Le avventure di un ex "figlio di papà"

di leonardo maffi
Versione 1.1 del 2001 06 17.

Capitolo 1 - Un futuro imprevisto

Una clinica ospedaliera di Pisa, 15 Maggio 2328.
 

Nel 2041, che per me è come dire pochi giorni fa, avevo una forma incurabile di cancro intestinale. Ero abbastanza ricco, e così quando i miei giorni stavano per finire mi feci ibernare criogeneticamente. Sull'ibernazione e una possibile cura nel futuro non ci avrei scommesso la vita, ma pensai di poterci scommettere la mia morte. In effetti pensavo che mi sarei mai più risvegliato, ma mi sbagliavo. Mi hanno curato e mi hanno fatto varie operazioni, adesso sono molto debole, ma l'infermiere mi assicura che le cure sono andate bene, che starò sempre meglio. Nei due giorni scorsi, mentre iniziavo a riprendermi, alcuni studiosi di storia mi hanno interrogato a lungo. Oggi posso già camminare un pochino, e per la prima volta mi sono affacciato alla terrazza della mia stanza d'ospedale, una terrazza che dà su un qualcosa che è una via di mezzo tra una strada pubblica e un giardino. Un infermiere molto specializzato mi sta sempre al fianco, mi aiuta a camminare e anche a capire quello che sto vedendo nel mondo. Devo fare un passo alla volta, per dare al mio cervello il tempo per adattarmi a tutti i cambiamenti. Arriva una specie di auto dalla linea molto aerodinamica e poi si ferma. Chissà quante mode automobilistiche sono passate nel frattempo.

"Non emette quasi alcun rumore!", dico.

"Utilizza motori biosintetici, consumano idrogeno e funzionano un po' come i muscoli. Non abbiamo quasi più motori rotativi, anche quelli eletterici sono troppo rumorosi e sono usati solo in casi particolari.", dice l'infermiere.

Lo sportello posteriore si apre. Arrivano due infermieri di corsa, e ne scende una barella con una persona. La portano dentro la clinica, il paziante è chiaramente ferito. Quando è quasi sotto posso il mio terrazzo vedere che la sua faccia è molto colorata.

"La sua faccia era strana.", dico.

"Dovevano essere piume colorate che gli crescono al posto della barba e baffi. Oggi alcune persone usano cose come queste per motivi estetici."

"Sono ottenute con l'ingegneria genetica?", chiedo.

"Sì, ma si tratta di una cosa solo locale e reversibile, è piuttosto semplice."

Semplice? Chissà quali saranno le cose difficili. La società è cambiata più di quanto immaginassi. Non so che dire all'infermiere, e adesso sono stanco, gli faccio segno di voler tornare a letto, ho già visto abbastanza.

"Tra qualche minuto verrà a trovarti il chirurgo che ti ha fatto le operazioni principali. È una persona molto indaffarata. È il vanto della nostra clinica, nel suo settore è uno dei chirurghi più bravi della Terra."

Mi aggiusto il cuscino, "Ai miei tempi li chiamavano luminari. Sono estremamente felice di conoscere colui che mi ha salvato la vita.", dico.

"Non è un lui, e neanche una lei."

"Cos'è, un esso? Non sarà mica un robot?"

"No, i robot non sono ancora in grado di fare operazioni del genere. È una essere vivente come noi, ma non è un umano, è un chakasa ermafrodita."

"Cos'è?", chiedo.

"Bé, diciamo che... a te gli animali piacciono? I felini in particolare?"

"Sì, avevo anche un gatto. Perché? Non assomiglierà mica ad un felino?", chiedo.

"Un chakat assomiglia ad un grosso felino più di quanto tu immagini. Sono una specie artificile, sono molto intelligenti e ci aiutano. La civiltà terrestre dopo tutto quello che ha passato non sarebbe mai tornata ai livelli di oggi senza di loro. Comunque lo vedrai tra poco, vedo che sta arrivando.", probabilmente vede sulla sua tavoletta elettronica dove si trova il chirurgo. Privacy zero.

" Vuole dire che abbiamo creato volontariamente delle creature senzienti artificiali? Ma sono umani?"

"Da un punto di vista legale i chakat e le altre persone prodotte dalla bioingegneria sono cittadini come tutti gli altri. Per quanto riguarda la tua domanda, dipende da cosa intendi per esseri umani. Queste creature sono legalmente esseri umani, ma di genoma umano ne hanno ben poco. Geneticamente potrebbero essere definiti quasi felini. Per cui in un certo senso non sono per niente umani."

Chiudo gli occhi e mi rilasso. Sono stupefatto, allibito. Avevo dato per scontato che ad operarmi fosse stato un essere umano, o al massimo un braccio robotico. Ma questo futuro ha perso una piega per me molto difficile da capire. Mai mi sarei aspettato un felinoide o qualcosa del genere. Non so che dire all'infermiere, gli faccio segno di voler tornare a letto, ho già visto abbastanza. Il chirurgo mi ha trapiantato tutti gli organi nuovi, cuore, fegato, intestino, pancreas, milza, vescica, eccetera, e ha sostituito anche il bacino e alcune altre ossa e altre parti. L'infermiere disse che ha fatto un lavoro eccellente, infatti sto abbastanza bene, considerando che un terzo del mio peso è costituito da organi e tessuti sostituiti e allevati in coltura. Ma in fondo non mi importa che aspetto ha il chirurgo, anche se ha tre sessi e assomiglia ad un gattino siamese è pur sempre la persona a cui devo la vita.

Sento qualcosa che si avvicina al trotto, apro gli occhi e vedo una specie di tigre bianca gigante che spunta da dietro la porta. Si avvicina a me di qualche passo. Ha le zampe lievemente più scure, giallastre.

"Salve, sono Zampacrema, primario di questo reparto di chirurgia.", dice la creatura.

Sono senza parole. Questo deve essere il chakat, ha vagamente l'aspetto di un centauro felinoide. La sua bocca è grande, ma è mobile come quelle umane. Ha una coda lunghissima, e dei seni molto ampi che sono appena coperti dal camice.

"Nessuno le aveva spiegato cosa sono?", dice Zampacrema.

Quindi sono state quelle mani impellicciate ad operarmi? Quest'animale è un luminare? In che diamine epoca sono finito? Con uno sforzo riesco ad annuire.

"Bene. Mi auguro che il mio aspetto non la metta troppo a disagio. Come va il controllo motorio della vescica? La mattina quando si sveglia ha erezioni normali?", dice Zampacrema.

Tiro il fiato. Devo rispondergli. "Professore, la ringrazio moltissimo di essere venuto a trovarmi..."

"Mi dia pure del tu e mi chiami semplicemente Zampacrema, o anche solo Crema, qui lo fanno tutti. Sono molto indaffarato e sono stanco, ma mi fa sempre piacere visitare un paziente almeno una volta durante la convalescenza. Riesce a far accelerare subito il cuore quando si emoziona?"

Anche se assomiglia ad una tigre è incredibilmente informale e alla mano, sembra una persona veramente buona... già, per me è già diventato una persona. Allungo la mano e lei la prende subito. È una sensazione strana, ha dei cuscinatti gommosi sul palmo della mano. Comunque è una mano molto umana.

"Dammi del tu. La mia vescica e il cuore funzionano meglio di quanto sperassi. Ho qualche problema solo con lo stomaco.", dico.

Il chirurgo si volta verso l'infermiere, "Non riesce a digerire bene la carne sintetica.", dice l'infermiere.

Il chirurgo lascia la mia mano e va verso la parete, preme un bottone e prende un piccolo barattolo.

"Provate con quella naturale. E i primi tempi aggiungete questa nel cibo, ti aiuterà a digerire. Se tra quattro giorni il problema non dovesse essere risolto chiama questo internista."

"Carne naturale? Va bene Crema.", dice l'infermiere.

"Ti auguro di guarire il prima possibile, vorrei saperti felice. - La tua conoscenza della tua epoca ci sarà molto utile per capire un po' della nostra la storia."

Mi carezza sul braccio, sembra che quello che dice lo provi davvero, "Dottore, io sto migliorando molto in fretta e presto potrò camminare in giardino sulle mie gambe. Il suo aspetto fisico mi ha stupito molto, ma da quello che posso vedere finora avete fatto un lavoro stupendo e non posso che avere riconoscenza eterna per quello che hai fatto. A me i felini piacciono...", spero che quest'ultima affermazione non l'abbia offesa!

Mi carezza ancora di più il braccio, e mi tocca anche con la coda, "E a me piacciono gli umani. Presi singolarmente spesso siete delle creature con che spesso hanno delle buone qualità. Prendi questa, così potrai iniziare a mettersi al passo. Adesso devo andare, forse ci rivedremo."

Prima di allontanarsi mi ha dato una tavoletta-visore, con la quale posso cercare le informazioni che voglio.
Sono molte le cose che devo imparare, ma adesso so esattamente quale informazioni cercare per prime. Ero un figlio di un industriale famoso. Sapevo fare molte cose, ma adesso non sono nessuno, sono rimasto indietro di secoli. Via, si comincia!

. . .

Il primario sapeva parlare un Inglese australiano standard che capisco bene, ma anche un Italiano perfetto, piuttosto simile a quello che uso ancora io. Non posso dire di essere mai stato un grande appassionato di animali, ma nel vederlo mi sono quasi ipnotizzato. Una creatura del genere è uscita dalla mente di qualche folle. Sulla mia tavolatta in serata è apparso ujn suo messaggio, mi ha chiesto se avevo intenzione di vedere altri della sua razza. In pratica è come se mi avesse letto nel pensiero. Ho risposto che mi interessava vedere un qualunque chakat. Così mi ha assegnato un giovanissimo fisioterapista chakat di nome Macchiaboscosa.

Domattina mi incontrerò per la prima volta con questo Macchiaboscosa, credo che andremo in palestra. Ho imparato molte le cose che sui chakat, ho trovato un articolo interessante scritto in inglese: http://www.furry.org.au/chakat/Intro.html, ma ancora mi rimane da imparare un'infinità di cose su di loro e su tutto il resto di questo nuovo mondo.

Nonostante tutte le vicissitudini storiche e politiche di questi ultimi secoli, una parte dei soldi che ho posto strategicamente in molte banche del mondo sono arrivati fino a me, soprattutto grazie a una banca australiana. Gli interessi sono fruttati per secoli, e adesso non sono ricchisimo, ma comunque ho abbastanza soldi da non dovermi preoccupare per l'immediato futuro dei prossimi mesi, forse per anni.

Da quello che sto leggendo ho capito che i soldi oggi non sono più così importanti come lo erano ai miei tempi. Oggi molti vivono benissimo quasi senza un vero stipendio. E si tratta di inseganti, scienziati, artisti, ufficiali della flotta stellare, insomma non si tratta di fannulloni disoccupati ai quali il metastato mondiale da' comunque di che vivere.

Ho richiesto alla mia tavoletta delle informazioni personali su questo chakat Macchiaboscosa. Si tratta di un orfano molto giovane, che studia e lavora nell'orto botanico di Pisa e da pochi giorni fa anche il riabilitatore e acompagnatore qui all'ospedale. Ha l'aspetto che è una via di mezzo tra quello di una lince europea e quello di una lince americana. Ha un carattere un po' introverso, per essere un chakat ovviamente, a causa del suo passato. Non vedo l'ora di poterlo, o poterla, conoscere. Stanotte so già che sarà una notte troppo lunga.


I Chakats e Goldfur sono (c) Bernard Doove.

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