Un pomeriggio cogli amici

di leonardo maffi
Versione 1.0 del 2005 08 27


Si passeggia sul lungomare di Viareggio, mi guardo attorno mentre cammino fluido, siamo d'Agosto, ma il cielo è coperto e c'è un debole vento fresco di Libeccio, e non ho troppo caldo. Il marciapiede è molto largo, e non ci sono troppi umani perché sono come le lucertole, escono soprattutto quando c'è il sole, per cui in certi tratti possiamo camminare perfino tutti e tre accanto.

Faccio fluttuare la coda dietro di me, alcuni umani ci lasciano il passo o si allontanano leggermente, ma non ci faccio quasi più caso. Viareggio è frequentato da gente abbastanza aggiornata e tollera i morfi, a quanto pare anche quelli di ultima generazione.

Un pastore tedesco si avvicina un po', è molto teso. Grosso maschio, anni circa tre, peso 40 kg circa. Lo indico alle mie compagne che non l'avevano ancora visto.

BARK! BARK! BARK!

Ci viene vicino e ci abbaia forte! Macchia sembra leggermente spaventata, mi siedo davanti a lei, rilassata e non gli mostro neanche i denti, non potrà mai avvicinarsi alle mie amiche. I cani mi piacciono molto, ma non permetto che ci facciano del male; se devo decidere tra lui e i miei amici preferisco che sia lui a subire danni.

Dopo poco la padrona arriva, una giovane umana sportiva con alcune enfatizzazioni fisiche, gli aggancia il collare e se se lo tira via, mentre lui continua a ringhiarci... Dai movimenti dei suoi occhi e dalla sua mimica corporea capisco che la padrona non è affatto preoccupata per noi, ma solo per il suo cane e per lei stessa. Potrei spiegarle che noi non abbiamo fatto nulla di male, ma probabilmente sarebbe una discussione inutile. Aspettiamo che il cane e padrona si siano allontanati, e ci rincamminiamo. Alcuni umani si erano fermati a osservare le nostre reazioni, almeno un paio di loro sorrideva leggermente, forse speravano di vedermi combattere con un cane? Non mi piace fare spettacolo, non sono ancora abituato alle folle.

Alcuni cani ci sono amichevoli, ma altri forse non accettano il nostro aspetto, o forse l'odore delle mie compagne chakat, e ci trattano in questo modo. Spesso il cane si adatta al carattere e ai desideri del tutore umano. Chissà se quella giovane donna apprezza i morfi ad alte prestazioni.

Riprendiamo la passeggiata, stringo il braccio e sorrido alle mie amiche ^_^ per far loro capire che va tutto bene, e che non dobbiamo lasciare che cose come questa ci rovinino la passeggiata. Non ci vediamo spesso...

Anche se sono alcuni problemi di convivenza con gli umani, essere un chakasa è un piacere, e anche se potessi non farei mai a cambio col corpo di un qualunque umano. La mia diversità non mi dispiace, e poi ad essere chakasa ci sono molti vantaggi...

Siamo passati davanti a molti bar molto raffinati, e probabilmente molto costosi, ma Pelliccia guarda una piccola gelateria artigianale sotto un portico. Osservo la vetrina, e annuisco, "Lo volete un po' di gelato? ^__^"

"A me va bene," dice Pelliccia, e ci dirigiamo sotto il portico. Sulla porta trasparente c'è un adesivo di 'Furr frriendly', molto bene. Significa che a questi umani non dispiace avere clienti antropomorfi. La maggior parte degli altri negozi del viale non rifiuterebbe dei chakat, perché sono considerati cool, ma questo negozio lo dice esplicitamente, è come un rifugio per morfi che altrove hanno paura di non venire apprezzati. Chi ha messo quell'adesivo spera di fare qualche cliente in più, ma rischia anche di perdere alcuni clienti umani, forse al netto mettere quell'adesivo fa perdere soldi. Scegliamo un piccolo tavolino rotondo nella zona recintata fuori del locale, e tolgo due sedie, mentre Baia toglie la terza, a noi queste sedie non servono, e ho visto solo tre taurosedili in tutta la passeggiata.

Dopo poco arriva una signora, "Salve, abbiamo granite alla menta, alla-"

"Sei, grazie," dice Baiagelata.

"Uh. Bene," dice l'umana un po' stupita e torna dentro il negozio. Osservo la gente che passa lungo sotto i portici... sono tutti umani. La gelateria è piccola e non al momento non ci sono altri clienti. Sotto il porticato il negozio ha solo quattro tavolini rotondi e molto piccoli, e finché ci saremo noi tre ad un tavolino non credo che arriveranno altri clienti... A meno che non siano furrofili. Dopo un'ottantina di secondi la donna torna indietro, ci mette le granite sul tavolo e torna dentro immediatamente, forse si aspettava una reazione diversa da parte nostra.

Le granite sono contenute in bicchieri di plastica trasparente, sembra addirittura PVC, sono verdi e odorano di menta, sono molto piccole, e le inghiottiamo in pochi secondi. Sorrido... personalmente non sono abituata ad umani che mi servono ^_^ Baia non voleva assolutamente disturbare la barista, per cui ha ordinato la prima cosa che ci ha elencato. Siamo ancora nervose a stare in giro... Eppure loro sono libere fin dalla nascita, dovrebbero essere abituate. Forse sono nervose per il fatto di portare a spasso un chakasa ad una delle sue prime uscite in una città affollata.

Lascio le mie due compagne ed entro cautamente nel negozio... sollevo un po' il naso e sorrido... ^_^ "Che buon odore ^_^" Loro mi osservano, ma non rispondono. Guardo il negozio, è una singola stanza a forma di parallelepipedo di circa 6x4x3 metri, e c'è una piccola apertura che va sul retro, dove preparano i gelati. C'è un vetro inclinato con dietro vari gusti di gelato... è un negozio antico, probabilmente due secoli fa poteva essere abbastanza simile. Lungo la passeggiata ho visto dei negozi ancora più antichi di questo, in uno stile di più di trecento anni fa.

"Posso avere del gelato?" chiedo. Nel negozio sono in due, dietro il bancone, un uomo di circa trentacinque e una donna un po' più giovane, che deve aver avuto un incidente, perché sotto la pelle della sua faccia ho ecovisto delle ossa un po' deformate. Mi sorridono, è un sorriso vero e non piramidale, e anche la loro mimica corporea è rilassata e tendono ad avvicinarsi a me e non a tenersi a distanza, e mi sento subito come tra amici... l'adesivo che hanno alla porta non è casuale, forse sono due amanti dei morfi, credo che se fossero più disinibiti potrebbero perfino desiderare di toccarmi la pelliccia. Sì, sento che potrei diventare amica di queste due persone molto in fretta. Normalizzo il mio sogitempo, l'avevo rallentato senza quasi accorgermene per poter analizzare questi due umani.

"Certo, che misura vuoi? Questa va bene?"

Mi mostra una coppetta minuscola, di circa cinque centimetri di diametro... "È troppo piccola ^_^"

"Questa va bene?" Mi mostra una coppetta di quasi dieci centimetri di diametro...

"Ne avete una più grande? Sa, sono un tauro..." mi tocco un poco la groppa, per sottolineare che ho un corpo grande...

Su uno scaffale alla mia destra mi indica un secchiello di quasi venticinque centimetri! "Abbiamo quei contenitori da portar via..."

"È troppo... ne avete una misura intermedia?"

"No, mi dispiace..."

"Allora prendo due coppe..." con le dita faccio un cerchio di una decina di centimetri di diametro.

"Che gusti vuoi?" Sul muro c'è un foglio di vera carta, sul quale leggo che per ciascuna delle coppette 'grandi' che ho preso potrei scegliere tre gusti.

"Cioccolato... Quello che odora di fico..."

"È gelato ai fichi verdini ^_^"

"Sì, quello; e poi... panna, e tiramisù."

Riempiono le coppette, anche se mettono poca panna, accenno un piccolo inchino col capo, e torno fuori dalle mie amiche, nel negozio gli odori erano fin troppo forti. Per mangiarle mi hanno dato una palettina minuscola... però MMmMrrrrr... Il gusto è buonissimo... ^_^

Mentre mangio, loro ordinano delle coppe di vetro piene di gelato e cialde, due a testa, io non le avevo viste, e usando le cialde come palette riescono a mangiare più svelte di me.

Torno nel negozio, i due mi guardano e sorridono, subito sotto il vetro del bancone ci sono dei bicchieri di vetro che contengono roba marrone, penso sia qualche tipo di cioccolata... glieli indico e lei me ne tira su uno, e stavolta mi passa un cucchiaio di metallo. Forse ha capito che le palettine non mi vanno bene. In poche grosse cucchiaiate mando giù tutto il contenuto del bicchiere, la signora adesso sorride mostrando i denti, "Me ne da' un altro?" Attacco anche il secondo e in meno di dieci secondi lo finisco, ha un alto contenuto in grassi e oli, ma è fresco e contiene anche latte e un po' d'acqua.

"È una ricetta nostra... Sono fatti in gran parte di Nutella, ricetta originale, mescolata con un po' di gelato al cappuccino, per renderli un pochino più leggeri... vedo che ti sono piaciuti."

"Sono buoni ^_^" Il sapore era fresco, la nanoIA Genia mi segnala che se fosse stata tutta Nutella sarebbero stati dei blocchi di grasso e olio duro.

Mi lecco i baffi, è finito troppo in fretta... Baiagelata mi raggiunge dentro il negozio, è rilassata, forse anche perché ha visto che ho la coda molto rilassata e tranquilla. Nel portarmi a spasso si sono assunte un po' di responsabilità e mi tengono sott'occhio perché hanno paura di mie eventuali azioni problematiche, ma i loro istinti hanno capito che sono la più percettiva, e mi trattano come fossi gli occhi del nostro piccolo gruppo.

"Devo pagare sei granite, quattro bicchieroni di gelato, due coppette di gelato grandi, e due bicchieri di Nutella," l'umano annuisce e continua a sorridere, e poi con la clip antennale concludo la transazione senza muovermi. Come al solito abbiamo ordinato tutto doppio ^_^

Stringo la mano alla signora per la loro gentilezza, da come protrae leggermente la testa sembra che mi voglia parlare ancora, ma non dice nulla. Tengo la sua mano e inclino la testa leggermente di lato, per incoraggiarla...

"Siete proprio belli... spero di rivedervi..."

Annuisco, "Sì, ci rivedremo," le carezzo la gamba nuda con la coda e sorrido ^_^ Lei si stupisce un po', forse non si ricordava che posso muovere la coda in questo modo ^__^

Usciamo, avrei voluto mangiarne un po' di più, ma è meglio non esagerare, e comunque abbiamo speso abbastanza.

Pelodoro non c'è, per cui la attendiamo un attimo al tavolo, e dopo poco eccola arrivare, ha comprato del pane per stasera, tre grossi sfilatini bianchi lunghi quasi un metro.

Mi avvicino al suo sacchetto, e vi infilo le antenne per fiutare il buon odore del pane fresco... "Che buoni..." dico, "E che sfilatini grandi! ^_^"

"Il mio è anche più grande," dice Pelliccia sorridendo e mostrando un po' i denti :-]

"Oh, bene, molto bene, a me piacciono grandi, danno più soddisfazioni. :-P" mi carezzo il sustomaco.

Baia mostra la lingua, ha imparato da me il sorriso chakasa non aggressivo.

"Devo prendere altro cibo... andiamo al supermercato, va bene?" Mi chiede Pelodoro.

"Per me va benissimo, non ho impegni..."

Usciamo dai portici, torniamo sulla passeggiata e proseguiamo in diagonale... una ragazza umana su pattini che indossa vestiti attillati e molto colorati ci fa un quarto di cerchio attorno e poi si ferma per guardarci meglio. Noi ci fermiamo e ci voltiamo per farci vedere ^_^ Dopo tutto sono qui anche per divulgare il mio aspetto corporeo e abituare la gente ad esso. E poi è molto carina...

Si avvicina, sembra amichevole... "Siete chakat?"

Pellicciadoro si fa leggermente avanti, delle tre è la più matura e ha più anni, per cui si considera un po' quella che si deve assumere le responsabilità o che deve farci da portavoce. Ma è sempre molto gentile e discreta, e se alzassi la coda anche di due o tre centimetri si fermerebbe per lasciarmi spazio.

"Siamo due chakat e un chakasa," risponde Pelliccia, indicando prima lei stessa e Baiagelata, e poi me.

La ragazza inclina impercettibilmente il capo e mi osserva, forse vorrebbe dirmi qualcosa... per cui mi faccio avanti, "Sì, i chakasa non sono ancora molto comuni qui in giro..."

Lei annuisce, "Sei la prima che vedo. Chissà come corri svelta."

Sorrido ^_^', ma preferisco non commentare, non voglio imbarazzare le mie amiche facendo commenti. Devo ancora imparare bene come ci si comporta.

"Assomigli molto a loro, ma non mi piace come ti hanno fatto le antenne," dice, come se stesse parlando di un elettrodomestico...

"Sono fatte così per degli scopi, sono organi di senso, non sono estetiche," dice Baia. Poi la lasciamo, e attraversiamo la strada. Non entro perché la porta appena mi vede mi trasmette un vocomodulo e anche trasmissioni digitali, che dicono che per motivi di sicurezza i chakasa non sono ammessi all'interno.

"Non posso entrare..." spiego alle mie due amiche, "Noi chakasa siamo di classe rossa... veniamo considerati ancora in prova e potenzialmente pericolosi, per cui non posso entrare in un locale chiuso così affollato. Voi andate, vi aspetto fuori."

Loro sanno bene queste cose, "Facciamo prima possibile," mi stringono un braccio, mi codano un momento, ed entrano. Cammino a destra, e vado sul fianco del caseggiato, c'è una piccola scala mobile che porta direttamente al primo piano, e uno spiazzo per l'arrivo dei camion dei rifornimenti, e ci sono anche dei contenitori per i rifiuti, l'odore non è dei migliori... però è abbastanza complesso, e la antenne si divertono a farne un'analisi.

Gli umani sono di classe verde, i chakat e gran parte dei cani, dei morfi e dei robot sono di classe gialla, e possono entrare quasi ovunque. Alcuni morfi e alcuni animali domestici sono di classe arancione, e in questo supermercato non potrebbero entrare, ma potrebbero entrare in altri negozi più piccoli. Una tigre o un orso naturali sarebbero di classe marrone e ovviamente non potrebbero circolare. Se quattro anni fa fossi uscita a spasso per Viareggio, sarei stato di classe marrone, e mi avrebbero arrestato, però potevo stare in zone aperte, ma sorvegliate e lontane da centri abitati. Delle bioforme e dei morfi potenzialmente pericolosi sono di classe nera, e possono solo stare in luoghi sorvegliati e protetti, e se avvistati in giro potrebbero perfino venire uccisi immediatamente. Noi chakasa siamo tuttora considerati solo un gradino meno pericolosi di una tigre selvatica che va a spasso per Viareggio, è confortante... -__-

Osservo la gente sulla scala mobile, in realtà adesso sembra che funzioni solo in discesa... mi sarò sbagliato, credevo fosse un'entrata con una scala mobile in salita...

Però un pezzo della scala mobile è molto ripida, viene giù quasi a quarantacinque gradi... salgo sulla scala, salendo controcorrente, è molto stretta e ora sulla scala non c'è nessuno. Una donna esce dalla piccola porta, con dei sacchi di roba, e inizia a venire giù con la scala mobile, ma come immaginavo arriva al punto molto inclinato e quasi cade, mi accelero e riesco ad afferrarla per il busto prima che cada. Retrocedo, e la lascio andare oltre la zona ripida, "Ho quattro zampe e non scivolo ^_^", le dico sorridendole a bocca chiusa, lei mi ringrazia e poi arriva fino a terra e si allontana. I chakasa sono stati creati anche per aiutare gli umani, e quando posso lo faccio sempre, il mio tutore legale all'Istituto di Novagenetica mi ha solo detto di non esagerare e non mettermi nei guai inutilmente, ma se serve è pronto a difendermi in tribunale, e tengo Genia in registrazione audiovideo continua, tutte i dati sigillati antimodifica, per avere prove legali che dimostrano che non mi sono comportato male.

Ho una strana sensazione radio... Salgo l'ultimo tratto di scala mobile e arrivo fino al terrazzino del primo piano, credo che questa adesso sia configurata come uscita di emergenza. Dall'interno del supermercato arrivano segnali radio confusi e strani... è molto strano... Che sta succedendo? Probabilmente non dovrei neppure essere su questa scala mobile, comunque potrei giustificarmi mostrando la registrazione audiovideo e dicendo che ho aiutato un'umana in difficoltà, ma se entrassi potrei venire arrestata subito e probabilmente dovrei passare vari giorni chiusa nel Centro Novagenetica.

Con la clip radio invio un breve messaggio a Pelodoro e Baiagelata, per sentire se va tutto bene. Dopo poco Baia mi risponde con un messaggio, dice che la sezione abbigliamento del supermercato ha avuto qualche problema software nella gestione dei robocamerieri... alcune persone hanno avuto problemi... Vorrei entrare per poter aiutare la gente, o almeno per portar fuori le mie amiche! Che faccio? Da dentro provengono odori strani... sì, un lieve odore di bruciato, materiale elettrico forse. Genia fa un'interrogazione al sistema software del supermercato, e in effetti ci sono degli ascensori bloccati. È curioso che il sistema di controllo del supermercato non mi dia accesso fisico al locale, ma in compenso mi dia più accesso informatico di quanto ne darebbe ad un umano qualunque. Entro dentro, e seguendo le indicazioni di Genia mi dirigo nel punto dove il telefono di Baia ha emesso il suo messaggio. Il sistema informatico del supermercato per ora mi sta coprendo... Genia forse ci ha fatto amicizia.

Le vedo, si sono spostate di poco, e stanno raccogliendo tranquillamente verdure surgelate da un frigo, "Che ci fai qui? Ti avevamo detto che va tutto bene, e tu non puoi entrare..." dice Pelo.

"Ero preoccupata..." rispondo.

"Va bene, passiamo dalla cassa e usciamo," dice Pelo.

"Ma qui siamo in un supermercato e non ci sono troppi rischi, sei sempre così all'erta..." dice Baia.

"Andiamo, muoviamoci, forse hanno già dato l'allarme silenzioso..." dice Pelo.

Trottiamo quasi verso l'uscita, e passiamo la roba davanti alla cassa automatica, poi Pelodoro fa passare il suo transatore e paga. Nel mentre, un paio di poliziotti umani si avvicinano, così esco dall'uscita principale, e aspetto fuori sul marciapiede le mie compagne. Dopo poco mi raggiungono, "Per un baffo," dice Baia abbracciandomi, "Se fossi rimasto dentro ancora qualche minuto... ci hanno detto che stavano per chiamare il Controllo Morfi."

"Gli umani mi amano, lo so ^_^"

#Genia? Ringrazia il sistema del supermercato.#

Prendo un sacco da Pelodoro e ci ficco dentro il muso per annusare... Ma Pelo me lo tira via, "Buono! Non si tocca! È la cena... Forse anche la tua. Hai qualcosa da fare per stasera? Noi avremmo qualche idea..."

"Stasera sono libera, quando sono fuori dal Centro sono sempre libera ^_^" E sola...

Ci avviamo lungo il marciapiedi, è sporco, duro, grigio, puzza di catrame e urina di cane, ed è tutto uguale e monotono, camminarci sopra non trasmette nessun piacere. È proprio un marciapiede da umani all'antica. Immagino sia anche per questo che qui gli umani usano tutti le scarpe. Comunque sto indossando delle guaine di pelle artificiale sulle mampe e sui piedi, per mantenerle pulite.

"Ah, bene, vuoi venire a cena da noi?"

"AH! Certo ^_^ Andiamo?"

"È ancora presto... A che ora vuoi cenare?"

"Quando sta bene a voi. Il mio stomaco è sempre pronto."

"Sei quasi un animale, sai, Bluefire?"

"Grazie ^__^"
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Nota dell'autore: quando recentemente scrissi il raccontino "Una pausa" ( http://www.fantascienza.net/leonardo/le/unapausa.html ) Gilda mi disse che avrei potuto scrivere un altro racconto più rilassato, con personaggi morfi in una situazione dove vengano accettati. Benché non sia nato per tale scopo, questo breve racconto potrebbe essere visto come un tentativo di ciò che mi chiese Gilda.

Storia "Un pomeriggio cogli amici" e personaggio chakasa Bluefire © 2005 leonardo maffi.

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