Neoamici, un'intervista

di leonardo maffi 

Versione 1.1 del 2001 09 20.


Nota: ho scritto questo racconto per partecipare ad un mini-concorso, ma non mi sono qualificato. Il concorso prescriveva che questo testo fosse lungo al massimo 8192 battute spazi inclusi, da cui la grande sinteticità di questa intervista. In seguito ho scritto anche una versione allungata di questo racconto: "Neoamici".

 

Alcuni li ritengono ibridi cane-gatto o una specie del tutto nuova, è vero?

Oggi è impossibile realizzare una specie nuova; i neocani Alopex intelligens sono volpi modificate, all'aspetto ne differiscono solo per taglia e pelliccia. Alcuni cercano ancora di realizzare il pet ideale come ibrido cane-gatto, ma l'abbiamo ritenuta una via impraticabile.

Per venderne ogni esemplare li avete resi sterili, però dei biohacker pare stiano cercando di renderli fertili.

Usano computazioni distribuite e alcune sono persone intelligenti, ma nel genoma abbiamo nascosto molti trabocchetti e credo che gli servirà molto tempo. Rendere i neocani fertili comunque è ecologicamente pericoloso.

In che si distinguono dalle volpi?

Soprattutto longevità e amichevolezza. Da piccola avevo un husky, quando morì i miei genitori dissero che tutti moriamo, che è naturale; anche se poi loro facevano cure di longevità. Il peggior difetto dei cani è la loro vita troppo breve; se un pappagallo può vivere 50 anni perché un cane deve morire a 15?

Ma un'eccessiva longevità poteva danneggiarvi economicamente.

Sì, così abbiamo trovato un compromesso, vendiamo additivi alimentari che li mantengono giovanili fino a 40 anni circa, dopodiché hanno un tracollo. Senza additivi invecchiano normalmente e vivono quanto una volpe. La concorrenza dice d'aver scoperto additivi diversi dai nostri ma con proprietà uguali, attualmente è in corso un processo. Per fare un animale da compagnia abbiamo scelto la volpe; è molto carina e ha un aspetto sia felino che canino, pupille feline, indipendenza felina. Gli umani hanno tentato più volte di addomesticarla, ma hanno fallito perché per riuscirci con la selezione artificiale è molto più facile se si parte da un animale molto sociale come il lupo. I gatti sono meno sociali e la loro domesticazione ha agito soprattutto sugli istinti parentali. Con la bioingegneria abbiamo reso le volpi amichevoli e mansuete come cani, neotenizzando solo alcune cerebrostrutture e non tutto il corpo come Dmitry Belyaev. I neocani hanno intelligenze logica e simbolico-linguistica molto superiori a quelle volpine e possono imparare a riconoscere moltissime parole. Da cuccioli sono molto plastici e il loro tutore può decidere di farli sviluppare indipendenti come gatti o più legati dei cani. Possono avere manti di colori brillanti, ottenuti per interferenza come nelle ali di farfalla e possono essere ordinati di colore e taglia desiderati, ultimamente vanno molto gli zebra. Altre piccole modifiche sono ad esempio a livello intestinale per rendere l'odore fecale meno acuto.

Quindi sono perfetti?

In biologia non esiste la perfezione; un organismo può solo essere più o meno adatto a un dato contesto.

L'esercito ne ha richiesti di speciali?

No, erano neocani normali, solo col manto mimetico. Gli sono potenzialmente utili per la loro intelligenza, ma non hanno particolari capacità fisiche e come tutti i neocani hanno un'aggressività minima.

Com'è cominciato tutto?

Dopo le prime piante e animali ricombinati e il gatto anallergico Transgenicpets, la Cina ha realizzato le colture cellulari in vasca per produrre il latte e la carne Colturali a crescita continua e dalla giusta fibrosità. Poi sono stati realizzati il latte e la carne vegetali, che hanno risolto anche gran parte delle obiezioni Veghiane. A quel punto si è capito che il mercato sarebbe stato pronto per qualcosa di più. Per ottenere i neocani sono serviti 26 anni e immensi fondi; altri adesso stanno realizzando le lontre marine molto intelligenti, per farne animali da compagnia e da lavoro marino.

Come sono stati realizzati?

Inizialmente si sono catturate, allevate e selezionate artificialmente delle volpi polari selvatiche. Oltre all'epigenetica è stato determinante BlueGene4, un computer da 5*10^20 Flops, operazioni in virgola mobile al secondo. Parte di tale potenza basterebbe per simulare tutti i neuroni di un cervello umano, ma lo utilizziamo per altri scopi e coi software abituali ha intelligenza quasi nulla. Deriva da BG1, da 10^15 Flops, sviluppato dal '99 da IBM per prevedere in circa un anno di calcolo la forma avvolta di una catena corta di aminoacidi. Quando si libera una di tali catene in un mezzo adatto, si raggomitolano in una forma 3D come una molla metallica, una proteina. Se la sequenza d'aminoacidi è ben scelta la forma risultante è quasi sempre la stessa. BG4 fu costruito per inventare proteine nuove tramite evoluzioni molecolari guidate, di solito a partire da proteine esistenti o loro parti. Può simulare l'evoluzione di una popolazione di polipeptidi facendo riprodurre e mutare quelli che si avvolgono nelle proteine migliori; comunque le simulazioni d'avvolgimento sono imperfette e gli stadi evolutivi finali richidono chimica reale. Un neocane non richiede proteine nuove, per cui BG4 ha simulato reti genetiche e epigenesi, soprattutto per le cerebrostrutture, agendo soprattutto su pochi Homebox. Abbiamo rifinito anche queste simulazioni in colture reali di cellule speciali adattate a questo scopo. BG4 è in parte clockless, e ne ha uno gerarchico a bassa frequenza per dissipare meno. I processori RISC molto semplificati sono direttamente sui wafer; questi non sono troppo costosi e contengono ciascuno 90000 processori, di cui circa il 12% non funziona, e il software ne tiene di conto. Infine per test e finitura abbiamo selezionato artificialmente i neocani ottenuti con ingegneria genetica.

In Nuova Zelanda primati e cetacei sono legalmente persone e alcuni cercano di estendere tali diritti ai neocani. In tal caso dovrete renderli fertili?

No, ma lì non potremo più venderli, non si commerciano le persone. Altrove esistono neocani ritrovati abbandonati, casi di morte del loro unico tutore; i neozelandesi potranno adottarli come si fa coi bambini.

Che ne pensa dei matrimoni tra umani Neozelandesi e neocani?

I neocani sono affettuosi e intelligenti. Si è visto che attaccano con violenza meno di frequente dei cani. Se un neocane decide che il tutore lo merita, può arrivare a dare la vita per lui. Sono comuni i casi di neocani che hanno salvato umani o hanno scelto di morire accanto ai tutori. In futuro se i governi non lo vieteranno, saranno realizzate altre specie ricombinate, forse alla fine anche del tutto nuove. È vietato utilizzare geni di primate e di cetaceo, però è ancora teoricamente possibile realizzare specie dotate di un'intelligenza linguistica pari alla nostra. A quel punto il fatto che siano già avvenuti matrimoni tra umani e ricombinati forse potrà facilitare al resto della società l'accettarli come persone.

Perché ha contribuito a realizzarli?

Yap Wuff!

Buona! Per essere ricordata per quest'opera d'arte vivente; per motivi egoistici. Sono tutrice di questa neocagna e di un husky; non sono belli? Penso che gli animali domestici ci aiutino a ricordare che la vita sulla Terra non è fatta solo di umani. Ma soprattutto perché volevo godere della compagnia di un neocane, come me li immaginavo.

Molte volpi intermedie sane stanno avendo vita decente; ma per ottenere i neocani avete ucciso per teratologia o problemi comportamentali moltissimi embrioni e 290 adulti in parte più intelligenti; legalmente, perché il laboratorio è su un'isola a legislazione speciale. Come giustifica ciò e il creare specie artificiali, sterili, come giocattoli?

Censureranno la domanda. I neocani possono fare sesso e forse i biohacker li renderanno fertili. In confronto ai neocani, in natura le volpi fanno vita ricca, ma breve e violenta. Noi possiamo essere etici, l'evoluzione no. Esiste un'etica degli organismi e una di specie, e spesso non coincidono, ad esempio ora allunghiamo la vita umana, anche se forse è dannoso per la nostra specie. Abbiamo fatto del male a degli individui di volpe artica, ma ora con parte dei ricavi proteggiamo la loro specie e ambiente. La lenta selezione artificiale funziona accoppiando certi animali e talvolta uccidendone altri; sarebbe stato etico speciare i neocani così, come i chihuahua dai lupi, se fosse stato possibile? Comunque i neocani sono una specie degna di tutto il nostro rispetto.
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Racconto "Neoamici, un'intervista" (c) 2001 leonardo maffi.

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Aggiunta del 2001 12 28:

Questi sono stati i voti e commenti che ho ricevuto su questo racconto da parte della giuria del concorso:

8) Potrebbe essere una vera intervista tra qualche anno. Ben scritto e plausibile, manca solo qualcosa (dramma, magia, colpo di scena) che lo contraddistingua.

7,25) Molto simpatico e ben scritto: peccato il finale.

7) L'idea dell'intervista e dei neocani è semplice ed efficace, ma alla fine la narrazione manca di ritmo sufficiente e si spegne pian piano. L'autore non riesce a dare il senso di dove voleva arrivare.

6,5) L'idea è originale, ma la struttura dell'intervista è un po' fredda, non invita il lettore a farsi coinvolgere.

6) Abbastanza profondo nella parte 'divulgativa', forse fin troppo perché la narrazione scorra rapidamente. Infatti si arena sulla diga della risposta più tecnica.

5) Troppo infarcito di nozioni genetiche. Risulta noioso nel complesso.

4,75) Noioso e troppo tecnico. L'animale domestico perfetto mi auguro non esista mai, se no sai te che barba…E questo racconto poteva essere pubblicato tranquillamente su Focus, ma come racconto è un po' barboso...

3) La noia la fa da padrona.

3) L'idea è interessante, ma la sviluppo è didascalico. Una narrazione strutturata come un'intervista rischia di risultare spesso noiosa e superficiale. Troppe "tecnobubbles".

0) Ma è un racconto?
 

Come si vede si tratta di giudizi e voti estremamente disuniformi. Il motivo credo sia che questo testo, da un punto di vista dei contenuti è buono (e non contiene troppe 'tecnobubbles'), ma dal punto di vista letterario è scadente, e manca di un finale decente. Per cui il voto rispecchia l'importanza relativa che ogni critico da' a questi due aspetti. Chi apprezza la verosimiglianza delle idee può apprezzare il racconto, chi cerca una storia rimane deluso/a. Inoltre questa intervista non ha contenuti banali, per cui in mancanza di una certa conoscenza degli argomenti, essi possono risultare incomprensibili, noisi, o essere scambiati per 'tecnobubbles'. 

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