Libro: La bussola d'oro

Data 19990520
 
 
Autore: Philip Pullman
Titolo: La bussola d'oro
Sottotitolo: Una bussola d'oro per ricercare la verità. In questo mondo, in altri mondi. (sic)
Titolo originale: His dark materials 1: northern lights. (ma The golden compass (His dark materials)  su Amazon.com)
Editore: Salani
Genere: Romanzo di fantasia / epico / con animali.
N. pagine: 354
Dimensioni: volume alto, dimensioni normali.
Edizione: 1a ristampa Nov '96., rilegatura non economica.
Anno o periodo di scrittura: recente, 1995.
Altre opere dello stesso autore: Molte, a me ignote. E' uscito il seguito.
Prezzo: 28K£, ben spese.
(Immagine tratta senza permesso da Amazon)

Note

    Queste righe di commento sono state scritte (e lasciate intoccate) prima di leggere qualunque commento o critica altrui.

    Concordo che spesso nel tradurre i titoli originali vengono sostituiti con altri peggiori. Eppure talvolta una semplice sua traduzione lettarale, senza bisogno di grandi sprazzi creativi, sarebbe stata più che adeguata. [pare che su Amazon l'edizione originale abbia un titolo simile a quello italiano!] L'edizione che ho comprato non é economica, ma non mi lamento. L'ho letto stanotte, d'un fiato. Sono due giorni che non chiudo occhio, ma ne é valsa la pena. Conosevo già questo titolo, e la sua fama, ma non avevo idea del contenuto, e i risvolti di copertina, notoriamente inaffidabili, erano stavolta totalmente svianti (talvolta mi sembra che siano fatti per attirare tutte le persone, eccetto me). Non avevo letto nessuna recensione. Quando l'ho comprato alla libreria di fiducia le commesse che mi conoscono bene si sono stupite di questo mio aquisto. In effetti in vita mia ho letto pochissimi romanzi (i racconti furry sono stati la prima "massa letteraria" che abbia mai letto), e di solito incontro grosse difficoltà a capire le trame, le motivazioni dei personaggi, e soprattutto le loro interazioni emotive. Questo romanzo é molto stratificato, esistono significati filosofici, e simbolici, che in gran parte non ho colto. Però alla base c'é una trama che ho seguito sufficientemente. E incredibilmente riuscivo a capire almeno una parte dei sentimenti descritti. In questa storia ci sono vari personaggi, ma la diade della protagonista la fa da padrona. Eppure solo raramente mi sono immedesimato in lei, credo soprattutto a causa delle differenze caratteriali tra me e lei. In effetti mi sentivo molto più vicino ad altri, come l'orso corazzato amico e protettore della diade protagonista. Naturalmente gli orsi sono stati il motivo principale per cui ho acquistato questa storia, e uno dei motivi per cui l'ho letta.
    In tutti questi discorsi finora ho esperesso pochi giudizi di valore sull'opera stessa. Infatti io non sono in grado di dare un giudizio letterario. So soltanto che questa é una delle migliori storie che abbia mai letto. L'autore é un artista. E un inventore di trovate e invezioni del tutto incredibili (come gli insetti-spia meccanici, la cui molla é alimentata dai movimenti di uno spiritello immortale imprigionato dentro!). A parte queste piccole-grandi trovate geniali, secondo me il romanzo si basa su una rappresentazione realistica di possibili orsi intelligenti (guerrafondai e veniali, mercenari, ma onesti e a modo loro nobili e puri. Nei film hollywoodiani non é comune vedere animali degni di rispetto. Sono tutto fuorchè figure dotate di una loro nobiltà) e naturalmente soprattutto sui rapporti umani-daimon.
    La costruzione dell'intero universo, della realtà, su cui é basato il romazo é molto ben fatta, inclusi dettagli come la maggiore persistenza della Chiesa in una realtà in cui l'esistenza dello/degli spirito é così comune e aperta; e i dettagli (para) scientifici di cui é tutto pieno. Per quanto ben fatta questa realtà alternativa mi sembra comunque un lavoro da artigiano, uno eccellente, ma non con l'unicità dell'artista.
(già che ci siamo, due appunti alla scientificità: 1) l'autore sbaglia a dire che i "mulinelli fotonici" sono spinti dai fotoni, infatti nell'ampolla c'é aria rarefatta, ma non vuoto, perchè in tal caso le pale restano immobili. 2) Il problema principale, probabilmente non correggibile in questo tipo di romanzi, é giustificare una così grande similarità nei dettagli fra il nostro mondo e il loro. Con S. J. Gould concordo nel pensare che se potessimo tornare indietro nel tempo, ad esempio di soli poche migliaia di anni, e modificare qualcosa, come ad esempio evitare la morte di un personaggio politicamente importante, tutto il corso della storia successiva divergerebbe rapidamente dal nostro, fino a diventare totalmente scorrelato, un'altro universo popolato da umani).
    Anche l'invenzione della cipolla leggifuturo che dà il titolo italiano é d'alta classe, ma ai miei occhi ancora nulla che distacchi quest'opera dalle molte altre fantasy di alto livello.
    Per quanto riguarda il linguaggio direi, per quanto capisco dalla traduzione, che é ad ottimi livelli e chiaro, altrimenti non credo che sarei riuscito a leggere tutto senza pause. Comunque non ci sono sprazzi sublimi nella scrittura, nè li cercavo. Ho letto racconti di autori furry non professionisti con una qualità di  linguaggio che si avvicinava a questo. In pratica é ancora il lavoro di un abile artigiano. In questo romanzo c'é comunque una gran quantità di parole e frasi ben inventate, che mettono insieme la presenza dominante della chiesa in un mondo con "teologia sperimentale" a livello della fisica delle particelle. Sono diffusi dei veri gioelli terminologici, come "energia ambarica".
    Per quanto riguarda molte delle idee filosfofiche che sperpeggiano nel libro come le gallerie sotto i college londinesi, direi che non sono in grado di giudicare, e lo stesso vale per gran parte dei significati simbolici che si stratificano subito sotto la trama (come quelli delle icone nella cipolla di Lyra-Pantalaimon, il/la protagonista).
    Gli orsi corazzati sono resi veramente bene. Non posso dire altro. E l'immagine di copertina del libro, li ritrae proprio bene, specialmente i riflessi di luce stellare sulla pelliccia (troppo pulita) dell'orso. Non é cosa da tutti i giorni vedere una bambina così appiccicata ad un grande orso bianco.
    Comunque dopo tutti questi discorsi, quello che per me sarà indimenticabile e unico di questo libro sono i Daimon. Inizialmente credevo che fossero entità le cui caratteristiche potevano essere spiegate nel romazo in poche righe. Invece, per fortuna, piano piano ho capito che sono entità complesse, e interessanti. A dire la verità non posso dire di aver capito che sono (esempio spicciolo: quando nascono? alla nascita di un neonato/a?).
    Non è giusto che gli orsi, delle persone anche loro, non li abbiano. Non ne hanno bisogno? (l'autore è specista!).
    I daimon non sono autonomi, ma non sono neppure la stessa cosa della persona che li ha. Mortali e tutt'altro che indistruttibili, imperfetti, ma non fatti di carne. Nessuno li tocca mai quelli altrui, ma volendo lo si può fare, e sono oggetti fisici come animali reali. Intelligenti, e di solito, ma non sempre, di sesso opposto al compagno/a. Ecc. L'autore é un maestro a descrivere il legame, i tabù connessi, e come certe persone spezzino entrambi. La morte separa quella coppia legata per tutta la vita.
    Vorrei avere un daimon? Naturalmente, che domanda. Chi non vorrebbe averne? Anche solo per questo motivo il mondo descritto dall'autore é migliore del nostro, pur con le sue ombre. Mi chiedo se qualche lettore non sia sia immedesimato nel daimon stesso della protagonista.
Dove cercherò informazioni sui "daimon" socratici?
 
 

Commenti ai commenti su Amazon:
    Ho trovato il libro su Amazon.com, per copiare come al solito la copertina in questa scheda. Stupore: più di trecento commenti di lettori! Questo significa qualcosa.
    Come al solito Amazon ha la rara onestà di raccoglire anche i commenti negativi. Si sente dire di tutto e il contrario di tutto! Ma circa il 95% dei commenti sono perfino troppo entusiastici. In genere mi pare che i lettori non abbiano la minima cultura letteraria (incluse le persone adulte, come me del resto), ed inoltre tutti i commenti sono più o meno identici. Infatti più oltre su ~350 ne riporto pochissimi. Concordo con un lettore nel dire che avrei preferito una storia più conclusa. Non credo che leggerò i seguiti.

- Commenti e spezzoni di commenti vari (riporto anche alcuni dei rarissimi commenti ngativi):
- FOUR THUMBS UP!!!
- Derivative and full of traditional fantasy biases.
Although the writing is good, The Golden Compass fails to go beyond the most elementary re-imagining of the fantasy world: Pullman lost me in Chapter One, where he casually informs the reader that all servants' daemons are dogs. Presumably domestic workers everywhere have the same personality? By the time I got to his child-stealing beautiful lady I was too tired to go on. There's nothing original about this kind of Anglophilic sexism and classism.
- best book ever!!
I am 10 years old and I loved this book! I thought that it was adventurous and breathtaking. The daemons were very interesting. Each time I opened the book I never wanted to put it down - I read it mostly on trains and planes. I recommended it to my friend Danielle and the minute she started reading it, she wouldn't play with me anymore. Now I'm reading the 2nd book and I think it's even better. If I had a daemon it would be an eagle!
- Still the Best Even With A Different Title!
My name is Derek Conrad, and I am 9 years old. This was the best book I ever read. In Norway, the title of the book is Northern Lights. Lyra and her daemon, Pantalaimon, go on quests which are out of this world! They go to the north where Amoured Bears rule,witch clans fly in the night sky and things impossible happen. Another reason I liked the book is Svalbard is in Norway and I live there too. I canít wait until I read The Subtle Knife.
- Okay... but check the content!
What are subjects like decapitation and adultery (central to the plot) doing in a "children's book"?????????????????????????????????????????? These things could easily have been left out with no detriment to the story. Check the content before you pass it on to your kids.
- [...] One reviewer compared this book to Tolkien's 'Hobbit' and 'Lord of the Rings'; no way! Not at all. This is an exciting 'Point' book (in the UK, 'Point' are the publishers; it is called, 'The Northern Lights'); good but not with the depth or involvement of Tolkien's writing. Anyone who thinks otherwise needs to read 'Lord of the Rings' with the attention it deserves. Nick Campsall
- Excellent young-adult fantasy novel; for both boys and girls
 

No comment.


Aggiunta:

Un amico ha letto il primo seguito del romanzo. L'ha comprato in edizione originale: "The subtle Knife", Point edizioni. Dato che io gli avevo detto che non l'avrei comprato, lui me lo ha prestato. Ci siamo fraintesi: per "non lo voglio comprare" io intendo la stessa cosa di "non voglio leggerlo". Comunque l'ho letto in una domenica. Sono orgoglioso di essere stato capace di capire gran parte delle parole di un testo inglese con un linguaggio così complesso.
    Che posso dire? Ho decisamente apprezzato la lettura; l'autore quando ti aggancia non ti molla più. Ma non lo terrò (cioè non lo ricomprerò).
    Il titolo dell'edizione italiana é "La lama sottile", un titolo quasi giusto. Non ci sono quasi rapporti tra umani e animali in questo romanzo, per cui mi é interessato molto meno. Inoltre la storia sta assumendo dimensioni troppo grandi per i miei gusti, cosmiche, anzi multiuniversali. Il punto terminale della storia pare che sia la distruzione di Dio stesso da parte di alcune persone... Non ci sono altre notizie psicologiche sui daimon (dæmon nell'edizione originale),  inoltre non ci sono praticamente nessuna delle invenzioni presenti nel primo volume. Come avevo sospettato sarebbe stato meglio che la storia fosse finita al primo volume, ma evidentemente l'autore é avido. Dopo le trecento pagine di questa storia in tre volumi, il resto é materiale sprecato.
    Nonostante l'apprezzamento che l'autore ha per gli animali, la delicatezza con cui li tratta, (in effetti gli animali in questi due volumi vivono spesso meglio delle persone), la presenza del personaggio fiero e onesto dell'orso corazzato nel primo romanzo, ecc, mi pare che l'autore sia specista e abbracci il pensiero tipologico, invece di quello popolazionale tipico della biologia moderna. Ad esempio traccia un confine netto tra umani coscienti e umanoidi non coscienti, risalente a qualche decina di migliaia di anni fa (se é per questo, un confine altrettanto netto lo traccia tra infanzia ed età adulta). Tutti gli umani hanno un daimon, esterno in certi universi, interno in altri. Ma per quanto intelligenti, passionali e umani siano gli orsi corazzati, non hanno un daimon, perchè l'autore fa dire che sono assolutamente non umani.
    Naturalmente non pretendo che l'autore, uno scrittore, possieda in sè le basi filosofiche e cognitive di un biologo. Nella nostra società non sono ancora la maggioranza a possedere un sano atteggiamento popolazionale nel riflettere su temi di biologia e vita. E non voglio fare neppure l'errore di criticare troppo un romanzo in metri estranei al valore letterario.
    Ma pare che qui, come talvolta accade, un personaggio delle storie superi per qualità il proprio autore (come é successo per il razionale S. Holmes rispetto ad suo svampito autore C. Doyle). La protagonista dopo alcune riserve iniziali tratta gli orsi come se fossero persone, con solo una psicologia e fisiologia differente dalla propria.


Aggiunta del 19990711: comunque anche in questo secondo libro c'é un punto che ricordo perchè lo merita. Ad un certo punto l'aereonauta comincia a fare il cecchino per difendere una persona che difendarà la protagonista. Infatti l'aereonauta, non fa più il mercenario, ma vuole proteggere la protagonista come se ne fosse il padre. Alla fine l'aer. riesce a uccidere tutti gli inseguitori, ma viene colpito ripetutamente in maniera mortale. La scena della sua morte, insieme alla sua daimon-volpe, é estremamente toccante, al livello di migliori punti del primo romanzo.