Mezzo morto

Seguito del mio racconto "Pervertiti"
(suggerisco di leggere tale racconto prima di questo)

Versione 1.0 del 2007 07 31, di leonardo maffi

 

-- Stallacamera di Padre Gionatan nella sua villa di campagna nel Granducato di Toscana, quattro mesi dopo le vicende di "Pervertiti". --

*Anche se siamo in fondo al mare Reindeer mi passa la saliera, osservo la sua mano, ha solo tre dita, dotate di zoccoli, stranamente belle. Poi la vedo quasi allarmarsi e drizzare le orecchie, mi copro la testa perché grandina e perché un'anguilla cerca di entrarmi nell'orecchio...*

Spingo con la mano e cerco di allontanargli il muso, mi sta leccando l'orecchio... e non è un pesce, "Uhmh..." ma lei insiste, piano. Mi strofino un po' gli occhi, anche se la stallacamera è nell'oscurità, "Va bene... uhm... sono sveglio..." spesso nei sogni finisco col sognare la mia dæmon Reindeer dotata di mani, "Che vuoi?"

"Svegliamoci, qualcuno sta bussando alla porta, pianissimo, ma insistentemente."

Non sento niente, ma mi fido del suo udito, per cui sbadiglio, do' un'occhiata alle lancette fosforescenti dell'orologio, segna le 4.50, non è ancora l'alba. "Chi sarà a quest'ora?" Mi infilo la vestaglia nera, accendo e prendo un piccolo lume ad olio, controllo che la catenella della porta sia al suo posto, e poi apro la porta, con Reindeer al fianco.

Nella quasi oscurità inizialmente non vedo nulla, per cui alzo il lume, intravedo il muso di un grosso felino. I dæmon felini anche grandi sono piuttosto comuni e qui vicino non ci sono zoo o circhi, ma la cosa strana è che è quasi alla mia altezza.

"Padre Gionatan, per favore, ho bisogno di aiuto, posso entrare?" dice una voce molto molto piano. Ormai mi conosce proprio tutta Pontasserchio. Il suo umano deve essere dietro di lui, perché ho avuto l'impressione che sia stato il felino a parlare.

Devo aiutarlo, tolgo la catenella e mi faccio un po' da parte, "Entra in pace, la mia casa è di tutti."

"Grazie Padre, lei è forse l'unica persona che possa aiutarmi," dice mentre il grosso deaemon entra lentamente. Era una voce strana, è il dæmon che ha parlato! È molto insolito, ma ogni tanto capita, forse il suo umano non sta bene e non puo' parlare.

Attendo che entri anche l'umano, chiudo la porta e muovo il lume per vederli un po', questo dæmon ha un corpo molto strano...

"Sono Dæmon Bluefire, mi riconosce Padre? Non preoccupatevi, non voglio farvi nulla."

"Ah! Sì!" Reindeer batte lo zoccolo a terra una volta, il cuore mi va all'impazzata, dev'essere evaso di nuovo dalla prigione, come dicevano era capitato altre volte in passato!

Sento Reindeer che mi viene dietro e mi struscia lentamente il naso contro la schiena, lo tocco con una mano, è il suo modo per dirmi di rimanere calmo e per farmi coraggio. Capisco cosa voglia dire, Bluefire veniva considerato non aggressivo, ma sono pur sempre dei pervertiti evasi. Faccio due passi indietro e prendo un paio di respiri per tornare più lucido, potrei chiedergli perché sono evasi, ma è meglio usare un pochino più diplomazia, "Che ci fate qui?"

"Tra poco albeggerà e rischio di venire vista da qualcuno, per cui vorrei passare la giornata nascosta nella sua casa. Se accetta le spiegherò tutto, non ho intenzione di far del male a nessuno, altrimenti me ne andrò subito."

L'umano deve essergli a cavallo sulla schiena, anche se non lo vedo bene. Quello che fa quasi uscire di senno è che parla al singolare, non sembra mai riferirsi alla diade a cui appartiene, come fanno tutti gli altri dæmon. E non ricordo neanche come si chiamava il suo umano... Ma incredibilmente Reindeer mi annuisce! Io le faccio segno negativo con la testa: anche ammesso che non vogliano fare del male il mio dovere è di denunciarli, per farli tornare in custodia il prima possibile. Reindeer annuisce ancora, l'esperienza mi insegna di seguire i suoi consigli in fatto di dæmon, ma non è una decisone facile. Alla fine annuisco, "Dovrei farvi tornare dov'eravate, nella società non c'è posto per una diade con un dæmon così... strano. Ma per qualche motivo il mio dæmon Reindeer accetta le tue parole, per cui potete rimanere per una giornata, poi dovrete andarvene. Ma vi consiglio proprio di tornare a casa, è l'unico posto dove potete vivere, anche se è un carcere."

Blue si siede sul pavimento di cuoio e controlla che il suo umano sia a posto. Lui non si è mai mosso e non ha detto una parola, e non ho ancora ben capito in che posizione si trovi, è tutto infagottato. Trovo ancora inquietante parlare con un dæmon altrui, ma ormai mi sono un po' abituato alle stranezze dei pervertiti, "Spiegati, dunque." Dovrei accendere il generatore per avere la più forte luce ambarica, ma ancora non me la sento di lasciarli soli.

"Sì, le spiegherò perché sono evaso. Meno di tre mesi fa alla mia controparte umana è stato scoperto un cancro alle ossa delle gambe, in stadio avanzato e ormai incurabile."

Oh! Abbasso la testa, "Mi dispiace..." Sono pervertiti come mai non se ne sono visti, ma sono anche una persona che non ha mai fatto del male se non per difendersi, e sono una diade molto interessante. Se quello che ha detto è vero allora non posso biasimarli del tutto, forse hanno voluto assaporare la libertà un'ultima volta prima di morire. "Mi dispiace molto, non c'è proprio modo di curarlo? Magari fuori del carcere?"

Sospiro, e li faccio entrare in cucina, che ha un grande focolare vecchio stile, Reindeer mi rimane molto vicina.

"Mi hanno detto di no, ma ho deciso di provare comunque a curare il mio umano, non avevamo quasi niente da perdere."

Guardo il dæmon come se fosse una selenita, è folle sentire un dæmon che parla del 'suo umano', come se fosse un'altra persona o un animale domestico; mentre la sua monade umana non ha ancora detto una parola e pare addormentata.

Ma lui/lei riprende a parlare, "Ho una certa competenza di anatomia e chirurgia animale di base, così ho provato ad eliminare le parti cancerose, amputandogli le gambe sotto il bacino, e poi anche le braccia e alcune costole."

Scuoto la testa, non ci credo, amputare tutti gli arti ad un umano malato terminale e farlo sopravvivere richiede più di qualche competenza di base di chirurgia, dove ha trovato l'attrezzatura? Ha fatto tutto da solo? È impossibile. Questo dæmon è folle, la malattia della parte umana ha rovinato la sua mente.

Ma lei scosta gli stracci che coprono il corpo umano che tiene legato dietro la schiena superiore, e in effetti sembra che gli manchino braccia e gambe, ecco perché non capivo la postura dell'umano. È... incredibile. Ma forse non è stato lui, o si è fatto aiutare.

"Il mio umano è sopravvissuto all'operazione, ma non è servito, il cancro si era già diffuso nel corpo, e tra poco moriremo comunque, ed io sarò fumo."

Ho visto molti dæmon andare in fumo, e certe volte è una scena anche peggiore della morte delle controparti umane. Anche ammesso che non provino dolore deve essere comunque molto spiacevole per loro. Annuisco piano, Reindeer si azzarda perfino ad avvicinarsi a Blue, e Blue lo carezza piano dietro al collo. È una sensazione piacevole anche per me. Credo che in effetti non sia un pericolo, e forse non lo è mai stato.

"Per cui ho deciso di non voler morire in una cella, sono diretto al monte Amiata, dove passeremo da soli il tempo che ci rimane. So cacciare e posso premasticargli il cibo, benché ormai non mangi quasi più."

Non ho mai sentito di dæmon che masticano qualcosa, ma non ho la forza di parlarne, sono commosso e molto dispiaciuto. "Il tuo umano accetta il Conforto di Dio?"

Blue fa segno negativo con la sua testa e le sue antenne, "No, ormai lui non ragiona quasi più. Ed io non ho mai trovato qualcosa in tali idee."

Andiamo ad accendere il generatore ambarico, e poi torniamo in cucina e Reindeer accende la luce. In cucina Blue sembra enorme, é impressionante, anche se il suo corpo inferiore è più piccolo di quello di una tigre. La sua pelliccia è molto bella come la ricordavo, non ha nessun segno che la sua parte umana sia così malata. L'umano invece è emaciato e sembra dormire, sembra quasi in coma, ma è impossibile, in tal caso dovrebbe essere incosciente anche il suo dæmon. Anche se sono una diade pervertita al massimo grado mi rende veramente triste pensare che debbano andarsene così presto. Non credo sia una punizione divina.

Sbadiglio, ho dormito troppo poco, "Volete pane e acqua? Ho anche patate bollite, e qualcosa d'altro, se riuscite a digerirlo."

Sorride e annuisce, "Sì, grazie, il mio umano non mangia da alcune ore, ho galoppato tutto il tempo. Lei ha un bella casa, con un buon odore. Sarebbe bello poter vivere in un posto simile. Immagino che il pavimento sia coperto di cuoio in modo che gli zoccoli di Reindeer non facciano troppo rumore."

Annuisco, gli passo il pane e una brocca di acqua, e osservo Blue mentre la prende e si muove come una donna umana, ha delle mani strane, dotate di due pollici, ma sono agili come mani umane. I dæmon scimmia dotati di mani ben funzionanti sono abbastanza rari. Prende un sorso di acqua in bocca, apre la bocca all'umano e poi gliela spruzza dentro. Lo stesso fa col pane, lo mastica un po', e poi bacia l'umano e gli passa il bolo. Da quel che vedo ha bocca, lingua e denti perfettamente definiti, molti dæmon ne hanno solo grezze approssimazioni. Ha anche delle labbra inferiori nere ma simili a quelle umane. L'umano tiene gli occhi chiusi, ma almeno sembra che deglutisca volontariamente. Non ho mai visto un dæmon masticare veramente, pensavo non fosse possibile. L'umano non stava dormendo, era semplicemente in uno stato inebetito. Anche Reindeer si è seduta e li guarda stupefatta, muove la lingua quasi come se assaggiasse qualcosa, e io le faccio segno negativo con la testa, i dæmon normali non fanno quelle cose, e lei smette subito. Ma posso percepire parte di cosa le passa per la testa, vorrebbe assaggiare l'acqua anche lei. Stare vicino a questo dæmon comporta dei rischi imprevisti.

Ora l'umano ha gli occhi un po' aperti, mi scuoto un po' dalla mia mesmerizzazione, mi alzo e mi avvicino piano all'umano, non ricordo ancora il suo nome, "Mi riconosce? Sono Gionatan, come si sente?" Ma lui mi guarda a malapena e non risponde.

"Negli ultimi giorni il cervello dell'umano sta smettendo di funzionare, negli ultimi anni non è mai stato molto attivo, ma ora è diventato quasi un vegetale," spiega Blue.

"Non capisco come sia possibile, non è il cervello del corpo umano a dare l'intelligenza anche a voi dæmon?" Solo pochissimi testi che ho studiato ipotizzano che la situazione possa stare diversamente.

"Che vuole che le dica, pare che non sia così, almeno in certi casi. Pare che nel nostro caso molti anni fa ci sia stato come un 'trasferimento di mente', in un certo senso l'umano da bambino si è piano piano trovato a pensare dentro il corpo del dæmon, dentro di me. In realtà credo che i dæmon possano sviluppare una mente propria in una sorta di cervello proprio, solo che la maggior parte dei dæmon non lo fa perché non fa quasi niente, parla poco e non ha mani. Se mi permette, in molte diadi adulte che ho conosciuto fuori del carcere i dæmon mi sembrano poco più di animali da compagnia, o anche peggio. Coi bambini va un po' meglio, specialmente prima del congelamento della forma del dæmon."

Sento che Reindeer scarta e sbuffa, per far capire che non è d'accordo.

Blue parla direttamente a Reindeer, "Tu sei più intelligente della media dei dæmon... e mi sei piaciuta fin dal primo momento, quando ti vidi dallo spioncino. Potrei, vorrei insegnarti alcune cose, ma finirei solo col rendervi la vita più difficile, la società non sembra ancora pronta ad accettare dei dæmon più intelligenti e indipendenti. Prima o poi le cose dovranno iniziare a cambiare, ma probabilmente il cambiamento di atteggiamento comincerà dalle parti umane," poi Blue vede che Reindeer inizia a innervosirsi, non è abituata a sentirsi rivolgere la parola, per cui torna a rivolgersi a me, "Fin da quando ho memoria la mia parte umana ha sempre proiettato se stessa nel mio corpo di dæmon, fin da bambino ha sempre sentito il mio corpo come il più 'vero' e capace dei due, e col passare del tempo il corpo umano ha finito col diventare sempre meno attivo e meno capace. Quando voi siete venuti a trovarci al carcere il nostro corpo umano era quasi incapace di tenere un cucchiaio in mano, ma tale situazione ormai era stabile da vari anni e non pensavo che sarebbe cambiata molto, perché un minimo di attività del corpo umano è necessaria. Negli ultimi mesi la situazione è precipitata, forse perché ormai il cancro ha attaccato anche il suo cervello, e poi per colpa delle amputazioni. Ormai nella mia metà umana non percepisco più nessuna mente, è come se fossi rimasto solo, ma non mi sento solo, per cui forse è come se la mente dell'ex-bambino fosse finita tutta nel dæmon."

Lo interrompo, "Le cose che dici sono assurde, suonano impossibili... Ma studiai un po' il vostro caso, e so che siete molto particolari, per cui vi - ti - concedo il beneficio del dubbio. Vi ospiterò per la giornata e non dirò a nessuno che siete stati qui, ma se domani qualcuno verrà a cercarvi dovrò denunciarvi, altrimenti rischierei io stesso l'arresto. In tal caso farò tutto il possibile affinché non vi venga fatto del male."

Blue annuisce e mi sorride come una donna felina, "Grazie, non potrei chiedervi di più."

Ora sono più desto e il cervello mi funziona meglio, cosa ci fa Blue con tutta quella roba strana che si sta portando legata al basto? Non sembra roba utile per far vivere in montagna per alcuni giorni o mesi un umano ridotto ad uno stato vegetale, sembrano altre cose... apparecchiature ambariche, quasi scientifiche, vedo anche un indicatore a lancetta, una rete metallica fine, c'è anche una lastra metallica arrotolata, la indico col dito, "Non credo che tu vada semplicemente a passare i vostri ultimi giorni in montagna. Se non dici la verità allora non mi sento di rispettare il nostro accordo."

A quel punto Blue annuisce, si sdraia sul pavimento della cucina, e sospira. Mi serve un attimo per rendermi conto di quello che ha fatto, i dæmon non respirano, l'aria gli serve solo per parlare. È stupefacente quanti manierismi umani abbia acquisito questo dæmon così follemente strano.

"Quello che le ho detto è vero, ma non è tutta la verità. Prima di diventare fumo voglio tentare un ultimo esperimento, probabilmente non servirà a niente, ma non ho più niente da perdere."

Parlare così di 'esperimenti' mi fa venire i brividi, carezzo un po' il fianco a Reindeer. Lei è chiaramente ancora molto attaccata alla sua deamon-vita, il che comunque non è strano, anche se i dæmon non sono fatti di carne di solito desiderano comunque continuare a vivere. Mi siedo su una sedia e annuisco, attendo che Blue continui a spiegare, a questo punto non ho fretta, e dovrò annullare gran parte degli impegni di domani.

Blue sospira di nuovo, "Anni fa ho saputo che è possibile separare una diade, recidere il dæmon dal suo umano."

Un brivido mi corre lungo la schiena, Reindeer scarta e sbuffa e piega il collo verso di me, lo carezzo forte, "È una cosa orribile."

Ma dopo un momento mi calmo, benché non abbia prove che tale cosa sia vera, per il lavoro che faccio incontro anche situazioni estreme, e in passato avevo già sentito tali voci, per cui annuisco, "Forse è possibile, ma spero che non lo sia o che non accada mai." È contronatura.

"La lastra di metallo l'ha costruita per tale scopo, è progettata sulla base di informazioni che ha raccolto negli ultimi mesi."

Ma da quanto tempo sono evasi? In effetti il loro carcere non è vicino, e la mia casa non è lungo il tragitto per arrivare all'Amiata.

"In base alle mie informazioni tale recisione è effettivamente possibile," dice Blue piano, "E pare funzioni nel 90-95% dei casi, nei casi rimanenti ci sono l'agonia, la morte e l'andare in fumo, ma è un rischio che ora mi sento in condizione di correre."

Vuole tagliarsi via l'umano? È come strapparsi via il cuore dal petto, il dolore che si proverebbe non penso si possa esprimere a parole, sembra una cosa peggiore della morte, "Ma perché? Anche ammesso che tu riesca a recidere il legame emozionale col 'tuo umano', cosa comunque terribile, non vedo che vantaggi possano esserci, quando il tuo umano morirà tu diventerai fumo comunque, e rimarrai sempre con lui, questa è la cosa importante," mi zittisco un attimo per pensare, "Forse lo fai per poterti allontanare da lui per qualche ora?" In alcuni casi il guinzaglio è così corto che da' problemi.

"Posso spiegarle, ma non deve avere fretta a capire. Fin da quando la mia monade umana era un bambino ho studiato la pseudo-materia di cui sono composto, per quasi venti anni. In carcere avevo moltissimo tempo libero, e non mi mancavano gli attrezzi, carta e flusso ambarico, potevo comprare anche dei componenti, e mi sono costruito molti apparecchi. Avevo molti modi per lavorare e fare soldi. Credo di essere il primo dæmon, o la prima diade, ad aver fatto degli studi del genere, anche perché il 98% dei dæmon non ha neanche mani."

Ricordo come aveva organizzato la loro enorme cella, e non mi è difficile credere che nascondesse molte altre sorprese, "Tra tutti i dæmon sei il più indipendente che abbia mai visto."

"Non sono mai stata 'indipendente' da Michelangelo. In situazioni d'emergenza o di forte stress a lei non è capitato per un attimo di avere l'impressione di vedere cogli occhi di Reindeer?"

Ecco come si chiamava la sua parte umana. Annuisco piano, nel mio lavoro ogni tanto uso i sensi di Reindeer per capire meglio i dæmon.

"Non è un'illusione, ad alcune diadi riesce abbastanza bene, anche se spesso non lo dicono per non venire considerati strani. Ma a me spesso confessano cose del genere perché sanno che sono molto più strana di loro e perché nel carcere non hanno più molto bisogno di fare finta di essere 'normali'. Ricordo che quando avevamo tre anni giocavamo a guardare gli oggetti contemporaneamente da davanti e da dietro, ed era una sensazione strana. Ecco, immagini di estendere quel barlume a tutti i sensi, anche ad alcuni sensi che gli umani non hanno, al riuscire piano piano a controllare il movimento delle mani e del corpo, prima come si fa con una marionetta, e poi in modo sempre più naturale e spontaneo... Quello che le dico potrà suonargli improbabile, ma in pratica io sono Michelangelo che in un certo senso si è lentamente trasferito in modo permanente nel corpo del dæmon. Ma non è stato uno sfratto, è come se ci fossimo riuniti senza che una delle due menti prendesse tutto il sopravvento; forse è anche per questo che alla fine mi sono congelata in una forma ermafrodita e tauroforme, che unisce il maschio e la femmina, l'animale e l'umano, oltre a parecchie altre cose. Pur sembrando un vegetale, e anche se da alcune settimane non sento più nulla dalla sua mente, è possibile che il cervello del corpo umano sia in realtà ben attivo anche in questo momento, e che invece di controllare il corpo umano stia controllando questa estensione corporea dæmon che le sta parlando. In effetti in parte mi sento di essere Michelangelo in un corpo diverso, di essere la stessa persona che era prima l'umano. -- So che non è facile da capire."

Non so che rispondere, suona verosimile, ma è tutto follemente strano e diverso dal normale... comunque annuisco, "I precetti di Sant'Aquino-Fenisio ci dicono che in verità il corpo dæmon è guidato completamente dalla mente umana, che un dæmon è solo una proiezione del cervello fatto di carne, e che i dæmon in realtà non hanno alcuna mente indipendente." Fenisio assomigliava ad una piccola fenice arancione, a quei tempi i daemon con forma adulta non del tutto uguale a quella di un animale erano ancora tollerati.

Ma Reindeer scuote la testa, mi viene vicino, e poi la vedo gonfiare la sacca che ha nel petto, vuol parlare liberamente! "Forse sono solo una proiezione della mente di Gionatan, ma ho comunque l'illusione che non sia vero. È questo che conta." Poi mi viene vicino tenendo la testa bassa, la carezzo, non posso essere arrabbiato con lei. Blue sta avendo un'influenza pericolosa su di lei, era da quando ero un bambino che non le capitava di rivolgere la parola ad un'altra persona. Poi Reindeer mi guarda, come per farmi riflettere su quello che ha detto, e annuisco, "Ma non ho mai creduto fino in fondo a tali precetti. Il cuore mi ha sempre detto che le due monadi di una diade non condividono del tutto la stessa mente." Blue si limita ad annuire, non si è stupita della reazione di Reindeer.

"Forse ho trovato un modo per stabilizzare le particelle di cui sono fatta."

Che dice? Di che parla? Vedo dei raggi di luce iniziano a filtrare dai chiusi delle finestre, poi infine vedo Reindeer venirmi dietro, come per nascondersi. E infine capisco l'enormità di quello che ha detto, "Vuoi dire che vorresti sopravvivere alla tua monade umana!? Ma è una cosa immonda, è la peggiore perversione che abbia mai immaginato! Non puoi - Gulp!! - neanche immaginare di voler fare una cosa del genere, rimarresti sola!"

Adesso sono io che ho bisogno di bere dell'acqua, prendo la brocca e bevo direttamente. Sembra che anche Blue non sia più tanto calma, si lecca la pelliccia in silenzio per più di un minuto e cerca di calmarsi.

"Padre... siamo pervertiti, ma rimaniamo persone come voi. Ci ho pensato molto a lungo. Anche io per molto tempo ho pensavo che non ne valesse la pena. Ancora adesso una buona parte di me pensa che sia meglio essere morti e in fumo che soli. Vivere da soli, senza un'altra persona con cui condividere i pensieri e le notti... solo poter toccare le altre persone, i nostri amici e amanti, ma senza avere nessuno che sia veramente parte di noi... che ci faccia compagnia nel momento della morte. È orribile! Quasi inconcepibile. Forse è meglio l'oblio. Anche ora stento a trovare la forza di andare avanti e pensarla diversamente. Se lei pensa che io non voglia bene a Michelangelo si sbaglia di grosso, è ancora parte di me e probabilmente lo sarà per sempre. Ma... dannazione! Mi sento viva, sono forte e intelligente, e ho sensi che lei neanche si immagina. Posso fare tantissime cose, voglio ancora vedere il mondo, non voglio ancora andare in fumo! È troppo presto! Mi sento ancora un cucciolo, siamo stati rinchiusi quasi tutta la vita in quel maledetto carcere, i nostri genitori ci portarono lì quando avevamo cinque anni. Devo fare almeno un tentativo! Poi potrò morire in pace."

Ho le lacrime agli occhi, sono tentato di scappare e denunciarla, anche se non ho mai sentito di qualcuno che abbia denunciato una dæmon per quello che vorrebbe fare, è tutta una situazione folle. Vedo che Blue si alza in piedi e mi guarda prudente, forse non si fida di me, devo ricordarmi che ha notevoli capacità percettive, ma Reindeer si mette in mezzo tra noi due, e parla nuovamente "Manterremo la parola." Al che Blue annuisce, sospira, e si sdraia nuovamente. Bisbiglio un grazie alla mia renna, e la stringo forte al petto, "Noi rimarremo insieme fino alla fine." Lei mi lecca piano il collo finché non sto un pochino meglio.

Mi allontano, perché ho un nodo in gola, l'intestino contratto e provo un po' di nausea, per cui lascio la diade Michelangelo-Bluefire in cucina e torno in camera, non mi azzardo ad aprire i chiusi per non rischiare che Blue vanga vista, ma rassetto un po' il letto e mi vesto. Poi mi do' una rinfrescata e spazzo il pavimento di cuoio della mia camera da letto. Avrei dovuto consegnare alcuni documenti, ma dovranno aspettare a domani, e stasera dovrò farmi sostituire per la lezione al Rieducatorio.

Dopo una quarantina di minuti torno in cucina, ma non li trovo, guardo in giro e li trovo in bagno, mentre Blue sta lavando il sedere di Michelangelo. Dopo cerco di farmi spiegare dei dettagli tecnici da Blue, ma nonostante vari tentativi perdo presto il filo del discorso, sono cose troppo sofisticate per me, ogni cosa che dice richiederebbe troppe spiegazioni, sono argomenti di fisica delle particelle che sono scritti sui libri, penso che Blue sia almeno venti, trenta o forse più anni avanti rispetto ai manuali. Per cui dopo un po' smettiamo. Comunque mentre cercava di spiegarmi ha tirato fuori alcuni dei suoi quaderni che sembrano ben scritti, per cui anche se parte di quello che dice non risultasse vero, le sue scoperte potrebbero comunque sopravvivergli, la sua vita non é stata inutile. Mi riesce ancora difficile immaginare un dæmon scrivere tutti quei quaderni di filosofia naturale, ma mi sto lentamente abituando alla situazione.

Nel successivo tardo pomeriggio Blue ha fatto il bagno a Michelangelo, ed è già quasi pronta per lasciarci, per re-incamminarsi verso il monte Amiata. Ormai non credo più che voglia farmi del male, come speravo è una monade buona, nonostante tutto quello che ha passato. Tra poco saranno fuori di casa mia, ma so che non dormirò tranquillo per molti giorni a venire. Ma mentre scrivo delle lettere nella mia camera sento tossire e imprecare dalla vicina stanza degli ospiti, per cui corro a vedere che succede. Vedo Blue disperata, accucciata a terra e con del sangue sulle mani, l'umano ha la bocca sporca di sangue e sembra in coma, sembra quasi che non respiri più. Infatti dopo poco vedo che anche Blue sta male, sembra che le giri la testa, per cui deve sdraiarsi completamente su un fianco. Come capita spesso, la fine sta arrivando prima del previsto, da un momento all'altro mi aspetto di veder andare in fumo Bluefire, e la cosa mi dispiace moltissimo, "Vi siamo vicini e vorrei poter fare qualcosa per aiutarvi." Nonostante tutte le sue stranezze sembra una buona diade e se le cose - se la nostra società - fosse diversa sento che saremmo anche potuti diventare buoni amici. Non credo voglia un'estrema unzione.

"È la prima volta che mi sento così. Michelangelo sta molto male, il mio tempo vitale è quasi finito, probabilmente non farò in tempo a raggiungere le montagne," dice piano dal pavimento. Mi accuccio un po', sarei quasi tentato di prenderle la mano, come se fosse fatta di carne. "Devo chiederle un secondo e ultimo favore Gionatan," annuisco piano, cosa può mai volere un dæmon? "Vuoi che dia i tuoi quaderni a chi può capirli e farne buon uso?"

Lei mostra i denti per un momento, e fa segno negativo, sorridendo, poi mostra ancora le sue zanne. "Non mi sono ancora arresa, in un certo senso ora è la mia voglia di continuare a vivere che sta tenendo in vita anche la mia metà umana. Ma non resisterò a lungo, mi fa consumare continuamente una grande quantità di qualcosa. Potrebbe offrirmi la sua cantina, per eseguire direttamente qui il mio tentativo di recisione e stabilizzazione?"

"No. È un esperimento immondo, che va contro ogni spirito della natura umana, non posso accettare. Devi rassegnarti e accettare l'inevitabile. Certe volte nella vita le cose vanno semplicemente male." Credo in quello che dico, ma dov'è finita la mia compassione umana? "Scusmi..."

RRrrrr! Ma mentre chiedo scusa la sento ringhiare, Reindeer scatta di lato e cerca di mettersi in mezzo, ma lei che sembrava moribonda si muove come un lampo, e in un attimo mi è dietro e mi prende le mani!

Per un attimo provo una scarica di brividi congelante, la sensazione è raggelante, nauseante, indescrivibile, vedo Reindeer che si accascia a terra, e vomito un po' sul pavimento davanti a me. Non mi era mai successo che un altro dæmon mi toccasse così intensamente e prolungatamente, ogni tanto al massimo mi è capitato di sfiorare o venire sfiorato per un attimo per errore, ma mai venire afferrato. È come avere una mano che mi si muove nel cervello, e deve essere altrettanto sgradevole anche per Blue, ma capisco che lei non ha altre soluzioni. Piano piano la sensazione sgradevole cala, e per adesso non sento più il bisogno di vomitare. Mi lega ad una sedia usando una delle sue corde, e poi lega perfino Reindeer che comunque era ancora troppo scossa anche solo per alzarsi in piedi.

Vedo che il corpo di Blue inizia a fumare leggermente, la sua pelliccia inizia a dissolversi. È raro, ma ogni tanto capita che i dæmon comincino a dissolversi molto lentamente. Nella maggior parte dei casi la dissoluzione del dæmon dura solo qualche secondo, anche quando il corpo umano ha impiegato mesi a morire.

Poi Blue mi chiede perdono per quello che ha fatto, prende Michelangelo e le sue attrezzature, e scende in cantina. Non provo neanche a liberarmi, non lo trovo giusto, semplicemente non posso impedire ad un'altra persona di fare un ultimo disperato tentativo di salvarsi. Per quanto folle sia non sta facendo del male a nessuno, se non a loro stessi. E alla mia salute mentale.

Reindeer ora è sveglia e sembra arrabbiata, ma rimane legata, non era mai stata imprigionata in questo modo. "Stai ferma, rimarremo qui buoni fino alla fine, capito?"

Sento Blue che armeggia molto velocemente in cantina, qualunque cosa voglia fare non credo che abbia più di qualche minuto a disposizione. Ma i minuti passano e continuo a sentire rumori dalla cantina, e dopo altri minuti la vedo tornare, ora non ha quasi più pelliccia, afferra la mia sedia e la trasporta, "Che vuoi fare?"

"La faccio assistere. Se io non sopravviverò mi pare giusto che qualcuno ricordi questo esperimento. Il mio scopo è la vita, e vivere significa anche memoria."

Mi porta giù tendendomi solo per la sedia, facendo attenzione a non toccare mai la mia pelle per non provocare altre sensazioni sgradevoli. Ma a metà strada deve tornare indietro a liberare Reindeer, perché il nostro legame ha il guinzaglio corto. In due viaggi fa entrare anche Reindeer in cantina, e prima che la leghi di nuovo Reindeer si siede a terra e mostra il collo, per far capire che si sottomette e non ha intenzione di interferire, Blue sembra capire e la lascia stare slegata. Per un attimo Reindeer è parsa arrabbiata con me.

Blue corre dentro la sua macchina che ha costruito a tempo di record, la lastra di lega è ora posta come la lama di una ghigliottina. Non perde altro tempo e la fa venire giù. Per un attimo sono come abbagliato da un'esplosione silenziosa, e sento il tonfo di un grosso corpo che cade a terra. Quando ci vedo nuovamente trovo Reindeer sdraiata a terra, è stata lei a cadere, sembra svenuta, ma i dæmon non svengono mai, al massimo di notte simulano di dormire come gli animali a cui assomigliano.

Credo che nel momento del taglio ci sia stato un qualche tipo di rilascio d'energia invisibile, che ha abbagliato me e stordito Reindeer. Vedo che Blue esiste ancora, e lei non è stordita, forse è riuscita a recidere il legame empatico col suo umano, ma non quello più profondo di appartenenza.

"È una sensazione disgustosa, ma sono riuscita superare la prima parte, quella facile. Coraggio."

Prima non ci avevo fatto caso, ma dentro quella gabbia Blue non fuma più. Infatti Blue tira fuori la coda dalla gabbia, e quella comincia a fumare di nuovo, la avvolge attorno al collo dell'umano, forse per dargli un'ultima carezza... ma no, lo strozza! Ormai era quasi morto, ma mi risulta difficile credere ai miei occhi, un dæmon che soffoca la sua metà umana. Mi pare difficile come riuscire a suicidarsi smettendo semplicemente di respirare. Poi ritira la coda nella gabbia elettrizzata, e quella smette di fumare di nuovo. Mi aspetto di vedere Blue andare in fumo da un momento all'altro, e anche lei sembra che stia aspettando la stessa cosa, ma non accade nulla. È follia, dentro quella gabbia un dæmon può continuare ad esistere anche senza la sua controparte umana? Se continuo così finirò con l'uscire di senno, chiudo gli occhi per un momento, per non vedere altro, ma la mia curiosità anche professionale mi fa guardare di nuovo.

Blue regola un reostato e poi si accuccia nella gabbia, "Pare che l'esperimento sia almeno in parte riuscito, ma non so ancora se uscendo da questa gabbia elettrificata diventerò fumo."

Vedo che Michelangelo è ora chiaramente morto, non respira più, ma Blue non sta ancora svanendo. Reindeer mi viene vicino, e mi lecca via il sudore dalla fronte. Passano i minuti, e poi un quarto d'ora... Blue esiste ancora, nella gabbia.

Alla fine trovo la forza di parlarle, "Vuoi rimanere in quella gabbia per sempre?"

Blue sospira, "Padre, dovrebbe aver capito che non sto qui dentro semplicemente per allungare la mia vita di qualche minuto. -- In quei due grossi quaderni ho appuntato in modo leggibile tutto quello che ho scoperto, incluse alcune teorie alternative, lei ora sa quali sono gli eventi che sono accaduti e quali sono le cose che non sono accadute. Se diventerò fumo quei quaderni potrà considerarli suoi, potrà portarli all'Università di Bologna, sotto la copertina ci sono i nomi di due scienziati naturali di tale Università coi quali ho scambiato molte lettere, loro non mi hanno mai visto e pensano che io sia un uomo, uno strano scienziato dilettante, sono miei buoni amici di penna, i miei unici amici a parte lei e alcuni compagni di carcere. In una tasca ci sono anche alcune lettere affrancate per alcuni compagni del carcere, gliele spedisca per favore. Ora uscirò dalla gabbia e proverò almeno a liberarla. Forse diventerò fumo in un attimo come fanno quasi tutti i dæmon, ma spero di aver almeno il tempo di liberare le sue mani. -- Grazie Gionatan-Reindeer per la vostra ospitalità, e per tutto quello che avete fatto per noi."

Ormai non sono più arrabbiato, Blue vuol liberarmi ma non credo che ne avrà il tempo. Annuisco, "Sei stato il dæmon più incredibile che abbia mai visto... mi dispiace che tu sia alla fine. Ti assicuro che avrei voluto conoscervi meglio. Ma d'altronde è giusto che un umano e il suo dæmon rimangano insieme anche nell'altro mondo."

"Non credo in tale appaiamento postmortem, né in una vita dopo la morte... vorrei solo un altro po' di questa vita." Infine la sento sospirare alla maniera umana, "Non ho rimpianti, ho fatto onestamente tutto il possibile per comportarmi correttamente e avere un buona vita. La nostra diade non ha avuto una vita facile, anche quando io avevo la forma di animali comuni. È il momento della verità..." ed esce fuori dalla gabbia elettrificata.

La vedo iniziare a fumare abbastanza, comunque non perde tempo, corre dietro di me e riesce a liberarmi le mani. Anche se sono libero rimango seduto sulla mia sedia e mi limito a mettere una mano sulla schiena della mia metà. Blue si accuccia a terra, come persa nella nebbia. Non è fumo reale, sono particelle che non si possono respirare o toccare, assomiglia a del fumo ma è qualcosa di totalmente diverso. Ma poi lentamente la vedo smettere di fumare. Ora non ha più pelliccia, tutti i suoi lineamenti sono smussati e consumati, come fosse fatta di plastilina o fosse una statua di sabbia consumata dal vento. Ha perso parte del suo volume; e i suoi arti, coda e collo sono molto sottili, ma esiste ancora. Non ha più occhi e quelle strane antenne, ma capisco che si sta concentrando... facendo quello che sicuramente non faceva più da moltissimo tempo, da quando con la sua metà umana hanno raggiunto l'adolescenza e lei ha congelato la sua forma in quella definitiva e adulta. Infatti non è più capace di cambiare la sua forma come faceva da giovane, ma vedo che piano piano riesce a cambiare il suo aspetto... diventa più bassa e compatta, e torna ad avere le proporzioni di prima, e ha di nuovo occhi e antenne. Infine si fa ricrescere anche la pelliccia da leopardo delle nevi. Adesso Blue è più bassa e piccola di prima, ma tutte le sue parti sono proporzionate e sembra che stia meglio, la vedo muovere le sue dita e le gambe per prova.

Non so che dire, non me la sento neanche ad alzarmi dalla sedia. È come se davanti a me ci fosse un'anima senza corpo, un fantasma senza neanche più il suo sudario. Vedo Blue andare a controllare che il suo umano sia proprio morto, poi prende alcuni oggetti, smonta rapidamente la sua gabbia e la ripiega, prende il suo zaino e ci mette i suoi oggetti e parte della gabbia piegata, ora quegli oggetti sembrano più grandi di prima. Mi servono molti minuti per rendermi conto che il suo tentativo è essenzialmente riuscito, almeno per ora.

"Anche se vorrei non posso portarmi dietro Michelangelo, potrà farlo seppellire in una fossa comune, tutti penseranno che sia morto per il suo stato di salute, per essere affogato nel suo sangue, e daranno per scontato che io sia andata in fumo. Michelangelo mi manca moltissimo, ma ora non posso pensarci. Col tempo spero di riuscire a tornare delle dimensioni di prima, ma anche ammesso che non inizi più a fumare potrebbero servirmi giorni o settimane. Comunque conosco alcuni dæmon che cambiano forma anche da adulti, per cui credo sia possibile. Dei miei quaderni non so bene che farne... vorrei tenerli io, ma c'è ancora la possibilità che io vada in fumo da un momento all'altro, per cui glieli lascio. Ho una buona memoria e se vivrò potrò scriverli di nuovo in breve tempo. Le lettere per il carcere invece non vanno spedite, visto che per ora sono ancora viva, per cui può spedirgli questa diversa lettera." Mi mostra una singola grossa lettera per il carcere e la mette sul tavolo, poi la vedo salutare con la coda, "Se fosse piacevole le darei un abbraccio. Se sopravviverò tornerò a trovarla, e potremo parlare ancora e fare conoscenza come lei desidera, per ora lei è l'unica persona dalla quale abbia il coraggio di farmi vedere. Arrivederci Padre, grazie per tutto, ci rivedremo!" e corre via. La sento salire, uscire e chiudere il portone, ormai è notte.

Salgo in cucina, Reindeer mi segue in silenzio lungo la rampa, e guardo dalla finestra, non c'è più traccia di Bluefire, è scappata nell'oscurità. Credo che sia ancora viva, almeno per ora. Il quarto d'ora passato nella gabbia è servito per stabilizzare la sua struttura. Mi accorgo con stupore di sperare di rivederla, anche se so che è improbabile. Carezzo Reindeer, è una situazione folle, chissà quanto tempo continuerà ad esistere, ma non posso fare a meno di sperare che quel gatto pazzo possa avere il terreno sotto i piedi per almeno qualche altro giorno... Alzo la faccia verso la luna, "Buona fortuna Bluefire, che i lupi siano al tuo fianco."

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Questa storia è il seguito del mio racconto "Pervertiti", ed è collocata nel contesto dei romanzi della "Bussola d'oro".
Racconto "Mezzo morto", personaggi Padre Gionatan, Chakasa Bluefire (c) 2000-2007 leonardo maffi.

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