Il porcellino schifiltoso
Una fiaba per giovani Chakasa terrestri

di leonardo maffi

Versione 1.1 dell'22 Ottobre 2007

Accucciatevi comodi miei giovani, sono la vostra Chakasa Lagochiaro, e oggi vi racconterò la storia del porcellino schifiltoso.

In una vecchia fattoria c'era una volta un porcellino, che un giorno si disse: "Puah! Tutti i giorni sempre lo stesso pastone! Che schifo, mi è venuto a noia! Però ho fame, cercherò qualcosa di più buono!"

Per cui si allontanò dal suo pentolone e si mise alla ricerca di qualcosa da mangiare. Vide il gatto con la sua ciotola del latte.

"Ecco cosa potrei mangiare! Il latte sarà sicuramente più buono del mio pastone!"

Si avvicinò alla ciotola, il gatto lo ignorò, e lappò tutto il suo latte. Era molto insipido, ma non faceva male ed era nutriente. Ma aveva ancora molta fame, doveva ancora crescere molto più di un gatto.

Vide delle galline, "Ecco cosa potrei mangiare! I semi delle galline! Saranno sicuramente più saporiti del latte."

Le scacciò via, e provò a leccare via i semi di grano sparsi sul terreno, ma erano pochi e sparsi, e finiva col mangiare troppo terreno.

"Blaah! Qui non si mangia nulla, i semi sono troppo piccoli. Le galline sono proprio stupide a mangiare i semi! Ma non voglio mangiare il mio pastone."

Così il maialino si allontanò, e vide la cuccia del cane, vicina alla quale c'era un osso.

"Ah, l'osso del cane sarà sicuramente più sostanzioso dei semi di grano."

Così si avvicinò all'osso e cercò di mangiarlo, era ancora giovane e non aveva denti buoni, ma riuscì a mangiare tutta la poca carne che c'era intorno. Ma a quel punto arrivò di corsa il cane e si mise ad abbaiargli forte, così dovette abbandonare l'osso e scappare di filato. La carne sull'osso era stata buona e saporita, ma non poteva mangiare l'osso, "Chissà come fa il cane a mangiare anche l'osso, è duro come un bastone."

Poi vide due anatre che si contendevano un lombrico, le scacciò e mangiò il lombrico con gusto. Era piccolo, ma buono. Così si mise ad osservare altre anatre, capì come trovare lombrichi e ne mangiò molti.

Ma anche per colpa di tutto il movimento fatto, aveva ancora un po' di fame, "Ho ancora fame, ma non voglio mangiare il mio pastone", e così si mise a cercare ancora.

Vide i conigli che mangiavano l'erba, e si disse "Mangerò l'erba dei conigli. Qui ce n'è così tanta, e non scappa, non devo durare fatica a cercarla."

Così mangiò molta erba, anche se era più insipida del latte e difficile da masticare. Ma presto gli vennero dolori di pancia, e rimase tutto il pomeriggio sdraiato nella sua stalla. La sera stava un po' meglio, "Ho ancora fame, ma cosa posso mangiare? L'osso è troppo duro, l'erba mi fa star male, i semi di grano sono troppo pochi... Ecco, mangerò il mio pastone!"

Così tornò al suo pentolone, e mangiò il suo impasto di patate, verdure e grano bollito, "Ah, è buonissimo il mio pastone! È il miglior pastone che abbia mai mangiato!"

Ma non lo finì tutto perché ormai non aveva più così tanta fame. Alcuni mesi dopo lui e altri due giovani maialetti riuscirono a scappare dalla fattoria, perché avevano capito che altrimenti presto sarebbero stati uccisi dalla fattrice per le feste natalizie. Fuggirono nella foresta, ma non avevano più il loro pastone e avevano molta fame. Il nostro maialetto però sapeva cosa fare, e insegnò agli altri a mangiare le ossa degli animali morti, i lombrichi, piante morbide che potevano digerire, ghiande e tante altre cose buone, crebbe, e da grande riuscì anche a trovare una bella cinghiala, che divenne la sua compagna. La montò, e lei partorì tanti cuccioli ibridi che crebbero grandi quanto il padre e forti come la madre.

Così finisce la nostra storia. Quel giorno il maialino imparò tante cose. La morale è che se volete imparare qualcosa sul mondo, dovete smettere di mangiare solo quello che vi offre la mamma, smettere di fare sempre tutto quello che vi dice, e cominciare ad esplorare e correre rischi, solo così scoprirete il modo per trovare cibo più buono, e potrete imparare come si vive da adulti liberi. Comunque la mamma vi rimarrà vicina, e se alla fine della giornata avrete ancora un po' di fame, lei sarà lì a darvi altro cibo, che ha lasciato per voi.
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Specie chakasa (c) leonardo maffi e Alessio "Scale" Scalerandi.
"Il porcellino schifiltoso" (c) 2003-2007 leonardo maffi.

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