Liberato

Racconto breve di leonardo maffi

Versione 0.3 del 2004 08 01
(Gli asterischi indicano un salto di tempo, i diesis un cambio di soggettiva)

 

-- 2310, giungla sudamericana --

Sputo sul colore nero e lo mescolo meglio con un bastoncino, poi intingo la punta di ferro del tatuatore e proseguo a farmi il tatuaggio anti-reumatismi sulla pancia. C'è un rumore... alzo la testa, c'è una cosa vicina che vola, è verde e non è un uccello. È un'altra di quelle maledette robe. Prendo la lancia, mi alzo e gliela tiro, buttandolo giù rotto.

Ma mi guardo la pancia, prima che lo rompessi mi ha lanciato un piccolo dardo, lo tiro via... Mi gira la testa, mi siedo sul terreno... mi sento stanco, era un dardo avvelenato! Prendo l'acqua per berla col sago, per mandare via gli spiriti cattivi del veleno, ma mi sento addormentare... è la fine, spiriti siate con me...

* * *

Mi sveglio... sono ancora vivo. Gli spiriti mi hanno voluto bene. Apro gli occhi e guardo in giro, sono in un posto completamente diverso! Non sono più a casa, sono dentro una stanza come una casa, ma non ci sono aperture, e ci sono luci sul soffitto. Fa quasi freddo! Devo essere molto più a nord, mi hanno portato lontano. Forse sono morto e questo è il mondo degli spiriti?

Entrano due enormi gatti, hanno sei zampe, mi guardano, sembra quasi che sorridano senza mostrare i denti. Mi alzo, mi scuoto e vado dall'altra parte della stanza, non ho nulla per difendermi, ma loro non si avvicinano.

"Andate via!" dico.

Loro parlano! Dicono qualcosa, ma non conoscono la mia lingua.

Poi dicono delle cose che capisco un po', annuisco. Ho imparato un po' di spagnolo quando ero giovane e facevo la guida ai bianchi. Dicono che non vogliono farmi male, ma solo portare in un'altra stanza. Dicono che sono persone e non fanno male a nessuno. Si avvicinano e lasciano la porta libera, per cui faccio come dicono e vado nell'altra stanza. Mi vengono dietro e mi dicono di entrare in una cosa, vado e mi dicono di stare solo fermo in piedi. Faccio come dicono, qui siamo sicuramente nel mondo degli spiriti, e questi sono sicuramente spiriti di leopardo e un altro che sembra un leopardo a strisce.

Dopo parecchio, mi dicono che ho finito e posso uscire. Ormai non ho più paura di loro, e mi accolgono fuori della piccola stanzetta. Li tocco perfino, sono coperti di pelliccia buona... sono buoni. Sento delle voci, mi sposto per vedere, ci sono tante persone a terra che sembra abbiano problemi, vado a vedere... ma... sono come me, uguali... non capisco. E poi sono vecchi come me, ma sembrano come bambini perché stanno a malapena in piedi.

Gli chiedo se sono morto, e loro mi dicono di no. Allora gli chiedo se posso tornare dove ero prima, ma mi dicono di no, mi dicono che dovrò insegnargli quello che posso, io non capisco e non ho voglia di stare qui, mi sento chiuso, voglio stare fuori.

# # # # # # #

Guardo il datapad, tutti segnalano di essere in posizione e con armi cariche. Bene, abbiamo accerchiato forse il loro ultimo avamposto. Do' l'ordine di attaccare e corro verso il recinto...

Li attacchiamo, i cattivi ci sparano addosso, ma siamo più di novanta, più veloci, forti, e attrezzati di loro, e in meno di dieci minuti li abbiamo nel sacco. L'avamposto è conquistato. Controllo le perdite, nostre e anche loro, ci sono alcuni feriti, soprattutto loro, ma per fortuna pochissimi morti.

# # # # # # #

Passano ore, poi sento dei botti, sono spari di fucile come quelli dei bianchi. Sembra che ci sia una guerra in corso, i gatti vanno via e mi lasciano con le persone uguali. Dopo poco arrivano altri gatti a sei zampe, sono vestiti di robe e hanno fucili!

"Siamo venuti per liberarti," mi dicono nella mia lingua, li ringrazio.

"Tu sei sempre stato come sei adesso?" mi chiedono. Gli rispondo di sì, anche se un tempo ero più giovane.

Guardo mentre fanno entrare le persone uguali dentro lo stanzino di prima, e da un'altra parte escono altri gatti a sei zampe. Dove sono finite le persone uguali che camminano male?

Questi nuovi gatti vengono legati alle mani, camminano non troppo bene, e vengono portati via anche spingendoli, non sembrano per nulla felici. Questi gatti a sei zampe non sembrano spiriti, sembrano persone che assomigliano a gatti.

Mi dicono di entrare nello stanzino dove sono andate le altre persone, gli dico che non voglio andarci, ma loro mi spingono, sono troppo forti, e ci entro dentro.

* * *

Mi gira forte la testa! Che è successo? Sono stato colpito da un altro dardo? Apro gli occhi e scuoto la testa, vedo strano. Mi guardo le mani, poi la pancia e i piedi, sono diventato un gatto a sei zampe!

"Quando avrai imparato un po' come muoverti, come è fatto e come si usa il tuo nuovo corpo, e un poco del nostro comportamento normale, potrai tornare a vivere libero dove vivevi prima. Hai ancora molti anni da vivere, insieme agli altri Yanomami," mi dicono.

Non capisco che mi hanno fatto e perché. Perché sono un gatto a sei zampe come loro? Gli chiedo chi sono quelli che mi avevano catturato all'inizio.

"Un tempo erano umani, e lo ero anche io. Una organizzazione internazionale ha deciso che tutti diventino chakat usando il teletrasporto; in modo che non ci siano più guerre tra le due specie. Però loro volevano tornare umani come erano prima, e per farlo ti avevano catturato, per copiarti. Tu eri uno degli ultimi umani primati rimasti, forse adesso non ce ne sono più, ora per umano si intende quello che siamo adesso. Da ora, se ci saranno altri con le loro idee, per avere un modello da copiare dovranno far nascere degli umani primati dal nulla e allevarli in qualche luogo nascosto finché non saranno abbastanza grandi, cosa possibile, ma difficile."
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Posfazione: questa storia, collocata nel contesto dei chakat terrestri di Bernard Doove, è una mia reazione (catalizzata dalla lettura del romanzo SF "Slan" di Van Vogt) ad alcune delle idee espresse da alcuni membri della mailing list TheLiteraryArtHouse. In questo racconto non faccio altro che portare tali idee alle loro estreme conseguenze. Nelle storie di Bernard Doove qua e là c'è qualche paragone tra chakat e umani non proprio generoso verso questi ultimi, ma di recente altre storie e discussioni mostrate su TheLiteraryArtHouse hanno cominciato a basarsi un po' troppo su questo e sulla trasformazione di umani in chakat (in varie storie l'umano trasformato si vede risolvere di colpo tutti i problemi, può ricominciare cancellando i propri errori passati, perde i difetti che aveva ecc.).

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