamo solo noi nella stanza..."

F: "No, grazie... non vorrei mai che succedesse qualcosa. È normale prendere precauzioni con le persone provenienti da altri pianeti, almeno nei primi tempi. Ora Sans, vediamo se posso fare qualcosa. Non conosco la biologia degli ienidi, ma magari posso aiutarti."

Il gruppo si stringe attorno al letto di Sans. Vocìo sommesso...

G: (si siede su una sedia) "Infermiera?"

I: "Tutto bene signorina?"

G: "Oh, si... sono io che ho detto che in questa città può accadere di tutto..."

I: ?

G: "No, niente... tutto bene... mi spiace per l'affermazione di prima. Ora potrei avere un Valium?"

Paziente: "Fate troppo casino..."

L'unico altro paziente oltre a Sans che c'era nella stanza se ne va.

Altro infermiere: "Il carro attrezzi ha appena portato via un furgoncino in doppia fila, e ora stanno per portare via anche un'altra auto che gli sta accanto..."

E: "leo, sono le nostre!"

Russo esce quasi di corsa.

F: leo mi si avvicina, gli offro la mano e lui intreccia le dita con le mie.

l: "Se ci sono problemi mio daemon chiamami via antenne."

F: "A dopo," poi anche lui se ne va di corsa. Mi avvicino a Sans Souci e inizio a fiutargli l'alito con le antenne... ma arriva un dottore e mi faccio da parte. Visita Sans per pochi minuti.

Dottore: "Ha bisogno di una lavanda gastrica."

S: "Cosa?"

Dottore: "Non preoccuparti, dopo starai meglio. Adesso andiamo."

F: Un paio di infermieri caricano Sans su un lettino e la portano via senza tanti complimenti. Nella stanza rimaniamo io, Opal Weasel, Laura e il suo Compagno. Mi accuccio a terra e aspetto. Spero che facciano presto. Opal si mette e parlare un po' a bassa voce con Compagno di Laura. Dopo alcuni minuti arriva un paziente, tossisce continuamente e respira male.

Cough! Cough!

F: Dopo poco lo portano via. Subito dopo entra un altro dottore.

Dottore: "Ascoltatemi bene tutti. Quel paziente che era qui pochi minuti fa lo abbiamo portato nel padiglione massimi infettivi, era un caso sospetto di SARS. Abbiamo ordinato un test, e tra poche ore dovremmo sapere se si trattava veramente SARS."

F: "Mi scusi, cosa è la SARS?"

Dottore: "Lei da dove viene? Anzi - cosa è lei?"

G: "È un tauro alieno. È qui in visita."

O: "Fuoco, dopo te lo spiego io cosa è la SARS, adesso facciamo finire di parlare il dottore."

Dottore: "Grazie. Finchè non avremo i risultati del test devo chiedervi di rimanere tutti in questa stanza. Ovviamente se volete delle bevande o qualcosa da mangiare potete richiederle."

F: "Ho avvertito leo via antenne, che lo dirà anche a Russo. Hanno detto che dormiranno in macchina."

F: rimaniamo sei ore nella stanza. La mattina il dottore annuncia che non si trattava di SARS e quindi siamo liberi. Sans nel frattempo sta abbastanza bene, e il pronto soccorso è molto ansioso di farcela portare via. Durante la notte ho avuto un po' di occasione di parlare con Opal, pare una persona abbastanza interessante. Mi sono anche fatta invitare a cena a casa sua, Sans dice che sa cucinare ottimi spiedini di topo.

FINE?

___________________

Sans Souci (c) Laura "Gilda" Rimessi.
Chakasa Fuocoblu (c) leonardo maffi.
Opal Weasel (c) Enrico "Hellenic" Russo.
Specie Chakasa (c) leonardo maffi e Alessio "Scale" Scalerandi.

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