Una storia dell'orrore

di leonardo maffi

Versione 1.24 del 10 Dicembre 2002.

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-- Siena vicino Piazza del Campo, in ufficio, Venerdì 17 Agosto 2001, ore 18:47.

"Praticamente oggi lavori per la Hyundai!?"

"Non sarebbe male! Devo ancora cercare della roba sulla rete, spero di finire presto."

Che rabbia! Non solo niente ferie, ma devo stare qui anche a quest'ora! E fa un caldo tropicale!!

"Quando esci ricordati di chiudere tutto. Buona sauna! Ci vediamo lunedì."

Adesso in tutta l'azienda sono rimasto solo.

Non carica la pagina. Provo un altro sito, e poi Google e Yahoo, stesso risultato. Mmmm... Passo al computer del collega che l'ha lasciato acceso; stesso risultato! Cazzo, sono tagliato fuori! Torno al mio computer, apro la rete NT, niente da fare. Per la frustrazione inizio a sudare ancora di più! Provo qualche PING, ma nulla. Vado nella stanza dei computer, ci fa un caldo atroce, accendo il monitor del computer gestore della rete, inserisco la password sbagliandola due volte, apro una shell, provo qualche altro PING... la rete aziendale ha smesso di funzionare proprio adesso! Se solo avessi il mio collega più esperto! Inizio a cercare la causa. Per prima cosa la saggezza e Jerry Pournelle insegnano di controllare i cavi...

* * *

Sono le diciannove e un quarto, ho già ricevuto due telefonate da clienti irritati, i nostri servizi web non stanno funzionando. Il firewall è incasinato, la rete non funziona, per lo stress ho quasi strappato un connettore, e sembra che un hard disk del RAID abbia problemi. È una situazione angosciante! Da film dell'orrore.

Se non rimetto tutto in funzione in fretta sono guai grossi. Oltretutto i colleghi sono quasi tutti in vacanza...

"Ma porca!! Proprio adesso doveva succedere un macello del genere!?" Sbam!

Ohww! Per poco col pugno facevo saltare tutto! Sto gocciolando sudore sulla tastiera. Mi sento ribollire il sangue dalla rabbia! Così non va, devo fare qualcosa.

Mi alzo, esco dalla stanza dei computer e mi incollo ad una parete relativamente fresca. Pensa! Prendo un fazzoletto di carta e mi asciugo un po' di sudore. Forse ho ancora una possibilità per riuscire a rimettere un po' in sesto la situazione per un'ora decente.

Qui in ufficio è un rischio... ma chiudendo tutto posso ridurlo. Dopo tutto adesso non dovrebbe venire nessuno. Va bene, se voglio farlo tanto vale che mi sbrighi. Mi sposto in tutte le stanze e chiudo tutte le finestre, gli avvolgibili e gli scuri, poi chiudo a chiave dall'interno il portone principale e ci metto a contrasto due sedie, così se arriverà una persona con la chiave avrò il tempo per salvare le apparenze.

Bene, è inutile rimandare ancora. Anche d'inverno tengo abiti leggeri, in ufficio all'inizio si stupivano tutti perché indosso pantaloni corti anche a gennaio. Se potessi starei anche senza quelli. Spengo tutte le luci in tutte le stanze ed entro nel mio ufficio. Mi tolgo gli occhiali da vista, li ripiego e li metto accanto al mouse, adesso non mi serviranno più. Sfilo i sandali e li metto sotto al tavolo, mi tolgo i pantaloncini e li ripiego sul tavolo. Il caos mi piace solo quando è utile per creare, ma di solito preferisco l'ordine. La stanza è piccola e ci lavoriamo in tre, due maschi e una femmina. Cioè due uomini e una donna, tutti e tre piuttosto giovani. Quasi d'istinto mi guardo in giro, ma è tutto chiuso, per cui mi sfilo anche gli slip e li metto sopra i pantaloni corti. Fa talmente caldo che non noto quasi differenza, ma anche se sono solo, sono pur sempre in ufficio e mi sento leggermente imbarazzato per la mia nudità. Indosso una maglietta a mezze maniche molto larga e con sopra un disegno realistico di lupo; una delle mie preferite, ho un legame speciale coi lupi. Potrei tenermela per tutto il tempo, ma non voglio rischiare di sciuparla, per cui la sfilo con delicatezza e la metto sul tavolo.

Pronto. Gli impegni della vita e del lavoro, gli impegni coi parenti che non sanno nulla di me, le difficoltà materiali e la scarsità di luoghi adatti complottano tutti contro il mio vero essere. O meglio contro uno dei miei lati, un lato che amo, ma che ho troppo poche occasioni per tirare fuori. Da piccolo era diverso... Sarà passato un mese dall'ultima volta? Sì, più o meno sì. Da non credere! So che è falso, ma se mi guardassi dall'esterno direi che mi comporto quasi come se non apprezzassi quello che sono. Pensiero orribile. A me piace tutto quello che sono.

È il momento di rendere omaggio ai miei avi ribadendo quello che sono. Iniziamo. Come molte altre cose nella vita si comincia con un bel respiro, UFFFffffff! Mi concentro, pulisco il pavimento con una mano, e mi ci siedo nella posizione yoga del loto. Dopo un mese senza farlo rischio di essere sul serio fuori allenamento, per cui devo fare le cose con calma e nella maniera più ordinata. E pensare che da adolescente ero così allenato che mi bastavano pochi momenti... a quel tempo non riuscivo neppure a concepire che questa potesse diventarmi una cosa difficile da fare, o qualcosa che abbisogna di molta concentrazione. Ero molto più a mio agio col mio corpo di adesso. Almeno in parte dovrò rimediare.

Mi concentro, ma il rumore delle ventole dei computer mi disturba, per cui mi alzo, passo dai computer, sono le diciannove e venti, li spengo tutti e tre attendendo che i tre Win NT facciano i loro comodi, spengo la luce anche in questa stanza e la lascio accesa solo nel corridoio, poi mi rimetto seduto in posizione del loto. Sono diventato proprio pignolo! In compenso il pavimento non sembra neppure fresco. Col pollice chiudo la narice sinistra e inspiro dalla narice destra, attendo, ed espiro dalla bocca, poi inspiro da quella sinistra, attendo, ed espiro dalla bocca. Cerco di risparmiare aria e di rallentare il battito cardiaco, tra poco mi serviranno gran quantità di entrambi. Cerco di aumentare la concentrazione e di ignorare il vago fastidio alle gambe, ripiegate nel loto. Muovo leggermente la spalla destra e cerco di percepirla meglio, poi quella sinistra, poi i piedi, i bicipiti, le natiche, le ginocchia molto piegate, il sesso, le anche, cerco di dimenticare i problemi di lavoro e concentrarmi sul mio corpo e sulle mie percezioni. Prima di fare altro devo essere ben cosciente di tutto il corpo, delle forme e dimensioni di tutte le sue parti.

Mi sento un po' scemo, in teoria non dovrei avere bisogno di tutto questo, ma dopo un mese senza farlo è meglio che segua tutto in ordine. Accidenti, mi sto eccitando un po'! Dovrei cercare di controllarmi, altrimenti dopo sarà ancora peggio. Tutta colpa dell'astinenza eccessiva, il corpo mi sta facendo capire che devo dargli soddisfazione più spesso. E qui il sesso non c'entra.

Forza, adesso ho focalizzato a sufficienza quello che sono, il mio corpo. È ora di agire. Prendo un respiro profondo e trattengo il fiato. Metto le mani davanti a me, stringo una mano a pugno e lo afferro con l'altra, poi le spingo forte una contro l'altra.

Mi auguro che adesso non venga nessuno. Contraggo fortemente tutti i muscoli del braccio destro e quelli addominali, e stringo il pugno finché il braccio non inizia a tremare, strizzo gli occhi e sbuffo dal naso. Grrsfffff!

Ghhhhrr! Forza, ancora più forte! Sento che il battito cardiaco mi sale in fretta, ma continuo a fare forza. È un po' come nel teatro No Giapponese: sensazioni forti espresse con movimenti minimi. Il bicipite si sta gonfiando. So che dal braccio comincia a spuntare una lanugine, che diventano peli piuttosto dritti e bruni chiari. La barba di quattro giorni è sparita senza alcuna sensazione spiacevole, e al suo posto sta spuntando altra lanugine. Stringo i denti e contraggo del tutto anche l'altro bicipite, che inizia a gonfiarsi allo stesso modo. Comincia a gonfiarmisi anche il petto e il torace. Sto diventando decisamente più muscoloso, e qui dopo dovrò crescere ancora.

Akk! Akk! Do' dei forti colpi addominali, rilasciando e contraendo i muscoli con violenza. Normalmente penso non faccia bene alla spina dorsale, ma al mio corpo non fa male.

In caso d'emergenza posso andare molto più svelto, ma ora non corro pericoli, e voglio fare tutto come si deve. Se vengono fatte nel modo e alla velocità giuste queste cose sono un piacere. Dopo sarò un po' più stanco e affamato, ma anche più esercitato e più vitale di prima, come dopo aver fatto una lunga passeggiata.

Visualizzo il risultato finale e sento che gli organi interni iniziano a muoversi, strisciano uno sull'altro come limacce e cambiano configurazione; la spina dorsale si sta allungando, finalmente! Apro la bocca e contraggo i muscoli delle guance e della lingua, visualizzo le zanne e spingo qualcosa che non c'è. Ma sento che qualcosa c'è, le gengive si gonfiano e c'è un lieve sapore di sangue, i miei denti canini iniziano a crescere fuori dalle gengive, che si stanno allargando un po' per fargli spazio. Visualizzo la forma della testa, e sento le orecchie salirmi lentamente... Il cranio è diventato morbido, ho delle fontanelle come quelle dei neonati, sta cambiando forma e si sta quasi riformando. Quello che sto facendo è anche un po' come tornare neonati, ma solo sotto alcuni aspetti. In effetti questo si nota ancora di più quando mi ritrasformo in umano, all'inizio sembra quasi che torni ad essere un cucciolo; gli umani sono molto più neotenici.

Sono sensazioni piuttosto strane, ma ormai so farlo in maniera quasi indolore, e controllando bene la respirazione posso evitare anche la nausea. Mutare è sempre un piacere, mi sento estremamente vivo, è una cosa che eccita molto, in tutti i sensi. Forse anche perché il cervello viene inondato di robe per contrastare il dolore; certe volte l'ho fatto solo per farmi passare l'emicrania, ma è meglio non esagerare.

Un graffio di un paio di giorni fa guarisce in pochi attimi, la pelle torna integra, e poi sparisce del tutto anche la cicatrice, la carne ora è fluida. Tatuaggi e orecchini non mi piacciono, ma anche se li volessi non potrei tenerli, le alterazioni al corpo sparirebbero come è accaduto adesso.

Ecco, ai fianchi mi stanno spuntando i primi abbozzi, come fossero embrionali, e altre costole e altre ossa nuove. Presto cresceranno e si irrobustiranno. Ormai ho parte del corpo coperto di fine peluria marrone, è il sottopelo, che con questo caldo non è certo l'ideale, ma non posso farci nulla, la pelliccia è compresa nel pacco, o tutto o nulla. Finora non sono mai riuscito a bloccarmi a metà strada come fanno altri, e comunque non so quanto potrebbe risultare utile a me.

Per attivare la trasformazione devo visualizzare la forma finale e desiderare di ottenerla, per cui è estremamente difficile che inizi a trasformarmi per sbaglio. In confronto a mia madre però ho sempre avuto poca memoria visiva, e non riesco a visualizzare il mio corpo finale in un'unica immagine con tutti i dettagli, per cui devo visualizzare e trasformare un pezzo di corpo alla volta. Per fortuna la velocità di tutto il processo è quasi la stessa, perché la mente è comunque molto più veloce del corpo.

Con la lingua mi tocco le zanne, sono lunghe tre centimetri e sono larghe come un pollice, ormai hanno quasi finito di crescere. Sono perfettamente appuntite e potenti, ma per ora è meglio che eviti di stringere forte i denti. I molari sono cambiati solo di poco, sono spuntati solo leggermente di più. Il naso si è schiacciato completamente e si è modificato, e nel mio campo visivo finisce di crescere il muso. Non ho mai avuto una grande passione per il mio naso da primate, non ha olfatto ed è piuttosto vulnerabile, e me l'hanno anche rotto due volte. Questo mi piace molto di più. O forse lo sto pensando soprattutto perché il mio cervello inizia a non essere più quello di un primate, e inizia a preferire l'estetica di un altro tipo di corpo. Il naso ora è del tutto animalesco ed è già bagnato, posso raggiungerlo con la lingua, che è più lunga e agile. Bene. I piedi stanno diventando digitigradi, ma per fortuna la cosa è quasi automatica, ormai la trasformazione è avviata e se non la disturbo proseguirà quasi da sola. Appoggio un piede sul pavimento e faccio dei movimenti a leva lasciando a terra solo la prima parte, poi ripeto l'operazione con l'altro piede, questo movimento guiderà meglio il loro lento allungamento. Le piante dei piedi si coprono quasi del tutto di pelliccia, presto saranno molto diverse da quelle di primate. Visualizzo la mia bella coda, un mio vanto, contraggo il bacino per il prurito, e subito devo cambiare posizione perché sento le vertebre coccige crescere, la coda inizia a spuntarmi in fretta.

La forma delle mani è rimasta quasi uguale a prima, i palmi si sono anneriti, i dorsi sono coperti di pelliccia fitta e le dita sono solo leggermente più robuste. Tendo le dita, sia i muscoli adduttori che quelli abduttori, le chiudo forte a pungo e poi le riapro più volte. Le unghie diventano traslucide e si allungano diventando artigli retrattili, non molto grandi ma robusti e affilati.

La rivoluzione degli organi interni continua. Lo stomaco si è diviso e il cuore è diventato leggermente più grande. Quando muto riesco ad avere una buona consapevolezza degli organi interni, e so che sta crescendo un secondo cuore. Prendo due respiri profondi, chiudo gli occhi, appoggio una mano sul pavimento per non perdere l'equilibrio, e lascio al cuore la libertà di fermarsi per qualche attimo... Sento che il secondo cresce di colpo, e ripartono entrambi perfettamente in sincro. Riapro gli occhi. Adesso vedo anche un po' diversamente, ma sempre a colori come un umano, e ho una terza palpebra, la nittitante. Tra pochi momenti mi ci abituerò, e non noterò più nulla di insolito nel modo in cui vedo. Mi sarò adattato a questo mondo percettivo. Anche i polmoni si sono sdoppiati, prendo un respiro più profondo possibile, quasi fino a provare dolore, e trattengo il fiato. Sento che la pressione e il fastidio sulla punta del petto calano, come se avessi una perdita da qualche parte nei polmoni. Mi serve altra aria, sono costretto a prendere ancora fiato, e poi ancora, continuo ad inspirare come se non dovessi smettere mai, ma poi mi fermo, e posso espirare. Adesso ho quattro polmoni, e quelli inferiori devono ancora finire di crescere del tutto. Per provare il controllo motorio passo un po' d'aria dai polmoni superiori a quelli inferiori. Tutto bene.

I piedi sono coperti dalla pelliccia, ma sono ancora troppo umani e chiari, devo rimediare. Guardo le piante dei piedi e penso ''nere!" e vedo che le piante diventano sempre più scure. Annuso un piede, e sento il suo odore migliorare e diventare sempre più diverso da quello umano. Tendo le dita del piede, le muovo in entrambe le direzioni, e le unghie iniziano a diventare artigli, ancora fissi. Li osservo... No, c'è qualcosa che non va! L'estremità di due dita è strana. Moww! Gli artigli e le loro guaine sono deformi!!

Se mi sbrigo forse riesco a fare una correzione finché la situazione è ancora fluida. Visualizzo delle perfette dita umane del piede, attendo un momento che si formino delle unghie umane corrette, e poi visualizzo degli artigli corretti, con le loro guaine, tendini e muscolatura accessoria, e mi concentro il più possibile. Ecco... adesso sento che andranno bene. Ne tocco una, sono ancora fisse ma iniziano tutte quante a muoversi. Sì, ecco... riesco a sguainarle e reinguainarle. Quando sono del tutto fuori sono degli artigli lunghi più di tre centimetri e affilati come rasoi. Tutti i mannari conoscono piuttosto bene l'anatomia dei propri corpi, non è realmente indispensabile, ma in casi del genere risulta molto utile. Erano anni che non facevo un errore così, devo essere proprio fuori allenamento. Devo fare più esercizio. È inutile che abbia delle capacità di shifting se poi le ignoro così tanto da dimenticarle quasi. Se trovassi un'altra persona in una situazione di pericolo, potrei doverla aiutare trasformandomi come feci con quell'alpinista, ma devo saper cambiare forma alla svelta e senza errori, altrimenti risulterei inutile o finirei nei guai io stesso.

Con questi artiglioni ai piedi sto acquisendo un corpo simile a quello di un predatore, ma qui non ho nulla da cacciare, e non ne ho neanche l'intenzione. Non sono vegetariano, ma non ho mai cacciato neanche una lucertola in vita mia, e non ho intenzione di cominciare. Forse è un atteggiamento un po' ipocrita; se per mangiare la carne dovessi uccidere ogni volta un animale, forse alla lunga smetterei di mangiarla.

Sono a più di metà trasformazione. La coda è già bella sinuosa, e si sta irrobustendo. Sono coperto di pelliccia molto fitta, quasi definitiva, ma per fortuna d'estate il sottopelo è molto ridotto. Per alcuni attimi mi carezzo da solo come uno scemo, la pelliccia mi è sempre piaciuta molto, poi mi sdraio per rendere più sicura l'ultima fase.

Ormai il mio torace è molto ampio e forte. Le mie cosce sono spesse il doppio di prima, e le gambe hanno cambiato forma, anche se sono leggermente più corte di prima. Anche se la fisica forse non può spiegarlo, la mia massa è già quasi raddoppiata, e continua a crescere, anche se ora più lentamente.

Adesso mancano quasi solo delle zampe anteriori adatte alla deambulazione quadrupede... La mia spina dorsale si è allungata molto, e vedo la stanza come un po' più piccola di prima. Coi miei nuovi occhi felini la scarsezza di luce non è più un problema.

Il muso ha finito di formarsi. Adesso non sono più anosmico come un umano, ora l'olfatto non è più un senso secondario. Sento le differenze di odore tra le varie parti del mio corpo, il mondo è tornato ad essere quello che è in realtà, un luogo fragrante, ricco e vivo, perfino in un ufficio. Perdendo gli odori, gli umani hanno anche perso le emozioni e i ricordi che gli sono sempre associati. Posso sentire l'odore della pietra del pavimento e riconosco l'odore personale di gran parte dei miei colleghi. Sento anche l'odore della cera delle candeline della piccola festa di compleanno della settimana scorsa, più vari detergenti tutti con sgradevoli profumi sintetici, che non riescono più a mascherare le sostanze di cui sono composti.

Devo tenere i capelli lunghi anche in forma umana, perché ad ogni trasformazione mi crescono un po', e la differenza si noterebbe troppo. Adesso ho una criniera giallastra e striata, molto folta e lunga quasi mezzo metro.

Mi concentro sull'ultima fase. Prendo nuovamente fiato e spingo con tutta la forza. GRRRRRrrrrrr! Sento che le zampe anteriori prendono forma più velocemente del previsto. Gli organi sessuali si fanno più complessi, il petto mi si fa più maturo, e tra le zampe posteriori prende forma una guaina vagamente felina aderente all'addome. Ora gli istinti sessuali sono adattati alla mia nuova forma, ma questi e i nuovi ormoni in circolo non mi procurano più i giramenti di testa come un tempo. Riesco a controllare la coda, e ad avere controllo muscolare sulle zampe davanti, ma per ora è meglio che non le muova troppo.

Uffff! Adesso mancano solo alcuni dettagli. Muovo le dita delle zampe davanti cercando di stringere qualcosa, ho ancora poca sensibilità. Le orecchie sono mobili e sensibilissime. Posso sentire gli hard disk accendersi tre stanze più in là. Qualcuno si è dimenticato il computer acceso, ma devo lasciarli come sono.

Fatto. Mi tiro un po' su, mi alzo sulle quattro zampe e scuoto la testa. Mi carezzo i fianchi con la coda, mi lecco i polsi e poi li uso per rassettarmi la pelliccia sul muso e le sopracciglia. Le labbra sono un po' più sottili di quelle umane, ma sono più spesse di quelle feline, e possono avere tutta l'espressività umana. A metà agosto questo pelliccione maculato è l'ultima cosa che mi serva, ma pazienza. La trasformazione è finita. Mi ritrovo a leccarmi una zampa posteriore, ma devo smettere perché ora ho poco tempo. Lo stomaco mi brontola un po', appena trasformato ho sempre appetito, ma qui non ho nulla da mangiare e dovrò tenermelo. Però mi dirigo verso il bagno, apro la porta, e dal lavandino bevo due o tre litri d'acqua quasi d'un fiato. Ahhh! Questi mi aiuteranno a mantenere bassa la temperatura. Potrò ansimare, spero di riuscire ad evitare di fare una grossa schiumata da cavalli, la mia usta rimarrebbe troppo tra queste stanze, e lunedì potrebbero sentirla e meravigliarsene troppo.

La trasformazione sta già avendo i suoi buoni effetti. Riesco già a vedere la mia situazione in maniera più positiva!

Brzzzt! -- Brzzzt! -- Brzzzt!

Arg! In questa forma posso parlare benissimo, ma ho una voce diversa da quella della mia forma umana. Probabilmente in effetti è diversa da quella di qualsiasi umano, il mio palato felino è più lungo, la bocca e il torace sono più larghi, e aggiungono risonanze extra. Meglio non rispondere al telefono.

Mi avvio in sala computer. Ah, come prevedevo adesso riesco a leggere il monitor anche senza occhiali da vista; non sono più miope, e i miei occhi sono decisamente più acuti di quelli umani.

Bene, trasformarsi è stato molto piacevole, ma adesso che faccio? Sono le diciannove e trentacinque, e purtroppo ho parecchio appetito! In questa forma ho l'impressione di ragionare in maniera quasi uguale a prima, ma per esperienza so che delle differenze ci sono, e sono piuttosto importanti. Non sto provando alcuna rabbia per il problema con la rete e il RAID, e non sento più lo stomaco attanagliato da troppa ansia inutile. In questa forma riesco ad essere molto più razionale e positivo, e credo di avere anche leggermente più intelligenza logico - matematica. Non che per risolvere problemi di questo tipo serva un'intelligenza superiore, solo che questa forma è anche molto meno aggressiva di quella umana, e quindi posso concentrarmi meglio sui problemi. La forma umana sembrerebbe molto più civilizzata di questa, sembro una grossa bestia impellicciata, un enorme predatore felino, ma in realtà è la forma umana ad essere meno civile e più preda di istinti che in una situazione del genere sono inutili. Adesso sbattere un pugno sul tavolo rischiando di rompere qualcosa per colpa della rabbia, mi risulterebbe un gesto molto estraneo. Il fatto che ora abbia molti lati animali non significa che sia un animale, almeno nel senso sgradevole con cui viene intesa di solito questa parola. Aspetto fisico e qualità intellettuali e emotive possono benissimo essere indipendenti, e non necessariamente legate. Sfortunatamente se una persona che non mi conosce mi vedesse adesso, sono quasi sicuro che non capirebbe. Chi potrebbe capire e pensare come me che questo corpo di felinoide mannaro è ideale per trafficare sui computer?

Però con l'udito che ho adesso i fischi degli hard disk sono molto fastidiosi e penetranti, anche appiattendo le orecchie sul cranio. Mi danno fastidio anche quando ho forma umana, figuriamoci. Chi progetta computer non pensa che chi li usa abbia orecchie sensibili e che desidera che rimangano tali... In effetti credo che esista hardware un po' più silenzioso di questo, ma forse costa di più... Sul tavolo c'è un pacchetto di fazzolettini di carta, anche se non sono miei ne prendo uno, lo divido in due, arrotolo le due metà e le infilo nei condotti delle orecchie. Così se venisse qualche persona rischierei di non sentirla arrivare bene, ma il fischio degli Hard Disk è più sopportabile.

Bene, adesso so cosa fare, cominciamo con delle prove. Allargo le zampe posteriori per avere maggiore equilibrio, mi tiro su e appoggio le zampe anteriori sul tavolo, e con esse afferro il computer che fa girare il firewall e lo alzo. Con le mani raggiungo i cavi sul retro e li controllo. Come prevedevo uno dei connettori si è leggermente sfilato, era il problema più semplice! Ma non è l'unico, altrimenti la rete interna avrebbe dovuto funzionare. Torno a quattro zampe.

Cos?

Mi tolgo i tappini, esco dalla stanza, e oriento le orecchie per ascoltare. I cuori mi battono molto forte, quasi in controfase. Non posso venire scoperto! Ah, ecco, nella stanza vicina si è aperta una finestra ed è entrato un piccione! Con uno scatto lo acchiappo, lo piazzo fuori sul davanzale e richiudo la finestra e lo scuro. Mi auguro che nessuno abbia visto il mio braccio impellicciato. Prendo due respiri e cerco di rilassarmi. Se entrasse una persona dovrei ritrasformarmi in umano alla massima velocità. Ma sarei nudo... Meglio che vada a prendere almeno i pantaloncini nel mio ufficio e che me li tenga vicini.

Torno nella sala computer, mi scosto un po' di criniera dagli occhi, tolgo di mezzo la sedia che adesso non posso sicuramente più usare e mi piazzo davanti alla testiera. Le mie dita sono rimaste del tutto adatte alle tastiere. Alzo una zampa anteriore e ci uso il mouse, apro una shell, e inizio a seguire il mio istinto.

* * *

Bene, sono riuscito a risolvere quasi tutti i problemi. Il RAID serve per far copiare sempre e automaticamente gli stessi dati su più Hard Disk, così quando se ne è rotto uno non abbiamo perso nulla. Avevano comprato un hard disk di scorta, così mi è bastato sostituire l'Hard Disk rotto con uno nuovo e vuoto, e adesso mi basta aspettare che il RAID copi di nuovo i dati su quello vuoto. Gli servirà ancora del tempo, ma ora posso rilassarmi un po'.

Esco dalla sala computer bollente e butto via i tappini, le orecchie mi fischiano comunque un po'. Sto ansimando leggermente, passo dal bagno per raffreddarmi la testa con un po' d'acqua. Mi osservo nello specchio, ho un corpo inferiore con un forma molto simile a quello di una tigre, ma al posto della testa c'è un busto umanoide, con in cima una testa simile a quelle di una tigre, ma con un cranio molto più bombato. Nonostante le mie proporzioni da tigre molto grande, il mio manto è quello del leopardo. Con gli ingombri di questo corpo entro solo per poco davanti al lavandino, e avrei parecchi problemi ad usare il water, forse dovrei mettermi in equilibrio sulle sole zampe posteriori. Torno nella mia stanza e mi accuccio sul pavimento, carezzandomi lascivamente la pelliccia di un seno. D'istinto mi verrebbe da scavare con le zampe in cerca di terriccio più fresco...

È stato piuttosto difficile, e mi sono servite anche delle nozioni che non possedevo, indipendentemente dalla forma che posso assumere. Da umano penso che avrei comunque risolto i problemi, ma magari ci avrei impiegato più di due ore, o avrei dovuto telefonare al collega più esperto. La rabbia tipica degli umani mi avrebbe solo fatto perdere del tempo. E poi forse avrei avuto bisogno dell'aiuto manuale di un'altra persona per spostare i computer, aprirli, e poi richiuderli e riavvitarli collocandoli al loro posto. Invece con questo corpo ho potuto fare tutto da solo, e in fretta. Con questo corpo parecchi lavori del genere potrebbero richiedere quasi la metà del tempo! Avrei un bel po' di tempo libero in più. Usando il mouse con una zampa anteriore posso tenere sempre entrambe le mani sulla tastiera. Se potessi mantenere questa forma davanti alle altre persone potrei risparmiare anche più tempo per godermela... Se potessi rimarrei in questa forma parecchie ore ogni giorno. Una volta da piccolo d'inverno rimasi in questa forma per dieci giorni di fila, e quando tornai umano continuai a pulirmi la faccia alla maniera felina...

Mi piacerebbe rimanere in questa forma ancora un po', ma non credo che sia saggio farmi vedere così in piena Piazza del Campo! Per cui prima di uscire dovrò ritrasformarmi in umano, ma stanotte tornerò come sono ora. Ritrasformarsi in umano è un po' stancante, talvolta finisco indolenzito; immagino che nel fare una doppia trasformazione le ossa e i muscoli vengano sottoposti a stress notevoli, anche se non riesco a concepire esattamente quali. Sarei curioso di sapere di più sul mio corpo, tanto per cominciare come diamine faccio a cambiare massa, ma non ho grandi competenze di biologia e fisica delle particelle, e non ho intenzione di dirlo ad altri e rischiare di finire rinchiuso a vita in un laboratorio. In un libro medioevale c'è l'unica raffigurazione che conosco della mia stirpe, un disegno grezzo di un mio avo, che fu scambiato per un demonio e linciato fino alla morte.

Prima come ho fatto a sentirmi in imbarazzo per essermi tolto gli abiti? Forse perché non avevo pelliccia. Osservo la stanza nella quale passo parecchio tempo lavorativo, ma ora ai miei occhi è troppo piccola, sembra roba da umani. È curioso quanto poco basti per far cambiare le mie percezioni. Le sedie mi appaiono oggetti alieni, non riesco quasi neppure a ricordarmi i movimenti che servono per sedersi su uno di quegli oggetti. Eppure posso sentire il mio odore umano nella stanza... è un odore del tutto diverso dall'usta che ho adesso. Ho imparato ad aspettarmi questo odore, lo sento quasi ogni volta, ma lo trovo sempre un po'... come dire, inopportuno; non so perché. È curioso che quella fragile forma umana possa trasformarsi e diventare quello che sono adesso...

...e ancora più curioso è il fatto che quando ho l'aspetto di un umano penso la stessa cosa rispetto alla forma che ho adesso! In questa forma ho sentito perfino il bisogno di scegliermi un nome diverso, che viene usato solo da mia madre, e da dei conoscenti di chat su Internet che pensano sia solo il mio soprannome.

Anche se ho esattamente gli stessi ricordi di prima, i miei istinti sono leggermente diversi, i sensi sono diversi, sono più acuti e ne ho alcuni in più come quelli delle vibrisse, il mio corpo è diverso, ho dimensioni e ingombri diversi, esigenze diverse. Quindi credo sia normale che in pratica veda tutta la realtà in maniera leggermente diversa.

Una parte di me teme che adesso arrivino altre persone e la reazione che potrei suscitare, ma un'altra parte di me vorrebbe compagnia, mi sento un po' solo; credo sia la prima volta che mi sento solo in ufficio.

Accanto al mio monitor ci sono delle cuffie molto piccole, a forma di palline da infilare nelle piatte orecchie umane, che adesso non potrei proprio usare. Dovrebbero avere una forma molto diversa. Alzo la cornetta del telefono, questa potrei usarla, a malapena, anche se è troppo corta. Se fossero diffuse delle creature come me e se si mostrassero pubblicamente, dovrebbero modificare molte cose, sedili nei cinema, servizi igenici, attrezzature negli ospedali, tutto quanto... Se vengo ferito non mi ritrasformo in umano come si vede nei film, ma rimango nella forma in cui sono in quel momento. C'è anche una piccola foto di mia madre, che tutti però pensano sia solo una fotoelaborazione estremamente ben riuscita. Alla mia sinistra c'è il termosifone, che per la mia forma attuale sarebbe inutile anche negli inverni più freddi; con la pelliccia invernale inizio a sentire freddo solo sotto i meno venticinque. Quando sono in forma umana mi sembra di comportarmi del tutto come un umano, ma a quanto pare chi passa molto tempo con me nota qualcosa di diverso e spesso piacevole, e infatti i miei colleghi mi hanno regalato solo topini e gattini di peluche da incollare ai lati del monitor. Adesso li trovo carini, ma quando sono in forma umana non li apprezzo molto. Spero di non risultare più simpatico solo agli amanti dei gatti.

La mia scrivania è appoggiata ad una parete accanto alla scrivania di Francesco. Dall'altra parte, appoggiata all'altra parete, c'è la scrivania di sempai Chiara, la mia collega umana. Sulla parete davanti alla mia scrivania ho delle foto di lupi e la stampa di un lupo antropomorfo; Francesco invece ha affisso un calendario con giovani umane nude e dal corpo molto bello e attraente, sono persone piuttosto famose, attrici e altro. Glabre ma belle.

Quella ragazza nuda mi sta leggermente eccitando, come mi piacerebbe carezzarla... stare insieme a lei... Sento che all'inguine mi sto... Già, questa mia forma attuale è un po' più sessuofila di quella umana, ammesso che una cosa del genere sia possibile.

Mi volto; sull'altra parete c'è un calendario trovato come allegato a una rivista, l'ha appeso Chiara, anche se è dell'anno scorso. Sono foto di umani maschi, anche questi tutti poco vestiti e piuttosto bellocci... Mi carezzo i seni, e anche stavolta mi trovo a fantasticare su cosa potrei fare con quel ragazzo attore di cui non ricordo neppure il nome... Finora avevo notato poco il calendario delle ragazze, e per niente quello dei giovani uomini. Ormai sono abituata da anni alla duplice sessualità di questo corpo, per cui la cosa non mi dà più problemi. Ogni corpo è fatto in maniera diversa, ed ha esigenze diverse. Punto e basta. Però non posso negare che dopo essermi ritrasformato in umano, per qualche minuto sento come una nostalgia per questi lati femminili perduti. Questo corpo da' una sensazione così di completezza... Avrei bisogno di un partner come me, peccato che finora non abbia mai trovato nessun altro Chakat mannaro come me, ma solo qualche lupo mannaro, e solo una volta un felino mannaro. È così difficile incontrarsi... cerchiamo tutte e tutti di confonderci più possibile in mezzo all'umanità. Alcuni quasi si vergognano di quello che sono. Mia madre non mi ha mai spiegato da dove derivi il nome della creatura in cui ci trasformiamo; forse siamo gli unici mannari che possono diventare una creatura che non sia già esistente, come i lupi mannari. Siamo diversi dai lupi e da altre specie di mannari anche perché non possiamo guarire in poche ore da ferite grandi, ma impieghiamo giorni, quasi come gli umani.

Scuoto la testa, e poi mi metto a posto la criniera con gli artigli. Dovrei ricordarmi di tenere sempre in tasca un elastico per la criniera. Torniamo in sala macchine per vedere a che punto siamo, inizio ad avere appetito sul serio, devo andare a prepararmi cena. Se c'è una cosa che apprezziamo solo leggermente meno del sesso è la buona tavola. È meglio che vada anche in bagno a vedere se ho lasciato segni di zampate sulle mattonelle, altrimenti lunedì sarà difficile giustificarle. Chissà cosa penserebbero i miei colleghi se venissero a sapere cosa sono... mmr, durerebbe poco, ma penso che ci sarebbe da divertirsi. Se non altro capirebbero perché mi piacciono gli animali. Forse questi fissati mi chiederebbero di partecipare al Palio! Sì, ma come cavalcatura...

È dura nascondere agli altri quello che si è, ma purtroppo pare che siano poche le persone che possono capire quello che sono. Ho provato ad accennare qualcosa in via teorica ad un buon amico, gli chiesi cosa ne pensava dell'avere un corpo diverso, e del vedere la realtà da punti di vista diversi. Per spiegarmi meglio gli mostrai anche alcuni disegni di animali che feci dopo aver assunto questa forma, erano immagini notturne, anche se a me la luce bastava per vedere bene. Se adesso osservassi quei disegni non vi noterei nulla di particolare, ma quando li osservo con occhi umani anch'io non posso non notare qualcosa di inusuale, quasi leggermente alieno. Non credo siano molti i pittori umani che potrebbero imitare bene quello stile, è un punto di vista di una creatura diversa. L'amico mi rispose che una persona, invece di pensare a voler essere un lupo o qualche altra creatura, dovrebbe cercare di essere quello che è veramente, cioè sé stessa innanzi tutto, e poi un essere umano. Mi disse che i disegni erano carini, ma che dovevo lasciar perdere sogni e chimere e pensare meno a queste cose, e di più agli esseri umani, a partire da me stesso... che dovevo cercare di essere semplicemente un essere umano. Se avessi insistito forse sarebbe arrivato al punto di consigliarmi di rivolgermi ad uno psicologo... Altro che delusione licantropica, avrei fatto impazzire il dottore! Il mio amico non poteva vedere e conoscere la differenza tra quello che sono effettivamente, un Chakat mannaro, e quello che potrei desiderare di essere, magari un taurolupo mannaro. Teoricamente potrei fare come dice lui, potrei smettere di trasformarmi, calare definitivamente la 'maschera umana' come dicono i mannari, e cercare di atteggiarmi a normale umano per tutto il resto della vita, e rinunciare a metà di quello che sono, e a tutto quello di buono che questa forma può darmi; il mio atteggiamento positivo verso la vita e verso gli altri, la sua grande affettività, l'universo olfattivo coi suoi profumi e uste, le brezze sulla pelliccia, la criniera, gli estri, la resistenza sessuale maschile, l'arrampicarsi sugli alberi quasi senza sforzo, il galoppo, trotto e ambio, la chiarezza di pensiero, il lanciare cose con la coda, la forza fisica e la resistenza alle tossine, ai veleni e alla fatica... ma come umano non avrei bisogno di nascondere quello che sono, potrei essere me stesso.

Quando ero un adolescente raccontai alcune cose alla mia professoressa delle scuole medie inferiori, sotto forma di un lungo tema libero scritto in classe. Lei prese abbastanza sul serio le mie idee, e non reagì male, penso che le prese come una specie di seria discussione filosofica. Mi disse che il corpo non è poi così importante, che quello che ci distingue tra umani è soprattutto la mente, e quindi visto che io potevo conservare più o meno la stessa mente in ogni forma, sarei rimasto più o meno sempre la stessa persona. Ma aveva torto nel sottovalutare il corpo, perché esso è ciò che siamo e che ci fa interagire col mondo, e quindi un corpo con sensi e istinti diversi è un mondo diverso. Ad esempio la scienza forse sarebbe un po' diversa se la specie umana avesse i sensi che ho adesso. D'altronde non posso pretendere che lei sapesse cosa significa aver un'altra forma. Ma aveva ragione nel dire che è importante anche il mondo delle idee, l'arte e la letteratura. Infatti senza la matematica che stavo scoprendo in quel periodo, mi sarei annoiato moltissimo, indipendentemente dalla forma che potevo assumere. Per un Chakasa sono molto importanti sia gli aspetti del corpo che quelli della mente.

Gli umani talvolta mi sembra che assumono un rapporto troppo distaccato dai loro corpi. Ogni mannaro che si sia trasformato almeno una volta capisce quanto sia importante la forma del corpo, e che quando il corpo cambia, cambiano di conseguenza anche la mente e gli istinti. Se Cartesio fosse stato un mannaro forse non avrebbe pensato al corpo e mente come entità separate, ma che la mente viene creata dal corpo. In effetti esiste anche la possibilità che sia la mente a creare il corpo. Ma di primo acchito un mannaro non penserebbe mai ad una possibilità del genere.

Un'altra volta ho avuto anche una lunga serie di discussioni con un prete cattolico; mi ero confessato e sapeva quello che sono; cercava di convincermi ad essere più forte, a sforzarmi di vincere e ricacciare per sempre dentro di me i lati che lui definiva animaleschi, che vedeva quasi con orrore, come se fossero stati lati maligni... o fossero stati un segno di possessione o del demonio. Solo in questo modo secondo lui mi sarei riconquistato l'anima immortale che spetta solo agli umani. Ma per esperienza sia personale che di altri mannari so che quei lati ci sono, e alla lunga reprimerli risulta estremamente dannoso, è un cercare di reprimere una parte di sé, della propria vera anima e natura, un'anima molto più concreta di quella di cui parlava quel prete. Prima o poi tali lati escono comunque fuori da soli, e più li si è repressi, più la loro uscita è forte e incontrollabile. Se mai in passato alcuni lupi mannari hanno fatto realmente del male a degli umani, ammesso che la loro brutta fama abbia una qualche radice reale, probabilmente è perché avevano rifiutato quello che erano e avevano cercato di reprimerlo, e alla fine tali loro lati erano esplosi... cosa sicuramente da evitare, a me non capiterà mai, e finché sarò in vita farò in modo che non capiti mai neanche ai miei pochi conoscenti mannari. Per un certo periodo da adolescente ho messo un po' in discussione l'essere un Chakat mannaro, e in un altro periodo perfino di essere un umano, cercavo di comportarmi sempre come Chakat... Di certo per un adolescente che deve scoprire la propria nuova sessualità, il poter diventare un ermafrodita è dura. A quel tempo ero quasi terrorizzato dall'idea di diventare un umano senza una sessualità definita... Ho avuto anche degli incubi sul non riuscire a ritrasformarmi, o di sbagliare completamente una trasformazione e rimanere bloccato a mezza strada e con un aspetto deforme e destinato a morire in breve... Un mannaro si sente tale non quando ha assunto una forma oppure un'altra, ma soprattutto quando si sta trasformando. È appunto tale capacità che ci definisce meglio di qualunque altra. Eppure trasformarsi è un'esperienza stressante, e le prime volte può risultare quasi terrificante. In una trasformazione si smette di essere quello che si è e si diventa qualcun altro. Durante lo shifting ci si trova come appesi in mezzo tra due mondi, tra due possibili stati dell'esistenza, uno dei quali si trova nel passato prossimo, e uno nel prossimo futuro; ma in quel momento non si fa parte di nessuno dei due. Si è vulnerabili, non si è nulla, nessuno, non si esiste; si è solo qualcosa che sta fluendo. Per attraversare questa terra vuota di nessuno ci vuole sempre molto coraggio. Ma ho avuto la fortuna di avere una madre che mi ha fatto capire fin da piccola quanto è apprezzabile e bello essere quello che sono, indipendentemente dalla forma. Insieme al latte e al latteacqua mamma mi ha sempre dato anche il miele, cioè moltissimo affetto e coraggio per affrontare la vita.

Non sono pentita di aver parlato di questi miei lati a quell'amico, dopo tutto per me non credo sia bene nascondere troppo quello che sono agli amici più cari, ma forse avrei dovuto aspettarmelo di non venir capita. Forse in futuro ci riproverò con altre persone, ma sempre amici veri, e non conoscenti sulla rete.

L'unico altro Chakat mannaro che ho conosciuto è mia madre. Una volta in una situazione di estremo pericolo mia nonna riuscì a diventare ancora più forte, e contemporaneamente gli spuntarono antenne d'insetto e dei nuovi sensi che non sapeva usare completamente. Sarei molto curioso di vedere questa specie di terza forma così rara ed imparare a sfruttarla. Spero di non averne mai bisogno, ma è confortante sapere che disponiamo di un'altra riserva. Appena riesco a prendere una settimana di ferie, vado sul monte Amiata e provo ad ottenerla.

Essere solo in due è dura per la scarsità di partner Chakat... Mio padre è umano, e così era anche mio nonno materno e mia bisnonna, e tutte queste coppie miste si sono sempre volute bene. Pare che la mia condizione mannara non si attenui con gli incroci con umani. Riuscirò a trovare almeno una compagna umana adatta, che non sia spaventata o disgustata da quello che sono? Che non riuti neanche i miei lati femminili? Non è facile, ma dai miei avi so che è possibile.

Mia madre si stupiva del fatto che fin da piccola ho sempre preso i lupi un po' come modello. Sento di avere un forte legame con loro, e da piccola qualche volta ho fantasticato perfino di esserne uno, magari tauroforme. Per me rappresentano la libertà, anche di essere se stessi, rappresentano tutto ciò che è selvaggio... Ma col tempo la mia è diventata una forma di odio - amore; infatti i lupi, mannari o meno, rimangono creature un po' aggressive; mentre noi pur essendo altrettanto forti siamo creature non violente. Se fossi stata una lupa mannara non avrei avuto nessun scopo a trasformarmi qui. Sia i lupi che gli umani sono creature aggressive, non è un caso che umani e cani vadano così d'accordo, sono anche entrambi fissati con le gerarchie, ma credo che i loro tipi di aggressività siano un po' diversi. Se i lupi fossero intelligenti forse tratterebbero il pianeta come lo trattano gli umani. Nonostante ciò, rispetto e apprezzo moltissimo i lupi, e anche gli umani, e i Chakat mannari, per quanto di questi ultimi ne conosca solo due. Tutti quanti abbiamo i nostri differenti pregi e difetti. Mi rifiuterò sempre di dire che una specie è migliore di un'altra, lo specismo non fa per me.
  

"Evil is defined by actions and thoughts, not state of being. You think yourself evil not because of what you DO, but who you ARE. And who we are is a factor we cannot control. Only by being true to ourselves, by being honest with what we are, can we define the evil and good within all of us."
- Ben Goodridge, "Like Olympus".
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"Una storia dell'orrore" (c) 2002 leonardo maffi.
Specie Chakat (c) Bernard Doove (www.furry.org.au/chakat/).
 

Note: i Chakat in realtà sono ambientati nel contesto di StarTrek, ma qui mi sono preso la libertà di renderne uno mannaro e collocarlo nel nostro tempo. Ringrazio Andrea Carta, Alessio 'Scale' Scalerandi, Niordheim e Laura 'Gilda' Rimessi per i loro consigli e critiche utili, e John R. Plunkett (www.furry.org.au/focault) per una riflessione sullo shifting. Il titolo "Una storia dell'orrore" deriva dal titolo "Storie dell'orrore" della rubrica sulla nota rivista di informatica Dr. Dobb's Journal. In tali articoli i lettori/lettrici descrivono i problemi che hanno incontrato nel loro lavoro nel gestire computer e loro reti, che spesso sono piuttosto brutti e difficili da risolvere, tanto da fare orrore. Nota tipografica: il teatro Giapponese a cui si accenna è scritto con un trattino sopra la o: N? (non visualizzabile in Netscape4.7). (Un esempio di disegno di Chakat: www.furry.org.au/cakitfox/Art/What-the.jpg) Il riferimento alle antenne è relativo ad un'altra creatura derivata dai Chakat che ho progettato insieme ad un collega.
Riferimenti bibliografici: Oliver Sacks, il capitolo "Il cane sotto la pelle" facente parte di "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello", Bibioteca Adelphi.
 
 

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