Neoamici

(Racconto)
Versione allungata 1.3 del 2 Gennaio 2003.

Di leonardo maffi

Esiste anche una versione molto sintetica di questo racconto: "Neoamici, un'intervista".


* Buongiorno Professoressa, benvenuta, prego può sedersi qua, sarò io ad intervistarla. Sono vostri?

• Salve. Sì, loro sono con me. Per prima cosa vorrei farle io una domanda. La sua è una rivista cattolica, perché avete scelto di intervistare proprio me? Sapete che sono agnostica, e comunque potevate intervistare il direttore del progetto; io sono un tecnico, e non sono neanche del tutto al corrente degli aspetti più commerciali.

* Lei è una delle persone che si è occupata di più degli aspetti pratici della realizzazione di queste creature, per cui ho pensato che le sue opinioni potessero essere più interessanti. Su quell'albero ho piazzato una microcamera puntata su di noi, vede? E per sicurezza con me ho un secondo registratore solo audio. Se per lei va bene inizierei subito con le domande.

• Va bene. Comunque ricordi che in base al mio contratto, alla fine tutta la mia intervista dovrà essere autorizzata anche dal reparto direttivo della mia azienda. Ho circa quaranta minuti di tempo.

* Bene, li faremo bastare. Le ricordo che i lettori e lettrici della nostra rivista non hanno una grande preparazione biologica, per cui la prego di cercare di parlare in maniera comprensibile. Se necessario potremo anche aggiungere delle note di spiegazione in coda all'intervista. Bene, iniziamo. Molte persone pensano che i neocani siano un ibrido tra cane e gatto, oppure che si tratti di una specie del tutto nuova, creata per così dire da zero: questo è vero?

• Per adesso è impossibile realizzare una specie veramente nuova. Gli Alopex intelligens, detti comunemente neocani, sono soltanto delle volpi artiche un po' modificate. Alopex è infatti il genere delle volpi artiche. Il loro aspetto esteriore differisce da quello delle volpi solo per la taglia, di solito maggiore, e per la pelliccia, che ha quasi sempre una colorazione diversa e spesso più appariscente. Almeno un altro gruppo di ricerca biotecnologica ha cercato di realizzare l'animale da compagnia ideale come ibrido tra cane e gatto, ma fin dall'inizio abbiamo ritenuto che questa fosse una strada davvero troppo lunga e complessa, e i fatti ci hanno dato ragione.

* Per poter vendere ogni esemplare di neocane li avete resi sterili, però recentemente girano delle voci che dei biohacker stanno cercando illegalmente di renderli nuovamente fertili.

• Per la precisione direi che si tratta di biocraker. Loro non dispongono dei nostri supercomputer, ma sono molti e possono collegare i loro computer ed effettuare computazioni distribuite. In questo modo possono ottenere una potenza di calcolo complessiva sufficiente. Inoltre alcuni di loro sono delle persone piuttosto intelligenti e preparate; prima di essere assunta dalla ditta anch'io ero una specie di biohaker. Comunque nei genomi dei neocani abbiamo nascosto vari trabocchetti e trappole, per cui anche se credo che prima o poi riusciranno ad ottenere quello che vogliono, gli servirà parecchio tempo. Non abbiamo fatto molti studi per stabilire quanto i neocani siano adatti alla vita selvatica, comunque la comunità scientifica tende a ritenere che rendere i neocani fertili possa risultare ecologicamente pericoloso: potrebbero rinselvatichirsi e minacciare varie specie selvatiche che già ora non sono in buone condizioni.

* Prima ha detto che in pratica i neocani sono delle volpi modificate. Quali sono le principali differenze tra una volpe artica e un neocane?

• Ci sono delle differenze che hanno giustificato appunto il cambio di nome della specie. Le differenze principali sono soprattutto la maggiore longevità e la grande amichevolezza verso gli umani. Le posso raccontare qualcosa. Mi ricordo che da piccola avevo un bellissimo cane husky maschio, si chiamava Johey, in realtà era incrociato con un malamute, ed era molto grande. Nonostante le sue dimensioni era molto mansueto, e stavo volentieri in sua compagnia. Man mano che io crescevo lui invecchiava in fretta, e ad un certo punto si prese una parassitosi intestinale. Il veterinario non la scoprì in tempo, e dovemmo sopprimerlo. Comunque ormai era estremamente vecchio e acciaccato, e sarebbe comunque morto presto, forse in meno di un anno. Io caddi quasi in depressione, e non riuscì a risollevarmi neanche un nuovo cane. Mi ricordo ancora chiaramente che quando Johey morì, o meglio quando fu soppresso, i miei genitori mi spiegarono che tutti quanti moriamo, che morire è una cosa naturale come il nascere, il vivere e il magiare. Mi spiegarono queste verità, anche se sapevo bene che loro stavano facendo delle cure genetiche per aumentare la loro longevità. Oggi i miei genitori sono ancora vivi, grazie anche a tali cure, forse supereranno i centocinquanta anni. I cani sono i migliori amici della nostra specie, e quando ne muore uno domestico è sempre un gran dolore. Presto capii che uno difetti peggiori dei cani è la loro longevità troppo ridotta, oppure al contrario la nostra vita troppo lunga rispetto alla loro; la situazione è simmetrica. Sarebbe stato molto bello avere la fortuna che i cani vivessero quanto noi, ma la natura non ce l'ha concesso. In realtà da un punto di vista biologico non è difficile che un animale delle dimensioni di un cane possa vivere molto più a lungo; ad esempio dei pappagalli piuttosto piccoli possono vivere cinquanta anni, e altri pappagalli più grandi anche settanta o più. Non c'è un motivo termodinamico o biochimico per cui un cane debba morire a quindici anni, se accade è soprattutto per motivi ecologici, dovuti al modo in cui vivono i lupi, che sono i progenitori di tutti i cani moderni. Per cui abbiamo fatto sì che una delle caratteristiche principali dei neocani fosse la loro longevità decisamente maggiore di quella delle volpi selvatiche. Ci siamo riusciti con metodi simili a quelli usati per aumentare la longevità umana, ma usati fin dal livello genetico germinale, cioè sono innati in ogni neocane, anche se usualmente tali accorgimenti sono per così dire silenti e vanno attivati con dei segnali ambientali particolari. Per quanto riguarda l'amichevolezza, i neocani hanno un livello di aggressività globale molto più basso di quello dei cani domestici, e hanno un'attitudine generalmente di fiducia e amichevolezza verso gli umani. Abbassargli il livello globale di aggressività è stato abbastanza facile. Verso i bambini possono anche sviluppare una certa protettività, questi sono istinti già presenti nei canidi, li abbiamo solo enfatizzati un po'. Nel complesso abbiamo visto che i neocani sono molto affidabili coi bambini, l'incidenza di problemi comportamentali di questo tipo è piuttosto bassa. Col mio Padd ho appena inviato al suo indirizzo elettronico un filmato che mostra alcuni stadi della creazione dei neocani.

* La ringrazio. -- Immagino che dare una vita molto lunga ai vostri neocani poteva danneggiarvi economicamente, dato che andava contro la rapida obsolescenza programmata tipica dei prodotti industriali rivolti ai mercati dei paesi ricchi.

• Esatto, così abbiamo trovato un compromesso. Come le accennavo prima, vendiamo una complessa miscela di additivi alimentari che attivano certi speciali geni che gli abbiamo inserito, e che mantengono i neocani giovanili fino a circa quaranta anni di vita, dopodiché subiscono un tracollo fulminante, che li porta alla morte in poco più di una o talvolta due settimane, in un certo senso la maggior parte delle volte si tratta quasi di una forma di eutanasia innata. I corpi dei viventi muoiono perché sono macchine, e semplicemente accumulano danni ed errori, e prima o poi si rompono e smettono di funzionare, anche se spesso il 'limite di durata' è stabilito da cause ecologiche. Gli organismi naturali come noi o le volpi, e come quasi tutto il genoma degli stessi neocani, è il frutto della selezione naturale. I corpi sono fatti per avere una probabilità ragionevolmente elevata di raggiungere l'età riproduttiva e generare una discendenza vitale in grado di badare a sé. Alcune specie sono fatte per poter generare più figliate, altre puntano tutto quello che possono su uno o pochi gruppi di figli. Successivamente, quando il periodo riproduttivo è terminato, gran parte degli organismi perdono il loro significato da un punto di vista dell'evoluzione, e quindi l'evoluzione stessa non si è più occupata di mantenerli efficienti e funzionali, e in pratica sono destinati a morire in poco tempo. Nella fase della vita successiva al periodo fertile, alcuni geni che magari in gioventù avevano un valore riproduttivo positivo, possono risultare dannosi e accelerare il degrado del corpo. Come sempre ci sono delle eccezioni, ad esempio in specie dove ci sono cure parentali sul lungo periodo ai figli o a generazioni successive. Ad esempio elefantesse anziane e donne in menopausa possono avere comunque una grande utilità per i loro discendenti, e questo è forse uno dei motivi che spiegano la longevità di queste due specie. Teoricamente noi -

* Quale è il carattere dei neocani?

• A questo risponderò dopo. Dicevo che noi teoricamente potevamo far arrivare i neocani forse fino a sessanta anni di vita, ma solo in uno stato di invalidità e senescenza, e abbiamo ritenuto che una sopravvivenza in un tale pessimo stato non se lo meritassero né i tutori umani né gli stessi neocani. Oggi nelle società avanzate alcune persone con una certa disponibilità finanziaria possono fare delle cure genetiche in grado di allungare la vita, si tratta di procedure complesse e talvolta con un certo margine di rischio, agiscono in molti modi diversi, ad esempio mimando gli effetti genetici che ha una intera vita passata mangiando una ridotta razione quotidiana di calorie.

* In tali cure in effetti è insita una certa dose di egoismo, e il fatto che agiscono per così dire per risolvere un problema naturale, spingono alcune persone a non chiamarle neppure 'cure'.

• Esatto. Anche se tali trattamenti possono allungare la speranza di vita media, producono degli anziani invalidi proprio come gli anziani non trattati, solo per un tempo più lungo, e infatti dopo una certa età l'uso di tali trattamenti fa decadere il diritto all'assistenza sanitaria statale e alle pensioni statali. Invece coi neocani abbiamo deciso che tutto ciò non sarebbe stato giusto, non sarebbe stato etico. Per cui abbiamo fatto in modo che vivessero una vita molto lunga, ma anche giovanile e tendenzialmente sana, per poi farli morire molto in fretta.

* Utilizzando l'additivo che allunga la vita.

• Sì. Se all'alimentazione dei neocani non vengono aggiunti i nostri additivi speciali, allora essi invecchiano normalmente, e quindi hanno una vera vecchiaia progressiva, e vivono in media poco più di una volpe naturale, cioè una quindicina-ventina di anni. Una ditta concorrente sostiene di aver scoperto una miscela di additivi completamente diversa dalla nostra, e che quindi teoricamente non tocca il nostro copyright, in grado di produrre nei neocani un effetto longevità analogo a quello dei nostri additivi. Tra le due aziende è in corso un lungo processo penale che si protrae da due anni.

* Potrebbe definire in poche parole il carattere di un neocane?

• Per ottenere un animale da compagnia come punto di partenza abbiamo scelto la volpe; è molto carina e ha un aspetto al tempo stesso sia felino che canino. Un neocane ha un aspetto che ricorda quello di un cane, può essere portato al guinzaglio come un cane, anche se in realtà non c'è alcun bisogno di guinzaglio, anzi i neocani possono accompagnare e guidare abbastanza affidabilmente i bambini nelle passeggiate, ma ha anche pupille e portamento felino, e può sviluppare l'indipendenza tipica dei gatti. I neocani non sono degli automi privi di desideri propri e che eseguono sempre solo quello che gli viene detto. La nostra specie ha tentato più volte di addomesticare la volpe, ma nel passato preistorico ha sempre fallito perché la volpe è un animale indipendente, e per riuscire ad addomesticare un animale usando la selezione artificiale, è molto più facile se si parte da un animale molto sociale come il lupo. I gatti sono meno sociali dei lupi, benché anche essi possano creare comunità e nursery condivise, e la loro domesticazione ha fatto leva soprattutto sugli istinti parentali, cioè quelli tra genitore e figli. Con la bioingegneria abbiamo reso le volpi artiche amichevoli e mansuete come cani, ma ci siamo riusciti neotenizzando solo alcune strutture del cervello, senza bisogno di neotenizzare tutto il corpo nel suo complesso.

* Potrebbe spiegare questi termini?

• Sì, certo. Neotenia degli organismi di una specie significa conservazione delle strutture, aspetto o comportamento tipici dell'età giovanile anche quando l'organismo è adulto, cioè sessualmente maturo e in grado di generare prole senza problemi. Ad esempio i gatti e i cani presentano per tutta la vita aspetti comportamentali e fisici tipici dei cuccioli, e questo è vero specialmente per certe specie di piccoli cani che hanno ad esempio cranio rotondeggiante tipico dei più giovani, dei cuccioli o dei bambini. Anche gli umani sono una specie decisamente neotenica, molte delle nostre caratteristiche che possediamo anche da adulti come i canini piccoli, cranio grande, corpo relativamente glabro, atteggiamento giocoso e curioso, sono piuttosto diversi ad esempio da quelli di nostri cugini gorilla adulti, e sono appunto tipici aspetti neotenici. Negli anni cinquanta del secolo scorso Dmitry Belyaev [1], e successivamente altri del suo gruppo di ricerca, hanno cercato di realizzare delle volpi domestiche tramite selezione artificiale, selezionandole solo per un unico carattere, cioè l'amichevolezza verso gli umani, e l'esperimento è tutt'oggi in corso. Il risultato è stato una specie di volpi effettivamente amichevoli, ma anche con decise caratteristiche fisiche neoteniche, simili a quelle dei cani, come manto pezzato, zampe più corte, e talvolta orecchie flosce. Invece grazie alla generia, nei neocani siamo riusciti a far neotenizzare solo certe strutture del cervello, lasciando inalterata la forma del corpo, che assomiglia ancora molto a quella di una volpe selvatica.

* E alcune persone ritengono che questo fu un errore della vostra ditta...

• Ehm, in realtà questa è stata una scelta mia e di pochi altri. Un aspetto più rotondeggiante e neotenico, occhi più grandi e testa più ampia sarebbero molto probabilmente andati incontro ai gusti di una più grande fetta di clientela, ma io e altri abbiamo deciso di mantenere il corpo dei neocani più volpino e adulto e meno neotenizzato. A me, e a parecchi altri amanti dei cani lupini, un corpo più 'adulto' con orecchie più dritte, muso più marcato e zampe più lunghe risultava più gradito, e dopo una lunga trattazione si è deciso di puntare inizialmente in questa direzione. In realtà in seguito abbiamo messo in commercio anche dei neocani più piccoli e più neotenici, e infatti come previsto hanno riscosso un successo anche maggiore.

* Sono più intelligenti di un cane comune, vero?

• Non esiste un solo tipo di intelligenza, ma molti tipi diversi, perfino nella specie umana, e ancor più tra specie diverse. I neocani hanno intelligenze logica e simbolico-linguistica molto superiori a quelle delle volpi selvatiche, e anche dei lupi e dei cani, e sono in grado di imparare a riconoscere moltissime parole, e in certi casi si è visto che possono anche imparare autonomamente a premere alcuni tasti. Questa è stata la parte più difficile del nostro progetto, in quanto prima non era mai stato fatto nulla del genere. Abbiamo fatto in modo che da cuccioli i neocani avessero una psicologia molto plastica, in questo modo il loro tutore può decidere di farli sviluppare indipendenti come dei gatti, o al contrario più legati di quanto lo siano in media i cani. In questo modo abbiamo puntato a soddisfare gran parte del mercato gattofilo o cinofilo.

* I neocani possono assumere qualunque colore?

• Possono avere manti di colori brillanti e molto variabili [2], e possono essere ordinati di taglia e colori desiderati, anche striati come un felino; ultimamente vendiamo molto i neocani zebra, striati di bianco e nero appunto come zebre, e in effetti ammetto che siano abbastanza eleganti. Abbiamo fatto anche altre piccole modifiche al loro corpo, presenti soprattutto nelle versioni più recenti dei neocani, versioni uno punto due punto tre e successive che produciamo in quest'ultimo periodo, ad esempio a livello intestinale per rendere l'odore fecale meno acuto.

* Quindi mi sta dicendo che adesso i neocani sono degli animali domestici perfetti?

Assolutamente no! La sua domanda non ha molto senso. Tra l'altro come le ho appena detto abbiamo continuato e continueremo a mettere in commercio neocani sempre leggermente migliorati, modificati, per cui mi pare ovvio che non sono perfetti. In realtà la questione è più profonda. In biologia non esiste la perfezione; un organismo può solo essere più o meno adatto a un dato contesto, ad una data nicchia ecologica. Ciò che è adatto a una data nicchia non è l'ideale per svolgere un'altra vita. E anche rispetto ad un dato contesto non si può essere perfetti, sia perché il clima e l'ambiente cambiano continuamente, sia perché i parassiti, prede e predatori a loro volta si adattano e in pratica tendono a cambiare anche le nicchie ecologiche altrui. Inoltre per conservare la capacità di evolversi non si può essere tutti perfetti, ma sono necessarie delle differenze all'interno della specie, le quali di solito implicano che gli organismi non siano perfetti; anche ammesso che una cosa del genere sia concepibile. In un certo senso certi tipi di batteri sono perfetti per il loro ambiente, ed infatti sono rimasti molto simili a loro stessi da moltissimo tempo.

* Quindi sta dicendo che ciò che è troppo adatto al proprio ambiente rischia di non essere in grado di adattarsi ad ambienti diversi. Immagino che sia vero anche nella cultura umana. Sappiamo che l'esercito della Cina e di altri stati vi hanno richiesto molti esemplari. Si trattava di esemplari modificati, resi più adatti alle esigenze militari?

• Alcuni paesi ci hanno richiesto dei neocani per utilizzi militari. Ovviamente non sono autorizzato a fornirle tutti i dettagli, ma posso dire che si trattava di neocani normali, si distinguevano solo perché avevano il manto di colore maculato mimetico militare, da vegetazione, città e deserto. I neocani possono essere utili agli eserciti per via della loro grande intelligenza, ma in realtà non hanno capacità fisiche particolari, e come tutti i neocani hanno un'aggressività veramente ridotta, ed è estremamente difficile spingerli ad attaccare, specialmente attaccare degli umani o delle scimmie con occhi grandi e con vista binoculare. Per cui non so esattamente in cosa gli possano risultare utili, anche se vista la grande adattabilità dei neocani... mi auguro solo che... lasciamo perdere. Come le ho detto si tratta di argomenti riservati, non sono autorizzato a dire altro, e comunque non avrei molto altro da aggiungere.

* Grazie. Potrebbe dirci in breve, dal suo punto di vista, come siamo arrivati ad avere i neocani, quali sono stati gli antecedenti, e come è cominciato tutto?

• Fin dalla fine del ventunesimo secolo, nonostante una crescente opposizione popolare, si sono diffuse piante, colture di piante e animali d'allevamento alterati geneticamente. Si trattava ovviamente di modifiche genetiche minuscole, spesso puntiformi, ma come sa quasi ogni cosa comincia da qualcosa di molto piccolo. Non molto dopo l'inizio del nuovo secolo si sono diffusi i gatti anallergici prodotti dalla Transgenicpets [3] aventi un solo gene modificato, un gene che produce una proteina della saliva che in molti umani risulta allergenica, e poi c'è stato il successo parziale dei maiali geneticamente adattati per fungere da donatori prima di valvole cardiache, poi di cuori più o meno completi. In seguito la Cina ha realizzato le colture cellulari in vasca, usate per produrre il latte e la carne Colturali. La carne muscolare è costituita da strisce di tessuto a crescita continua che possiede una giusta fibrosità grazie alla trazione e alle contrazioni indotte, che vengono tagliate continuamente coi laser. [4] Poi sono stati realizzati il latte e la carne completamente vegetali, prodotti da piante modificate, che hanno risolto anche gran parte delle obiezioni alimentari dei Veghiani. Poco dopo c'è stato lo scandalo dei cavalli trottatori generizzati, che all'inizio hanno cercato di non ammettere alle gare, e che poi si sono diffusi, e le cui modifiche sono state regolamentate da un insieme di leggi. A quel punto abbiamo capito che in un futuro non troppo remoto il mercato sarebbe stato pronto per qualcosa di più. Per ottenere i neocani sono stati necessari ventisei anni di duro lavoro e una immensa quantità di fondi. Nel frattempo altri hanno iniziato la realizzazione di una specie generizzata di lontre marine giganti, dall'intelligenza potenziata, per farne animali da compagnia e forse anche da lavoro marino. Ho visto degli esemplari a stadio alfa-alfa di progettazione, e sono impressionati.

* In pratica come sono stati realizzati i neocani?

• Inizialmente si sono catturate, allevate e selezionate artificialmente delle volpi polari selvatiche, in modo da avere un punto di partenza adatto per produrre una specie generizzata, con un'ampia diversità genetica. A quel punto non sapevamo ancora se il nostro progetto sarebbe mai riuscito. La generia, cioè l'ingegneria genetica, non è capace di fare tutto, o non è conveniente farglielo fare, e infatti una intensa selezione artificiale è servita anche alla fine, quando i primi neocani erano pronti. In tale fase finale, che in effetti è ancora in corso e potrebbe proseguire ancora per molti anni, la selezione artificiale è stata utile per testare i neocani, soprattutto dal punto di vista comportamentale, e rifinire alcuni loro dettagli, in particolare per quanto riguarda l'equilibrio di alcuni neurotrasmettitori in certe parti del cervello. Come le ho detto, grazie alle simulazioni si stima che i neocani possano vivere circa quaranta anni, ma in realtà nessuna volpe modificata o neocane ha ancora avuto il tempo di raggiungere tale età. Per cui in effetti le caratteristiche comportamentali dei neocani di tale età non sono ancora perfettamente note, sono soprattutto stimate. I neocani non sono drosofile o vermi nematodi eleganti, e anche utilizzando le migliori simulazioni morfogenetiche in soli ventisei anni non si possono prevedere e progettare bene delle creature che vivono quaranta anni. [5] Un neocane vive molto a lungo, per cui in realtà quello dei neocani è un progetto a scadenza molto lunga. Grazie ai finanziamenti che abbiamo ricevuto dalla ditta siamo riusciti a fare tutto in soli ventisei anni, un meta che a posteriori ci sembra quasi impossibile e che può essere solo paragonata al progetto Manatthan, ma rimane il fatto che ventisei anni non sono sufficienti per tirare delle conclusioni definitive, servono almeno alcune generazioni. Alcuni ricercatori tra cui io riteniamo che la nostra ditta non sottolinei a sufficienza questo punto nelle comunicazioni pubbliche e nelle pubblicità. Credo che solo i miei figli potranno veramente vederne una conclusione, sempre che per un qualche motivo il progetto non venga interrotto prima, ad esempio per pressioni da parte di governi. Comunque adesso sul pianeta sono moltissime le persone interessate ai neocani, e quindi credo che in un modo o nell'altro il progetto verrà portato avanti, magari appunto solo dai biohaker e biocraker.

* Quindi sta dicendo che in pratica non si conosce sperimentalmente quale sia la vecchiaia dei neocani, questo mi pare un fatto importante. Può spiegare qualcosa dei mezzi che avete usato per la fase generistica?

• Oltre alle scienze epigenetiche, cioè quelle che si occupano del modo in cui nascono le forme, è stato determinante Blue Gene IV, un ipercomputer capace di cinque per dieci alla venti Flops, cioè operazioni in virgola mobile al secondo. Un'operazione in virgola mobile significa tra numeri con la virgola, come ad esempio -352,93 diviso 5,322. Si stima che sarebbe sufficiente solo una frazione di tale potenza di calcolo per simulare decentemente tutti i neuroni di un cervello umano ad una velocità utile; ma noi utilizziamo Blue Gene IV per altri scopi, e facendogli eseguire i software abituali ha un'intelligenza quasi nulla, anche minore di quella dei computer palmari. Blue Gene IV è il diretto discendente di Blue Gene I, un supercomputer parallelo capace di dieci alla quindici Flops, cioè un milione di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo. Blue Gene I fu sviluppato a partire dal 1999 dalla IBM con lo scopo di prevedere in circa un anno di calcolo la forma avvolta di una catena corta di aminoacidi, e di farlo con una buona affidabilità. Una catena di aminoacidi, un polipeptide, è composta da una sequenza monodimensionale di aminoacidi legati tra loro come perle di una collana. Quando si libera una di tali catene in un mezzo adatto, essa si raggomitola in una forma tridimensionale, come se fosse una molla metallica, e la forma risultante è una proteina, il costituente di base dei nostri corpi. Se la sequenza d'aminoacidi è stata ben scelta, la forma tridimensionale risultante è quasi sempre la stessa, nonostante il rumore browniano, e altri fattori casuali. Di solito le proteine naturali si avvolgono sempre nella stessa forma, anche grazie ad altre proteine che fungono da impalcature o aiutanti. Invece se prendiamo una catena casuale di aminoacidi, essa probabilmente si avvolgerà in varie forme possibili, cosa che per un organismo vivente non è positivo. [6] Qui potremmo parlare di prioni, ma credo sia meglio rimanere più in tema.

* Questa frase la taglierò in sede di montaggio, non si preoccupi. Prosegua pure.

• Bene. Blue Gene IV fu costruito per inventare proteine nuove per mezzo di evoluzione molecolare guidata. Si tratta di simulazioni dell'evoluzione di molecole o polipeptidi, e viene usata in certi casi per la progettazione di farmaci, insieme alla progettazione razionale. Nel caso si vogliano ottenere proteine con proprietà particolari, di solito si parte da proteine esistenti con proprietà affini a quelle desiderate, o da loro parti, in quanto altrimenti lo spazio di ricerca sarebbe troppo vasto. Tale tipo di simulazioni funziona mantenendo una popolazione di polipeptidi; vengono fatti riprodurre e mutare quelli che si avvolgono nelle proteine migliori. Noti che le proteine naturali sono già estremamente ottimizzate, ed è quasi impossibile riuscire a migliorare quello che già fanno. Voglio dire che se ad esempio lei prende una proteina naturale capace di svolgere un certo compito in un dato contesto biochimico, ad esempio una batterorodopsina fotosintetica, è estremamente difficile ottenere tramite evoluzione molecolare guidata una batterorodopsina che sia in grado di raccogliere l'energia luminosa con più efficienza nell'intervallo tipico di pH nel quale si trova nella cellula batterica. Ma l'evoluzione molecolare guidata può essere usata per ottenere, a partire dalla batterorodopsina selvatica, una diversa in grado di funzionare con una efficienza accettabile in un altro intervallo di acidità. L'evoluzione molecolare guidata quindi può essere usata per ottimizzare quello che non è già ottimizzato per i nostri scopi. Nel nostro caso tali evoluzioni sono state simulate per via del tutto computazionale, ma comunque le simulazioni d'avvolgimento dei polipetidi sono imperfette, hanno sempre un certo margine di errore, per cui gli stadi evolutivi finali richiedono sempre l'uso di chimica reale, di reattori chimici reali, per avere le conferme finali. Il corpo di un neocane non richiede proteine nuove, neppure per realizzare i colori 'ad interferenza' del manto, per cui Blue Gene IV lo abbiamo usato per simulare reti genetiche ed epigenesi, cioè l'interazione tra geni e processi di crescita dei tessuti, soprattutto per le strutture cerebrali, in particolare quelle che sono servite per potenziarne l'intelligenza. Abbiamo agito soprattutto su alcuni geni Homebox. Poi abbiamo rifinito anche queste simulazioni computazionali, che in parte utilizzavano cellule simulate, per mezzo di colture reali di cellule speciali modificate proprio per questi scopi.

* Potrebbe dire qualcosa di più specifico su Blue Gene IV?

• Certo; Blue Gene IV è un computer in parte clockless, cioè privo di clock, e possiede un clock gerarchico a bassa frequenza, in modo da dissipare meno potenza e permettere soprattutto un maggiore impaccamento dei circuiti, ma anche minori spese di elettricità e per il raffreddamento. Il fatto che alcune parti di Blue Gene IV siano clockless significa che le operazioni delle varie parti non vengono eseguite sincronicamente, ma ogni parte viaggia alla sua velocità, senza bisogno di aspettare le parti più lente, e questo permette maggiore potenza di calcolo a parità di velocità di transizione logica dei vari circuiti. Ovviamente ogni circuito clockless, se necessario anche fino al singolo flip flop, per mantenere l'ordine richiede dei segnali per comunicare ad altri circuiti quando ha finito di compiere la propria operazione. L'unità di calcolo di Blue Gene IV è composta da microprocessori RISC molto semplificati e con un numero di istruzioni molto ridotto, una la loro particolarità è che i microprocessori sono stati lasciati direttamente sui wafer circolari da trenta centimetri di diametro. I collegamenti elettrici sono presenti solo sui bordi del wafer, più alcuni extra di alimentazione sparsi sulla superficie del wafer stesso. Ognuno di questi wafer contiene novantamila microprocessori, e in media per ogni wafer il dodici percento di questi microprocessori non funziona, e alcuni si guastano e vengono esclusi durante il funzionamento, e il software ne tiene di conto e si adatta. Il fatto che tolleriamo questa percentuale di guasti, in pratica possiamo utilizzare tutti i wafer prodotti dalla fabbrica, fa sì che il prezzo finale di questi wafer non sia troppo alto. In questo modo abbiamo contenuto il costo dell'intero ipercomputer e della sua manutenzione.

* La Nuova Zelanda è sempre stata la più progressista in fatto di diritti verso le altre specie. Da alcuni anni in tale paese i primati e i cetacei sono considerati legalmente delle persone, e lì alcuni gruppi stanno facendo pressione perché tali diritti vengano estesi anche ai neocani, almeno in parte. Se dovessero riuscirci, sarete obbligati a rendere i neocani nuovamente fertili?

• No, ma non potremmo più vendere neocani in Nuova Zelanda, perché non si possono commerciare le persone. Comunque i neozelandesi appassionati di neocani non si devono preoccupare troppo, altrove esistono casi di ritrovamenti di neocani abbandonati, casi di morte del loro unico tutore umano; e i neozelandesi potranno adottarli con metodi analoghi a quelli usati per adottare i bambini a livello internazionale.

* Che ne pensa dei matrimoni tra umani Neozelandesi e neocani? Lo ritiene un atto contro natura come gran parte dei capi religiosi sostengono? O al contrario pensa che sia qualcosa di innocuo?

• Come lei sa la Chiesa Cattolica non condanna la creazione di specie come quella dei neocani, a patto che non venga usato materiale genetico umano. Noi siamo creature affettive, e l'evidenza mostra che possiamo sviluppare un legame affettivo perfino con un robocane piuttosto semplice e quasi incapace di provare sentimenti. I neocani sono affettuosi, intelligenti, amorevoli e spesso piuttosto fedeli. Le statistiche a livello mondiale, per quanto possano essere affidabili, dicono che i neocani attaccano con violenza meno di frequente ad esempio dei cani pastori scozzesi. L'analisi della saliva persa durante ad esempio un morso ci permette di riconoscere con buona sicurezza se a dare il morso è stato un neocane o un altro animale, e nel caso che sia stato un neocane ci permette di ricavare perlomeno il suo numero di identificazione, se non il suo intero genoma. Dato che noi conserviamo il genoma di ogni singolo neocane che vendiamo, è possibile risalire alle caratteristiche genetiche di tale individuo, e individuare e se necessario correggere eventuali difetti di progettazione. Se un neocane decide che il tutore o tutrice lo merita, può arrivare anche a dare la vita per lui o lei. Non sono rari i casi in cui i neocani hanno salvato umani o hanno scelto di morire accanto ai loro tutori. E so anche di vari umani che hanno scelto di morire pur di non abbandonare i loro neocani, e anche questa è una prova del loro valore affettivo. In futuro se i governi non lo vieteranno, credo che verranno realizzate altre specie ricombinate, forse alla fine anche qualcuna che ha un aspetto piuttosto nuovo. È vietato utilizzare geni di primate pongide e di cetaceo, però è ancora teoricamente possibile realizzare specie dotate di un'intelligenza linguistica pari alla nostra. A quel punto il fatto che siano già avvenuti matrimoni tra umani e ricombinati forse potrà facilitare al resto della società l'accettarli come persone. Per cui lo reputo un importante precedente, intendo in senso giuridico.

* Permette una domanda personale?

• Sì, certo.

* Lei non ha mai avuto un marito. Potrebbe desiderare di sposarsi col suo neocane?

• No, lo ritengo un buon amico affettuoso e leale, ma non ho mai sentito il bisogno di modificare questa relazione d'affetto in qualcosa di diverso. Non sempre si vuol trasformare un'amicizia in un marito, sono relazioni di tipo diverso.

* Perché ha contribuito a realizzare i neocani?

Yap Wuff!

• Buona! Per essere ricordata per quest'opera d'arte vivente; cioè essenzialmente per motivi egoistici. Sono tutrice di questa neocagna e di un husky; non li trova belli anche lei? Penso che gli animali domestici ci aiutino a ricordare che la vita sulla Terra non è fatta solo di umani. Ma l'ho fatto soprattutto perché volevo godere della compagnia di un neocane, per come me li immaginavo.

* Molti individui intermedi tra le volpi selvatiche originali e i neocani veri e propri stanno facendo una vita decente nei vostri allevamenti o sotto controllo in case di alcuni privati; ma per ottenere i neocani avete soppresso o eutanasizzato per teratologia o problemi comportamentali moltissimi embrioni e circa 290 esemplari adulti, alcuni dei quali già in parte più intelligenti delle comuni volpi. Lo avete fatto legalmente, dato che il vostro laboratorio principale si trova su un'isola a legislazione speciale. Come giustifica tutto questo e la creazione di nuove specie artificiali, sterili, come fossero giocattoli? Lei pare una persona dotata di un'etica: non sente un contrasto tra la sua etica e quello che ha fatto? Non le ricordano gli esperimenti effettuati su degli umani dai ricercatori nei campi di concentramento nazisti?

• Temo che censureranno la sua domanda, ma le rispondo ugualmente. I neocani sono in grado di fare sesso e forse i biohacker li renderanno fertili, credo sia solo una questione di tempo. In confronto ai neocani, in natura le volpi fanno una vita più ricca, ma spesso anche più breve e violenta. Comunque il cervello delle volpi è in parte fatto per sopportare tali tipi specifici di stress, ma magari non per sopportare altri tipi di stress, ad esempio alcuni di quelli presenti nella vita in cattività. Noi creature intelligenti possiamo possedere un'etica, ma l'evoluzione biologica non la possiede, si può definire amorale. Credo che esista un'etica valida al livello degli organismi e un'etica valida soprattutto al livello delle specie, che spesso non coincidono. Ad esempio adesso accettiamo che alcuni umani benestanti allunghino in vari modi la loro vita, anche se sappiamo che sul lungo periodo forse questo sarà dannoso per la nostra specie. Noi abbiamo indubbiamente fatto del male ad un certo numero di esemplari di volpe artica, per lo più embrioni molto precoci, ma ora grazie anche alla pressione di molti tra ricercatori e tecnici, con parte dei ricavi proteggiamo la loro specie e l'ambiente in cui si sono evolute. In effetti ora la specie della volpe artica selvatica ha più probabilità di sopravvivenza a lungo termine di quante ne avesse prima del nostro intervento, credo possano confermarglielo anche alcuni gruppi ambientalisti. Nel ripristinare l'ambiente della volpe artica abbiamo ripristinato un ambiente adatto anche a varie altre specie più piccole e meno appariscenti, infatti le volpi sono predatori in alto nella piramide ecologica, e sono un esempio di quello che gli ambientalisti talvolta chiamano 'specie ombrello'. La selezione artificiale è un processo che si svolge molto più lentamente di ciò che abbiamo fatto noi, e viene svolta facendo accoppiare certi animali, e impedendo ad altri di riprodursi, talvolta uccidendoli. È molto meno 'etica' nei confronti dei singoli esemplari di quanto molte persone di solito ritengano. Secondo lei, ammesso che fosse stato possibile, sarebbe stato più etico creare la specie dei neocani in questo modo, in maniera analoga a come i cani chihuahua furono ottenuti dai lupi? Io credo di no. In effetti i modi e tempi con cui abbiamo effettuato la creazione dei neocani credo che abbiano comportato alle volpi una quantità totale di dolore e di disagi inferiore a quello che gliene sarebbero derivati da un lunghissimo processo di selezione artificiale. Sul lungo periodo se i neocani diventeranno fertili in pratica saranno una nuova specie nata da quella delle volpi, e questo dal punto di vista della specie delle volpi potrebbe essere inteso come qualcosa di positivo. Ad esempio la specie dei cavalli, l'ultima rimasta di un albero evolutivo un tempo ricco di rami, se non fosse stato per la domesticazione umana si sarebbe forse estinta. La questione è complessa, e talvolta è difficile conciliare l'etica relativa agli individui con quella di specie. Per farle un esempio banale, un leone che uccide una preda malata o deforme danneggia il corpo e i geni di tale singolo individuo, ma questo gesto può risultare neutrale o positivo nei confronti della specie della preda nel suo complesso. Uno degli scopi delle società umane è appunto quello di salvaguardare anche il benessere e l'interesse dei singoli individui.

* Pensa che gli animali possano avere un'etica? Che possano essere in parte moralmente responsabili delle loro azioni? Che quindi abbiano dei doveri, e che possano commettere quelli che potremmo definire dei peccati?

• Noi siamo animali, e in certi casi dimostriamo di avere un'etica. Anche altri mammiferi come gli elefanti, certi cetacei come i delfini e certi primati come gli scimpanzé o i bonobo possono commettere atti come l'uccidere un cucciolo che gli altri membri della loro società sono in grado di giudicare come atti negativi. Se un bonobo uccide un cucciolo penso che in certi casi si potrebbe definire un peccato, in un certo senso. I neocani hanno varie intelligenze meno sviluppate di quelle degli scimpanzé, e non so se il loro agire possa definirsi morale.

* Quali sono i limiti di queste tecniche? In futuro cosa sarà tecnicamente possibile creare dopo i neocani?

• Sarà possibile fare molto, ma certamente non qualunque cosa, occorre sfruttare il più possibile ciò che esiste già. Oltre alle lontre giganti intelligenti, secondo me sul lungo periodo sarà teoricamente realizzabile un felino a sei arti, con una maggiore intelligenza e delle dita più sofisticate [7], mentre ad esempio è risultato quasi impossibile correggere un certo difetto genetico che portano tutti i neocani.

* Bene, abbiamo finito, quella era l'ultima domanda. Dopo il montaggio vi farò avere il filmato, in modo che possiate controllarlo. È possibile che ci siano anche dei punti in cui i lettori della nostra mediorivista potrebbero avere delle difficoltà a capire, per cui le chiederò qualche spiegazione extra.

• Non ci sono problemi.

* La ringrazio per la sua pazienza nel rispondere alle domande, la lascio coi suoi amici.


Note

[1]
- Trut, L.N. (1999). Early Canid Domestication: The Farm-Fox Experiment, American Scientist, 87: 160-169. (www.amsci.org/amsci/articles/99articles/Trut.html)
- Belyaev, D. K. 1979. Destabilizing selection as a factor in domestication. J. Hered. 70: 301-308.
- "Evolution and Domestication: Selection on Developmental Genes?" (www.devbio.com/chap22/link2208.shtml)
Alcune immagini di queste volpi, che hanno una colorazione simile a quella di alcuni cani domestici:


[2] I colori dei manti dei neocani si potrebbero generare anche con metodi ad interferenza in modo analogo ai colori delle ali di certe farfalle, ma forse è bioingegneristicamente troppo difficile ottenere colori in questa maniera. Forse sarebbe possibile imitare il modo in cui sono ottenuti i colori come il blu sul muso dei maschi delle scimmie amadriadi.


[3] Si veda: www.transgenicpets.com


[4] Su questo sono in corso varie ricerche. Si veda ad esempio:
http://www.newscientist.com/news/print.jsp?id=ns99993208


[5] Questo è un problema. Forse sarebbe meglio allungare modificare il testo in modo che la fase della creazione dei neocani sia stata di 38-45 anni, ma così facendo ci sarebbero altri problemi, ad esempio commerciali. Se la fase di sperimentazione dura meno della vita dei neocani non si può essere certi del modo in cui invecchiano, e non credo possano essere messi in commercio. Magari da vecchi diventano violenti, depressi, oppure semplicemente non hanno una modalità di invecchiamento e morte come quella di cui si è parlato.


[6] I nostri corpi sono fatti e funzionano per mezzo delle proteine, fatte di catene monodimensionali di aminoacidi che grazie alle loro caratteristiche si avvolgono in una specifica forma tridimensionale. La funzione di una proteina è in buona parte definita dalla sua forma tridimensionale avvolta. Folding@Home permette a chiunque di scaricare un software che sfrutta il tempo di calcolo inutilizzato dei PC per simulare passi delle simulazioni dell'avvolgimento delle proteine.
http://folding.stanford.edu/
Per poter inventare delle nuove proteine è necessario poterne prevederne la funzione. Per far ciò per prima cosa occorre riuscire a simulare in maniera efficiente il loro ripiegamento.


[7] Realizzare qualcosa del genere sarebbe molto più difficile che realizzare i neocani come sono stati descritti. Ad esempio (come suggerisce <jeschuss@erols.com> nella filata di commenti http://google.com/groups?th=f77edb1a0a565cb7) per modificare il materiale di cui sono fatte le ossa di un animale occorrerebbe:
- Scoprire quali vie biochimiche potrebbero essere usate dal corpo per produrre il nuovo materiale.
- Progettare le sequenze dei singoli aminoacidi di tutti gli enzimi che servono per realizzare tale via biochimica.
- Inventare il codice genetico di tutte gli enzimi in gioco.
- Inventare il codice genetico per tutte le istruzioni su quando e come esprimere tali enzimi. Questa parte è piuttosto difficile, oggi non abbiamo una sufficiente conoscenza di come funzionano queste cose.
- Trovare tutti i geni che servivano per la creazione dello scheletro e sostituirli coi nuovi geni progettati, tenendo anche di conto che il DNA possiede due parti complementari.
- A questo punto si devono effettivamente creare i geni che sono stati progettati.
- Infine si deve sostituire o aggiungere nel posto giusto del genoma tutti i nuovi geni progettati. Questo può essere fatto soprattutto negli zigoti di poche cellule, e forse non negli embrioni o negli organismi adulti.

_____________

"Neoamici" versione allungata © 2002-2003 leonardo maffi.
Ringraziamenti a Giuseppe Iannozzi per i suoi consigli relativamente alla forma del testo.

[ Vai all'indice ]