All'ombra dell'arcobaleno

Data ultima revisione 1999 06 16.

AutoreRobert Franklin Leslie
Titolo: All'ombra dell'arcobaleno
Sottotitolo: La vera storia dell'amicizia tra un uomo e un lupo
Titolo originale: In the shadow of a rainbow
Editore:  Ponte alle Grazie
Genere: Romanzo, storia vera, con animali.
N. pagine: 181
Edizione: 1974 in America, 1991 in Italia, e 1998 in Italia questa edizione.
Altre opere dello stesso autore: Altre opere dedicate agli animali, tra cui Avventura con gli Orsi, il primo romanzo che io abbia mai letto.
Prezzo: circa 10 euro, ben spese.
Da chi mi é stato consigliato o perché l'ho comprato: Trovato il libro per caso in libreria. L'autore lo conoscevo per il motivo che ho detto.
 

Note

    Sono riuscito a leggerlo nonostante i miei impegni, si è guadagnato la mia attenzione.
    E' un libro incredibile. E' un romanzo, ma è quasi un saggio sui lupi. Molto spesso ho scritto in margine "fantascenza". Al confronto del capitolo 13, dal titolo Tradimento, StarTrek è ordinaria amministrazione.
    La prima cosa che mi fa capire è che non so nulla di lupi. La complessità della società lupina è incredibile, molto più alta di quello che pensassi, nonostante anni di letture sparse sull'argomento.
    Dovrebbero prendere questo libro come riferimento e divulgarne di più i contenuti. Anche perchè non è la prima volta che leggo cose simili, per cui c'è da credere abbastanza a quello che dice. Rapporti buoni con umani sono mostrati ad esempio anche in Mai gridare al lupo del biologo Farley Mowat, e nell'incredibile Sopravvivere coi lupi, di Misha Defonseca. Dubito che la maggior parte delle persone ritenga i lupi così socievoli, come sono in realtà. E' chiaro di come i lupi siano divenuti cani.

    E' la vera storia di un indiano, laureato in mineralogia, molto esperto dei modi di vita tradizionali della sua gente e anche più per quanto riguarda la vita solitaria nei boschi nordici, anche a temperature di -40°C.
    Il fatto che io non sappia tutte le cose che lui sa su natura e vita selvatica mi è sembrato normale.
Ciò che mi ha stupito è che non solo lui sa più di me, ma che fa anche cose che io non vorrei fare, riguardo alla vita per i lupi. Direi che è fissato di lupi ancor più di me...

    Finora ho letto vari romanzi, anche grandi, con tema i lupi. E quasi tutti al confronto di questo sembrano vacui. Come se le notizie sui lupi fossero di seconda mano, come se l'autore se le fosse in parte inventate e in parte le ignorasse.
    Informazioni di questa qualità, complessità e profondità non si possono inventare, la fantasia umana non ne è capace. Troppa complessità da simulare con la mente (simulazione intesa nel senso di quelle che fanno i computer). Si può solo averle provate e viste di persona, o raccontate provare. Questo è realismo.

    Una nota di fantasia. Sono convinto che un buon film sui lupi mannari sia ancora di là da venire. Forse solo Wolfen è appena accettabile. Gli scrittori o sceneggiatori dovrebbero basare fortemente la trama e i fatti di un film su questo romanzo/saggio. Anche se riuscissero a copiarne solo il 10% di senso di realismo (quasiasi cosa ciò significhi), produrrebbero un ottimo film, migliore di tutti quelli visti finora.

Un'ultimo appunto. Gli evoluzionisti, come S. J. Gould, affermano spesso che noi non siamo l'ultimo gradino dell'evoluzione, tra l'altro perchè l'intelligenza non è la meta finale e più alta. Per la maggior parte delle specie non c'è pressione selettiva a sviluppare cervelli sempre più potenti, fino all'autoconsapevolezza e oltre. Tali affermazioni mi trovano generalmente d'accordo.
    Tali affermazioni vengono fatte anche riguardo ai lupi: si dice che sono rimasti in quel livello intellettivo per tantissimo tempo, e non sembra che in futuro la cosa possa cambiare.
    Adesso non ne sono più così convinto. Da questo romanzo si vede che l'intelligenza è un fattore importantissimo anche per un lupo. La capobranco coprotagonista del romanzo era estremamente intelligente. L'intelligenza paga, anche fra i lupi.

Quale era l'intelligenza di quelli che io credo siano i progenitori dei lupi, simili ad essi ma molto più grandi e robusti?
 


Scheda bibliografica per il sito furryITA:

È la vera storia dell'amicizia tra il nativo americano Gregory e una lupa. Lui è decisamente un grande appassionato di lupi, ed è molto esperto dei modi di vita tradizionali della sua gente, specialmente per quanto riguarda la vita solitaria nei boschi nordici, anche a temperature di quaranta gradi sotto zero. Questo incredibile romanzo in certi punti sembra quasi un saggio sui lupi, non contiene volutamente degli antropomorfismi, e fa capire quanto complessa sia la società dei lupi selvatici, fa capire quanto sociali e socievoli e intelligenti siano i lupi selvatici, tanto che risulta chiaro perché i lupi siano diventati cani. Una delle cose che colpiscono di più di questo romanzo è infatti l'intelligenza della lupa capobranco. A quanto pare anche tra i lupi essere intelligenti paga. Nasce una domanda: quale era l'intelligenza dei "progenitori" dei lupi moderni, simili ad essi ma molto più grandi e robusti? Benché non abbia la pretesa di essere un trattato di etologia, credo che questa sia una lettura consigliata a chiunque si interessi a capire i lupi. In circolazione esistono vari romanzi con tema i lupi, ma quasi tutti al confronto di questo sembrano vacui. In quei romanzi è come se le notizie sui lupi fossero di seconda mano, come se l'autore se le fosse in parte inventate e in parte le ignorasse. Informazioni di questa qualità, complessità e profondità non si possono inventare, la fantasia umana non ne è capace. -- Sono convinto che un buon film sui lupi mannari sia ancora di là da venire. Guardando l'etologia lupina, forse solo Wolfen è appena accettabile. Gli scrittori o sceneggiatori di un serio film di lupi mannari dovrebbero basare fortemente la trama e i fatti su questo romanzo/saggio. Anche se riuscissero a copiarne solo il 10% di senso di realismo (quasiasi cosa ciò significhi), produrrebbero un ottimo film, migliore di tutti quelli visti finora.