Non è amore

di leonardo maffi
Versione 0.11 del 21 ottobre 2002.


Attenzione
: racconto leggermente erotico, ma non troppo sconcio.

Genere: spaccato di vita. I Chakasa sono ispirati dal contesto di Chapel, ma questa storia ne può essere considerata indipendente.



Per non rischiare di finire in un altro bar specista, ho preso qualcosa da bere ad un distributore automatico. Non sopporto gli sguardi taglienti di decine di umani.

Dopo un momento di stordimento la prima ha detto che non voleva mostri e mi ha scacciato.

La seconda tutto al contrario, ha detto che abbiamo già tutto dalla vita e che competiamo ingiustamente cogli umani, e che dovremmo avere delle limitazioni per legge per ristabilire un giusto equilibrio, anche se per dirlo ha usato parole più colorite.

La terza ancora prima che mi fermassi mi ha urlato che non è una zoofila...

Non è facile. Rallento l'auto e mi accosto ancor di più, stando attento a non abbagliarle troppo. No, questa è troppo giovane.

Questa va bene, credo sia carina. Mi fermo quasi, la prostituta si china un po' per guardarmi attraverso il finestrino. Lo apro ma non accendo la luce nell'abitacolo.

"Un sinth!? Sei cieco? Io sono umana!"

"A me piaci. Ti vado bene anche se ho i seni?"

"Grmf! Piuttosto fammi vedere il permesso di circolazione libera in città e la tessera sanitaria."

Gli passo la mia carta personale.

"Sono un Chakasa, non sono pericoloso e sono in condizioni di salute standard. Non giudicarmi solo dalle apparenze."

"Se l'avessi fatto non ti starei neanche parlando!"

I Chakat sono nella classe di rischio verde, ufficialmente la stessa degli umani. Un altro morfo con tutte le enfatizzazioni fisiche di noi Chakasa verrebbe collocato nella classe rossa, o perfino nella nera, e potrebbe vivere solo in cattività. Noi Chakasa però siamo nella gialla, ci vedono tutti come delle armi ambulanti, ma stanno capendo che i nostri istinti e cultura ci rendono non particolarmente pericolosi.

"Va bene, ma per i sintetici tariffa tripla! Pensi di avere abbastanza soldi? Sono sei mila Globi o nulla, e solo a casa tua."

"Va bene."

Sbuffa, è evidente che i morfi non le piacciono per niente. Peccato. Forse sono ancora in tempo per cercarne un'altra.

"Porca miseria, dovevo alzare ancora! Cosa sei?"

"Un Chakasa."

"Cosa?!"

"Come un Chakat ma con le antenne, sono un leone a quattro zampe e con due mani, maschio e femmina insieme."

Si appoggia allo sportello e mette quasi la testa dentro, per assicurarsi che non le ho mentito.

"È vero, cazzo! Che ci fa una bestia figurina come te qui? Mai sentito dire di un Chakat che viene qui. Siete tutte monachelle ninfomani."

"Ah! Vieni dentro, non ti mordo. Dalla tua parte ho adattato il sedile per bipedi."

Entra e si siede, poi mi saggia la criniera e mi tocca un seno, come per assicurarsi che siano veri.

"Scopate già tutto il giorno, siete delle secchione tutte lavoro!"

"Grazie. Però io sono un Chakasa e non un Chakat, comunque un po' di varietà nel sesso non fa male. E non dimenticarti che sono anche un maschio. Ti accompagno a casa mia."

Avvio il mio veicolo personale e riattivo l'autoguida. Tolgo le mani dal volante. In breve siamo di nuovo nell'autotraffico, regolare come una fila di perle. Sono quasi sicuro che lei sia migliore di quello che fa sembrare.

"Con me puoi rilassarti, molti dei vostri codici comportamentali umani con me non servono."

Sono quasi sicura che abbia capito cosa voglio dire, ma sembra che non si sia rilassata per niente.

"Una leonessa bianca con la criniera... Come mai hai scelto una donna? Potevi andare con un uomo, avrai due taglie sopra la mia, molti ti avrebbero richiesto tariffa normale. Ad alcuni di loro i morfi piacciono anche."

"Scusa, ma questi sono affari miei", gli codo una bottiglia, "Vuoi del succo di pomodoro?"

"Cos'è senti la mancanza del sangue? Hai roba un po' più calda?"

"Qui no, a casa dovrei avere degli alcolici e forse anche del vino. Hai visto che sono anche una femmina, per caso ti dà fastidio?"

"Io vado anche con le donne, basta che mi paghino. E spesso è anche meglio."

"Capisco."

"Davvero?"

"Già. Te l'ho detto che sono anche una femmina. Queste qui non sono la mia unica parte femminile, anche il mio cervello è ermafrodita."

Annuisce, sembra che inizi a capire veramente cosa sono.

Ha capelli abbastanza corti, e al tatto ha la pelle ancora piuttosto fredda, deve essere ancora infreddolita. Meglio spegnere l'aria fredda, è piuttosto spogliata e da queste parti d'inverno gli umani non hanno caldo. Ha abiti molto succinti che mostrano i seni e un po' anche il sesso, alcuni umani direbbero che è indecente, ma per una prostituta credo sia normale. A parte un borsello al giunto, io sono completamente nudo, spero che non le dia fastidio. Proseguiamo in silenzio per qualche minuto.

"Posso togliere le fasce protettive dalle fossette?"

"Cosa sono?"

"Queste. Noi abbiamo vari sensi che voi non avete, come la termovista e la microvista, e per rispettare la vostra privacy fisica, in presenza di umani dovrei tenerle per legge sempre coperte. Ma è odioso essere obbligati ad accecarsi perché le altre persone intorno non vedono e hanno paura di quello che tu puoi vedere."

"Guardami in tutti i modi che ti pare."

"Grazie. Se vuoi posso pagarti subito."

"Uh, va bene, prendo metà ora e metà dopo."

Prende la mia tessera e la fa passare nel suo transatore. Ha preso leggermente meno della metà del pattuito.

"Che lavoro fai?"

"Assistente biologo. Ma a tempo parziale riparo anche le vasche colturali. Niente di speciale, tutta roba abbastanza semplice."

"Già, per voi geni sono cose normali. E smettila, deciditi a riferirti a te come maschio o come femmina, altrimenti..."

Ho parlato già troppo, lei sarebbe molto felice di fare anche dei lavori come i miei. Spero di non averla offesa ancora. Allungo una mano su un suo ginocchio, e lei rimane impassibile e si lascia toccare. Il suo corpo si è scaldato, ma il suo animo è gelato. Forse dovevo aspettarmelo. Non ho mai fatto sesso con una prostituta, ho sempre fatto all'amore con persone che amavo o con cui ero amico. Ho fatto anche all'amore con degli umani, forse se glielo dico miglioro la situazione?

"Tu non sei la mia prima umana. Ho avuto incontri con alcuni umani di entrambi i sessi, ma nessun rapporto duraturo."

Tace e guarda fuori del finestrino. Non so se ho fatto bene a dirglielo. Pare proprio che i morfi non le piacciano, quasi sicuramente sono il suo primo Chakasa e il suo primo tauro, e forse anche il suo primo morfo. Fare sesso con lei in queste condizioni forse sarebbe quasi come stuprarla... Ma che sto facendo? Sono ancora in tempo per fermarmi. Posso pagarle il resto della tariffa e riportarla subito indietro.

"Tra cinque minuti siamo arrivate."

"Con un altro morfo non sarei mai andata, ho accettato solo perché sei un Chakasa o un Chakat, voi non fate quasi mai del male senza un buon motivo. Cosa facciamo?"

"Vorrei fare del sesso. E magari anche all'amore, anche se capisco che è molto difficile."

"Perché sono una battona?"

"Mi pare evidente che a te i morfi non piacciono per niente. Sei stata così fredda per tutto il viaggio."

Fermo il veicolo e lo lascio autoposteggiare. Il sedile accanto a quello di guida si riorganizza automaticamente in una forma adatta per tauri. Prendiamo l'ascensore e veniamo su dalla galleria sotterranea. Vengo investito dalla solita violenta ondata di rumori radio, e sono costretto a chiudere la ricezione antennale. L'aria della sera è fresca al punto giusto... lei quindi deve avere freddo, termovedo che ha il naso molto freddo, l'abbraccio leggermente per scaldarla e ci avviamo alla porta. Sembra gradire l'abbraccio.

"Ecci!!"

"Hai freddo?"

"Allergia al pelo. Recidiva."

Ci mancava anche questa...

L'anziana umana del pianterreno ci vede e rientra subito in casa. Domani tutto il condominio saprà che ho portato una prostituta umana nel mio appartamento. La prostituzione è del tutto legale, ma i prostituti da strada come questa non sono ben visti. Comunque i prostituti morfi sono considerati ancora peggio...

La porta di casa mi riconosce e si apre.

Clok! Sbam.

Entriamo in casa, codo a me il gatto e lo carezzo distrattamente. Gli avvicino un'antenna alla bocca, dall'odore dell'alito direi che sta bene. Dagli odori di casa direi che il mio compagno ha fatto piazza pulita nel frigorifero, domani dovrò fare una bella spesa. Le indico la cesta per le scarpe umane e lei se le toglie subito. Sono scure, leggere e col tacco molto lungo e sottile. Con quelle cammina digitigrada quasi quanto me, ma non credo le faccia molto bene alle ossa.

"Hai un gatto!"

Glielo passo e lei lo carezza tenendolo lontano dalla faccia. Benissimo, dice di essere allergica ma è una gattofila!!

"Riesci a capirlo?"

"Questo è un gatto tradizionale e non ha capacità linguistiche, comunque oltre a quasi tutti quelli umani, possiedo anche tutti gli istinti felini, e di solito riesco a capire la sua mimica corporea e i suoi umori meglio di un umano", il gatto sembra apprezzarla, buon segno, "Si chiama Bajor, è un maschio di tre anni circa, molto poco indipendente per essere un gatto. Mi lusinga facendomi la corte ogni volta che vado in calore; però è troppo piccolo per riuscire a montarmi."

"Uah! Un gatto domestico che fa la corte ad una leonessa domestica! Questo dovevo ancora vederlo."

"Anche se noi stessi abbiamo un aspetto animalesco, gli animali domestici piacciono anche a noi. E poi per ora ho un solo Compagno di Tana e non ho figli, e Bajor mi tiene compagnia."

"Un solo marito? Quanti te ne serve? È un Chakasa?"

"Noi di solito abbiamo vari Compagni di vario tipo. Lui è un Chakat, si chiama Brunacoda, è di là, ora credo stia dormendo. I Chakat a differenza nostra devono dormire parecchio."

"Cosa?!"

"Non preoccuparti, non ci disturberà, nelle nostre specie la gelosia sessuale è estremamente ridotta. Anche se non approva assolutamente la prostituzione, sa che ero uscito a cercare una come te."

"Una battona, dillo!"

"Una prostituta."

"Sei incredibile. Dici che con te sono stata fredda per tutto il tempo, anche se in realtà è stato proprio il contrario. La maggior parte dei clienti uomini non se ne accorge neppure o non vuole accorgersene. In realtà con te finora sono stata bene. Prima mi hai anche scaldato e hai una bella pelliccia calda."

"Bene, è già un inizio. Peccato per l'allergia."

"Ho l'antiallergico dietro. Sei proprio uno zuccherino. A vederti non sembrerebbe proprio, sembri una montagna di muscoli da circo, ma quando mi hai detto che eri un Chakat, o simile, avrei dovuto capirlo subito. Siete come Scout. Però non ho tutta la notte a disposizione, per cui se mi voi mostrare la camera... ma i letti voi li usate?"

"Ti sto pagando il triplo, non potremmo fare le cose con un po' più calma? Così magari possiamo conoscerci un po'... Io mi chiamo Chakasa Villico Chiarocrine, figlio di..."

"Ahhh! Non è possibile, cosa devo fare con te? Va bene, te lo spiego solo perché non sei umano. Io sono una prostituta lo capisci? E sono umana. Voi forse non sapete neppure cosa siano le inibizioni -"

"Anche noi abbiamo inibizioni che -"

"- ma io riesco a fare il mio lavoro solo perché non conosco le persone con cui vado. Non le voglio conoscere. Riesci a capire?"

"Ma io non sono un umano, te l'ho detto. Ho anche tutti gli istinti umani, ma con me puoi comportarti diversamente, molte delle cose che agli umani danno fastidio a me non mi toccano, e poi ogni volta che mentite riesco a percepirlo. Prima d'ora non ho mai fatto l'amore con una persona con la quale non avevo anche un rapporto affettivo. A voi riesce, e forse anche a me, ma preferirei evitarlo."

"E allora perché hai voluto una come me? Anche tu dovresti sapere cos'è una prostituta umana."

"Ma tu sei molto intelligente."

"Non siamo tutte idiote."

"Scusami."

"Non mi hai ancora risposto."

"Se dici che non vuoi conoscermi non vedo perché dovrei risponderti a delle domande personali. È irrazionale."

"OK. Allora che facciamo, vuoi parlare tutta la notte di cose non personali?"

"Io non ho molto bisogno di dormire, e se vuoi possiamo farlo. Comunque anche un po' di sesso non sarebbe male."

Mi guarda con espressione un po' scocciata, come per dire: e allora?

Ah! Ah! Come ho fatto a dimenticarmi della sua bevanda alcolica?! Ne ho solo un tipo, per cui non ho imbarazzo della scelta. Ne verso un po' in un bicchiere da umani e un altro po' in un bicchiere più largo adatto al mio muso. Lo teniamo solo per gli ospiti, l'alcol non ci piace. Trangugio il bicchiere di liquido, sa come di petrolio bruciato, ma a certi umani piace, anche se non capisco perché. I naniti mi indicano che sono già al lavoro per aiutare a processare l'etanolo e le altre robe, ma per così poco non dovrebbero essere necessari.

Lei si attacca al bicchiere e manda giù un bel sorso.

"Gulp! Ah!"

Mette giù il bicchiere di colpo, è arrossata e sento il rumore del suo cuore in leggera tachicardia, non sta bene.

"Tutto bene? Scusami, dovevo avvertirti che era forte. Vuoi dell'acqua?"

"No. È Whiskey forte, non ha marca ma è buono. Tu lo reggi bene."

"Sono un Chakasa, il mio corpo è progettato per resistere a veleni molto peggiori dell'etanolo e lo demolisce subito. A noi l'alcol non fa alcun effetto."

"Se per te è solo acqua sporca, allora perché l'hai bevuto?"

"Per non farti bere da sola."

Mi guarda un momento, poi riprende il suo bicchiere e lo sorseggia. Gli indico una poltrona per gli ospiti bipedi e la faccio accomodare. Mi accuccio sul parquet accanto a lei. Ha una buona usta, ma cerca di coprirla con vari profumi sintetici, le mie antenne li hanno già da tempo elencati e classificati. I miei naniti si sono offerti anche di riprodurre una copia della miscela del profumo, ma non ne vale la pena, è illegale e questo profumo non mi piace per niente. Sembra sia stato inventato da delle persone senza naso.

"Avete un salotto orribile. Tutti i mobili e le apparecchiature sono realizzate su progetti di pubblico dominio."

Ha iniziato a parlare diversamente. Grazie alla nanotecnologia i prodotti materiali sono diventati molto economici, ma è vietato copiarli. Quello che si paga è soprattutto il permesso di usare il progetto.

"A me piacciono, e non è vero che sono orribili, è la pubblicità che ti insegna a disprezzare i design di pubblico dominio, per poter vendere di più. Molta di questa roba funziona anche meglio di quella della Microdesign. Il mio forno ad esempio non rischia di saltare per aria."

"Se tutti facessero come te, saremmo peggio dei comunisti, l'economia andrebbe a scatafascio."

"Questa è un'altra cosa che ti vogliono far credere. Dopo l'arrivo dei nanoassemblatori oggi l'economia funziona su basi che -"

"Adesso non voglio saperlo. Avevo ragione quando dicevo che voi siete tutti saccenti. Adesso basta. O concludiamo qualcosa entro dieci minuti o me ne vado con quello che mi hai già dato. Anche se questo Whiskey di pubblico dominio non è male, non voglio passare la notte a bere e parlare di macroeconomia del copyright."

"Come fai a sapere che si trattava di questo?"

"Credi che... lasciamo perdere, hai ragione, con te non serve, sei più candido della tua pelliccia. Con queste notti mi pago l'affitto dell'appartamento e anche l'Università. Prima lavoravo come commessa e lo stipendio non mi bastava anche solo per l'affitto. Mi piacerebbe fare un lavoro come prima, ma ora in due notti guadagno quanto prima guadagnavo in un mese... Faccio Nanoeconomia, ma sono una schiappa, due esami in un anno. I test di intelligenza dicono che non sono abbastanza sveglia, comunque posso farcela lo stesso, forse."

"Forse non sei un genio, ma quei test sono solo spazzatura, lasciali perdere. Prendere una laurea non è facile, ma non serve un'intelligenza superiore. Puoi farcela."

"Tu quanto tempo hai impiegato per diventare biologo o biologa, o quello che sei?"

"Beh, io sono un Chakasa... Dieci mesi e mezzo, ma ero molto giovane. Poi ho preso un dottorato, a quei tempi avevo molti sogni..."

"E ora no? Se io avessi un quinto delle tue potenzialità farei -"

"Tu non hai idea di quanto competitivo sia adesso il mondo della ricerca. Ci sono le Intelligenze Artificiali ricercatrici, i morfi molto specializzati, umani mutanti geniali... Stanno arrivando anche le prime IA superintelligenti. Noi Chakasa abbiamo alcune intelligenze abbastanza sviluppate, ma non siamo stati progettati specificamente per diventare ricercatori. Siamo creature fatte soprattutto per sopravvivere ad ogni costo. E oggi nei campi della ricerca -"

"Dici a me che non c'è bisogno di essere geni per laurearsi, e poi tu fai lo stesso errore, e dici che bisogna addirittura essere progettati apposta per diventare ricercatori? Mah! Il mondo funzionava anche prima dell'ingegneria genetica."

Ha ragione, ma le cose ora non sono così semplici. Lascio passare qualche minuto in silenzio. Mancano circa tre minuti e un quarto a mezzanotte.

"Allora che ne pensi di me?"

"Non avevo mai incontrato un Chakasa prima, siete ancora rari. Comunque sei quasi esattamente come mi aspettavo. Candido, forte, intelligente... insomma probabilmente sei meglio di molti umani."

"Noh! Biologicamente parlando non ha senso dire che una specie è migliore di un'altra, dato che -"

"Shh! Basta. Non riesci a tenere fermo il cervello un minuto?"

Mi carezza la testa, le orecchie, e le suspalle... contraccambio le carezze, le passo le dita tra le cosce. Ho capito, è pronta, e ora sono abbastanza pronta anch'io.

"Andiamo."

La prendo in collo e la porto nella stanza degli ospiti. Poi la rimetto in piedi a terra.

*qui fischiofirma-chiarocrine per fischiofirma-stanza - temperatura aria a ventotto gradi - illuminazione soffusa bassa - musica d'ambiente interattiva scelta a caso dalla mia collezione - tasso di sensibilità empatica della musica alto - registra tutte le mie trasmissioni empatiche fino a che non ti dico di smettere - chiudo*

In questo modo il computer inventerà musica continuamente nuova, adattando istante per istante il ritmo e lo stile ai nostri umori e movimenti. Lascio le mie comunicazioni empatiche attivate in uscita, così il computer può registrarle e in futuro potrò riprovare parte di tutto questo.

Non abbiamo letti occidentali, ma tiro fuori un futon matrimoniale dall'armadio e lo srotolo sul pavimento. Apro il refrigeratore e tiro fuori quello che avevo messo da parte stamani proprio per questa occasione.

"Ho della torta fredda alla panna e fragole. La panna è di vero latte vaccino! Ne vuoi un po'?"

"No grazie, mi dispiace, il latte d'animale è disgustoso."

"Awrrr!", che peccato! Ne prendo un piccolo pezzetto per me e rimetto a posto il resto. Il mio Compagno lo finirà con piacere.

Mi accuccio e mi sdraio sui fianchi. Lei si toglie le calze e si siede accanto a me. Poi si toglie vari altri capi di indumento, alcuni per un essere umano dovrebbero essere sexy, ma a me fanno un po' sorridere. Finalmente rimane senza tutta quella robaccia indosso, si sdraia accanto a me e mi carezza il sutorace.

"Togliti anche gli orecchini. Ti preferisco al naturale."

Aspetto che li abbia riposti nella borsa, poi mi alzo, la prendo nuovamente in collo e la porto in bagno.

"Che stai facendo?", parla piano, non ha paura, sembra solo genuinamente curiosa.

Mi avvicino al lavandino, comando una temperatura dell'acqua uguale alla sua corporea, la tengo con una mampa e un braccio, e con l'altro le lavo il viso con del sapone in grado di distruggere gli odori, togliendole il rossetto e gli altri colori che ha sulla faccia. Poi con una spugna morbida le lavo anche le ascelle, il pube che è stato reso quasi glabro, e il petto, in modo da togliere i profumi cattivi, presto il suo corpo emanerà di nuovo la sua piacevole usta naturale. Peccato per i tatuaggi e per i buchi degli orecchini, se potessi cancellerei anche quelli. Se non altro adesso i suoi tatuaggi a cristalli liquidi hanno un'immagine fissa. Gli umani non hanno molto rispetto del loro corpo. Codo a me un piccolo vaso, e le passo del profumo fatto in casa. Lei lo apre e l'annusa un momento, poi le si illumina il volto.

"È meraviglioso."

Mi tocco il naso con un dito, "Diciamo decente. Se vuoi puoi mettertene un pochino, comunque anche il tuo solo odore corporeo non è male. Alcuni Chakasa sono eccellenti mastri profumieri. Questo l'ha fatto il mio sorellino, che non è una profumiera professionista."

L'asciugo un po' con e la riporto a sedere sul futon nella camera degli ospiti.

Piego tutte e quattro le gambe sotto di me in una posa Yoga, lei mi guarda un po' stupita, ma col dito le faccio segno di tacere. La camera attiva automaticamente una leggera musica di campane a vento e abbassa ancora l'illuminazione.

"Per noi Chakasa il sesso è una componente molto importante della vita, anche più che per voi. Può essere divertente, ma è anche qualcosa di importante, anche quando non è fatto a fini riproduttivi è l'unione di due menti, oltre che di due corpi", le prendo i polsi e l'aiuto a mettersi carponi. Poi con poco sforzo riesco a metterla nella posa del vero loto, che solo alcuni bipedi possono ottenere. È molto paziente, dopo tutto.

Con un dito mi indico le antenne, "Purtroppo tu non hai antenne per le ricetrasmissioni empatiche, per cui dovremo accontentarci di un sincronismo emotivo più grezzo. Io posso leggere piuttosto bene le tue emozioni, sei alquanto trasparente, per cui sarò soprattutto io che cercherò di starti dietro. Adesso chiudi gli occhi e cerca di inspirare dal naso ed espirare dalla bocca seguendo il ritmo della campane a vento", lei fa quello che le dico. Le tamburello a tempo su una carotide.

Sono millenni che alcune popolazioni umane hanno trovato modi per migliorare un po' la percezione e interazione col proprio corpo, che di solito negli umani sono così grezze... ma la maggior parte degli umani non sembra preoccuparsene e non impara neanche un minimo di yoga. Lei è come una gattina, non sa neppure come respirare... e io non so neppure come si chiama. Non me l'ha voluto dire di proposito, per evitare di 'conoscermi'.

Piano piano il suo cuore rallenta, dopo dovrà accelerare parecchio, e ho sincronizzato il mio sucuore col suo. Abbiamo due corpi troppo diversi, e non posso sincronizzare entrambi i cuori sul suo. Lei non credo possa neanche udire il rumore del mio cuore... gli umani sono sordi. Con lente ondate la musica è cresciuta di volume, e sta acquistando coerenza, come un cristallo che si cristallizza, le note seguono alcune regole matematiche semplici, ma non credo che lei riesca a decodificarle. Forse ci riesce in piccola parte il suo inconscio. Si sente il rumore di pioggia e tuoni lontani, si è aggiunto il suono glaciale di un flauto e poi anche il ritmo leggero di un tamburello, degli effetti di presenza olofonica, e anche delle onde d'aria più fredda che ci investono.

"Lasciati condurre dalla musica per gli accoppiamenti, uno degli algoritmi che la genera è stato inventato da un Chakasa Savage, è regolata per seguire in parte il ritmo del mio cuore, e io sono in grado di seguire il tuo, in questo modo il cerchio sarà più chiuso."

Ha dei brividi, e io le do' una grande leccata lungo tutta la spina dorsale. Ha altri brividi. Senza toccarla le alito col naso sulle spalle, sulle cosce, il suo battito sta accelerando, bene, riesce a seguire la musica. Sembra che le piaccia. Anche se ho già fatto all'amore con degli umani, i corpi umani mi sembrano ancora piuttosto esotici. Se fosse una Chakasa adesso sarebbe bello passare per tutti e cinque gli stati dell'essere prima di fare sesso, anche gli umani possono impararlo grezzamente, ma gli servono anni o almeno alcuni mesi. Contraggo ritmicamente in maniera alternata i muscoli vertebrali, sempre più forte, sento le endorfine che si liberano. I naniti non intervengono, e le lasciano circolare. Si irradia un calore dalla spina dorsale, il centro più primitivo del mio sistema nervoso.

Lei apre gli occhi lentamente, sospira, si sdraia su di me e mi carezza ancora, sul giunto e le orecchie. Non è mai stata con un Chakasa, ma sembra intuire d'istinto dove siamo più sensibili. Mi mordicchia alcune vibrisse... mi lecca il naso. Faccio combaciare il naso col suo, in segno di comunanza. Devo darle il tempo di abituarsi al mio corpo tauro, ma è bravissima, si adatta molto in fretta. Mi carezza i seni meglio di come abbia mai fatto qualunque uomo... credo conosca bene i gatti, ha trovato subito anche i miei capezzoli felini.

"PrrrRRRRRrrrRRRRrrrRRRRrrrRRRrrr..."

"Ehi, ma stai facendo le fusa come un gattone!"

"RrrrRRRRrrrRRrrrr Sìrrr. Ti piacerrrr?"

"Sì!! Continua!"

È felice! Bene, gattofila non mente.

* * *

È stata una serata abbastanza bella, anche se lei non era molto pratica della mia forma e abbiamo avuto dei problemi, ad un certo punto per poco non la schiacciavo. Ho passato molte altre serate sempre con lei, e ha imparato in fretta. Dopo alcuni giorni ha cominciato a richiedermi solo la tariffa normale. Ormai è un mese che ci incontriamo quasi tutti i giorni, e certe volte ci siamo viste anche di giorno, alcuni condomini ormai pensano che siamo insieme. La mia Compagna Bruna dice che potremo diventare davvero Compagni, ma io non credo, siamo troppo diversi, e certo per le differenze fisiche, quelle al confronto non sono importanti. Non credo che saremo mai 'fidanzati' come dicono gli umani, lei c'è abituata e sembrava averlo capito anche meglio di me. Comunque siamo ottimi amici, le ho dato alcune ripetizioni di analisi e economia, e con tutti i soldi che gli sto dando ha meno problemi a pagarsi gli studi. Credo di aver trovato un buon modo per spendere una parte dello stipendio, per fortuna che Bruna ha un buon lavoro. Nel frattempo ho anche capito che è allergica ad una proteina della mia saliva che distribuivo sulla pelliccia quando mi lecco. Ho ordinato ai miei naniti che si occupano della pelliccia di distruggerla ogni volta, così anche il problema della sua allergia è risolto. Peccato solo per Bajor...


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"Non è amore" (c) 2001-2002 leonardo maffi.
Chakats (c) Bernard Doove (www.furry.org.au/chakat).
Chakasa (c) leonardo maffi.
Nota: sto cercando di imparare a scrivere storie contenenti relazioni affettive realistiche, ma non ne sono ancora capace. Per cui per fare pratica ho deciso di scrivere questo, che in pratica è solo un esperimento, dato che questa storia non aveva bisogno di molta affettività, ma poteva accettarla in sé. Le emozioni, i dialoghi, e gli eventi sono sensati, data la situazione e i personaggi?
Per informazioni sui Chakasa si veda l'Introduzione a Chapel. Comunque questa storia è ambientata sulla Terra e non su Sava.
 

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