Salvataggio II

Di leonardo maffi

Versione 1.2 del 2004 08 10

Siamo oltre il 2200, per una serie di ragioni sulla Terra sono state create molte specie di creature intelligenti con l'aspetto di animali più o mano modificati. Ce ne sono alcune bipedi, e altre centauroformi, come i chakasa (creature tauro-felinoidi ermafrodite), e altre come ad esempio cino-tauri herm, come Rexi che assomiglia ad un pastore tedesco.

"L'elettroencefalogramma mostra che è sveglio. E infatti si muove," dice suo padre Tigarmarroi.

Osservo il cilindro nero, e dentro intravedo la piccola forma, "Non vedo bene. Tu riesci a vederlo anche adesso?" chiedo.

"Sì Rexi, dentro l'incubatrice c'è una luce IR quasi sempre accesa, i nostri ocelli possono vederla, ma i tuoi occhi no. Non può vederla neanche lei perché le antenne non gli sono ancora cresciute," dice, poi gesticola un attimo in aria con qualche pannello virtuale, e si accende una luce visibile nel cilindro. Il feto chakasa è ancora piuttosto giovane, è lungo meno di quindici centimetri, coda esclusa. È ancora privo di pelliccia, e le braccia sono più corte degli arti intermedi. Non posso ancora carezzarlo e abbracciarlo, devo aspettare ancora qualche mese...


(Embrione chakasa, molto più precoce e piccolo di quello della storia. Clicca sull'immagine per ingrandirla)

Arriva suo copadre Pezzatobianco e mi da' un piccolo bacio; scodinzolo e mi sposto, ed entrambi i genitori si siedono davanti all'utero artificiale, arrotolando le code una all'altra.

"Ciao piccolo," dice Tigar. Presumo che il suono venga modificato e riprodotto dentro la massa di liquido amniotico. Non hanno ancora deciso che nome dargli, vogliono aspettare di vedergli la pelliccia. Però a me non piacerebbe chiamarlo solo 'piccolo' giorno dopo giorno.

Pezzato gesticola un momento in aria, poi lo vedo muovere le labbra, ma sento a malapena cosa dice, sta parlando con infrasuoni... In un certo senso per istinto mi viene da considerare i chakasa come me, noi tauri herm non siamo comuni, ma ogni volta che passo un po' di tempo con loro mi accorgo di capire solo una parte di quello che sono e che si comunicano. Non vedo e non sento alcune delle cose che vedono e dicono, non sto indossando eglass e non posso vedere i controlli virtuali che usano col loro nanosistema, non percepisco le emissioni empatiche che probabilmente adesso questi miei due amici si stanno scambiando per incoraggiarsi. Anche se sono herm come me, i loro legami sociali mi risultano strani, non formano branchi, ma famiglie come gli umani, e comunque prima facevano parte di una triade di Compagni di Tana del tutto simmetrica, che finora tra noi cinotauri herm finora non credo sia mai esistita. Spesso è già difficile capirsi in due... figurarsi che complessità ci sarebbero in un rapporto a tre. Loro sono incinte, e hanno concepito un figlio a testa, fecondandosi in modo simmetrico e circolare. Non penso che sentirei particolari differenze fra i tre figli, sarebbero comunque cuccioli del mio branco. Però sarei sempre un po' ansioso all'idea di dare troppa preferenza a uno piuttosto che all'altro Compagno, e forse col tempo finirei per farlo, il che potrebbe essere un problema. Però loro mi hanno spiegato che tra chakasa può diventare un problema solo se la relazione con una persona diventa totalizzante fino a portare ad ignorare la terza, ma che a loro capita raramente, anche per il modo diverso con cui il loro cervello gestisce serotonina e vasopressina, che favoriscono monogamia e fedeltà. Per capire del tutto i chakasa forse dovrei essere uno di loro.

"Brava!" esclama Pezzato d'un tratto rivolgendosi all'utero.

"Che state facendo?" Chiedo.

"Gli stiamo insegnando a generalizzare il concetto di conteggio, adesso sembra sia riuscita a capire in cosa tre suoni sono uguali a tre tocchi sul braccio."

Orgh! Mi metto una mano sugli occhi. E poi parlano di genitori che pretendono troppo da figli troppo piccoli... "Ma non è ancora troppo piccolo per imparare queste cose?"

"No, il cervello sta già iniziando a funzionare," dice Tigar.

"Ma non ci sono rischi che si sviluppi in modo anomalo? Se fosse nell'utero starebbe tranquillo..."

"Di solito ai feti chakasa si insegnano alcune cose anche quando sono ancora nell'utero. Anche i feti umani possono e di fatto imparano qualcosa anche quando sono ancora nell'utero, ma sono poche cose, perché non gli arriva nessuna luce, e l'audio gli arriva distorto. A lei possiamo far arrivare senza problemi suoni, stimoli tattili e quando avrà gli occhi un po' più sviluppati anche qualche stimolo luminoso. A questo stadio dello sviluppo dorme ventidue ore al giorno, per cui non abbiamo molto tempo."

Sospiro, in loro presenza provo ancora sentimenti contrastanti. Provo ancora un senso di colpa, ma loro mi considerano un amico, sembra quasi che mi diano supporto psicologico, e cerchino di farmi capire che mi hanno perdonato, o comunque che date le circostanze ho fatto quello che dovevo...

Quel piccolino ha superato una dura prova, ma negli anni probabilmente ne incontrerà molte altre, per quelli della sua specie la vita non è facile. Il loro rilascio anche sulla terra è stato forse un errore, e hanno ancora problemi di integrazione. Il suo nanosistema ha resistito all'attacco del nanovirus per tutti e cinque i giorni, e il nanosistema della madre mascherava la guerra in corso.

* * * *

-- 20 giorni prima --

Mi fermo davanti al cancello d'ingresso, c'è un cartello-display. C'è una mappa della zona intorno a Trieste, con una parte ancora in via di ricostruzione dopo la caduta di un piccolo frammento di meteora, alcuni link geografici, e la pianta del castello. Il cartello si accorge che ho osservato poco le mappe, per cui deduce che non mi interessano e mi mostra delle spiegazioni, che trovo più interessanti:

Parco del Castello Miramare, in origine dell'arciduca Massimiliano d'Asburgo. Oltre al castello di interesse storico, il parco è da più di due secoli un centro naturalistico marino, che oggi come ogni domenica funge anche da Centro Educazione Interspecie, che ha lo scopo di facilitare l'incontro e comprensione tra specie parlanti diverse, in particolar modo tra umani e tauri.

Dai tempi di fissazione dei miei occhi capisce che mi interessa di più il Centro, per cui fa apparire altre informazioni sull'argomento:

Centro Educazione Interspecie: in un fabbricato con pareti dinamiche ci sono varie stanze ricche di apparecchiature, giochi e pedagoteche interattive. I/le bambini/e in visita, sia tauri che bipedi, possono capire cosa significa avere un numero di arti diverso dal proprio, possono socializzare e giocare insieme, capire come gli altri vedono il mondo, ad esempio le difficoltà di accessibilità che incontrano i tauri nel vivere in una società le cui infrastrutture sono ancora in parte adatte per bipedi. Successivamente tali bambini potranno insegnare queste cose anche ai propri genitori.

Sembra interessante, entro e giro un poco per il piccolo parco, un po' diverso dai giardini che conoscevo, e poi mi dirigo al Centro ed entro. Do un'occhiata al mio transatore, ma l'ingresso è gratuito. Giro un po' per le stanze, le pareti sono mobili, e il computer può scegliere la loro posizione. Ci sono vari bambini rumorosi, per lo più umani, e i loro genitori. Non ci sono tante persone, per cui trovo anch'io il coraggio di usare alcune cose, che sono evidentemente progettate anche per adulti. In una stanza ci sono due eleganti volpetaure che portano i bambini sulla groppa, hanno perfino un tappetino sulla groppa e dei lacci al giunto per aiutare a tenersi su, e c'è una fila di bambini, prima o poi vogliono andarci tutti... poverine. Gioco un po' con alcuni giochi progettati per bipedi, e riesco ad arrampicarmi su una scala a pioli fatta di corda, anche se non è facile. Abbiamo cose simili anche al campo di addestramento.

In una stanza c'è una chakasa adulta in grembiule che fa parte dello staff. Indossa una cuffia a cancellazione sonora, probabilmente i chakasa hanno orecchie troppo sensibili per sopportare le grida dei bambini umani per una giornata. I chakasa sono una neospecie di tauri ancora piuttosto rari; mi fermo ad osservarla, ai bambini grandicelli e un po' più coraggiosi fa provare degli strani robot, assomigliano a piccoli tauri senza busto superiore. Il bambino si toglie i pantaloni e la chakasa lo cala dentro sul davanti. Su un grosso schermo a parete vedo come funziona, la macchina incolla dei sensori sulla spina dorsale e sulle gambe, e poi blocca il bambino che sta dentro, in pratica facendolo diventare un tauro... Poi il bambino prova a camminare, la macchina si occupa di compensare per aiutare a tenere l'equilibrio... e poi la chakasa mostra al tauro-bambino e agli altri come è difficile entrare in un bagno pubblico, che è impossibile sedersi o passare tra le panche di una chiesa tradizionale... Sono spiegazioni che richiedono tempo e apparecchiature, ma penso che quello e altri bambini non se le scorderanno. Educare i bambini a capire le differenze non elimina la discriminazione, ma produce comunque qualche risultato positivo.

"Cagnone!" Urla un piccolo bambino accanto a me.

"Non sono un cagnone... sono un --"

"Cagnone!!" Ripete.

"È inutile, la bambina è troppo piccola," mi dice la chakasa venendomi vicina, "E comunque lei fondamentalmente è un cagnone," e sorride.

"Uhm..." Non annuisco, ma so che ha un po' di ragione.

"Mi fai salire?!" chiede.

La guardo, ma prima di riuscire a spiegarle che non lavoro in questo centro, la chakasa mi fa prima l'occhiolino, e poi mi stupisce dandomi un leccobacio sul muso, "Potresti farlo per me?" mi chiede, "I cinotauri herm come te sono abbastanza rari, e hai una bella pelliccia pulita."

Guardo la bambina, che mi osserva ad occhi spalancati. Abbasso il muso, non ho speranze di farcela contro una chakasa e una bambina così piccola... "Okay."

La faccio salire sulla groppa, la faccio tenere forte alla pelliccia, e poi per sicurezza faccio come facevano le taurovolpi, tengo le mani dietro la schiena della bambina. Fa male, mi tira i peli. Cammino un po' in giro, la piccola strilla di gioia e mi da' colpi coi piedi come se spronasse un pony... Come vorrei dare un bel morsetto al chakasa...


(Rexi senza top. In questa storia indossa una maglietta. Clicca per vedere l'immagine a dimensioni piene.)

Ma i suoi genitori dove sono? Dopo un po' torno dalla chakasa e faccio scendere la bambina. La chakasa mi ringrazia e mi stringe la mano, probabilmente perché ha capito che non sono un tipo da abbracci.

Poi mi dirigo in un'altra stanza, ad osservare i dati registrati da vari sensori satellitari, tra cui anche telecamere, poste sopra o dentro delle balene che stanno nuotando... È interessante, si vede cosa vedono e sentono le balene, al mio collega Grrowembe probabilmente piacerebbe. Gli segno i link passandoci sopra col comunicatore, questi dati sono disponibili anche online nel Flusso.

Ho visitato tutte le stanze, per cui esco nuovamente fuori, e smetto di seguire il percorso che mi indicherebbe dove andare nel parco. Secondo me oggi alla gente piace troppo seguire percorsi prestabiliti. A disposizione ho ancora una ventina di minuti, per cui mi fermo ad osservare delle gabbie dove vengono curati dei volatili, piccoli grifoni generizzati con quattro zampe e due ali, e degli uccelli selvatici, come gabbiani. Per i miei gusti però le gabbie puzzano un po' troppo, peggio di un pollaio.

Iiiiiii! Growr! IIIIIiiii!!

Grida di bambini! Ringhi! Che diavolo succede? Segnalo al comunicatore che entro in servizio e trotto verso il fabbricato. Prendo il piccolo blaster a forma di tozza penna, che porto con me anche nei giorni di riposo, ed entro dall'uscita facendomi largo tra le famiglie umane in fuga.

Entro nella penultima stanza, la chakasa di prima sta aggredendo i bambini e gli adulti! Sta artigliando con le mampe e mordendo. La stanza contiene solo umani, arrivano dei genitori, e portano via i loro bambini che strillano. Due genitori e tre bambini sono già feriti, e a terra c'è già parecchio sangue.

Per un attimo sono indecisa su cosa fare, ma cerco di rimanere lucida. Il chakasa è più forte di me, però si sta muovendo male e in modo scoordinato, dovrebbe potersi muovere molto più in fretta di così.

La chakasa prende un altro bambino, e sta per affettarlo con gli artigli delle mampe, gli punto il blaster contro, "Se non lo lasci immediatamente sparo," abbaio.

Ma il chakasa sgozza la bambina con un colpo d'artigli e la getta a terra! Prendo la mira alla testa, il chakasa allarga le braccia e oscilla avanti e indietro senza realmente spostarsi, sembra voglia farsi sparare!

Abbasso la mira e faccio fuoco alla massima potenza agli arti mediani, che in un istante si carbonizzano.

SWOOoosh! ROOOOWWR! Lancia un ruggito e cade a terra, sbriciolandosi le ossa nude e bruciate.

La mia arma è molto piccola ed è rovente, ma inizia a subito ricaricarsi per un secondo colpo. La chakasa è a terra, spezza il collo ad un bambino che codava stretto, e poi un uomo coraggioso glielo sfila via. Quando sono tutti lontani sparo a mezza potenza anche alla sua coda, incenerendola, e quasi fondendo il mio blaster, che non si era ancora raffreddato abbastanza. In condizioni normali una chakasa non sarebbe rimasto abbastanza ferma da farsi colpire due volte.

Adesso nella stanza sono rimasta sola col chakasa, che rimane a terra, all'inizio si muove in modo scoordinato... ma poi inizia a trascinarsi verso di me! Scappo e lo chiudo dentro la stanza, bloccando la porta con una parete. In quelle condizioni non dovrebbe riuscire a far molto, lì dentro non ci sono finestre, e il soffitto e il pavimento dovrebbero essere solidi.

L'ho ferita gravemente, ma un chakasa può sopravvivere a due arti e la coda persi, dovrebbe rigenerali in meno di un mese. Ma cosa gli è preso? Pareva così gentile... Probabilmente verrà sottoposta ad un ricondizionamento di primo livello.

Dopo qualche minuto arriva una squadra di intervento, morfi, umani e tauri corazzati, aprono la porta e le sparano dardi e una rete elettrica e chimica, però sembra morta... Mi avvicino un po', ha tutto il corpo sanguinante e bruciato, e fuma ancora...

"Non sono stato io a ridurla così, non capisco come sia possibile," dico.

Un paio di persone della squadra anti nanovirus hanno riconosciuto che sono del Soccorso Planetario, ma mi fanno uscire comunque. Indossano tutti la maschera, spruzzano contro-naniti ovunque, e alcune bombe congelanti che dovrebbero bloccare i naniti. Altri hanno costruito una doccia sul posto, fanno fare a tutti una puzzolentissima doccia decontaminante anti-nanita, poi ci spruzzano di anti-naniti attivi. E solo dopo iniziano a portare via i feriti.

Mi dicono che la chakasa è cerebralmente morta al di là di qualunque ripristino, il cervello è 'cotto', potranno salvare solo parte del corpo.

Dopo un po' iniziamo a capire cosa è successo, la chakasa aveva un nanovirus, che in qualche modo gli ha fatto fare quelle cose. E poi ha forse ha deciso di uccidere l'ospite, facendo fare una sfiammata al suo nanosistema, e il cervello del chakasa è morto per la temperatura troppo alta. La coda della chakasa non si è mai Accesa, non ci sono tracce di ionizzazione. Il suo nanosistema aveva il sigillo che impedisce l'auto-duplicazione dei naniti, ma pare che il nanovirus l'abbia aggirato. La sfiammata è stata provocata da un riproduzione folle dei naniti, che ha fatto aumentare la temperatura del corpo e l'ha danneggiato in molti punti.

Li vedo armeggiare per qualche motivo sulla chakasa, e spruzzare ancora anti-naniti. Le tagliano l'addome, e tirano fuori qualcosa, deve essere un feto, perché lo mettono subito in un utero artificiale impermeabile ai naniti, e lo portano via.

* * * *

Parecchie ore più tardi un amico della squadra antiterrorismo mi ha spiegato che un 'marito' della chakasa aveva ricevuto dei segnali d'allarme da lei quando era ancora viva e stava aggredendo la gente, e ha informato la squadra della presenza del feto. È stato confermato che la chakasa aveva subito una nanoinfezione da parte di un nanovirus, i log indicano che è rimasto silente nel suo sistema per cinque giorni, fino alla domenica pomeriggio, probabilmente perché sapevano che oggi avrebbe lavorato al Centro. Poi il nanovirus è tornato attivo, ha preso il controllo del nanosistema, e ha fatto muovere il chakasa come una marionetta.

Si muoveva male sia perché il nasistema non ha un controllo motorio perfetto sull'ospite, sia perché il chakasa cercava di bloccare i movimenti. I naniti controllano i movimenti a livello di nervi motori, per cui se all'inizio gli avessi sparato alla testa, forse sarebbe riuscita comunque a spezzare il collo al bambino. E in ogni caso non potevo saperlo, data la situazione penso di aver preso una decisione accettabile.

Delle cinque persone attaccate dal chakasa, quattro si sono salvate, incluso il bambino col collo spezzato, che ha subito una cura rigenerante a base di naniti e dicono che guarirà completamente, ma non la bambina sgozzata, perché ha perso troppo sangue dalla carotide, e il suo cervello è rimasto senza ossigeno troppo a lungo. Oggi la medicina è così avanzata, che una volta superata una linea critica di sopravvivenza, le guarigioni anche complete sono piuttosto probabili.

Una copia della datalifetime della chakasa morta è stata salvata dalla nano-IA dell'embrione quando ancora era all'interno. Quando sarà abbastanza grande per capire, potrà rivedere molte cose della vita di sua madre, e capire che lei ha fatto quello che poteva per fare meno danni possibile. Anche se i naniti le controllavano i movimenti, e forse le mostravano immagini e suoni falsi, era consapevole di cosa il suo corpo stava commettendo, e credo mi abbia dato modo di spararle di proposito. Lo osservo nella sua piccola incubatrice, i genitori per adesso sembrano aver finito, e lo rimettono a dormire. Adesso credo stiano parlando con la nano-IA dell'embrione. Quando sua madre ha subito la sfiammata, l'embrione è riuscito a sopravvivere perché aveva ancora un cervello piccolissimo, e anche grazie all'aiuto della sua nano-IA, gliene hanno fatto quasi ricrescere uno nuovo. Spero che riesca a svilupparsi in modo normale.

I naniti possono controllare i movimenti solo dei chakasa, perché solo i loro sistemi nervosi sono fatti apposta per poter venire controllati quando serve. Questo caso ha fatto di nuovo una pessima pubblicità pubblica ai naniti, specialmente a quelli dei chakasa e quelli di impiego militare. D'altronde oggi poche persone vorrebbero fare a meno della nanomedicina. Pochi giorni dopo la tragedia, il centro che controlla la specie chakasa ha fortemente incoraggiato l'aggiornamento dei loro antinanovirus, e della diffusione di una patch che spinga i loro nervi motori a sviluppare meno punti di accesso ai naniti, in modo che quando un chakasa è sveglio la sua capacità di controllare i movimenti superi sempre quella dei naniti. Forse con questa modifica una cosa del genere non capiterà più.

Ora la domenica faccio volontariato nel Centro, visto che gli manca una persona e hanno bisogno di ricostruire la loro immagine. Far capire ai bambini che siamo tutte delle persone ora serve più che mai... forse quel nanovirus è stato creato apposta per quella chakasa perché a qualcuno dava fastidio che i tauri in generale, e i chakasa in particolare insegnassero ai bambini che siamo tutti uguali.
___________________


Ringrazio Alessio Scalerandi per i suoi consigli e correzioni a questa storia.
Personaggi Rexi e Grrowembe © 2004 leonardo maffi.
Specie Chakasa e chaka © leonardo maffi e Alessio "Scale" Scalerandi.
Racconto "Salvataggio II " © 2004 leonardo maffi.

[Vai all'indice]

Pagina visitata volte dal 26 luglio 2004.