Una pausa

di leonardo maffi
Versione 1.0 del 2005 07 18


Sorrido e mi stiro felinamente, mentre osservo Marino che adocchia una giovane e bella passate ^_^

Mi sposto lievemente a sinistra per fare più spazio a Tigre sul tappetino che mi sono fatto dare, ma lei si volta, mi sorride, e mi da un'altra leggera strusciata contro la giuspalla. Empatisce felicità intensa, e mi da' una stretta alla coda con la sua, nonostante il caldo mi vuol stare proprio vicino. Le sorrido di rimando guardandola negli occhi, e le metto una mano sulla groppa, non c'è bisogno che parli, non ho nessuna intenzione di scappare. Sono con te Tigre, e lo sarò ancora per molto tempo.

Alzo gli ocelli, vedo che Baia mi sorride e mi prende la mano, "Siete proprio una bella coppia. È già qualcosa che alla fine siate riuscite a diventare Compagneditana, ma vi vedo bene come Compagnedivita."

"Ora si dice denmate e lifemate, Baia. Comunque sono d'accordo con te," dice Marino sorridendoci.

Il cambio di termini è di pochi giorni fa, quando siamo extracontestuali serve del tempo per adattarsi. Sbadiglio... devo dormire di più... Sono sei giorni che dormo meno di due ore al giorno...

"Secondo me non ci ripagano abbastanza, visto quello che facciamo per impersonare quelle storie... Vivere su Sava non è uno scherzo," dice Furiaursina.

Di certo non è una vita facile. Bevo un po' del succo di pomodoro, è buono come quello di solana che coltiviamo al Villaggio. C'è parecchia gente umana che passa... anche se ci siamo messi in un angolo appartato parecchi umani di passaggio ci guardano come se fossimo venuti da un altro pianeta... il che comunque è esatto. Poi sgattaiolano via tutti. Una bambina mi carezza il naso attraverso la siepe, le do' una leccata amichevole al palmo... ma sua madre la tira via e scappa! "Guardi signora, che non volevo mangiarla..." È inutile, è già lontana.

"Probabilmente non capisce l'Inglese, o forse non apprezza i furry," dico. Giona mi guarda sorridendo, e scuote la testa.

Torna il cameriere, è rosso come un peperone, è terrorizzato dal vedere delle taurotigri parlanti, non ha mai visto nulla di simile, ma come mi ha spiegato Giona siano nel più costoso bar di Parigi, qui tutti gli inservienti hanno ricevuto un duro addestramento nel mantenere sempre il controllo... e paghiamo con parecchio oro puro, per cui forse avrebbero servito anche dei terrori uncinati neri.

"Mi porti un altro litro di questo succo del frutto con le punte... sì, l'ananas... Giona direbbe che è un frutto divino," dice Nebula mentre gli mostra la sua grossa ciotola vuota, il cameriere in livrea la prende e cammina via, trotta e quasi galoppa, ma non proprio. Comunque capisce bene il nostro Inglese. Nebula è sempre stata appassionata di cibi nuovi, di tutto ciò che è nuovo o diverso. Prima Giona via radio mi ha spiegato che quella non è una ciotola vera, è un grosso portacenere... E poi me lo ha mostrato anche Chandra in alcune immagini. Se non sapessi che Nebula è così intelligente, penserei che non l'ha capito. Quando prima ha chiesto di farselo riempire di succo di frutta gliene hanno portato uno uguale, ma i colori erano più vecchi, è chiaro che era un altro posacenere, i camerieri l'hanno servita in un posacenere perfettamente pulito. Quindi nonostante siano spaventati da noi, non ci hanno ubbidito alla lettera, servendoci in un posacenere sporco, ma ce ne hanno dato uno identico ma pulito; questo è un altro segno di quanto siano buoni questo locale e i camerieri. Su Sava non abbiamo nulla di simile, anche se non sono sicuro che apprezzerei vedere dei chakasa comportarsi come manichini in costume, come questi camerieri umani.

Sospiro... ora nel bar siamo gli unici... tutti gli altri clienti se ne sono andati spaventati... ci considerano alieni.

"Penso di capire cosa provi Furia, ma che tipo di ricompensa vorresti? Soldi umani terrestri? Oro? Frutta? Invenzioni terrestri? Altri semi terrestri?" Lei scuote il capo, non lo sa neppure lei.

"Sava è la nostra casa, siamo stati fatti per essa...", dico, "È un posto duro, ma da' anche soddisfazioni, e nelle vicende che mi hanno fatto impersonare ho sempre trovato abbondanti punti di soddisfazione..." Eh eh, e poi essere il coprotagonista mi garantisce salva la vita. Spero.

"Comunque è un bel posto per fare una pausa..." dice Giona osservando uno scorcio della Torre tipica di Parigi.

Baia annuisce, "Già, se non fosse per la polizia che ha subito transennato tutto, e l'esercito che sta presidiando tutta la zona..."

In effetti è vero, sul marciapiede al di la' della siepe non passano più persone... Sollevo l'ocisguardo, e lascio riconoscere l'oggetto a Chandra, è un elicottero militare, è molto alto, ma probabilmente ci sta già tenendo d'occhio...

Mostro la ciotolina vuota ad un cameriere, e mi faccio portare altre noccioline tostate e salate... Sono buone, saporite, contengono molti grassi energetici e nessuna tossina significativa.

"Pensa che ci verranno a portare via presto?" chiedo al cameriere indicando addirittura una blindo dell'esercito che si è posteggiata a poche decine di metri da noi.

"Non lo so", è tutto quello che riesce a dire. Lo prendo per mano... trema ed è terrorizzato! "Si calmi per favore. Non portiamo nessuna malattia contagiosa, e siamo creature intelligenti, come voi... non abbiamo nessuna intenzione di farvi del male. Non siamo delle supercreature... siamo fatti come voi, se ci sparate sanguiniamo e moriamo come voi, siamo persone fatte di carne. E non verranno altre come noi, siamo solo noi e non stiamo invadendo o conquistando un bel nulla." Ormai penso di star imparando come ragionano gli umani, hanno la guerra sempre nel cervello, ed infatti lui annuisce...

Tigre ghigna leggermente, e parla, "Un chakasa, non ha occhi? Non ha mani, un chakasa, membra, corpo, sensi, sentimenti, passioni? Non si nutre dello stesso cibo, non è ferito dalle stesse armi, scaldato e gelato dalla stessa estate e inverno di un umano? Se ci pungete, non sanguiniamo? Se ci fate il solletico, non ridiamo?"

"Sembriamo animali, grossi felini..." dico. Osservo come Furia lappa qualcosa versato sul tavolino, "forse vi pare che ci comportiamo come bruti, ma per quanto riguarda le cose importanti non lo siamo. Tutto questo esercito non serve a nulla..."

"Come non servirà a nulla la probabile sterilizzazione o quarantena biologica che faranno al vostro bar, con noi non portiamo patogeni di nessun tipo, il trasbordo spaziotemporale fin qui li ha filtrati. Noi veniamo dal vostro futuro," dice Giona. Il cameriere ovviamente non capisce tutto, ma annuisce ancora, e sembra lievemente più calmo, lo lascio andare, e si allontana. Non si è neppure urinato nei pantaloni come ha fatto uno prima. Comunque quasi tutti i camerieri sono andati via dal bar, credo ne siano rimasti solo cinque. Orecchieggio il fondo del locale, un cameriere sta bisbigliando qualcosa, lo sento bene, ma Chandra deve tradurmi il linguaggio Francese che si usa qui: "Futuro!?" E qualcun altro: "Nel futuro avremo tigri che parlano?"

"Lo considero un onore aver potuto vedere il pianeta dove siamo stati creati," dice Nebula.

"Sono uno spaziale, anche per me è la prima volta che vengo sulla Terra..." dice Giona, "Un mio nonno è nato a solo alcune migliaia di chilometri da qui."

"Una breve pausa da Sava ci voleva," dice Tigre annuendo, "E la gravità più bassa è riposante."

Le sorrido ^_^ E la bacio, fusando forte ^__^ Poi mi separo dal bacio e le leccobacio le labbra, televedo umani vestiti di nero che ci stanno puntando fucili dalla cima di abitazioni vicine, hanno anche un sacchetto nero che aderisce su tutta la testa, "Cosa faccia il mondo non mi interessa per niente. Mi importa solo di essere con tutti voi... Siete i miei migliori amici, la mia famiglia che non ho mai avuto. Siete con me."

Giona non ha tuta, ma ha una specie di cuffia radio, e mi trasmette che quelli li ha visti anche lui, e che forse non ci sparano, o non ci hanno ancora sparato, perché hanno visto che non siamo armati.

Sollevo il mio calice mezzo pieno di succo di pomodoro al pepe, una spezie terrestre... gli altri fanno lo stesso, Nebula solleva il posacenere di ananas, Tigre solleva il bicchiere di vino rosso, Gattomarino solleva un bicchiere di metallo contente un cocktail veramente puzzolente, che contiene anche pasta di acciuga, Furia ghigna e solleva mezzo tramezzino, "Un brindisi alla maniera umana... ai miei amici, che hanno fatto un pezzo del cammino della loro vita accanto a me, cosa che sento come un privilegio. Nebula, mi hai insegnato tanto... sei la mia compagna di invenzioni e di studio. Furia, che mi hai insegnato il mestiere di Guardiana. Marino mi hai accettato e mi hai dato fiducia accettando che diventassi Guardiana e ambasciatrice e poi ancora ambasciatrice con gli umani... e mi insegnato a non farmi fottere nel modo sbagliato. Padre Giona, che mi- ci hai mostrato la verità sul nostro passato, mi insegni a conoscere due mondi, e sei il mio amore più xeno che potessi avere. Baia, che mi hai insegnato che il mio lavoro di Guardiana era importante, mi hai dato uno scopo quando di scopi ne avevo pochi, e mi hai mostrato come si combatte il pregiudizio tra chakasa... e mi hai anche mostrato che un chakasa può resistere per anni dove pensavo non si potesse resistere che dei giorni. Essere forti significa anche saper resistere per molto tempo. E Tigre... mi hai insegnato ad usare bene l'empatia in modo artistico... mi hai insegnato cosa è l'arte e perché ha un valore, e mi hai insegnato... no, questo vale di più, mi hai fatto provare l'amore per una coetanea. Mi hai accolto in una famiglia..." Do' una carezza a Sasha, che sta mangiando qualcosa quasi sdraiata sulle mie mampe..., "E Sasha, la mia saggezza, la mia lifemate; rimarrà sempre con me."

Mi sorridono, beviamo e mangiamo...

Fuori del bar si sono disposte tre file di militari, ci puntano addosso fucili, e perfino un... Chandra lo chiama bazooka, un lanciamissili manuale. E ci sono molti altri militari, e probabilmente alcuni specializzati in malattie strane, sono tutti scafandrati. Probabilmente vogliono catturarci, li guardo scoprendo i denti... e gli parlo attraverso la siepe del bar, "Non vedete che stiamo festeggiando? Non abbiamo fatto del male a nessuna. Ci volete sparare? Uccidere? Distruggere? Catturare? Affettare, sezionare e studiare? Volete controllare tutto... Quello che non capite volete inscatolarlo e sminuzzarlo, come fa Giona con gli insetti di Sava?" Loro mi guadano ma non si muovono. Comunque alcuni di loro hanno rilassato leggermente le sopracciglia, a quanto pare hanno qualcosa di umano dentro di loro. Siamo noi gli animali? Bisbiglio un "Scusa Giona", poi parlo ancora ad alta voce, "Siamo amici, e vorremmo almeno finire di bere... Dateci almeno questo tempo."

Sospiro... Marino lascia quasi un etto d'oro sul tavolo... un bel metallo per noi poco utile, ma che Giona dice essere importante per i terrestri di quest'epoca.

Giona parla, "Spero basti per il disturbo. Probabilmente ve lo toglieranno per analizzarlo, ma speriamo che vi diano soldi in cambio. Comunque nell'oro non troveranno quasi nulla di interessante, è sterile e del tutto pulito."

Adesso parlo io, "Abbiamo finito. Non torneremo mai più, ma siamo stati molto bene nel vostro negozio. Grazie."

"Visto che avevo ragione? La Parigi del duemila era bella," dice Giona, alzandosi in piedi e stirandosi... "Ed è stato bello stare all'aperto un po' di tempo senza tuta."

"Grazie per tutto, Stefano," dico ad un cameriere, l'unico che mi abbia detto il nome, con un piccolo inchino. Lui per la prima volta mi sorride, e annuisce. Gli metto una piccola pallina d'oro sulla mano, come extra per la sua gentilezza, gli chiudo la mano e strizzo l'occhio. Forse se i casi gli saranno favorevoli riuscirà a conservare quel metallo. Spero comunque che non vada nei guai proprio per il mio piccolo regalo.

Gli altri annuiscono... siamo pronti. Giona mi ha spiegato che probabilmente noi non conserveremo nessun ricordo di questo viaggio, a differenza degli umani terrestri, ma non importa, le sensazioni che ho provato sono state reali e hanno avuto un senso, anche se le dimenticherò. Ci alziamo, mampo forte Sasha e abbraccio Tigre, chiudiamo gli occhi e tratteniamo il fiato, anche se non serve. Svaniamo, torniamo alle nostre storie sulla pericolosa Sava. Spero che nessuno di noi venga fatto morire nelle nostre storie...
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Contesto Chapel, specie Chakasa e Padre Giona © leonardo maffi e Alessio "Scale" Scalerandi.
Personaggi Fuocoblu, Furiaursina, Baiagelata, Gattomarino, Sasha, Elettronebula, Chandra e Tigrerossa (c) leonardo maffi.

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