Libro: La mano sinistra delle tenebre

Data: 20031715a

- Autore/i: Ursula K. LeGuin
- Titolo: La mano sinistra delle tenebre
- Sottotitolo:
- Titolo originale: The left hand of darkness
- Sottotitolo originale (se ne aveva):
- Editore: TEA (Tascabili degli editori associati)
- Collana:
- Genere: SF
- Traduttrice / traduttore: Ugo Malaguti
- Altri collaboratori (all'ecentuale edizione italiana):
- Numero pagine: 269
- Dimensioni (piccole, medie, ecc): medio-piccole.
- Anno o periodo di scrittura: 1969
- Anno dell'edizione che ho letto: 2003.
- Altre opere dello stesso autore: I reietti dell'altro pianeta.
- Prezzo, e se ne é valsa la spesa: 7,80 Euro, sì.
- Da chi mi é stato consigliato o perché l'ho comprato: citato in molte parti diverse come romanzo eccellente, e perchè simile a Chapel.
 

Note generali

Ho impiegato parecchio tempo prima di trovare questo famoso romanzo, è stato finalmente ristampato dalla TEA. Il protagonista è un umano o un simil-umanoide che è stato mandato a far conoscere l'"unione dei pianeti umani" (Ecumene) ad un pianeta molto freddo abitato da umanoidi (sono tutte specie affini a quella terrestre, gli umanoidi sono stati seminati in vari pianeti, Terra inclusa, talvolta sottoposti a varie modifiche genetiche, in questo caso sono stati resi ermafroditi). Questo romanzo ha davvero molti punti in comune con Chapel, la trama è quasi la stessa.

Nota bene: le note seguenti sono un po' spoleranti del contenuto del romanzo.

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Alcuni difetti del romanzo:

- La presenza di tutti quegli umani su vari pianeti (Ecumene) e nessuna altra forma intelligente mi pare molto improbabile: mi ricorda una analoga cosa nel background di Star Trek, cioè tante specie umanoidi seminate dai progenitori (a quale scopo?). Peccato che così facendo contraddice varie scoperte della biologia, ecc, dato che tutto lascia supporre che ci siamo evoluti qui. D'altronde senza tale Ecumene l'Inviato avrebbe visitato un mondo di veri alieni (e non Umani molto simili ai terrestri) e la storia sarebbe stata molto diversa. Sotto certi aspetti questa storia poteva essere ambientata in dimensioni parallele della Terra, o in una strana Terra del futuro, o i "seminatori" originali delle razze quasi-umane sarebbero potuti essere proprio noi umani del passato, e quindi la storia sarebbe stata nel futuro remoto, eccetera. Alla fine questo è un punto in cui chi legge deve forse sospendere il giudizio.
- La telepatia stona in un romanzo per vari aspetti realistico, l'autrice ne poteva fare benissimo a meno, senza danni alla qualità letteraria della storia, e aumentando un po' il realismo.
- I veggenti sono visti in un modo come se fossero veri, mentre da un punto di vista letterario avrebbe ottenuto gli stessi risultati lasciando indecisa quanto siano veri, e aumentando un po' il realismo.
- L'astronave descritta non è ben pensata.
- Da un punto di vista letterario avrebbe ottenuto gli stessi risultati omettendo le "radio istantanee", e avrebbe ottenuto una storia più realistica (io accetto i punti non realistici solo se questi sono indispensabili, cioè senza i quali sarebbe molto difficile inventare una storia di uguale livello letterario, tra tutti l'unico quasi indispensabile è la presenza dei molti mondi con sopra umani).
- A circa metà del romanzo ci sono varie pagine di intrighi politici che risultano un po' pesanti/noiose.

Alcuni pregi del romanzo:

- Il finale è uno di quelli che piacciono a me, tranquillo e sensato, non iperboli o finali ad effetto forzati e poco sensati.
- L'autrice ci ha messo moltissime cose diverse, spesso che mostrano parecchia della sua esperienza di vita, come la marcia in regioni polari, la politica delle alleanze, lingue diverse dalla nostra, la gestione psicologica e sociale dell'ermafroditismo sia dei singoli personaggi che dei popoli, alcune leggende e storie, come immaginarsi un buon Ecumene di mondi civilizzati, immaginarsi politiche e antropologie alternative, il narrare bene innamoramenti.
- Anche se è stato scritto nel 1969 non mostra i suoi anni, sento solo la mancanza di qualche gadget hi-tech in più per l'Inviato (l'autrice spiega che non deve avere troppi gadget ma ad esempio un piccolo computer gli sarebbe stato utile).
- Il romanzo non ha seguiti, non è grosso, ma è sintetico, e si legge senza richiedere troppo tempo.
- Ha inventato personaggi che sono alieni ma al tempo stesso umani. È facile inventarsi alieni incomprensibili, ed è facile inventarsi alieni troppo umani. Questi sono abbastanza alieni da essere ancora gestibili dall'autrice, ma anche abbastanza diversi da noi da risultare alieni. In poche parole sono alieni credibili e sensati.

L'inviato: ha sulle sue spalle una responsabilità enorme, eppure non sembra molto esperto o molto preparato e adattato, e neppure troppo adattabile. Perché l'Inviato fa quello che fa? Sa che forse potrebbe morire in questa missione. E non batte ciglio al pensare che potrebbe dedicare tutta la vita a questa missione. Quante persone rischierebbero la vita e tormenti del genere per una missione così? Personalmente non so se avrei mai il coraggio di fare una missione del genere. Padre Giona (del mio testo Chapel) è in una situazione paragonabile, ma ci sono anche delle differenze: Giona è stato quasi costretto a fare la missione, Giona non è in una missione del tutto di pace, Giona sa che sta rischiando molto la vita su Sava, ma la sua missione si intende breve, al massimo l'equivalente di pochi mesi terrestri.

Sesso esplicito: Gli umani farebbero all'amore anche con le chiocciole, mentre qui una situazione nella quale probabilmente ci sarebbe stato amore corporeo tra l'Inviato e una nativa, è appena accennata, e subito ritratta. Forse è per mantenere il rating del romanzo adatto anche a minorenni, o forse l'autrice ha pensato che così sarebbe stato più realistico.

Punti in comune con Chapel: questo romanzo parla di un giovane uomo che pare un religioso che rappresenta L'Ecumene e lo va a spiegare e mostrare da solo ad un popolo di ermafroditi molto simili ad umani (di origine comune) che vive su un pianeta molto ostile, e lo fa con una navetta monoposto. In tutto questo e in vari altri dettagli Chapel assomiglia molto a "La mano sinistra delle tenebre".

Shifgrethor: forse ho letto un temine simile con significato uguale anche nelle storie di Cherrith.

 

Note alle parti

Pag. 9: si dice che su questo freddo pianeta la posata da tavola più comune è un piccolo strumento col quale si rompe il ghiacchio che si è formato sulle vostre bevande tra un sorso e l'altro... ^_^

Pag. 42: >Era così femminile, nei modi e nell'aspetto, che una volta gli avevo chiesto quanti bambini aveva. Aveva assunto un'espressione cupa. Non ne aveva mai dato alla luce neppure uno. Ne aveva, però, generati quattro. Era una delle piccole scosse che ricevevo sempre. Lo choc culturale non era nulla, in confronto allo choc biologico che soffrivo essendo un maschio umano tra esseri umani i quali erano, per cinque sesti dei tempo, dei neutri ermafroditi.<
La differenza tra concepire e generare un figlio (per una specie di Ermafroditi) sarà utile usarla anche in Chapel.
Nota 1: l'autrice non parla di specie umane, ma di razze. Non so se sono interfertili quelle di pianeti diversi.
Nota 2: l'autrice (o il traduttore) almeno una volta usa "bisessuale" al posto di "ermafrodita", mentre sono due termini che vogliono dire cose piuttosto diverse.
Nota 3: l'autrice usa vagoni di termini nuovi, per indicare il calore, piante locali, luoghi, nomi di mesi, giorni, ecc.
 

Pag. 42: >[...] precisamente il tipo di azione che, su qualsiasi altro mondo a quello stadio della civiltà, avrebbe condotto a una guerra. Ma su Gethen, niente conduceva alla guerra. Liti, controversie, omicidi, falde, assalti, vendette, assassini!, torture e infamie e abomini!, tutte queste cose erano nel loro repertorio di conquiste umane; ma non arrivarono fino alla guerra. Mancavano, apparentemente della capacità di mobilitarsi. Si comportavano come animali, sotto questo aspetto; o come donne. Non si comportavano come uomini, o come formiche. In ogni caso, non l'avevano ancora fatto.<
Nota 1: anche gli scimpanzé fanno qualcosa di paragonabile a guerre.
Nota 2: in effetti la guerra è fatta dagli uomini, ma sarà vero che una società di donne non farebbe la guerra? Sarà vero che rendere herm gli umani gli farebbe smettere di fare guerre? Se fosse vero sarebbe un buon motivo per rendere herm tutta l'umanità, ma non credo che sia così semplice. Forse anche le donne fanno la guerra, se ne avessero l'occasione.
Nota 3: mi piacerebbe che nella Costituzione Italiana venisse inserito l'obbligo che il Parlamento Italiano sia composto di 50% donne e 50 % uomini (diciamo più-meno 2-3 persone). Al momento ci sarebbe difficoltà a trovare abbastanza donne in politica da riempire mezzo Parlamento, ma con 10-50 anni di tempo si potrebbero procurare. Dopo tutto se ci sono metà donne in Italia è giusto che metà siano in Parlamento. Comunque immagino che mezzo Parlamento femminile aiuterebbe a migliorare e riequilibrare la politica. Chissà. Sarebbe un tentativo interessante. Ci sono paesi che hanno un Parlamento (o analogo organo di governo) dove metà (o quasi) sono donne?
Nota 4: Anche questi umani, come i Chakasa, non fanno mai guerre. Anche i chakasa mancano della capacità di mobilitarsi. Ma io non credo che l'essere degli herm sia sufficiente a fargli evitare le guerre... (si veda in Chapel come affronto questo problema).
 

Pag. 55: si parla dei pervertiti: sono quelli che per motivi fisiologici sono bloccati in solo uno dei due sessi o che sono sterili [dal testo non si capisce se si riferisce solo ai monosessuali e/o agli sterili] (sono rari, non apprezzati ma tollerati), sono una piccola percentuale della popolazione.
 

Pag 61>Quando mi guardava con i suoi occhi limpidi, gentili, e innocenti, mi guardava da una tradizione antica tredicimila anni: un modo di pensare e un modo di vivere cosi antichi, così ben stabiliti, così integrali e coerenti da dare a un essere umano il distacco da se stesso, l'autorità, la completezza di un animale selvaggio, una grande, strana creatura che vi guarda direttamente dal suo eterno presente...<
Un bel pezzetto.

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Alcuni punti tratti da capitolo 7:

>La loro ambivalenza sessuale ha poco valore di adattamento.<
Questo non è detto. Potrebbe avere di adattamento positivo o negativo. Ad esempio potrebbe essere utile per aumentare la fertilità quando un gruppo si riduce molto di numero, e magari potrebbe essere svantaggioso per vari motivi antropologico-psicologici che neppure ci immaginiamo (come il poco spirito "combattivo/esplorativo" di cui parla Ursula).
 

>Eppure l'impulso sessuale è tremendamente forte in questa fase, e controlla l'intera personalità, sottomettendo tutti gli altri impulsi al suo bisogno dominante.<
Nei chakasa c'è qualcosa di simile, la fase dell'estro femminile, ma se pur forte non è così violenta e incontrollabile. (Comunque in Chapel abbiamo pensato di introdurre meno terminologia possibile, e quindi vanno bene calore o estro.)
 

>Il fenomeno del kemmer affascina tutti noi Investigatori, naturalmente. Affascina noi, ma governa i getheniani, li domina completamente. La struttura della loro società, la conduzione delle loro industrie, dell'agricoltura, del commercio, le dimensioni dei loro centri abitati, gli argomenti delle loro storie, tutto è modellato per adattarsi al ciclo somer-kemmer. Tutti fanno vacanza una volta al mese; nessuno, qualunque sia la sua posizione sociale, è obbligato o costretto a lavorare quando è in kemmer. [...] Tutto lascia il passo alla ricorrente festa - e tormento - della passione.<
Qualcosa del genere, anche se attenuato, deve essere vero anche per i chakasa, anche se il loro calore è meno forte e di durata inferiore (il culmine dura solo alcune ore).
 

>Chiunque può dedicarsi a qualsiasi cosa. Questo sembra semplice, ma gli effetti psicologici sono incalcolabili. Il fatto che chiunque, tra i diciassette e i trentacinque anni, può essere soggetto (per usare l'espressione di Nim) "al ceppo della gestazione e del parto" implica che nessuno, qui, è completamente "legato" come le donne, altrove, possono esserlo... psicologicamente o fisicamente. Oneri e privilegi sono distribuiti con perfetta uguaglianza; tutti hanno gli stessi rischi da correre e le stesse scelte da fare. Di conseguenza, nessuno qui è completamente libero come un maschio libero in qualsiasi altra parte dello spazio.<
Questo deve essere vero anche per i chakasa, anche se non credo di averlo capito del tutto.
 

>Un bambino non ha una relazione psico-sessuale con sua madre e suo padre. Non esiste il mito di Edipo, su Inverno.<
Perché? Un figlio potrebbe avere una relazione con entrambi i genitori.
 

>non esiste sesso senza consenso, non esiste violenza carnale- Come in quasi tutti i mammiferi, a parte l'uomo, il coito può avvenire solo per invito e consenso reciproco; altrimenti non è possibile.<
Lo stupro esiste in vari mammiferi, anzi in buona parte del regno animale.
In ogni caso il fatto che siano herm non evita certo gli stupri.
Nei chakat/chakasa gli stupri sono un po' più difficili sia per la presenza dell'imene muscolare sia per le dimensioni/forza/artigli e denti di cui tutte le chakasa sono dotate.
 

>non c'è divisione dell'umanità in due metà, una forte e una debole, protettivo/protetto, dominante/succube. padrone, strumento, attivo/passivo. In effetti, l'intera tendenza al dualismo che pervade il pensiero umano si può ritrovare diminuita, o cambiata, su Inverno.<
Ci sono ancora i piccoli e i grandi.
In effetti il dualismo tra quegli umani è minore.
Tra i chakat/chakasa la situazione è diversa, dato che loro sono sempre sessualmente attivi con entrambe le sessualità, che non passano gran parte del tempo in uno stato virtualmente asessuato, e che quando sono in calore (o nadir del calore, al quale non ho ancora dato/trovato un nome decente) hanno una sessualità polarizzata, e quindi comunque dualistica.
 

>D'altra parte, la limitazione della spinta sessuale a un discontinuo segmento temporale, e la "equalizzazione" in uno stato androgino, deve impedire, in larga misura, sia Io sfruttamento che la frustrazione di questa spinta. Deve esistere la frustrazione sessuale (benché la società faccia il possibile per provvedervi; fino a quando l'unità sociale è abbastanza grande da permettere che più di una persona sola sia in kemmer in qualsiasi momento, l'appagamento sessuale è quasi assolutamente certo), ma almeno essa non si accumula; finisce quando il kemmer è finito. Bene; in questo modo, molti sprechi e molta pazzia sono risparmiati; ma che cosa rimane, in somer? Cosa c'è da sublimare? Che cosa può raggiungere una società di eunuchi?... Ma naturalmente, essi non sono eunuchi, in somer, ma piuttosto sono paragonabili a esseri umani in stadio preadolescente; non castrati, ma latenti. Un'altra ipotesi concernente l'obiettivo dell'ipotetico sperimentatore: l'eliminazione della guerra. Gli Antichi hainiti hanno postulato che la continua capacità sessuale e l'aggressione sociale organizzata, attribuiti entrambi soltanto dell'uomo, tra tutti i mammiferi, non siano altro che causa ed effetto? Oppure, come Tumass Song Angot, essi consideravano la guerra un'attività-sostitutiva puramente mascolina, uno Stupro, una Violenza su grande scala, e di conseguenza nel loro esperimento hanno eliminato la virilità che stupra e la femminilità che viene stuprata? Dio solo lo sa.<
I chakasa non hanno mai un vero appagamento sessuale, più o meno come gli umani, e possono avere frustrazione sessuale, anche se la società cerca di trovare qualcuno che soddisfi il calore di un'altra (o almeno usano erbe attenuanti del calore, ecc).
Per quanto riguarda la guerra credo che anche le donne (o degli asex) potrebbero farla.
Non so se questo valga per i chakasa, che sono sempre sia mascolini che femminei, e che quindi hanno sempre sia i difetti maschili che quelli femminili.
 

>Potremmo scoprire che questo non ha niente a che fare con la loro psicologia androgina. Non sono in molti, in fondo. E c'è anche il clima. Il clima di Inverno è così ostile e mutevole, così vicino al limite della tollerabilità, anche per loro, con quel grande adattamento al clima che hanno conseguito, che forse essi consumano tutto il loro spirito combattivo per combattere il freddo. I popoli marginali, le razze che si limitano a passare, sono raramente fatte di guerrieri; sopravvivono. E in fondo, il fattore dominante della vita getheniana non è il sesso, né alcun altro elemento umano: è il loro ambiente, il loro mondo gelido. Qui l'uomo ha un nemico più crudele, perfino di se stesso.<
Questo è vero anche su Sava, i chakasa non fanno guerra anche perché il pianeta e la vita locale sono già sufficientemente pericolosi.

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Pag. 151>C'era della bontà. Io e certi altri, un vecchio e un uomo che aveva una brutta tosse, venimmo riconosciuti come i meno resistenti al freddo nel gruppo, e ogni notte ci trovavamo al centro del gruppo, l'entità di venticinque unità, il punto più caldo. Non lottavamo per avere il posto più caldo, semplicemente ci trovavamo in esso, ogni notte, È una cosa terribile, la bontà, questa bontà che gli esseri umani non perdono. Terribile, Perché quando noi alla fine siamo nudi, nel buio e nel freddo, è tutto ciò che abbiamo. Noi che siamo così ricchi, cosi pieni di forza, finiamo con quella piccola moneta. Non abbiamo niente altro da dare.<
Ursula è molto brava. Più avanti nella storia ho comunque capito che per quella gente non era poi così tanto freddo. Loro sono fatti per temperature molto basse.
 

Pag. 188>Un amico. Che cos'è un amico, in un mondo dove qualsiasi amico può essere un amante, alla prossima fase della luna? Non io, prigioniero della mia virilità, legato indissolubilmente a essa; non potevo essere amico di Therem Harth, né dì qualsiasi altro membro della sua razza. Né uomo né donna, e l'una e l'altra cosa a un tempo, ciclico, lunare, capace di una metamorfosi così radicale al tocco di una mano, fenomeno strano nella culla del genere umano, un getheniano non era carne della mia carne, ne poteva essermi amico; non poteva esistere amore, tra noi.<
- A questa non potenziale differenza tra amici e amanti avevo pensato anche io, ne ho parlato in "My new brother".
- Il fatto che siano un po' diversi non gli avrebbe impedito di darsi piacere in vari modi, basta avere un po' di fantasia.
 

Pag. 229-230>È l'usanza dell'Ecumene, e questa usanza è fondata su diversi motivi. Anche se, in realtà, comincio a domandarmi se mai io abbia capito questi motivi. Pensavo che fosse per voi. che io dovessi venire da solo, così evidentemente solo, così vulnerabile, al punto che in me stesso non fosse possibile raffigurare alcuna minaccia, che la mia presenza non potesse alterare alcun equilibrio: non un'invasione, ma soltanto un messaggero. Ma c'è qualcosa di più; la spiegazione non è cosi limitata Da solo, io non posso cambiare il vostro mondo. Ma posso venire cambiato da esso. Da solo, io devo ascoltare, e non parlare soltanto. Da solo. La relazione che alla fine io stabilisco, se ci riesco, non è impersonale e non è solo politica: è individuale è personale, è più e meno che politica, allo stesso tempo. Non Noi e Loro; non Io e il Pianeta; ma Io e Tè.<
Questi sono alcuni ottimi motivi extra-letterari per cui anche Padre Giona è stato mandato solo su Sava.
 

Continuo pag. 229-230>Non politica, non pragmatica, ma mistica. In un certo senso l'Ecumene non è un corpo politico, ma un corpo mistico. Esso considera gli inizi di estrema importanza. Gli inizi, e i mezzi. La dottrina dell'Ecumene è esattamente l'opposto della dottrina secondo la quale il fine giustifica i mezzi. Si procede, perciò, in maniere sottili, e lente, e strane, rischiose; si agisce a somiglianza dell'evoluzione. che è, in un certo senso, il modello... Così sono stato mandato solo, per il vostro bene? O per il mio? Non lo so. Sì. questo ha reso le cose più difficili.<
Continua dalla citazione precedente. Non capisco.

Pag. 262>-- Oh, Genly -- disse. -- Non ti avevo riconosciuto! Era strano udire la voce di una donna, dopo tanto tempo. Gli altri uscirono dalla nave, dietro mio consiglio: mostrare qualsiasi forma di sfiducia, a questo punto, avrebbe umiliato la scorta karhidiana, mettendo in gioco il loro shifgrethor. Uscirono tutti, e incontrarono i karhidiani con perfetta cortesia. Ma tutti avevano un aspetto strano, ai miei occhi, uomini e donne, benché li conoscessi cosi bene. Le loro voci avevano un suono strano: troppo profonde, troppo acute. Erano come una banda di animali strani e grandi, di due specie diverse: grandi scimmie dagli occhi intelligenti, tutti quanti in fregola, in kemmer...<

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Aggiunta del 2003 07 20:

Pag. 180: oltre al difetto fattuale (non facile da risolvere) della presenza umana su altri pianeti, un altro difetto fattuale del testo è la stufa usata per scaldare la tenda. Dice che pesa quattro libbre (1,8 kg), ed è capace di fare il caldo in una tenda per 14 mesi senza ricariche, e dice esplicitamente che non è nucleare. Ci sono vari modi per accumulare energia (a parte il decadimento atomico): combustibile, anelli superconduttori carichi di elettricità, volani rotanti superveloci, materiali che liberano energia cambiando la forma delle loro molecole, materiali che liberano energia facendo cambiare configurazione elettronica, ma credo nessuno riesca a dare tutto lo sproposito di energia di cui si parla qui. Forse il modo più compatto per immagazzinare energia è usare molecole come l'N8 (molecola cubica, un esplosivo, 423 kcal/mol, già realizzato), o addirittura il N60 (fullerene d'azoto, iperesplosivo, teoricamente forse 2400 kcal/mol, http://www-cms.llnl.gov/s-t/ex_soccer.html), ma anche facendo rilasciare lentamente energia a 1,8kg di fullerene d'azoto dubito fortemente che l'energia potrebbe bastare per 14 mesi. Forse una delle poche cose che potrebbe sviluppare ancora più energia (senza passare alla soluzione atomica) è bruciare nell'aria particelle di idrogeno metallico (molto molto compresso), ma non so se sia possibile farlo in modo abbastanza semplice, e gestirlo. Comunque quello che importa per il romanzo è che la stufa basti per una settantina di giorni (e non per 14 mesi). È possibile? Forse no. Ma avrebbe potuto ricorrere all'uso di radionuclidi.


Riflettendo su quello che ha scritto Ursula del viaggio in slitta, non è detto che la specie umana sarebbe avvantaggiata dall'essere composta di herm. Noi siamo divisi in maschi e femmine, e siamo leggermente diversi (Ursula ricorda la diversa ripartizione del corpo di muscolo/grasso, data la necessità della scorta di calorie per chi deve poter generare un figlio della carne), questo aumenta la diversità anatomica e psicologica nella specie umana, e quindi forse ne aumenta la capacità di adattamento (per certe situazioni sarebbero più adatte le donne, e per altre situazione sarebbero più adatti gli uomini). In altri mammiferi (ad esempio le tigri) invece la differenza fisica tra maschi e femmine è meno marcata, e quindi il farla diventare una specie herm credo che potrebbe cambiare meno la situazione (non so se anche le tigri femmine abbiano maggiori scorte di calorie dei maschi, forse sì, comunque le loro ghiandole mammarie sono piccole quando non vengono usate).