Ricreazione

di leonardo maffi

Versione 1.2 del 15 Ottobre 2003

-- Questo racconto contiene tematiche sessuali esplicite per adulti,
suggerisco di NON leggerlo se questi temi non interessano o infastidiscono. --


-- Acquario di Genova, anno 2210 --

Mi aggiusto il costume, busso, e apro subito la porta, "Buonasera, hai da fare?"

"Ah, entra Aleia, se vuoi siediti."

Rimango in piedi davanti al direttore della ricerca, un umano quasi calvo di oltre centodieci anni.

"No, non vorrei ungerla. Sono venuta solo per dirti un paio di cose. Abbiamo appena finito di registrare i click di Charlie coi target a cento metri; al cluster serviranno circa quattro ore e mezzo per elaborare tutto," ha una potenza di calcolo quasi pari a quella dei centri acustici di tursiope. Anche se sono riusciti a creare noi neofini e i nostri cervelli, ci sono ancora delle cose da capire sul biosonar dei delfini.

"Bene; cos'altro volevi dirmi?"

"Beh, è una cosa privata. Stanotte vorrei il permesso di poter stare un po' coi delfini Charlie e Sophie."

"Fammi vedere...", dice cercando nei suoi eglass, "Stanotte di turno ci sarebbe Marco, ma se glielo chiedi sono sicuro che ti lascerà fare molto volentieri la guardia alle vasche dei delfini. Sono tutte tue."

Mi guarda come se si aspettasse altro. Potrò stare tutte la notte da sola coi due delfini, non ci sarà nessun'altra persona. Mi volto e mi avvio alla porta, ma poi mi fermo. Non è giusto, per cui torno indietro.

"C'è qualcos'altro vero? Dimmi."

"Non ti ho detto tutta la verità... Stanotte vorrei stare con quei due delfini per farci all'amore."

"Come, scusa?"

"Ti sto chiedendo l'autorizzazione per fare sesso con Charlie e Sophie."

"Ow, capisco..." Sorride, "Quello che mi stai chiedendo è veramente insolito. Avresti avuto tutta la notte per te e avresti potuto spegnere le telecamere, ho sempre apprezzato la tua onestà. Quei delfini ti piacciono così tanto?"

"Ormai ci lavoro insieme da più di due anni... Sono belli e gentili, sono molto simpatici e mi vogliono bene, sono come me... "

"Ti piacciono entrambi?"

"Sì, noi neofini, fini e delfini siamo quasi tutti bisex." [1]

"Appunto, tu non sei un delfino, sei una neofina, e benché loro siano creature abbastanza intelligenti, non so se sia il caso di --"

Lo interrompo, "A me piacciono. Non ho intenzione di fargli violenza, solo di giocare a fare sesso, penso che potrebbero apprezzarlo."

"Oh sì, credo di sì! Non preoccuparti, non mi è neppure passata per la testa l'idea che tu possa forzarli, so che gli vuoi bene. Siete tutti e tre adulti, ed è il vostro tempo libero, e non credo che loro ne verranno danneggiati. Penso che un po' di giochi del genere gli faranno piacere, passeranno una notte diversa dal solito, e Charlie magari riuscirà a sbollire un po', Sophie era stanca di tutta la sua esuberanza sessuale. Mi piacerebbe assistere, anche se sono vecchio mi piace ancora molto osservare i delfini che fanno all'amore, mi è sempre piaciuto. Ma in questo caso ci sei tu ed è diverso, per cui farò in modo che non ci sia nessuno nell'ala dell'acquario, e che le telecamere dentro la vasca dei delfini siano spente. Le riaccenderai tu quando avrai finito. -- Visto che lo fai, fallo per bene. Mi raccomando, quel Charlie me lo devi sfiancare, va bene? E vedi di ammorbidirmi anche Sophie. E se ne avrai voglia domani mi racconterai come è andata. Domattina hai un ritardo già condonato."

"Hi Hi," rido alla nostra maniera, "Grazie, ma non credo ci saranno ritardi."

Esco dall'ufficio e mi dirigo nella 'stanza pisoli', la stanza privata dei ricercatori dove abbiamo appeso qualche amaca. Entro, mi tolgo il costume, i guanti e i calzari morbidi, prendo il sapone, ed entro nella stanza delle docce comuni.

Apro l'acqua... SWOOOOSSSH! "Ahhhh!"

Dalla pancia, dal torace, dal collo e dalla testa, inizio a lavarmi via l'olio che mi permette di stare molte ore lontana dall'acqua senza disidratarmi troppo la pelle. Noi neofini abbiamo una pelle ancora abbastanza simile a quella dei cetacei originari.

Percepisco qualcuno che entra nella stanza accanto, dal passo direi che è una mia amica umana, "Ciao, Francesca."

"Come è andata coi target lontani?" chiede, mentre da sopra il rumore dell'acqua sento che si toglie il vestito e lo infila nel suo armadietto, poi mi raggiunge sotto le docce.

"Diciamo bene, siamo riusciti a finire tutte le misurazioni, ma le abbiamo dovute ripetere due volte quasi tutte, Charlie era troppo nervoso e non collaborava molto."

Francesca mi aiuta insaponandomi la schiena, mi tocca anche abbastanza, di solito apprezzo, ma mi irrigidisco e le faccio capire di smettere, "Stanotte avrò un incontro d'amore che forse sarà particolarmente lungo ed energico, e quindi preferisco risparmiarmi le forze per loro," mi dispiace vederla così triste, "Domani sera sarò con te."

"Loro? Sono due?" chiede.

"Sì"

"Sei fortunata, sarà il tuo magnetismo animale. Posso almeno carezzarti un po'?"

"Sì"

Mi carezza la schiena, mi passa le dita intorno alla dorsale, mi lava i piedi uno ad uno, la coda, il petto, sono tutte zone molto sensibili, o proprio erogene, inizio ad eccitarmi. Francesca è brava e mi piace, a lei piace carezzarmi soprattutto il petto, che è erogeno anche se è liscio, mi volto e la carezzo un pochino anch'io, credo che si stia eccitando anche lei, ma poi smette, "Continua... era piacevole..."

"No, un momento fa mi hai detto che hai due amanti che ti aspettano. Questo consideralo solo un riscaldamento, io posso aspettare fino a domani. Ti auguro di divertirti," dice sorridendo.

"Grazie," sono circondata da persone molto gentili. Adesso sto meglio, la saluto, mi asciugo abbastanza da non gocciolare troppo, vado in bagno a fare i miei bisogni, poi con l'ascensore scendo fino al magazzino. Scelgo tre merluzzi non troppo congelati, immergo i piedi in una delle vasche di ripopolamento, e mi metto a mangiarli crudi. I pesciolini mi mangiucchiano via la pelle morta dei piedi, la mia pelle cresce in fretta quasi come quella dei cetacei naturali.

Poi vado in uno dei corridoi per il pubblico, adesso l'acquario è chiuso e non ci sono visitatori, e mi siedo sul pavimento, davanti ad una delle vasche dei delfini. C'è un grande silenzio e le luci sono basse, è rilassante. Dopo un po' la delfina Sophie si avvicina al vetro e mi saluta.

Sigh! Sospiro profondamente. Rimango seduta a lungo osservandoli, faccio solo qualche piccolo movimento perché non mi si blocchi la digestione. Ho deciso, lo farò. Scendo in un laboratorio, rubo un ovulo di Sophie dal criostato, e lo metto a scongelare... Coraggio.

* * *

È notte, se ne sono andati tutti, Marco mi ha lasciato il turno e sono rimasta sola. Ho molte ore a disposizione. Ho ricontrollato, le telecamere nella vasca principale dei delfini sono effettivamente tutte spente, cammino per i corridoi e provo perfino uno sgradevole senso di solitudine... sono i miei antichi istinti gregari. Arrivo alla vasca dei delfini, su una pensilina lascio due falli artificiali adatti per neofini, fini o delfini. Hanno una grossa superficie piatta che si attacca all'addome, e la usano per fare forza quando si muovono da soli avanti e indietro. Sono coperti di pelle artificiale che trasuda feromoni femminili e anche maschili, e con un comando possono cambiare di dimensioni, assorbendo o rilasciando acqua, e sono autolubrificanti, rilasciano una proteina lubrificante tratta dalla pelle di certi pesci azzurri. Smontandoli e rimontandoli in modo diverso possono essere usati anche per montare. Sono piuttosto costosi, ma non importa. Mi sfilo calzari e guanti e mi immergo lentamente nell'altro mio elemento; l'acqua è leggermente troppo calda per i miei gusti.

Quando mi immergo il mio ritmo respiratorio passa da involontario a volontario come quello dei cetacei, sento gli organi interni che si stringono per ridurre il loro consumo di ossigeno, e in un istante i pattern di attivazione dei muscoli di tutto il mio corpo cambiano, adattandosi al nuoto in acqua salata.

#Mamma!# emette Charlie, che mi viene a carezzare. Mi chiama mamma da quando rimasi incinta, e ancora ora gli piace carezzarmi i seni gonfi.

#Saluti fischiofirma-Aleia, cucciolo?# emette più formalmente Sophie. [2]

#Quando sarà un po' più grande ve lo porterò a far vedere,# emetto come risposta. Sono normali tursiopi troncati e non possiedono un vero linguaggio, ma stando per anni in mia compagnia sono diventati capaci di capire molto di quello che emetto. Faccio un salto fuori dell'acqua e mi rituffo, nuoto un po' con loro, poi mi fermo vicino ad uno spigolo della vasca ed emetto una serie di solitoni acustici dal melone, i due delfini mi vengono dietro, silenziosi, ad ecovedere cosa faccio. I miei solitoni lentamente si coagulano in una ecoforma tridimensionale, del mio piccolo neofino nella sua vasca, a casa mia. [3]

#Cucciolo fischiofirma-Aleia!# emette Charlie. Sophie si inclina all'indietro e allarga le pinne in segno di rispetto per il mio discendente.

Smetto di emettere solitoni e in pochi istanti l'ecogramma scompare, carezzo Charlie per un paio di minuti e poi devo risalire a toccare l'aria. Ritorniamo a quota mezz'acqua, avvicino la fronte all'addome di Charlie ed ecoscansiono, posso ecovedere i suoi testicoli belli grandi, emetto un paio di solitoni quasi subsonici, in modo da produrgli un solletico dentro l'addome, e dopo lo scherzo scappo via. Ma loro hanno una buona coda e buoni muscoli fasciati, e in meno di mezzo giro della vasca Charlie mi ha raggiunto, chino il capo e mi metto in posa rigida e inclinata come fanno le delfine che accettano le avances dei maschi. La mia posa disinnesca la sua aggressività, e non mi da' neppure una piccola codata.

Nel frattempo Sophie ci ha raggiunti, e mi carezza il petto con le pettorali, poi imbarda [4], si inabissa di due metri, risale, e mi scosta le gambe col rostro...

SBUUUUNFF!

Owww! Ha emesso quasi un 'colpodifucile'! [5] Però la frequenza era molto bassa... mi ha stimolato assai, adesso sono abbastanza bagnata.

#FOTTERE! FOTTERE!! FOTTERE!!# emette Charlie, che si muove in cerchio quasi come un dentato. [6]

#NO!# gli rispondo.

#Fischiofirma-Charlie cattivo?# chiede Charlie, che è fermato ed è passato subito in una postura da costrizione, tipica dei cuccioli.

#Fischiofirma-Charlie non cattivo. Anch'io ho voglia di fare all'amore, ma devi essere più calmo e gentile. Lo faremo, ma bene, e al momento giusto.#

"Fottere perfavore? Perfavore fottere?" chiede Charlie rollando sul ventre. Non posso far a meno di sorridere, in fondo è come un cucciolone, poco più che un adolescente...

#Che ne dici fischiofirma-Sophie?#

#Fottere sì. Sesso lento buono più. Lento buono più,# risponde.

#Fischiofirma-Charlie è giovane, va capito,# trasmetto a Sophie con un fascio sonico focalizzato che dovrebbe poter ricevere solo lei.

"Anche Sophie arrapata. No stanca. No stanca," risponde con un fascio con armoniche ridacchianti, e abbastanza largo che anche Charlie dovrebbe averlo ricevuto appena. Poi Sophie proietta solitotoni e crea l'ecogramma di un pene eretto di delfino, che possiamo ecovedere tutti per qualche istante, prima che l'ecoforma tridimensionale perda di coerenza e svanisca. Senza pareti vicine è ancora più difficile mantenere coerenti gli ecogrammi. Per essere un tursiope naturale Sophie è eccezionale, i suoi ecogrammi sono quasi più vividi dei miei, anche se noi abbiamo un cervello progettato appositamente per poter fare anche queste cose.

Con una mano carezzo insistentemente l'addome di Charlie, che è ancora rovesciato sul dorso, premo forte quando sono sopra i testicoli, fino a che il suo bel pene non emerge, e nel mentre anche Sophie fa un mostrapancia e con l'altra mano inizio a carezzarle la pancia e la femminilità. Prendo in mano il pene di Charlie e li carezzo entrambi.


Dettaglio illustrazione (c) Alessio "Scale" Scalerandi, usata con permesso.
Immagine originale: http://www.snowcovered.it/gallery_pics/2003/s_recreation.html

Voglio tentare una cosa, per cui stringo le gambe intorno all'addome di Sophie mettendo a contatto le nostre femminilità. Charlie è ancora rovesciato, con una mano lo sostengo da sotto, e con l'altra gli carezzo l'ano e poi ci infilo un dito, il suo pene oscilla avanti e indietro, segno che gli piace, per cui aggiungo un secondo, continuo a massaggiargli l'ano, lui spinge contro le mie dita, per cui posso smettere di sorreggerlo, e riprendere a massaggiargli il pene. Provo a forzare un terzo dito, e in pochi secondi viene, mi dispiace un po' vedere il suo seme sprecarsi così nell'acqua, ma dovrebbe poter venire varie volte, almeno tre o quattro, per cui non è grave, e adesso dovrebbe essersi calmato un pochino. Il suo pene si ritira rapidamente, sparendo del tutto nella fessura urogenitale. Credo che a Charlie piacerebbe essere montato da un maschio, ma chissà quanto tempo passerà prima che ne veda uno. Tocchiamo l'aria e poi torniamo giù, loro hanno leggermente più fiato di me.

#Anche Fischiofirma-Charlie femmina,# trasmette Sophie.

Charlie e Sophie si mettono accanto a ventre in su, è come se Charlie volesse farmi vedere che sono due femmine.

Carezzo la fessura di Charlie, ci infilo un dito, poi due. Alcuni maschi hanno una fessura così profonda che quando ritraggono il pene possono usarla come una vagina, altri maschi possono infilarci il pene, e fare all'amore così. [7] Sta facendo un grande sforzo di volontà non far estroflettere il suo pene. Con l'altra mano gli infilo due dita nell'ano.

#Più. Più,# trasmette Charlie, e da' spinte contro le mie dita. Vuol proprio essere fottuto per bene! Uno dei pregi dei delfini è che sono così spontanei; se un'attività sessuale gli da' piacere la fanno, adesso Charlie sta facendo la parte della femmina sottomessa, ma non si sente inferiore o sminuito da questo. Un maschio umano giovane come Charlie avrebbe meno confidenza verso il suo essere un maschio, e difficilmente accetterebbe che gli facessi questo. Va bene Charlie, farò il possibile per darti quello che mi chiedi.

Torno su a prendere i dildi e mi siedo sul fondale, Charlie mi si sdraia sulle gambe a dorso in su.

Applico un dildo sulla sua fessura genitale, il dildo ha una superficie piatta larga quasi venti centimetri che ci attacca come se fosse velcro. Lo regolo ad un diametro di circa tre centimetri e mezzo, che credo Charlie possa accettare, e poi lo attivo, il pene appuntito inizia a scendere lentamente, dopo accelererà da solo. Poi applico l'altro dildo sulla sua fessura anale e attivo anche questo. All'inizio Charlie rimane piuttosto rigido e teso, non è nai stato penetrato, ma cerco di farlo rilassare carezzandolo e pingando piano.

Dopo un po' si rilassa, allarga le pettorali e apre un po' la bocca, segno di piacere e apprezzamento. Poi inizia ad assecondare i movimenti dei due dildi, con sempre maggior entusiasmo. Faccio crescere la dimensione dei due dildi, stirandolo un po'. Adesso si muovono con vigore.

#Più!# Trasmette Charlie. Sei proprio un maschietto voglioso! Ma non voglio rischiare di farti male. Spengo e tolgo il dildo dalla fessura genitale, afferro Charlie e gliela rostro a fondo, il nostro rostro è più sottile di quello dei delfini. Poi emetto subsuoni stimolanti dal melone, gli infilo due dita in bocca e gli carezzo la lingua, con l'altra mano gli carezzo l'addome... adesso è in estasi.

#Fischiofirma-Charlie femmina!# emette forte Charlie, poi viene, e sento entrarmi in bocca una nuvoletta di seme.

Lo libero e tolgo anche l'altro dildo, il suo pene non è mai uscito fuori dalla sua fessura genitale, ha un notevole controllo del corpo. Tocchiamo l'acqua e torniamo giù.

"Fischiofirma-Charlie forte maschio anche - interrogativa,# chiede Sophie. In pratica ha chiesto a Charlie se lui è anche un maschio. Sophie sa usare anche frasi più lunghe, ma questa è una delle più complesse che gli ho sentito dire, peccato che i registratori siano spenti.

In pochi secondi il pene di Charlie esce fuori, e lui torna ad assumere una postura da maschio dominante. Si inseguono per un po', poi Charlie copre Sophie, io mi limito a carezzarli per stimolarli. Mentre fa sesso con Charlie potrei usare un dildo su Sophie, ma poi capisco che è meglio che gli lasci fare quello che gli viene naturale.

Dopo pochi secondi hanno finito, e Charlie torna a prendere aria. Gli offro un po' di carne colturale d'acciuga, e giochiamo un po' con la palla e con giochi elettronici sul grande schermo, per dare tempo a Charlie di riposarsi.

Poi gli umori si scaldano di nuovo, e siamo di nuovo pronti a fare sesso. Stavolta tocca a me, e loro lo sanno. Charlie inizia col carezzarmi il petto e i seni con le pettorali. Oww! Sophie mi ha rostrato la vagina senza troppe cerimonie. Allargo un po' le cosce per darle miglior accesso, ma facendo attenzione che non mi faccia male.

Mi appoggio coi piedi sul fondo, mi spingo su, risalgo e salto fuori per il puro gusto di farlo, torno ad abbracciare il mio elemento, e abbraccio anche Charlie, che non perde tempo e cerca subito di penetrarmi. Per i miei gusti è ancora troppo svelto, ma pazienza, mi piace avere un partner così voglioso, e comunque penso che rimarrà così per tutta la notte.

#Fottibene fischiofirma-Charlie, devi aprirmi,# trasmetto. Come neofina il mio corpo è più piccolo di quello dei tursiopi naturali, e il suo pene è circa un terzo più grande di quelli della mia specie, ma la forma è la stessa.

Adesso sono quasi pronta anch'io, con una mano mi tengo a Charlie, e con l'altra continuo a carezzare la fessura di Sophie che ci rimane sempre perfettamente affiancata come un'ombra sonica. Stringo le gambe intorno a Charlie, una cosa che le delfine non possono fare, e lui spinge entrambi fuori dall'acqua.

Rimango allacciata a lui con le gambe, ma non gli permetto ancora di penetrarmi, voglio tentarlo un altro po'.

Anche se sto ancora allattando, stanotte rimarrò incinta. Il direttore dell'acquario sa che prima o poi l'avrei fatto. Non possiamo essere fecondati da delfini e fini, ma gli ovuli e zigoti di delfino o fino possono impiantarsi nei nostri uteri e possiamo portare a termine la gravidanza. Prima ho inserito un ovulo di Sophie nel mio utero. A fine gravidanza il feto sarà più grande di quello di neofino, ma i nostri corpi sono progettati per sopportarlo comunque. Abbiamo un forte istinto specifico per farci provare molto piacere e desiderio, sessuale e intellettuale, nel portare avanti la gravidanza di un delfino; noi neofini fummo creati anche per aumentare la popolazione dei delfini. Questo desiderio istintivo è un po' diverso dal desiderio di avere un normale figlio neofino, è come una desiderio di diventare una creatura da riproduzione, è l'idea di essere una fattrice che mi eccita, fare un figlio delfino, di aumentare i delfini che ci sono nel mondo, farlo crescere e allevarlo per poco tempo, e poi liberarlo in mare. Andrò alle Hawaii e farò crescere il delfino direttamente nell'oceano, il mio vero figlio neofino a quel punto dovrà essere abbastanza grande da poterci seguire.

Adesso sono pronta, mi posiziono e mi lascio penetrare più lentamente possibile... Qualcosa mi dice che sarà una notte lunga, e che domani Charlie sarà più calmo del solito.

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Note

1. I fini sono delfini intelligenti non antropomorfi. Alcuni di loro hanno un pollice che spunta sotto ciascuna pinna pettorale.

2. Il "fischiofirma" è un suono che ogni delfino produce diversamente dagli altri, e che viene usato approssimativamente come nome personale. Un delfino può emettere anche il proprio fischio, oltre che quelli altrui.

3.

- I solitoni sono un tipo particolare di onda, tale che spostandosi si attenua senza cambiare il proprio aspetto iniziale.

- In realtà non so se i delfini siano in grado di generare queste ecoimmagini, e neppure se ne possano essere capaci dei neofini. Queste immagini acustiche sono ispirate con modifiche da quelle del romanzo "Le maree di Kithrup" di David Brin, Editore Nord.

- I delfini possono essere addestrati a riconoscere molti tipi di gesti, e a capire ed eseguire serie complesse di comandi come: "Metti palla blu dentro cesto rosso. Porta cesto rosso da Charlie. Poi torna qui." Per cui non so se sia possibile un dialogo complesso come quello mostrato nel racconto, forse è possibile, almeno in parte.

4. Assi di rotazione:

5. Il "colpo di fucile" è un suono estremamente intenso che i delfini possono emettere. Si veda "I giorni del delfino" (Dolphin Days) di Kennet S. Norris, 1993, Londra, Bompiani Editore (fuori stampa da anni).

6. dentato: eufemismo per indicare un individuo di una qualunque specie di squalo pericolosa per i delfini.

7. In natura gli accoppiamenti tra due delfini maschi sono abbastanza frequenti, ma nonostante alcune immagini che me lo fanno supporre, non sono sicuro che un delfino maschio possa veramente prendere un pene altrui dentro la fessura urogenitale dove risiede il suo pene.

Ringraziamenti ad Alessio "Scale" Scalerandi per i consigli e per l'illustrazione, dalla quale questo racconto è nato.
"Ricreazione" (c) 2003 leonardo maffi.

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