Matricole

Gioco di ruolo di gruppo asincrono per scritto

di leonardo maffi
Versione 0.7 del 2001 Set. 28

Questo doveva essere un gioco di ruolo di ruolo via email per scritto. Il progetto è fallito. Qui riporto alcuni pezzi che ho scritto. I personaggi sono alter ego di alcuni membri della mail list furryITA.
 

Ambientazione

Futuro fantascientifico prossimo, anno 2016, a Pisa. Sono presenti sia umani che morfi. L'esistenza dei chakat/chakasa e degli altri morfi non viene spiegata, comunque non sono esseri biologici naturali, ma sono stati fatti. La storia inizia in un piccolo appartamento abitato da tre universitari. La padrona dell'appartamento pisano è Gilda, che però frequenta l'Accademia d'Arte a Firenze. L'appartamento è in Corso Italia (proprio davanti alla stazione). La integrazione sociale tra umani e morfi (che sono ancora piuttosto rari) è ancora problematica, molte persone non vedono i morfi di buon occhio.
 

Personaggi

- Laura Rimessi, detta Gilda (G). Lupa mannara, matricola all'Accademia d'Arte di Firenze, e lavora part time come commessa in una gastronomia per mantenersi parte degli studi. Hobby: disegno e cucina. Età: 24. Altezza in forma umana: 1,76, peso 65. Ha imparato ormai da tempo a controllare le mutazioni, e muta in lupa solo volontariamente o per fortissime emozioni (ma molto forti, es: in una situazione in cui rischia la vita). Ama cucinare e disegnare. Per ora solo Opal e Reen sanno della sua natura lupina (sono quelli con cui vive da più tempo). Non appartiene a nessun Branco (Won-Tolla, come in "Il secondo Libro della Giungla" vengono definiti i lupi solitari), anche se in un certo senso i suoi istinti (involontari) considerano come proprio branco il gruppo formato da lei, Opal e Reen, e questo si vede soprattutto quando è in forma lupina ("lupus"). Ha una spiritualità molto bassa e non si affida a nessuno Spirito come la maggior parte dei mannari o licantropi invece fa. Socievole ma riservata. In forma da lupa assomiglia ad una lupa marsicana (italiana) marrone-grigia e pesa 70kg. In mezzaforma ("crinos") è bipede ed estremamente forte e grossa e pesa 260kg. Ha anche una quarta forma, detta "glabro" che usa raramente, nella quale è al 15% umana, e 85% lupa, e che ha l'aspetto di una grossa umana con molti muscoli, leggermente pelosa e dalle orecchie appuntite. Dato che Gilda è una mannara volontaria, non è obbligata a trasformarsi quando è luna piena. Comunque nei tre giorni centrati intorno alla luna piena (il giorno prima, quello di luna piena, e il successivo) è più nervosa e di umore più incostante e ferino. Per il corpo di Gilda l'argento è un metallo come tutti gli altri. Gilda non è immortale e può morire, ma guarisce molto più in fretta del normale, ed è quasi immune ai veleni (e ai cibi avariati, ecc). Gilda rimane in gran parte senziente in ognuna delle sue forme, lupa inclusa, anche se può parlare solo quando è umana, in glabro e in crinos, mentre come lupa non può parlare. Gilda ha sangue di gruppo O (donatrice universale). Gilda non può trasmettere la licantropia con un morso o con la saliva, ma può farlo trasfondendo almeno 20cc di sangue in un altro umano. Non è noto che effetti abbia la trasfusione del sangue di Gilda nel corpo di un morfo o di un chakat.
[leo: per comodità nello scrivere la storia riporto le date di luna piena calcolate con:
http://aa.usno.navy.mil/data/docs/MoonFraction.html
Date di luna piena: 17 sett 2016, 16 ott 2016, 14 nov 2016, 14 dic 2016, 12 gen 2017, 11 feb 2017, 12 mar 2017.] Personaggio di proprietà di Laura Rimessi.
 

- Reendeer, (R), detto Reen. Ibrido antropomorfo (è un morfo) di madre drago e padre antrorenna. Al secondo anno di Informatica. Hobby: scrittura e altro. Capacità extra: simil-telecinesi, pirogenesi, e altri poteri mentali da drago. L'ampiezza di tali poteri non è ancora stata misurata, comunque stanno ancora crescendo. Il governo europeo non sa che Reen ha questi poteri, è un segreto, e Reen fa di tutto perché la cosa non si sappia in giro, ma recentemente il governo europeo si è accorto che lui ha tali poteri, e ci sta mettendo l'occhio sopra. Questo non promette nulla di buono, infatti di solito le persone con PSI più potenti vengono temute dai governi, e vengono rapite, fatte sparire, utilizzate per fini poco chiari... Età: ...
 
 

- Fioccobianco (figlia di Agguantacoda e Sabbiadeldeserto), detto Fiocco (F) [leo: 3a versione del personaggio!]. Chakat con l'aspetto di un leone maschio bianco e con criniera leonina bianca (anche se ovviamente ha i seni), con punta delle orecchie e della coda neri. Peso 185kg, età 20 anni. Occhi con pupille leonine (rotonde) e iridi azzurre chiare. Quando può ha con se' un animale da compagnia maschio, di nome Hibris, che è un incrocio bioingegneristico tra un grosso pastore tedesco e un gatto domestico tigrato. Abbaia e miagola, pesa 48kg, è più grosso di un pastore tedesco, ed è più intelligente di un cane. Fioccobianco si porta sempre dietro anche un minuscolo computerino (siamo nel 2016!) con incorporate una radio per collegarsi alla rete, telecamera, microfono, altoparlante, ecc, col quale fa un po' di tutto. Appena iscritta al dipartimento di Genomica (è il corrispettivo sotto Scienze naturali di Ingegneria Genetica). Hobby: lettura, nuoto, e altro. Carattere: tipico da giovane chakat, cioè razionale, intelligente, sessuofila, altruista, ma troppo ingenua, naive e espansiva. I chakat sono ancora molto rari (e per una serie di ragioni non sono ben visti da tutti gli umani. Molti umani, che magari non hanno nulla contro i morfi, considerano i chakat un po' troppo "perfettini").
Termini per i felini in generale:
- Organo di Jacobson (o VNO) = secondo organo olfattivo (posseduto in piccola parte anche dagli umani) che serve sopratutto per rivelare i feromoni. Quando i felini lo usano arricciano molto il naso.
- Vibrisse = "baffi", i felini ne hanno ai lati del muso, sulla fronte, e sulle zampe. Sono molto sensibili al tatto, ai campi elettrici, e a correnti d'aria di intensità infinitesimale (per cui al buio possono rivelare oggetti in movimento ad una certa distanza solo per mezzo dell'aria che essi smuovono).
Termini in italiano specifici per i chakat/chakasa (tratti da "Chapel" di leonardo e Scale):
- Mampa = piede semiprensile delle zampe mediane.
- Supancia, giupancia, suspalle, giuspalle, suschiena, ecc. = parti superiori e inferiori nel corpo.
- Codare, codato, codatura, ecc = afferrare con la coda (che è prensile).
- Latteacqua = liquido energetico piuttosto acquoso prodotto per tutta la vita dai seni chakat (ad esempio viene offerto come tonico a chi ha avuto un incidente).
- Giunto = zona di "collegamento" tra la supancia umanoide e il giutorace felino.
- Sesti posteriori = cosce e zampe posteriori.
- Codalunga = chakat anziano (ai chakat la coda cresce per tutta la vita). Personaggio di proprietà di leonardo maffi.
Introduzione ai Chakat in Inglese: www.furry.org.au/chakat/Intro.html
 

- Enrico, detto Opal (O). Umano, gli mancano 7 esami alla Laurea in Scienze Naturali, ma è fuoricorso di ... anni. Hobby: Fotografia e altro. Età: 24 anni. Lavoro: collabora al Dipartimento per la sezione italiana di un progetto internazionale per la reintroduzione del Dodo nelle Mauritius :) [leo: ma dove li trova i dodi? "Riesumati" con la bioingegneria come i dini in Jurassic park, immagino]. Personaggio di proprietà di chi lo impersona.


Parte 1
Versione 1.0 di leonardo maffi del 2000 08 23.
 

<In soggettiva di Opal>

Sono le 8.05 e entro in cucina. Fioccobianco ha il muso appoggiato sul tavolo, e tiene gli occhi chiusi.

O: "Buongiono."

Dalla coda e dalle orecchie direi che è alquanto triste. Mi dispiace vederlo in questo stato. Mi avvicino iun poco a lui.

O: "C'è qualcosa che non va?"

F: "Forse farei bene a mantenermi solo coi soldi dei miei genitori."

O: "Ma non dicevi che volevi cercarti..."

F: "Un amico di Sascha mi ha trovato un posto in una pizzeria qui vicino. E due giorni fa sono andato a vedere se mi assumevano."

O: "Com'è andata?"

Si è tirata su dal tavolo e mi guarda un po'.

F: "Cercava qualcuno che infornasse le pizze nel forno a legna tradizionale. Ma ha detto che io non andavo bene perché la gente pensa che un morfo impellicciato a contatto col cibo non sia igenico. Gli ho risposto che potevo tenere guanti e maschera, e lui ha risposto che non potevo farlo comunque perché che c'era pericolo che una scintilla mi dasse fuoco alla pelliccia."

O: "Bhe, forse ha ragione."

F: "Immagino di sì. Ma i chakat hanno la fama di essere affidabili, efficienti e lavoratori, così mi ha assunto in prova come cameriera serale, ma dicendo che dovevo tenere solo un top colorato e piccolo, in modo da mettere in evidenza il mio petto. La cosa non mi piaceva molto, ma se non altro era stato onesto in quello che desiderava da me, per cui ho accettato. Due sere fa ho fatto un po' di prove, ed è andata abbastanza bene, mi hanno dato anche il cappello e delle fasce col marchio della pizzeria da portare sempre. A quanto pare a Pisa non ci sono molti chakat e risultiamo piuttosto interessanti. Una umana mi ha perfino fatto un fischio di apprezzamento e mi ha chiesto cosa facevo a fine turno, voleva offrirmi di uscire con lei. Ieri sera invece... sono stata licenziata."

O: "?"

F: "Stavo servendo un tavolo e avevo tre pizze in mano e una su una mampa, quando un altro tavolo mi ha chiamato molto forte. Mi sono voltata di scatto, e una umana anziana appena entrata nel locale mi ha visto e si è spaventata. A quanto pare non era abituta a vedere leoni... Ha fatto uno strillo che mi ha spaventato a mia volta, e ho lanciato una pizza in aria che è finita sul vestito di un'altra cliente. Ho chiesto scusa, ma alla fine il capo mi ha detto che oltretutto il mio corpo non passava bene tra i tavoli, e mi ha licenziato. Non sono in grado neppure di fare il pizzaiolo... forse sono una vergogna per la mia razza..."

O: "Adesso esageri. Il primo lavoro non è andato bene, e forse non andrà bene neanche il secondo lavoro, ma prima o poi troverai qualcosa per mantenerti parte degli studi. Non c'è troppa fretta."


Parte 2.
Versione 1.0 di leonardo maffi del 2000 08 23.

<In soggettiva di Opal>

Adesso sentiamo che programmi ha Fiocco per dopo cena... magari usciamo tutti quanti. Busso alla porta di Fiocco.

Tock Tock!

F: "Avanti!"

Apro... AH! E Chiudo di scatto!

O: "Potevi dirmelo che eri spogliata!"

F: "Spogliata!? Ma se non indosso mai... Ah, il top? Ma siete così schivi in queste cose? Non capisco come faccia la vostra specie a non essersi ancora estinta!"

O: "Lasciamo perdere... Stasera dopo cena potremo uscire tutti, eccetto Reen che vuole fare esercizi di disegno. Vieni?"

F: "Sì, mi serve anche una spazzola nuova, grossa! Stavolta compro un brusca e striglia da cavalli."

Fioccobianco apre la porta e mette la testa fuori e mi guarda sorridendo e mostrando i grossi canini.

F: "Peccato che non avevo una macchina fotografica. Avresti dovuto vedere la faccia che hai fatto prima!"

O: "Molto carina. Ma la prossima volta..."
 


Parte 3.
Versione 1.0 di leonardo del 2000 08 24.

<In soggettiva di Fioccobianco>

Siamo davanti ad una delle tre mense universitarie di Pisa, quella vicino Piazza dei Cavalieri. Gilda frequenta a Firenze, ma oggi è rimasta a Pisa e ha deciso di accompagnarmi per la mia prima volta alla mensa.

F: "Sembra che sia stata bombardata di recente."

G: "Me la ricordo sempre così. Andiamo al primo piano."

Ci avviamo lungo le scale, alcuni si scostano per farmi passare. Passiamo sotto un arco di plastica...

F: "Meuwwwgrr!" Via!

G: "Che succede?"

F: "Quell'arco serviva come antenna per qualcosa, fischiava fortissimo, quasi da stordirmi. Gli altri morfi con udito ultrasonico come fanno a passarci?"

G: "Immagino corrano."

L'odore di cibi vari che c'è è talmente forte da essere quasi nauseante. La fila qui è un concetto molto elastico, astratto quasi. Si riuniscono a gruppi, e quelli che arrivano dopo si aggregano ai gruppi di amici che stanno davanti a noi nella fila. Comunque prima o poi arriviamo davanti ai piatti, Gilda mi precede, e prendo due vassoi e ci metto due piatti per ogni portata. I piatti vanno appoggiati su una specie di lungo tavolino che fa scorrere automaticamente i vassoi, ma va troppo in fretta e non so bene come fare. Scelgo spaghetti al pomodoro di primo, senza peperoncino che mi brucia la lingua, e di secondo prendo un pollo arrosto, poi c'è del 'pesce' indefinito. Chiedo a quello che mi sta dietro che pesce è, e lui mi risponde che non lo sa, che è semplicemente pesce. Ah, pesce indefinito! Possibile che non gli interessi neppure sapere cosa è? Il filetto di questo pesce è molto chiaro, prendo un piatto e lo fiuto leggermente... è merluzzo surgelato, bollito alle microonde, dovevo immaginarlo. Va bene, ne prendo un piatto. Poi prendo una grossa coppa di verdure dure per morfi erbivori, quattro cartoni da mezzo litro di latte... no, è troppo bastano tre. Prendo un paio di mele, del pane, un cartoncino di miele... no, meglio di no. Le posate, lo yogurt no, dall'odore di yogurt che sento nello stanzone direi che è di qualità pessima.

F: "Ti sconsiglio di prendere il purè."

G: "Perché? A Firenze lo prendo almeno due volte la settimana."

Mi indico il naso.

F: "A fiuto direi che la pentola in cui è stato cotto aveva tracce residue del solvente usato per pulirla."

Lei non ha fiuto, ma prova ad annusare lo stesso il piatto come fanno i morfi, è strano. Gilda rimette a posto il purè, anche se non mi sembra che lo faccia volentieri. Chissà che le passa per la mente.

F: "Forse dovrei..."

G: "Lo so sei un boy scout come tutti i chakat, ma lascia perdere, non dirlo agli inservienti, tanto non cambia nulla. Lo portano via e poi dopo lo rimetteranno qui di nuovo. Alcuni giorni fa qui hanno servito cibo per cani, ma la carne per cani è sempre troppo salata, e la gente se ne è accorta. Hanno riprovato col cibo per gatti, e dei morfi hanno detto che per loro andava benissimo... quindi è meglio se lasci perdere."

Annuisco. Passiamo davanti alla cassa, non ci sono umani ma solo il computer. Calcola il totale, e poi tutti e due facciamo passare prima la tessera universitaria, e poi una carta di credito. Spendo più del doppio di Gilda, ma i prezzi per gli studenti sono molto bassi, Gilda spende solo 2.8 Euro, in una trattoria spenderemmo più del doppio.

Sono fuori dalla fila, lo stanzone è enorme e ci sono centinaia di umani, in gran parte seduti. C'è un'inserviente umana e mi avvicino a lei.

F: "Ci sono tavoli con sedili per tauri?"

Inserviente: "Sì, ad ogni piano c'è un tavolo con poltroncine adattabili per tauri. È laggiù in fondo."

Col vassoio in mano ci avviamo in fondo. Il tavolo è fortunatamente libero e ci appoggiamo i vassoi. Le poltroncine sono adattabili per bipedi di varie dimensioni e per tauri. Sono di tipo standard e ne avevo già viste prima di simili. Gilda si diede subito, io lo adatto e poi ci faccio passare le zampe sopra, e mi accuccio col peso sopra il giutorace e con le zampe ai lati.

Indico la poltroncina e ripiego le orecchie all'indietro.

F: "Ne dovrei mettere una del genere anche in camera mia. -- Comunque qui c'è un po' troppo rumore per i miei gusti, è stressate! Ci sono fin troppi umani, e poi il loro odore è così forte che a me fa girare un po' la testa. -- Scusa, non volevo dire..."

G: "Non preoccuparti, va tutto bene, con me non devi vergognarti di dire la verità e quello che pensi. So bene che gli umani possono risultare troppo puzzolenti, specialmente se sono così tanti."

Sembra che anche lei abbia provato qualcosa del genere... immagino che l'odore di molti umani possa dar fastidio anche ad un'umana.

G: "Come facevi a sapere che il purè non era buono?"

F: "Abbiamo un olfatto più di mezzo milione di volte migliore di quello umano."

Gilda non pare impressionata e continua a mangiare. Anch'io inizio a mangiare di buona lena. Comincio dal pollo del secondo, mastico anche tutte le ossa che sembrano di burro.

Anche se sono un po' distratta dalla fame e dal cibo do' un'occhiata in giro, vedo solo cinque morfi bipedi in tutta la stanza, e nessun tauro. Chakat neanche l'ombra. Finora non ho visto neanche un chakat in giro per Pisa. Per ora siamo ancora pochi, e il governo non ci da' neanche il permesso di riprodurci liberamente.

Il nostro tavolo parla.

Tavolo: "Si prega di affrettarsi a mangiare perché altre persone sono in attesa che si liberi un tavolo."

Va bene, mangio. Non è molto carino, ma ha ragione.

Alzo gli occhi e vedo Gilda immobile che mi fissa. Inclino lateralmente il muso e la guardo in maniera interrogativa.

G: "Mi hai quasi ipnotizzato. Ingurgiti quantità allarmanti di cibo. Hai una bocca enorme."

Poi Gilda ricomincia a mangiare. Dall'altra parte della stanza c'è un po' di aggressività, volano dei piatti in aria... dei maschi umani stanno quasi lottando. Forse dovrei andare a far qualcosa?

. . .

F: "Falchetto biondo in picchiata alle tue ore sette."

G: "Com'è?"

F: "Carino. Cosce magre. Occhi fissi su di te. Umano fin troppo."

Il biondo si avvicina col vassoio in mano.

Biondo: "È libero?"

G: ""

Biondo: "Grazie."

Si siede accanto a Gilda. Non mi sta nepppure vedendo. Ci sono umani che sono specisti, e non apprezzano i morfi e certe volte ci considerano quasi come animali. Altri sono il contrario, e sono pellicciofili, e magari hanno fin troppa passione per gli animali. Altri ancora come questo sembrano ignorare del tutto i morfi, come se fossimo soprammobili di plastica. Continua a dare occhiate a Gilda e non mi guarda neppure. Che tristezza... meglio concentrarsi solo sul cibo.

Biondo: "Ragazze, mi chiamo Stefano, seguo filosofia informatica."

Pare interessato a lei.

Tiro fuori una torta gigante dalla borsa, del peso di due chilogrammi, l'ha fatta la mia mamma, la offro un pochino a loro, inizio a mangiarla a grandi bocconi. Gilda assaggia. Stefano mi osserva per la prima volta.

Stafano: "Come fai a mantenere una linea così femminile mangiando così tanto?"

G: "AH ahh! ah!"

Stefano: "??"

G: "Fioccobianco è un tauro e ha un grande corpo da mantenere."

Stefano annuisce. Mi rivolgo a Gilda.

F: "Lo sapevo. Comunque adesso non ho voglia di spiegare."

Stefano: "?"

Gilda annuisce. Adesso non è il caso di spiegagli che sono ermafrodita.

G: "A te piacciono le tipe forti e muscolose?"

Stefano: "Sì."

Risposta ovvia, Gilda è robusta quasi quanto me.

Mi rivolgo a Stefano.

F: "Per caso hai un'amica?"

G: "Ah, ah"

Stefano: "Un'amica? Vuoi dire una fidanzata? Al momento no."

G: "Mi sa che Fiocco intendeva dire proprio un'amica."

Stefano: "?"

Bip ta ta teti to ta...

Il Padd del biondo suona, e lui si mette a scrivere qualcosa sul tastierino e lascia raffreddare la sua roba. Non mi sembra una cosa molto furba. Comunque non è troppo male, sembra abbastanza carino. Ha delle spalle che...

Ci alziamo e salutiamo Stefano. Lui dice che spera di rivederci, anche se in realtà so che spera di vedere Gilda. Sono sicuramente l'unico chakat leonino bianco in tutta Pisa, e non credo che possa confondermi con altri.

Svuotiamo i piatti nei cassonetti per il riciclo e li mettiamo vuoti nella lavatrice. Poi usciamo e prendo un respiro di aria un po' migliore. Ringrazio Gilda e la codo stretta per salutarla, la abbraccio, mi verrebbe d'istinto di darle una leccata alla faccia ma mi trattengo. Poi ci separiamo. Adesso devo cercare la biblioteca.


Storie "Matricole" © leonardo maffi 2001.
Chakats © Bernard Doove (www.furry.org.au/chakat/).
Fioccobianco © leonardo maffi.
Gilda © Laura "Gilda" Rimessi.
Opal © Enrico Russo.
Reendeer © Alessio "Scale" Scalerandi.

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