Vieni con me

di leonardo maffi

Versione 0.4 del 5 agosto 2006

Seguiamo la fiumana di umani, e usciamo dallo stadio. C'è un po' di ressa e rumore, alcuni bambini mi toccano e tirano la coda, sorrido un poco ai loro genitori evitando di mostrare i denti. Riesco a sentire Robert a malapena, mi dice di tornare direttamente al nostro furgoncino. Tengo le antenne chiuse in ricezione perché qui ci sono troppi rumori radio, ma anche se forse sono stato l'unico chakasa in tutti gli spalti, di tanto in tanto emetto un impulso di presenza. In questa zona i chakasa sono rari, e vedere dal vivo il wrestling di gruppo tra umani giganti non è il massimo della vita.

Adesso siamo fuori e inizio a rilassarmi un po'. D'abitudine emetto un impulso molto intenso di presenza e subito dopo apro la ricezione radio per meno di due secondi. Eventuali chakasa qui attorno probabilmente emetterebbero almeno un impulso di risposta subito dopo il mio colpo. Ripeto altri due colpi-ascolti, e al terzo tentativo sento qualcosa. Forse è un rumore, per cui emetto un doppio impulso rapido, e riapro la ricezione, e percepisco due deboli impulsi di risposta. Una comunicazione empatica è impossibile, richiederebbe più segnale, così emetto il fischifirma quasi alla massima potenza. Ricevo qualcosa, sembra... è un fischiofirma così semplice che forse è di un neonato, seguito da un quasi evanescente segnale empatico di richiesta d'aiuto.

Il furgone non è lontano, ma credo che il segnale provenga dallo stadio. Mi fermo, "Probabilmente c'è un bambino chakasa che ha bisogno d'aiuto. Probabilmente non è niente, ma devo andare a vedere, puoi aspettarmi al furgoncino, trottando dovrei fare presto."

Lui sospira e poi mi viene incontro, "No, vengo anch'io, andiamo. Ma sei sicuro?"

"No. È quasi sicuramente un chakasa, il suo fischifirma è molto semplice ma pareva genuino. Ma forse fa solo finta di avere bisogno, ma è improbabile, o forse i suoi genitori si sono assentati per un momento, il che comunque non è del proprio normale," torniamo indietro a passo veloce. Ricevo altri tre impulsi, "Il piccolo sta emettendo un aspro richiamo d'aiuto ogni circa quindi secondi, se non riesce a farlo più di frequente significa che è piccolo e che ha usato molto le antenne."

"Cioè che si è stancato di piangere?"

"Qualcosa del genere. Gli elettrorgani delle sue antenne potrebbero lanciare un impulso appena hanno accumulato nuovamente un po' di carica. Non è segno positivo."

Ormai il torrente umano si è in gran parte disseccato, ma non vogliono farci tornare dentro lo stadio, Robert comincia a spiegargli che abbiamo dimenticato qualcosa di molto importate sulle gradinate, nel mentre ho ricevuto abbastanza segnali da poter stimare una direzione. Gli tiro una manica, "Non credo sia sugli spalti, sembra fuori dello stadio."

Giriamo un po' attorno allo stadio, tendo gli occhi puntati sul terreno e ociguardo in giro, l'asfalto è coperto di bottiglie rotte e altro sporco, sulle mampe indosso guampi con le dita scoperte, faccio attenzione a non ferirmele.

Facciamo il giro da una parte, ma il segnale diventa ancora più debole. Provo a inviare qualcosa di più complesso, *[Io: cura e desiderio di contatto intensi]* ma il piccolo invia solo deboli impulsi di richiesta d'aiuto. "Penso sia da questa parte," dopo alcuni passi mi fermo, ruoto sul posto, c'è un cassonetto metallico dell'immondizia, chiudo bocca, naso e ripiego le antenne per sentire meno il puzzo e apro un po' il contenitore...

*[Cucciolo: paura forte, desiderio di contatto forte, senso di solitudine forte, senso di perdita intenso, segnale-AIUTO forte, dolore indefinito zona giucorpo]*

"AHHhhh!"

"Che c'è?" chiede.

"Il piccolo è qui dentro, emetteva impulsi molto forti, il cassonetto filtrava il segnale radio," altro che antenne scariche, infilo parte della testa nel cassonetto e apro le pupille al massimo, lo intravedo, "Sono un chakasa, sono qui per aiutarti ad uscire e proteggerti, permettimi di aiutarti." *[Io: senso di conforto, contatto, conforto, contatto...]*

Il piccolo è emotivamente lacerato, prova dolore psicologico al massimo grado, e un po' dolore al giucorpo. Quando mi vede smette di inviare impulsi d'allarme e miagola un pochino... "Miiii..." *[Gattino: desiderio di contatto e riunione intensi]*.

Mi ha accettato, infilo un braccio, lui è piccolo e ci si avvinghia contro, lo tiro fuori, lo stringo al petto, e dopo che gli ho dato un momento per accertarsi che sono un chakasa, inizio a lavargli il muso e il collo a leccate.

*[Gattino: senso di contatto, apprezzamento intenso]* Il piccolo mi coda forte il polso, e mi si afferra alla pelliccia del petto, gli lecco ancora un po' il musetto, è un po' sporco ma non troppo, la nostra pelliccia è idrorepellente, "È poco più di un neonato, ha solo pochi mesi di vita, forse due" dico a Robert, il piccolo si irrigidisce e sembra non gradire l'umano, per cui mi tengo a almeno un paio di metri di distanza e lo carezzo piano, per confortarlo e pulirlo. *[Io: senso di cura, protettività, conforto, contatto]*

Quando gli tocco leggermente una bramba piegata lei emette un breve impulso di dolore, ma nessun suono, "Credo che abbia una zampa e qualche costola rotta, per il resto sembra stia bene, penso sia stato lì dentro per un certo tempo." Adesso sono preoccupato più per i suoi genitori che per il piccolo. Stimo come estremamente improbabile che un genitore chakasa sano lasci un cucciolo in un cassonetto per tutto questo tempo.

"PRrrrrrRRrrrrr...." Torno a fargli le fusa piano e a carezzarlo per rilassarlo *[Io: senso di contatto, conforto, protettività]*

"Sono una chakasa come te, ora sei al sicuro, non ti lascerò fino a che non troverò un tuo parente o un altro chakasa che possa prendersi cura di te..." lui non può capire le mie parole, ma piano piano si rilassa. *[Gattino: piacere, desiderio di contatto, senso di mancanza, apprezzamento, dolore moderato]*.

Per potermi concentrare meglio attenuo la sensibilità della mia ricezione empatica, e riesco ad antennusare un lieve odore sangue, mi sposto un po' a caso, passo davanti ad un piccolo cassonetto distruggente, poi mi dirigo verso il cassonetto normale vicino e lo apro *{Olfatto antennale e nasale: sangue intenso, decine di altri odori tipo spazzatura intensi}*, apro di più il cassonetto e guardo dentro, c'è un grande corpo, peloso. Anche se le zampe sono rotte e un po' contorte è chiaro che è un chakasa.

Subvocalizzo alla mia nanoIA, #Sasuri, richiedi soccorso medico immediato in questa locazione, chakasa adulto incosciente.#

Sasuri visualizza in sovraimpressione nel mio campo visivo <Operazione già in corso. ETA: 15±8' ds. Ho aggiunto alla segnalazione: cucciolo chakasa ferito>. Certe volte Sasuri è fin troppo autonoma. Ora è in stato di allarme moderato, e con la clip antennale sta analizzando anche i flussi radio digitali limitrofi.

Mi rivolgo a Robert, "Dentro c'è un chakasa. Pare morto," gli indico la mia clip antennale, "Ho appena chiamato il soccorso medico. Alla navetta serviranno almeno dieci minuti."

Mi buco leggermente un dito con un canino, mi allungo un po' dentro il cassonetto e col mio dito lievemente sanguinante tocco il sangue della chakasa dove lo vedo più fresco, sotto un occhio.

Subvocalizzo alla mia nanoIA, #Sasuri, riesci a linkarti col suo nanosistema? Se affermativo scarica tutto il teddy leggibile da qualunque persona e quello riservato a qualunque chakasa.#

Le ferite sembrano in parte cauterizzate dai naniti, il chakasa deve essere qui da qualche ora, da prima che cominciasse la partita.

Sasuri stavolta mi risponde usando audio privato, #Il nanosistema del chakasa è ancora attivo, al minimo. Download in corso di tutti i dati accessibili. Dopo averci analizzato un po', la sua nanoAI ha deciso di darmi accesso anche a parte dei dati privati, incluse le ultime registrazioni audiovideo complete. Il cervello di questo chakasa è stato fatto esplodere da un proiettile da acceleratore lineare. Nelle registrazioni video teneva spesso il Cucciolo1 in braccio, pattern pelliccia testa del Cucciolo1 e forma 3D del cranio combaciano. Sto ricevendo altri dati, attendere... il suo nanosistema ora ha più cognizione, e ha da prendere una decisione, vi metto direttamente in comunicazione, se dai l'OK potrai subvocalizzargli.#

"Robert, mi sono connessa al nanosistema di questo chakasa, è la madre del piccolo. Farò presto, ma tieni gli occhi aperti e fai il palo, qualcuno le ha sparato." Lui annuisce, ma è chiaro che vorrebbe andare via.

"È morta?"

"Credo che dobbiamo ancora deciderlo. Poi ti spiego."

Scopro un seno e metto la piccola vicina al capezzolo, lei inizia a succhiare un po' di latteacqua per reidratarsi. "Ahh... murrr ^_^"

Accelero il sogitempo, "#Sasuri, allarme livello 1#, poi faccio il gesto di OK con la mano, accettando di comunicare con l'altra nanoIA.

#Sono Frodo, ero la nanoIA di medio livello di Chakasa Alexander. Non sono autoconsapevole. Otto anni fa Alexander mi specificò che in caso di perdita così estesa del cervello non devo provare a fargli rigenerare il cervello, che lo farebbe diventare un'altra persona, e che preferisce morire. Queste sue ultime volontà non sono aggiornate, la situazione ora è diversa, era diventata madre da poco, e il piccolo avrà ancora bisogno di almeno un genitore e altre persone vicine. La tua nanoIA Sasuri comunica che avete trovato il piccolo Zampapiuma, da lui precedentemente denominato Cucciolo1. Anche Sasuri è non autoconsapevole, per cui tu hai più cognizione, che hai intenzione di farne? Come NanoIA ospite di un genitore devo provare protettività nei confronti del figlio giovane.#

Nel mentre in un angolo del campo visivo la mia Sasuri mi ha mostrato il 3D approssimativo dei danni al cranio di Alexander. Il cervello si è perduto in gran parte, non respira neanche e finora i battiti erano al minimo, il corpo non è morto solo grazie al nanosistema che ha fatto Accendere un po' tutto il corpo, a bassa potenza.

Subvocalizzo una risposta a Frodo, #Ho intenzione di proteggerla per tutto il tempo che serve, è come fosse figlia mia. La piccola ha qualche osso rotto, ma fisicamente sta abbastanza bene, guarigione stimata in 2-3 giorni. Ma è giovanissima e ha ancora bisogno di una madre. Hai rispettato i desideri di Alexander, ma come persona Alexander è morto, e ora devi tenere di conto dei bisogni di sua figlia, anche se avrà una madre diversa. La mia opinione è che devi fare il possibile per far vivere questo corpo e far rigenerare un nuovo cervello, per dare una nuova madre alla piccola Piuma.#

Frodo risponde, #Attendere... Rilevo conflitti intensi tra vari miei sottosistemi cognitivi. OK, per ora terrò il corpo del mio ospite in vita al meglio possibile. Comunicherò anche coi genitori del mio ospite, se la penseranno come te ignorerò le sue specifiche testamentarie e cercherò di far nascere una nuova persona. Attendere... Alcuni cuoruoli sono in avvio. Ma sembra tu ignori che nel migliore dei casi servirà qualche anno per rigenerare il cervello e far sviluppare una nuova persona, e nel mentre la piccola avrà bisogno di una vera madre. Suo padre è irreperibile, potrà essere affidata ai nonni.#

#Va bene. Fino a che non sarà dai nonni la terrò io senza darla a nessun umano, sembra avere paura degli umani.#

#Sono stati due umani ad uccidere il mio ospite,# comunica Frodo.

#Perché?#

#L'assassino è un ex-collega, Alexander mi ha comunicato di averlo riconosciuto dal corpodore anche se era mascherato e in gran parte de-odorato. Alexander mi ha detto che pensava che tale collega pensava che Alexander gli abbia rubato il posto di lavoro, e che i chakasa facciano concorrenza agli umani.#

La mia Sasuri non fa questi grovigli linguistici, #Ho capito, ho chiamato soccorsi medici, tra poco saranno qui. Fai quello che puoi per il tuo corpo ospite. Se non hai altro da comunicare mi scollego.#

Che pena, il cucciolo continuava ad allungare le mani verso la madre e si divincolava un po', ma senza troppa convinzione, altrimenti mi avrebbe morso. Mi scollego e mi allontano dal cassonetto, la discussione è stata abbastanza breve, ma ho mantenuto un livello d'allarme molto elevato e non ho respirato per tutto il tempo.

"Credo che stare qui possa essere un po' pericoloso, forse hanno usato un fucile lineare da lunga distanza e/o automatico, aspettiamo i soccorsi in un posto più riparato." Dalla sua espressione capisco che è d'accordo, per cui ci allontaniamo, forse torniamo al furgoncino. "Il suo nanosistema ha detto che proverà a mantenere il corpo in vita. Il suo cervello è in gran parte distrutto, la sua personalità è morta, ma forse il suo corpo si può ancora salvare e tra qualche anno diventerà una specie di sorello maggiore della piccola. Per il momento la piccola, Zampapiuma, sta con me."

"Sei sicura?"

"Lo sono da quando l'ho trovata dentro quel cassonetto. È della mia specie, è una neonata che ha bisogno d'aiuto, ha appena perso la madre e non ha padre disponibile. Sono un chakasa! Non lasciamo cuccioli abbandonati, tra di noi non ci sono quasi mai orfani. Lei sta con me finché non le troveremo qualcuno più adatto, i suoi nonni saranno ansiosi di riaverla. L'avrei tenuta anche se fosse stata una neonata umana."

"Okay, non avevo intenzione di lasciarla qui... Tutte queste cose te le hanno dette i naniti della morta?"

Ci allontaniamo di più, i soccorsi medici dal cielo hanno comunicato in digitale che sono vicini, "Già, più o meno."

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Note:

1) Il teddy è la registrazione audio, video, commenti più altro della vita del chakasa (nei chakasa è previsto che solo i nervi ottici e uditivi siano in comunicazione col nanosistema). Alcuni chakasa tengono un teddy, altri no, altri ne tengono uno in vari modi parziale.
In genere i chakasa che tengono ampi teddy classificano i dati che contiene in vari livelli di privacy concentrici (o anche con insiemistica più complessa, ma per adesso semplifichiamo il caso a livelli di privacy concentrici):
- dati leggibili da chiunque;
- dati leggibili da un qualunque chakasa;
- dati leggibili da conoscenti fidati e parenti lontani;
- dati leggibili da pochissimi buoni amici e parenti stretti;
- dati leggibili solo dal chakasa ospite;
Il protagonista di questa storia ha potuto accedere al secondo livello di tale gerarchia. Comunque questo è solo un esempio semplificato, dato che la leggibilità dipende anche dalle situazioni. Inoltre per i chakasa che hanno deciso di avere una nanoIA abbastanza intelligente, essa può prendere decisioni e rendere elastiche tali classificazioni in base alle situazioni.

Racconto "Vieni con me" (c) 2006 leonardo maffi.
Specie chakasa (c) leonardo maffi e Alessio "Scale" Scalerandi.

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