Salvataggio

Di leonardo maffi
Versione 1.0 del 2004 07 03

Alcuni termini di significato non immediato si possono trovare in questo glossario:
http://www.fantascienza.net/leonardo/ch/d01_Glossario.pdf


-- Nizza, Luglio 2246 --

Ho la pelliccia scorciata e bagnata, e mi raffreddo anche usando gli spiracoli, ma non indosso nessun raffreddatore. A quest'ora fa così caldo che la maggior parte delle persone impellicciate sono ferme all'ombra, e a parte me e qualche cane, incontro solo umani. Prima ho visto un morfo da deserto.

Il nanosistema crea e mi fa ascoltare della musica non particolarmente bella, ma almeno è gratuita e sono sicuro che non abbia influenze pubblicitarie e politiche. Da lontano vedo un paio di ragazze umane sedute e coi pattini ai piedi, rallento. Mentre mi avvicino mi vedono e ripartono, accelero! Zizagando tra i passanti le raggiungo, le sorpasso e faccio una capriola, poi mi metto davanti a loro, rovescio all'indietro le antenne per ocivedere dove vado, pattino all'indietro rimanendogli sempre un paio di metri davanti, e gli sorrido... ^__^

Loro mi sorridono di rimando e rallentano, così codo un palo e mi blocco, facendoci un giro intorno.

Mi vengono vicino, entrambe indossano solo il costume e i paracolpi, una è una umana pura, a parte i capelli verdastri, l'altra credo abbia qualcosa di modificato, ma non so cosa. Come al solito mi chiedono informazioni su cosa sono, gli spiego che sono un chaka e che siamo ancora rari perché siamo stati rilasciati solo da ventisei anni, e mi saggiano la criniera e la pelliccia rigida delle braccia. Si ferma anche un uomo moro con un hoverboard a cuscino d'aria, parliamo per un centinaio di secondi, la donna dai capelli verdastri mi dice che le piace il contrasto tra la mia grande criniera leonina mascolina e i miei seni, e il tizio annuisce. Poi ripartiamo tutti e quattro. Con questo caldo avere la pelliccia non è piacevole, ma ha i suoi vantaggi, favorisce i contatti sociali coi pellicciofili; se fossi stato un uomo probabilmente non mi avrebbero rivolto la parola così in fretta. Da come mi guardano spero non pensino che sia un morfo ninfomane, ora ho soprattutto voglia di giocare, certe volte con gli umani è difficile trovare un giusto mezzo.

Corriamo quasi, e quella coi capelli biondi rimane indietro, così le offro la coda, e lei si fa trainare per un po'.

Per circa undici minuti corriamo e giochiamo, è molto divertente, e fa sentire vivi. Queste due donne non sono molto svelte nel pattinare, ma sono parecchio sveglie, mi hanno già carezzato entrambe la bassa pancia, poco sopra la guaina.

Ricevo una chiamata non satellitare nella mia clip antennale[1], una proposta di 'scambio corpi' veloce da parte di Chakasa Nebbiabruna, che sta facendo il bagno a Genova, e dice di aver trovato un'auto sommersa. A malincuore gli dico che devo lasciarli per qualche minuto, ma che forse li raggiungerò dopo, e il trio si allontana, l'uomo sorride... Grrr.

Mi siedo sul selciato, e do' il mio consenso a questo scambio così privato. Noi chaka-kin siamo ancora così pochi che ci conosciamo più o meno tutti, comunque Nebbia è un amico, e i nostri due nanosistemi si conoscono e si fidano uno dell'altro. Attivo la comunicazione, e mi ritrovo in acqua! Uhm... I corpi tauri ormai non mi sono più estranei, ma mi servono comunque alcuni secondi per ambientarmi... In questa comunicazione i nanosistemi si occupano di 'scambiarci i corpi', ma a parte la vista degli occhi e l'udito delle orecchie, viene trasmessa solo un po' di propriocezione grezza, e il controllo muscolare non è perfetto, anche a causa del semplice ritardo radio. Per cui non assomiglia ad un vero scambio di corpi, è più simile ad un normale uso di telebot[2]; ma questo è il corpo del mio amico, e devo far attenzione a non danneggiarlo. Spero lui faccia altrettanto col mio e non me lo faccia ritrovare incastrato in qualche situazione strana, come fa certe volte.

Tocco il galleggiante di segnalazione, controllo che sia tutto a posto, e quando mi sono ambientato prendo un bel respiro e vado sott'acqua, nuoto verso il basso e ogni pochi secondi compenso la pressione. Clicco, ma ancora non ecovedo il fondale... I chakasa sono la nostra versione taura, e nonostante l'approssimazione di questa esperienza, la sensazione di potenza del loro corpo mi stupisce sempre...

Sono presso il fondale, e i naniti mi dicono che sono a meno di venti metri di profondità. Cerco per una quarantina di secondi, e trovo il relitto. Come mi ha detto è lo scheletro di un'automobile con telaio metallico autoportante, è molto vecchia, un softagent pubblico analizza la forme distorte e il livello di incrostazione, e suggerisce che forse è del 2040 o del 2050. È strano che non sia stata trovata prima, alcuni decenni fa dovrebbero aver pulito il fondale vicino alle coste da tutto lo sporco. Ci giro intorno e la tocco, è tutta incrostata e coperta di fauna e flora marina, ormai fa parte del fondale. Chissà come ha fatto a finire qui, siamo a più di cento metri dalla riva... Dagli spiracoli faccio uscire un po' d'aria dai giupolmoni, e mi metto sul tetto. Giro e infilo la testa dentro, dal davanti, l'acqua è torbida e non vedo nulla, comunque posso ecovedere un po'. I sedili non esistono più probabilmente da moltissimo tempo. Sollevo una cosa piatta, che sembra una lastra di plastica non biodegradabile coperta di incrostazioni, e sotto trovo un piccolo oggetto incrostato, lo appoggio sulla fronte e clicco forte... forse è un antico comunicatore di plastica. Un oggettino interessante, un bel regalino per Nebbia. Lo metto in una sacca a rete, e poi avverto che possiamo interrompere lo scambio corpi, e che mi trovo in immersione. È stato molto gentile a farmi partecipe di questa sua scoperta. Nebbia mi trasmette un okay, e in pochi attimi mi ritrovo di nuovo a Nizza. Lui mi ringrazia per l'oggetto trovato e chiude la comunicazione per tornare alla sua esplorazione[3].

Mi guardo intorno... adesso sono seduta su una panchina... sto tenendo le mani di qualcuno, alzo lo sguardo.. è un uomo!

"Corri troppo, e per ora un paio di baci mi bastano," dice piano!

Argh! Di nuovo inguaiata da Nebbia! "Anch'io cerco soprattutto conoscenze e amicizie, scusami. Non sono così, non sapevo cosa stavo dicendo..."

"Ah, sì?"

Non ho voglia di discutere, preferisco una fuga strategica. "Scusami, ora devo andare... addio!" gli dico, e pattino via di corsa. Nella strada c'è un auto-bus che si ferma, mi fermo e salgo dal retro. Comunque stavolta almeno era un uomo decente, e me l'ha fatto solo baciare.

Rimango a fissare i vetri per qualche secondo...

"Hai perso i pantaloni?" mi chiede un'umana abbastanza avanti cogli anni. Ha un tono di voce abbastanza teso, quasi arrabbiato. Le da' fastidio che porti solo il top.

"No, d'estate qui per i morfi con pelliccia abbastanza lunga e corpi non volgari il nudismo è legalmente permesso." In effetti ora ho la pelliccia piuttosto corta, e la definizione di 'volgare' è tutta umana, comunque per non avere problemi basta che non mi ecciti come maschio. Passo oltre e mi vado a sedere su uno dei primi posti davanti.

Respiro, fa molto caldo e c'è del profumo... mi sento gli occhi pesanti, mi viene voglia di dormire... chiudo gli occhi... si sta bene...

BRRRRR! BRRRRR! BRRRR!

Un allarme del nanosistema! C'è una chiamata urgente per me. E mi dice anche che ero svenuto! Scuoto la testa e mi alzo, guardo chi mi stava seduto davanti, faccio segno che voglio scendere subito, e dopo pochi secondi l'IA pilota si ferma e mi fa scendere.

Respiro... sono svenuta per colpa del profumo che indossava una donna! Era terribilmente forte... Gli umani non hanno naso... C'è del lavoro urgente, un soccorso passeggeri, mi dirigo velocemente verso la spiaggia. Arrivato alla spiaggia mi tolgo i pattini e proseguo scalza.

In molte situazioni difficili vengono usati robot in telepresenza, ma i telebot non non sono del tutto affidabili, ad esempio perché la trasmissione può interrompersi, per cui per questi soccorsi dobbiamo andare di persona.

Mentre proseguo di corsa verso il mare ricevo i fatti via clip, e il nanosistema me li legge: per colpa di un'avaria la navetta passeggeri THX1138 sta cadendo nell'oceano, sta trasportando dieci persone, tutti bipedi. Dobbiamo salvare i passeggeri e possibilmente anche recuperare la navetta, con me ci sarà anche Rexi, l'IA coordinativa centrale chiede se abbiamo bisogno di altre persone, ma le rispondo che per il momento credo che in due bastiamo, la navetta da recuperare è piccola, e troppe persone possono fare più caos che altro.

Prendo un patino a pinna[4], pago l'affitto per un giorno con la clip, ci carico sopra i pattini, lo spingo in acqua e inizio ad allontanarmi dalla riva alla massima velocità. Dopo meno di trentadue secondi arriva la nostra navetta più leggera e veloce, la Rescue6, fa uscire i rotori e si blocca a punto fisso come se l'avessero inchiodata in aria. Fa scendere un cavo, lo afferro e mi tira su, sotto gli occhi stupiti di alcune persone. Mentre salgo, con la clip comando al patino elettrico di tornare a riva da solo.

La navetta è autoguidata, a bordo c'è solo Rexi, un pastore tedesco tauro herm mio ottimo amico. Metto i pattini in un angolo, ci abbracciamo e mi leccobacia. Le dico che puzza un po' ^_^, e lei mi dice che sembra mi sia profumato con qualcosa di disgustoso. Ho ancora tracce del profumo indosso...


Rexi senza top. Clicca per vedere l'immagine a dimensioni piene.

Ci teniamo a dei supporti, e veniamo schiacciati molto violentemente, mentre la Rescue6 parte con tutta la potenza di cui dispone. Usa perfino la potenza ausiliaria e sale quasi in verticale perché ad alta quota potrà andare più svelta. Un rombo e una breve vibrazione mi dicono che siamo già supersonici, il nanosistema mi visualizza alcuni dati di volo, la navetta mantiene i motori al 107% di potenza e si dirige verso l'oceano Atlantico. Continuerà ad accelerare fino a circa Mach 6.5; e siamo già una scheggia rovente. Non potrà raggiungere una velocità maggiore perché non ne avrà il tempo.

Rexi è quasi svenuto per l'accelerazione, ma i miei cuoruoli hanno compensato bene, e sono ancora attivo. Batto un po' le nittitanti, per ancora un minuto o due rimarranno scurite per colpa del sole, a Nizza non portavo occhiali scuri. Con dei gesti in aria e qualche ammiccamento, chiedo al mio nanosistema di mostrarmi come sta andando la THX1138. È già caduta in acqua, ma galleggia e la telemetria radio d'emergenza è ancora operativa, visualizzo i diagrammi schematici della navetta, una analisi di quello che potrebbe essere accaduto, le correnti del mare vicino alla navetta, e le previsioni del tempo locali, che non sono belle.

Mi lego la criniera dietro la nuca, prima era aperta e libera. Mi assicuro che la mia clip satellitare sia ben fissata alla base dell'antenna destra. Nel mentre Rexi si è ripreso, comunque aveva saggiamente preparato la sua attrezzatura già prima che arrivassi. Mi metto le mezze scarpe, inclusi i mezzi guanti podalici[5].

Prendo lo zainetto più piccolo, ci metto dentro un paio di chiavi per aprire le botole che stanno sui fianchi, sul tetto e sotto la navetta, un coltello, un piccolo taglierino laser che se serve potrò usare anche per tagliare lo scafo, un piccolo kit medico, corde autotiranti e chiodi autopenetranti. Siamo sopra l'oceano, codo saldamente un supporto, la navetta esegue una frenata a piena potenza! Le accelerazioni sono così violente da essere brutali, è una manovra di grado militare o per equipaggi di robot, e Rexi sta male, è raro che veniamo trattati in questo modo.

Cuori e cuoruoli mi battono così forte che mi sembra di essere diventata tutto un cuore, nel mio campo visivo apro un paio di finestre con due viste esterne. Scendiamo velocemente, ci stiamo avvicinando alle nubi, sono temporalesche, vi entriamo dentro e continuiamo a scendere, la navetta sa dove dirigersi e non mi preoccupo, queste IA sono piloti molto migliori di me.

Sono pronta, ma per essere più sicuro aggiungo una clip radio di riserva nello zaino. In meno di due minuti raggiungiamo la THX1138 che galleggia su un fianco, spegniamo del tutto i jet e attiviamo il rotore per non arrostire coi reattori chi sta sotto, e ci mettiamo sopra a punto fisso a pochi metri d'altezza. L'acqua è agitata e c'è parecchio vento. Anche se è pomeriggio il cielo è praticamente nero, comunque non vedo troppo fumo dalla navetta. Il nanosistema mi visualizza uno schema tridimensionale trasparente della navetta, le manca solo un motore, che dopo il guasto si è parzialmente sganciato per motivi di sicurezza, e in questo momento sta probabilmente affondando da qualche parte; l'altro motore sembra zeppo d'acqua, ma pare a posto.

Accelero un po' il mio sogitempo, mi aggrappo ai fermi della corda e apro la botola aerea. Adesso posso vedere la navetta direttamente, non termovedo zone troppo calde sullo scafo, non ci sono emissioni inusuali di microonde. Con un po' di difficoltà mi faccio calare giù, sul fianco della navetta. Per non finire in acqua devo afferrarmi con la coda a dei supporti che l'IA della THX1138 ha estruso all'esterno per me.

Poi aiuto Rexi a scendere sulla navetta, non è facile, il suo corpo è scomodo, e ci sono forti folate di vento.


Clicca per vedere l'immagine a dimensioni piene.

In una situazione del genere un tauro, specialmente uno con piedi da cane, è più svantaggiato di un bipede, specialmente uno con cinque arti prensili. Oltretutto Rexi è il tecnico, e si è caricato due grosse borse piene di attrezzature, mentre io ho pochissima roba per rimanere il più agile possibile.

BROOOOOWWWMMM!

Inizia a piovere forte, tempesta... C'era un motivo per la nostra fretta quasi estrema. Assicuro Rexi con un gancio, e in breve riesco ad aprire un boccaporto laterale, che richiudo subito dietro di me, perché se entrasse troppa acqua affonderemmo.

La navetta è rovesciata su un fianco, mi accuccio su una parete e mi guardo in giro, c'è ancora l'illuminazione ausiliaria, mi alzo e mi supero una porta stagna, a cui il mio nanosistema ha ordinato di aprirsi. Entro in una delle due aree principali, sono tutti umani, ancora quasi tutti allacciati ai loro sedili! Sul pavimento c'è solo una donna con un bambino neonato.

"È un chaka! Ci salverà!" dice un uomo.

"Non sono super, farò quello che posso." Ma forse è meglio che stia più zitto...

Alcune persone stanno piangendo, "Questa navetta ha avuto un guasto ai motori, e per il momento sta galleggiando; non abbiamo molto tempo. Sopra di noi c'è una navetta di salvataggio, adesso vi farò uscire, e salirete sulla nuova navetta. I bagagli dovete lasciarli qui," sgancio le cinture alla gente, sorreggendole e aiutandole a sedersi sulla parete-pavimento, e le faccio sbrigare verso l'uscita.

Faccio uscire una persona alla volta dal boccaporto-botola, e Rexi all'esterno li aiuta ad agganciarsi per salire dentro la Rescue6. Non ci sono grossi problemi, neanche due bambini, e stanno tutti abbastanza bene. Adesso sono tutti fuori, ma c'è ancora qualcuno da salvare. Tramite la clip radio inizio a copiare l'IA della THX1138 nel mio nanosistema, perché il suo ultimo backup è di quasi una settimana fa, e lei mi ringrazia. L'IA di controllo centrale mi segnala che la lenta navetta da carico Lionid12 è quasi arrivata, ETA[6] cinque minuti circa.

Mentre finisco di copiare i due terabit scarsi, Rexi entra nella navetta, "Sono tutti a bordo della Rescue6," dice.

"Che fai!?" le chiedo.

"Ha ancora un motore abbastanza buono, forse riesco ad aggiustarlo e a farlo ripartire."

"Ma sarà pieno d'acqua!"

"Posso farlo spurgare. Devi aiutarmi, io vado di sotto nel ponte motori, tu vai laggiù e quando te lo dico --"

"No! Stimo un rischio troppo elevato! Non ho intenzione di rischiare la vita! È troppo pericoloso, e ho molta paura, sono tutti salvi e non vedo l'ora di andarmene!"

"COSAGRRRRRr? Che cazzo di persona sei!? Ormai siamo in ballo, possiamo almeno provare ad aggiustare il motore, è nostro dovere almeno provare."

"No, non è mio dovere rischiare la pelliccia oltre un certo limite, specialmente per una piccola navetta. Per me la agganciamo o nulla," accelero ancora di più il mio sogitempo, con un guizzo lo supero, esco fuori dalla botola e me la chiudo dietro. Ho paura! Stimo una significativa probabilità che affondi da un momento all'altro... La cargo Lionid12 è già arrivata ed è ferma vicina a noi, coi rotori. Rexi, che aspetti a venire fuori!?

Dopo quasi quaranta lunghissimi secondi di ogitempo Rexi viene fuori, "Va bene Grrowembe, va bene..." dice.

La Rescue6, con la decina di passeggeri a bordo, rimane e fa circoli intorno a noi, per vedere come vanno le cose. La Lionid12 ci viene proprio sopra e fa scendere due cavi. Mi tuffo in acqua e con l'aiuto di Rexi li agganciamo alla THX1138, poi con un altro cavo faccio salire Rexi sulla cargo, e infine salgo anch'io. Nel mio campo visivo attivo finestre con viste esterne e un tattico 3D. La Lionid12 da' piena potenza, riusciamo a sollevare la navetta danneggiata, e ci allontaniamo verso le coste francesi. Do l'okay alla Rescue6, che capisce, attiva i jet, ripone il rotore, e porta via i passeggeri.

Mi siedo sul pavimento che l'IA di bordo fa ammorbidire per me, e normalizzo il mio sogitempo, sto abbastanza bene, sono solo un po' bagnato. Farò un veloce rapporto preliminare della missione, e poi mi farò portare a Nizza, chissà se riesco a ritrovare quel trio... I pattini li recupererò stasera.

Mi asciugo con un asciugamano e saliamo, ma adesso non ci sono accelerazioni fastidiose. Rexi mi viene vicino e si accuccia accanto a me. Per circa trentacinque secondi mi carezza la pancia in silenzio... a Rexi la mia pancia è sempre piaciuta.
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Note

1. La 'clip antennale' è una radiolina digitale che chaka e chakasa possono legare ad una antenna, e che in pratica estende le loro ridotte capacità radio innate. La radiolina è connessa ad un bottone posto alla base dell'antenna, che le fornisce alimentazione elettrica, e un collegamento a larga banda diretto col nanosistema (per cui è utilizzabile solo da chi sa usare i propri naniti). La radiolina può fungere da comunicatore (come i nostri cellulari o telefoni satellitari), e può interfacciarsi alla diffusa rete digitale wireless, usata per moltissimi scopi. Si veda: http://www.fantascienza.net/leonardo/al/chaka/chaka.html

2. I 'telebot' sono robot di forma più o meno umanoide che la gente comune affitta o compra e usa in telepresenza quasi come fossero 'corpi alternativi'.

3. I nanosistemi chakasa e chaka sono collegati con i nervi ottici, i nervi acustici, e in modo limitato coi nervi motori e propriocettivi (cioè i sensi che registrano la tensione muscolare, la posizione delle articolazioni, ecc). Questo permette ai naniti di registrare tali sensi, di mostrare suoni e immagini al chaka, e di farlo muovere in situazioni di emergenza. I chakasa e chaka solariani hanno di recente scoperto che collegando tramite una trasmissione digitale (ad esempio con la clip antennale) due nanosistemi, un nanosistema può mostrare ad un chaka immagini e suoni percepiti dall'altro. Aggiungendo a questo lo scambio del grezzo controllo motorio e senso propriocettivo, le due persone possono fare qualcosa che assomiglia ad un grezzo 'scambio di corpi' temporaneo. Gran parte dei sensi non vengono scambiati, come il senso dell'equilibrio, per cui vanno ignorati attivamente, il che non è facile e può dare problemi.

4. Un "patino a pinna" l'ho pensato senza eliche o meccanismi rotanti, ma con una o più pinne collegate a due pedali che le fanno oscillare a destra e sinistra. Se questo design fosse abbastanza sofisticato nell'imitare i corpi e i movimenti dei pesci, allora credo che potrebbe essere abbastanza energicamente efficiente.

5. I chaka sono bipedi, e i loro piedi (detti "mampiedi") sono un po' diversi da quelli umani. Sono plantigradi e gran parte del peso del corpo si scarica sul tallone, ma la parte anteriore del piede è prensile e dotata di pollice opponibile. Il design di questo piede è diverso da quello dei piedi prensili di certe scimmie, perché permette anche una camminata bipede abbastanza comoda. Si veda: http://www.fantascienza.net/leonardo/al/chaka/chaka.html

6. ETA = Estimated Time of Arrival, tempo stimato all'arrivo.

Racconto dedicato ad Alessio "Scale" Scalerandi, che ringrazio anche per i commenti.
"Salvataggio" © 2004 leonardo maffi.

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