Libro: Agenti della Noosfera

Nota 486 del 19990822

- Autore: Christopher Evans
- Titolo: Agenti della Noosfera
- Sottotitolo: Nel sistema solare trasformato in un gigantesco organismo vivente, la lotta decisiva per il poter si gioca nel limbo artificiale della noosfera.
- Titolo originale: Mortal remains or Heirs of the noosphere.
- Editore: Nord
- collana: Cosmo argento
- Genere: Fantascenza quasi classica, space opera.
- Numero pagine: 338
- Dimensioni (piccole, medie, ecc): medie
- Anno o periodo di scrittura: 1996
- Anno dell'edizione che ho letto: Ottobre 1997
- Altre opere dello stesso autore: Come scrivere fantascienza (1988)
- Prezzo, e se ne é valsa la spesa: 22.000 lire, un poco troppo.
- Da chi mi é stato consigliato o perché l'ho comprato: trovato per caso in libreria
- Tempo che mi é stato necessario per la lettura, e tipo di lettura che ho effettuato (leggera, veloce, studio approfondito, ecc): letto in un pomeriggio ed una sera, in fretta, ma senza salti.
- Quantità di idee nuove che vi ho incontrato e che mi ha suscitato: vedi le note più oltre.
 

Note

Nel seguito mi riferisco a Questo romanzo "agenti della noosfera" come n. 1.

    Più avanti ho riportato due recensioni trovate su internet, e il testo della quarta di copertina dell'edizione italiana Nord. Lì si può trovare anche qualche informazione sulla trama.
    Non é un romazo particolarmente buono, ha molti difetti, ed infatti le due recensioni sono piuttosto negative. Molti dei racconti furry scritti da non professionisti che ho trovato su internet sono migliori di questo. Nonostante, ciò a me é piaciuto abbastanza, e comunque mi ha dato la possibilità di ragionare parecchio su come avrebbe potuto essere, i suoi difetti, e le differenze rispetto ai testi che sono abituato a leggere. Infatti si ricordi che per quanto questo 1 possa essere scadente è sempre probabilmente migliore di qualsiasi cosa possa scrivere io...

Nonostante 1 sia probabilmente più recente della Guida galattica per stoppisti (=2) di D. Adams, é un romanzo moderno, a differenza di 2 che é postmoderno. Infatti 1 porta all'estremo l'uso delle forme di vita: tutto è fatto con esse, incluse cose che risulterebbe più comodo o facile fare in altro modo. Anche in 2 ci sono molte forme di vita usate al posto di cose o macchine, come il pesce babele, i materassi dei letti, le vacche senzienti suicide, ecc. Ma solo le cose più comode e ragionevoli sono biologiche.
    La 2 é più realistica (come il perl rispetto ad esempio allo smalltalk), perchè nella realtà nulla é o sarebbe così puro, specialmente in una società umana allargata all'intero sistema solare.

Fare alcune cose come animali sembrerebbe più difficile che farle inanimate, ad esempio le astronavi interplanetarie a fusione nucleare dell'idrogeno. Ma non é detto che sia necessariamente così, infatti gli animali hanno risolto già molti problemi che si incontrano, come quello di dotare la nave di una specie di "sistema nervoso").

Il libro ha una trama piuttosto insipida, e le vicende dei protagonisti molto spezzettate e saltellanti, ma l'autore in tutto il romanzo presenta una carrellata infinita di forme animali modellate per scopi pratici (bioforme) che lascia di stucco il lettore/lettrice. Chiassà quanto tempo gli é occorso per inventarle. E' stato bravissimo in questo.

In tutto il libro non c'è un apparecchio elettronico, nè un computer, o un motore a combustione interna. Quasi tutto é fatto con animali viventi, di solito aventi arti e superfici vagamente simili a quelle degli artropodi, ma con strutture ossee, organi interni, ecc, simili a quelli dei vertebrati.

Chiassà come l'avrebbe preso questo libro un lettore di SF degli anni 40-60. In quei romanzi c'erano razzi e macchine a bizzeffe, in seguito computer e elettronica a bizzeffe. Praticamente non si parlava MAI di animali o simili. Qui é tutto il contrario, benchè gli animali sostituiscano macchine e apparecchiature sofisticate e omnipresenti. Forse questo romanzo gli avrebbe fatto schifo. Nei pianeti del sistema solare alcuni animali sono rinselvatichiti, e sono pericolosi, ma nel complesso la vita delle persone é ricca, bella, non inquinata, possono contare su politica giusta e cure sanitarie fantastiche. Io avrei visto un poco differente la società zeppa di bioforme. Più simbiosi, più fusione, più amore e affetto reciproco (in tutto il romanzo non c'è un animale da compagnia o da affetto o un cane, ecc. Solo una cappa!!). [vedi dopo]

In questo romazo ci sono tre scene di sesso, non particolarmente lunghe o insistenti. Nei racconti di SF classici il sesso é assente. In effetti come sarebbe possibile fare un romanzo basato sull'uso delle forme viventi al posto delle macchine e oggetti comuni, senza trascurare una delle funzioni fisiologiche essenziali (il sesso)? Comunque il sesso non è mai mostrato tra bioforme.

In questo romanzo le biofome, anche quelle morbide o quasi normali come una specie di cavallo, inducono nelle persone lo stesso trasporto affettivo, e amore, pari a quello che si potrebbe riservare ad un telefono o ad un paio di forbici: sono usate e basta. E non esistono animali da compagnia o affettuosi. L'unico accenno in tal senso, una cappa (un via di mezzo tra un furetto-cane e un cappello-sciarpa) è comnque tratato con poco entusiasmo da parte dello scrittore.

In 1 la specie umana é ancora xenofoba e conservativa dal punto di vista genetico (i Trasformati sono combattuti). Nessun Trasformato lo ha fatto per bellezza o per essere un furry. In efettti le creature pelose in tutto il romanzo sono molto rare. Quasi solo poltrone, spugne da bagno, e la cappa. In sè il conservatorismo genetico potrebbe non essere una cosa inutile, lo dice anche Freeman Dyson.

Tempo fa ho letto un romanzo: "La musica del sangue". Parlava di un tizio che aveva per caso inventato delle cellule intelligenti. Questo fece sì che in pochi mesi tutta la biomassa delle Americhe (incluse le involontarie persone che vennero "assorbite") fosse trasformata in un unico grumo, senziente a livello di ogni singola cellulula componente. Poi tutta questa entità collettiva scoprì come usare la fisica quantistica per memorizzare informazioni e agire nel mondo fisico. Questo romanzo finisce in maniera incomprensibile con tutta questa entità che svanisce nell'infinito...
    A me i romanzi che vanno all'"infinito" come questi non piacciono. 1 è più riservato e realistico. In effetti quasi tutte le creature presentate sono fisicamente e anatomicamente possibili, anche se non so se mai lo saranno concretamente. Forse solo l'uso della fusione dell'idrogeno da parte di creature viventi é un poco improbabile (anche se fosse possibile la fusione fredda, cosa che non è).

In 1 gli animali non hanno nessuna differenza sostanziale rispetto a quelli odierni. Le uniche materie prime diverse erano le ossa in materiale simile alla ceramica. In tutto il romanzo non si cita un'altra sostanza proteica, o non, diversa da qualle che oggi esistono. Ad esempio lo scafo esterno delle balene-astronavi é fatto di chitina a forte carico minerale. Non esistono animali senzienti, se non le grandi astronavi, e lo sono solo perchè hanno cortecce celebrali imitanti quelle umane. In 1 non esistono neppure ruote bologiche. E' tutto fatto con pinne, zampe, ecc. Il che non é detto che sia improbaile.

Fa un poco effetto vedere come tutto quello che può servire alla società umana sia già presente nell'ecologia odierna. Quasi tutto di quello che potrebbero aver bisogno le persone esiste già, sotto una certa forma tra le creature che vivono oggi. Aria condizionata, telefoni, spugne, mezzi di trasporto, scambi monetari, scambi energetici, ecc.

In 1 noto una grande differenza rispetto dalle forme e idee del furry fandom. Alcuni amici artisti potrebbero disegnare alcune di quelle bioforme? In ogni caso potrebbe ricevere un poco di inspirazione da un punto di vista così diverso da quello del furry fandom.
Quali sono queste differenze?
Ecco quelle superficiali:
- il linea di massima non ci sono animali domestici, nè animali caldi, morbidi, belli.
- non c'é affetto per gli animali. Sono usati, sono soltatnto delle cose, da sfruttarsi e basta.
- da una parte ci sono gli umani, senzienti e sempre costanti come forma e genetica (eccetto i Trasformati, che appunto sono perseguiti) e dall'altra ci sono gli animali: stupidi, bestiali, sempre diversi, e con cui nessuno ha un rapporto affettivo.
- Forse questo conservatorismo genetico da parte degli umani é comprensibile, ma vedo un poco difficile che si sia perduta del tutto la voglia di fare amicizia con gli animali. In effetti gli animali non ci sono quasi nel romanzo: sono presenti quasi solo le bioforme, costuite esclusivamente per fare lavori utili.
    In fondo 1 non é poi così diverso dai romazi di Sf classici, come i cartoni animati di Pronipoti, tutti zeppi di elettrodomestici e macchine, e basta. Solo che qui quando si fracassa una cornamuzak si sta uccidendo un animale intelligente come un cane, e non uno strumento musicale a fiato, un oggetto. Nei Pronipoti quando qualcuno usava un oggetto non c'era nulla di male appunto nell'Usarlo. Ma quando si tratta con viventi, la cosa é diversa (comunque nel romanzo 1 c'è rispetto per le forme di vita: è vietato ucciderle, e molti sono vegetariani).

Le differenze rispetto al furry fandom: in 1 nessuno vede la somiglianza con gli animali come una cosa gradevole, utile, esteticamnte bella, o sexy. Nei racconti furry si sente l'affinità con gli animali, il desiderio di essegli vicini, di essere simili a loro, di capirli, di farsi capire e apprezzare da loro. C'é il piacere sensuale per le loro forme e aspetto. In 1 non c'è nulla di simile. Animali e persone sono distinti come oggi lo sono una sedia e una persona. Parte della causa é che lì in realtà non esistono animali selvatici, solo macchine biomorfe, e neppure animali domestici. Infatti per noi un cavallo, anche uno da tiro usato in una fattoria, é un oggetto utile, ma é anche una creatura bella da vedere, carezzare, nobile talvolta, pericolosa e imprevedibile in altri momenti, ecc. C'é un rapporto di affinità.
Un'altra differenza è che nei racconti furry di solito si parla di animali antropomorfi, ma comunque sempre creature simili a quelle terrestri. Raramente si parla di creature simili a animali alieni. Questo é un punto importante, che caratterizza gran parte del furry fandom. Infatti a chi è appassinato di furry non interessano le forme viventi possibili, ma interessanto alcune o molte delle forme che effettivamente vivono sulla terra, in particolare di solito predatori, carnivori, mammiferi.

Per finire, come poteva essere il romanzo:
Poteva esservi un legame più stretto tra umani e bioforme. Ad esempio si potevano introdurre delle vere e proprie simbiosi. Sto pensando ad esempio a delle specie di naniti biologici, utili per migliorare il sistema immunitario e la guarigione dei tessuti, mantenuti vivi nei corpi delle persone. Oppure simbiosi tra piante e persone, ad esempio per rifornirle di zuccheri o altro.
    Le biofome potevano essere trattate meglio, e con più rispetto, e potevano essere progettate anche tenendo un'occhio per la bellezza dei loro corpi (infatti nessuno obbliga che tutte debbano essere scure, rugose, glabre, brutali, ricoperte da placche rigide e brutte, come si legge nel romanzo...). Queste creature potrebbero essere un poco più gradevoli, e magari talvolta addirittura belle, morbide e servizievoli, ecc. Anche l'esistenza di animali da compagnia, o per altre attività che non siano quelle di lavoro e trasporto come fossero macchine, non sarebbe una brutta idea.
    Infatti non bisogna dimenticare che le persone hanno bisogno di molte cose nella loro vita, e non solo di trasporti, metalli, cibo e energia. Tali cose sono indispebili per sopravvivenza di una persona, ma non sufficienti per la sua vita. Esistono cose come l'affetto, il conforto, il calore, la compagnia. Tutte cose che anche un un cane sa dare, ma mai nessuna delle creature di cui si parla in questo romanzo.
    Una società nella quale l'ingegneria genetica sia arrivata a tali altezze credo che utilizzerebbe tali capacità anche per riempire i cuori delle persone, e non solo le pance e portafogli. Far parte di una grande comunità di viventi, estesa all'intero sistema solare, e fitta come una giungla, credo che potrebbe essere un conforto per l'anima di molte persone. Eppure in questo romanzo l'unica cosa che conforta l'anima alle popolazioni non è la vita, ma la possibilità che ha ogni persona di comunicare in maniera limitata con le menti dei propri antenati, nonni, bisnonni, ecc, utilizzando una specie di computer centralizzato (forse l'unica cosa artificiale in tutto il romanzo), che registra le menti delle persone quando muoiono (e questa é la parte peggiore del romanzo).
La simbiosi che ho in mente io tra le forme di vita in questa realtà potrebbe essere non solo fisica (cibo, energia, comunicazioni), ma anche in piccola parte spirituale. Ma nulla di tutto ciò é presente nel romanzo.
Su questi ultimi temi devo ancora riflettere.
    Spero in futuro di trovare un romanzo di questo tipo ma migliore. Il problema è che molti, quasi tutti, gli autori sono moderni, non postmoderni (vedi quello che ho puntato prima, scritto dall'autore del Perl), per cui rifiutano il riutilizzo delle idee altrui, e cercano ogni volta di essere i più originali possibili, specando così molte idee che con un poco di sviluppo sarebbero potute diventare buone.


Quarta di copertina del romanzo:
 

Nel sistema solare trasformato in un gigantesco organismo vivente la lotta decisiva per il potere si gioca nel limbo artificiale della Noosfera.

Temi, idee e suggestioni della fantascienza anni '90 si dispiegano generosamente in questo romanzo che disegna uno scenario originalissimo e coinvolgente.

L'umanità ha completamente colonizzato il sistema solare, rendendo brulicanti di vita i pianeti e i satelliti più remoti. La biologia ha sostituito l'elettronica e la meccanica nella fabbricazione degli oggetti e tutto ciò che circonda l'uomo è diventato un organismo vivente, dalle case alle astronavi che solcano lo spazio. L'umanità è governata da un'oligarchia al servizio della Noosfera, un immenso limbo artificiale che, al pari di una banca dati, contiene le menti umane registrate. Nei templi della Noosfera un terminale e un cappuccio sensorio consentono a chiunque di mettersi in contatto con la psiche dei suoi antenati, perché infatti qui vengono trasferite le menti dei defunti (il limite massimo della vita è di cento anni). In questo fantastico scenario futuro si dipana un'appassionante vicenda: in un'antica camera criogenica abbandonata nelle viscere della Luna vengono scoperti i resti mortali di due antichi coloni; i biotecnici della Noosfera ne risvegliano i corpi, ma non la memoria, per usarli come agenti in un complesso intrigo, ma anche nella speranza di arrestare un contagio che sta invadendo i Mondi Colonizzati, la misteriosa Dementia - i cui effetti sono la pazzia violenta e il regresso fisico allo stadio scimmiesco - e soprattutto per sconfiggere i Trasformati, una fazione di mutanti che si credeva sterminata ma che invece é riuscita a sopravvivere e rappresenta la fase più avanzata raggiunta dalla manipolazione genetica.
La missione che aspetta Nathan e Nina, comincia in modo singolare, cioè entrando in contatto con le menti della Noosfera attraverso i sogni e, quindi, vivendo episodi della vita di altre persone, nel tentativo di seguire una traccia importante, cioè entrare in possesso del "grembo", un utero portatile che ospita un essere umano destinato a diventare un successore dei Difensori, vale a dire l'èlite della Noocrazia...

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Christopher Evans é nato nel 1951 a Tredegar (Galles). Si é diplomato in chimica e ha ottenuto una specializzazione nella facoltà di magistero dell'Università del Galles. Nel 1975 si é trasferito a Londra, lavorando per qualche anno in un'indu- stria farmaceutica prima di diventare nel 1978 scrittore a tempo pieno. É autore di vari romanzi, tra cui Capella's Goden Eyes (1980), The Insider (1981), In Limbo (1985), e della raccolta Chimeras (1992). Ha curato insieme a Robert Hold- stock Other Edens (1987), fra le più prestigiose antologie originali di fantascienza e fantasy inglese degli anni '80, di cui sono usciti tre volumi in tutto. Prima con Aztec Century (1994) e poi con Agenti della Noosfera (1996) si é inserito a pieno diritto nella nutrita schiera di autori che hanno rinnovato il volto della fantascienza britannica, da lain M. Banks a Paul J. McAuley, da Stephen Baxter a Colin Greenland. É autore inoltre del prezioso saggio Come scrivere fantascienza (1988), pubblicato dall'Editrice Nord.



Due brevi recensioni trovate su Internet:
 

"Mortal Remains" by Christopher Evans was, I have to admit an impulse purchase while on holiday. Usually I would not have considered a story that included genetic engineering and Biotechnology used to create a universe of tables that walk, sentient space craft and clothing that leaps off your back and scampers to the nearest coathook. What did intrigue me was the concept of the dead 'living' on in some other-worldly environment called the Noosphere. This reminded me of the "Conquerors'" Trilogy by Timothy Zahn which I read a couple of years ago and enjoyed immensely.

The story revolves around a womb that is recovered from a crashed spaceship. Different factions of the crumbling government kill and destroy to get control of the womb which passes from hand to hand.

Regardless of the promise of an "Inventive, colourful and action-packed" read, I found the storyline predictable and the environment totally unbelievable. Now, I am quite willing to admit that this may say more about my imagination than the inventiveness of the author, or my willingness to suspend believe than about the quality of the writing. Either way, I shall not be going out of my way to read Christopher Evans again.


Christopher Evans
Mortal Remains (1995)
Reviewed: 1997-11-13

A far-future Solar System. Just how far in the future we never learn. The inner planets and the major moons have been terraformed and make up the Settled Worlds. Vast-scale bioengineering has brought general prosperity and radically changed the human environment. Everything from clothing and household appliances to homes and transportation, including spacecraft, is preferably if not always a custom-grown animal. People live up to 100 years while their bodies remain youthful, then they leave the physical world and enther the spiritual Noosphere. Special shrines are readily available for communication between the living and their ancestors in the Noosphere. There is little dissent; the Augmenters, who refuse to abide by the taboo that the human body is not to be modified, have been pushed to the outer reaches of the Solar System.

The peaceful picture is shattered when a spaceship carrying a strange womb crashes on Mars. The inscrutable organic container changes the lives of all those who come into its possession. Covert parties don't shy from intrigue or murder to obtain the womb, chasing its unhappy holders through the Solar System, thereby inviting the reader to visit many strange worlds. Meanwhile, public attention is held by the outbreak of Dementia in the outer System, a mysterious disease causing violent madness in its victims. And on Luna, a man and a woman out of a past age are raised from the dead to work for the Noosphere.

Only slowly the social and political makeup is revealed of what turns out to be an intricately constructed world. In particular the pseudo- religious ancestor worship is well integrated with the portrayed society. As far as the technology is concerned, Evans simply replaces electronic/mechanical devices with organic ones; he doesn't have the sly wit of, say, Iain M. Banks to derive much of the possible humor from this. This is purely a sense-of-wonder novel and space opera, there is never any discussion of the underlying science or engineering.

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Generated: 1999-08-19
Christian "naddy" Weisgerber <naddy@mips.rhein-neckar.de>