San Francesco e il lupo

di leonardo maffi


-- Fioretto XXI: l'addomesticamento del feroce lupo di Gubbio, nei pressi della Chiesa della Vittorina, intorno al 1220 --


Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta e governa,

e produce diversi fructi, con coloriti fiori et herba.
Laudato si, mi Signore, per frati creature favelanti,
per lo che rimembrano noi non soli siam.

- Il Cantico delle Creature, Francesco d'Assisi.


Ho fame. Mamma ha insegnato bene la caccia, ma ci sono poche prede. Mia terra piccola, ma se mi sposto ci sono da tutte le parti branchi che difendono loro territorio.

Mangio frutta, radici, conigli e ricci. Ma uomini vengono, tagliano e mangiano tutto. Miei nonni mangiavano uomini come io mangio conigli. Spavento uomini e mangio loro animali stupidi; capre e polli che non sanno scappare.

C'è rumore! Uomini! Vengono!

Sveglio quasi tutta la mia favella e mi nascondo dietro un albero... ora posso contarli: primo dito, secondo dito. Sono solo due.

Uno si è fermato lontano, l'altro sembra malato e si avvicina.

"Francesco fermati, ti sbranerà, nessuno può difendersi da questo lupo," dice quello rimasto indietro, più grassoccio.

Francesco si fa un gesto sul petto, è una croce.

È arrivato, non ha armi, la mia favella è sveglia, mi mostro e gli ringhio contro, di solito basta a spaventarli, "GRrrrrrr!"

Ma lui rimane fermo. Non ha paura?

Allora mi trasformo in mezza forma, mi alzo su due piedi, gonfio il petto e la pelliccia, e gli ringhio contro fortissimo, "GRRRRRR!"

Colpisco il terreno con una zampa e prendo un ramo, ma lui disegna una croce nell'aria davanti a me.

"Vieni qui fratello lupo; io ti comando, in nome di Cristo, di non fare alcun male né a me né ad altri."

Un umano non mi può comandare! Però questo non è come gli altri, sento l'odore della sua paura, ma non vuole scappare. E un inganno? Una trappola? Ma sembra che non voglia farmi del male. Smetto di ringhiare e mi siedo nell'erba. Lui si avvicina ancora; dovrei aver paura, ma la sua calma mi sta rilassando.

"Chi sei?"

Per un attimo è stupito che possa rispondergli in Volgare, "Mi chiamo Francesco di Assisi. Fratello lupo, tu in questi luoghi hai provocato grandi danni e hai ucciso le creature di Dio senza il suo permesso; ma non solo hai ucciso e divorato gli animali, hai avuto il coraggio di uccidere gli uomini, fatti all'immagine di Dio, e per questa cosa tu sei degno di essere condannato. Tutto il popolo di questa terra parla di te e ti è nemico, ma io voglio che sia fatta pace fra te e questa gente. Cosicché tu non faccia più del male, e loro ti perdonino ogni cattiva azione del passato".

Questo non è un uomo come gli altri. Scodinzolo, "Come gli uomini cacciano i conigli, i lupi mannari possono cacciare umani. Anche voi siete animali come gli altri. Comunque non ho mai mangiato gli umani e neanche la mia mamma. Facciamo pace."

"Fratello lupo, poiché ti piace fare e mantenere questa pace, io ti prometto che ti farò assistere per tutta la vita dagli uomini di questa terra affinché tu non soffra mai la fame, perché io so che a causa della fame tu hai fatto ogni male. Ma, fratello lupo, io voglio che tu mi prometta di non fare del male né a Persona né ad animale; prometti tu questo?"

Dovrò rimanere sempre in mezza forma, e vivere e mangiare come un orso... mi sta chiedendo molto.

"Va bene, pace sia. Prometto che non farò del male né a Persona né ad animale vivi, ai loro figli, nipoti, figli dei nipoti e nipoti dei nipoti," chino il capo in segno di giuramento.

"Fratello lupo, io voglio che tu dia un segno, un giuramento, affinché io mi possa fidare che manterrai la promessa."

Poso la mampa destra sulla piccola mano di Francesco e lui la stringe con due mani come se fosse la cosa più preziosa del mondo. Nessun umano mi aveva mai trattato così... la sua pelle è così liscia e morbida.

Anche se ho ancora un po' di paura gli annuso i vestiti, puzzano, e sulla testa non ha peli. Gli tolgo qualche pulce dal vestito.

"Fratello lupo, io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, di venire ora con me in città a confermare questa pace."

Non mi piacciono gli ordini. In città? So dove si trova. Scodinziolo che va bene, ma non capisce, allora faccio segno col muso, alla maniera umana.

Lo seguo per il bosco, per la campagna, nei prati e nei campi, e poi entriamo nella città di Gubbio. Tutti mi guardano, alcuni mi puntano contro bastoni appuntiti, gli umani sono piccoli e deboli, ma sono tanti e ho paura; ma Francesco mi tiene per la mampa e nessuno mi fa del male.

È la prima volta che vengo qui di giorno, siamo nella piazza centrale e intorno a noi ci sono moltissime persone. Francesco dice molte cose, ma io non riesco a seguire, sono spaventato e tutti questi odori forti mi hanno un po' stordito. E comunque le robe da umani non mi interessano molto.

"È più pericolosa la fiamma dell'Inferno che non la fame del Lupo. Ascoltate, fratelli miei, fratello lupo che è qui davanti voi mi ha promesso di fare pace con voi e di non arrecarvi più alcun danno se gli darete ogni giorno il cibo per vivere. Ed io vi garantisco per lui che manterrà il patto della pace."

Tutti intorno a me urlano, tengo le mampe sulle orecchie, dicono che promettono di darmi del cibo...

Francesco si rivolge di nuovo a me, "E tu, fratello lupo, prometti di osservare il patto della pace e di non arrecare danno né ad animali, né ad uomini, insomma a nessuna creatura?"

Chino il capo e scodinzolo, "Non farò del male a nessun uomo o animale vivi, ai loro figli, fino ai nipoti dei loro nipoti, se sarò ancora vivo."

"Fratello lupo, come mi desti un segno fuori della porta della città, ora dinanzi a tutto il popolo io voglio che tu lo ripeta per garantire che non tradirai la garanzia che ho fatto per te."

Questa volta stringo la mano di Francesco, e poi gliela chiudo a pugno e me la metto in bocca, nel segno di fiducia tra mannari.

Tutti sono felici e benedicono il loro dio, per aver mandato Francesco che li ha liberati da me... Francesco mi riaccompagna indietro, fino al mio territorio, e si prepara a lasciarmi.

"Francesco, ho dato la mia parola e la manterrò. Ma io sono un lupo mannaro, siamo creature orgogliose. Non posso accettare l'elemosina degli uomini. Non posso e non voglio diventare un vostro cane. Vivrò come un orso. In questa mezza forma posso mangiare come un orso, mangerò solo radici, frutta, semi, erba, vermi e foglie, e manterrò il mio patto. Addio."

* * *

I primi anni furono molto duri, come mannari siamo molto più forti e durevoli degli umani, ma dobbiamo mangiare molto di più. Comunque riuscii a vivere e a non morire di fame, in mezza forma il mio corpo non ha bisogno troppi diversi da quelli di un orso bipede. Gli anni passarono, e col tempo la situazione migliorò, il clima si fece più umido e i boschi divennero più produttivi.

Adesso sono passati quasi quattrocento anni, e sto ancora mantenendo il mio patto, anche se adesso sarebbe decaduto. Francesco purtroppo è morto pochi anni dopo il nostro incontro, ma è diventato giustamente noto come San Francesco.

Ogni tanto ripenso ancora quell'umano. Se non fosse stato per lui probabilmente sarei stato presto ucciso da una battuta di caccia di un gruppo di umani arrabbiati. Mangiare gli animali domestici degli umani era un'idea sbagliata, ma ero giovane, senza esperienza, avevo solo vent'anni e non avevo genitori o anziani che potessero consigliarmi.

Nel frattempo sono riuscito anche ad imparare a trasformarmi in una forma umana quasi normale, ho imparato a leggere da solo e ho imparato molte cose. Ho letto qualcosa di quello che ha scritto Francesco, credo sia stato un umano unico. Certe volte mi chiedo come sarebbe potuto essere se invece che come fragile umano lui fosse nato come mannaro... Chissà, forse per noi oggi la vita sarebbe migliore.
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Racconto (c) 2002-2004 leonardo maffi.
Versione 0.3 del 23 Aprile 2004.
Riferimenti bibliografici:
- Si noti che la citazione dal Cantico delle Creature stata modificata.
- un sito con molte immagini e poesie relative all'episodio di Francesco e il lupo di Gubbio:
http://utenti.lycos.it/sanfrancesco_lupo/page22.html
Un'altra versione di questo Fioretto scritta dal Alessio "Scale" Scalerandi:
http://vcl.ctrl-c.liu.se/vcl/Artists/Scale/Stories/in_Italiano/scale__o_che_mi_dici.html


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