Fullmetal Alchemist

Note di leonardo maffi
4 maggio 2006
Tags: cartoni animati, divulgazione

Fullmetal Alchemist (Hagane no renkinjutsushi) e' una serie di cartoni animati di buona qualita' in onda questi giorni su MTV. Per una recensione organica consiglio di cercare altrove.

Le prime puntate di questa serie parlano delle avventure di un giovane alchimista, in una Terra che si trova in una dimensione parallela dove l'alchimia funziona. Possiede due arti protesici di metallo che sembrano pesare e essere imbullonati al corpo proprio come arti in carne e ossa.

Nel nostro mondo dove l'alchimia non funziona, la chimica e' molto piu' interessante. Vedendo Full Metal Alchemist, e ricordando serie come Sampei, o come il telefilm su McGyver ricco di macchine e ritrovati, e altre, mi chiedo se sia concepibile una serie di cartoni dove un/a scienziato/a in erba di 14-15 anni ripete esperimenti scientifici in molti campi diversi (esistono centinaia di esperimenti fondamentali e molto interessanti che penso siano ripetibili da una persona intelligente di quindici anni, ad esempio molti degli esperimenti di laboratorio che vengono svolti nei primi anni nelle facolta' scientifiche universitarie). Credo sia possibile inventare trame interessanti, che comunichino entusiasmo per la ricerca. Per questo, vista anche l'ampia varieta' degli esperimenti da presentare, potrebbe servire la collaborazione di alcuni veri ricercatori appassionati. In passato ho visto e seguito altre serie, come la francese "Esplorando il corpo umano", e l'americana "Tutti a bordo" (su un autobus un po' magico che insegna tecnica e scienza, titolo originale "The Magic School Bus", finanziato dalla National Science Foundation e Microsoft, http://www.scholastic.com/magicschoolbus/ ), che erano ottime e mostrano che si puo' fare divulgazione di buona qualita' anche a bambini e per mezzo di cartoni animati.

Forse se questa ipotetica serie di cartoni animati su un ricercatore eclettico venisse gradita potrebbe perfino spingere qualche giovane spettatore/trice a dedicasi alla ricerca (ad esempio Sampei mi fece appassionare per anni alla pesca, per cui so che cartoni animati simili possano avere effetti durevoli sulle persone giovani che li seguono e li apprezzano).

C'e' una differenza importante tra tale ipotetica serie che mostra esperimenti scientifici e molte altre serie come ad esempio Project Acquarion (un'altra bella serie di cartoni animati in onda in questi giorni su MTV) [o anche perfino "Tutti a bordo", che spiegava un po' di teoria ma poca pratica sperimentale], la prima si presume spinga i giovani a ripetere tali esperimenti, e quindi a fare cose pratiche e reali, e non solo ad avere fantasie impossibili (le quali hanno comunque diritto ad un loro spazio nella psicologia di una persona) mostrate nella seconda. Per cui probabilmente (nonostante suggerimenti sulla sicurezza e altro) tali esperimenti comporterebbero dei rischi, magari moderati. Questo significa che ad esempio in un milione di spettatori di tale serie, potrebbero capitare due o tre bambini/ragazzi che ad esempio si brucino un po', o si feriscano, o che diano fuoco a qualcosa, ecc. E' poi possibile che i loro genitori denuncino i produttori di tale serie e il canale televisivo che l'ha trasmessa.

Ad esempio mi pare di ricordare che in Francia la serie di McGyver ad un certo punto fu vietata, per colpa di almeno un giovane morto per un'esplosione ottenuta creando dell'esplosivo basato su diserbante, come mostrato in piu' di una puntata. D'altronde eliminare del tutto la creazione di esplosivi dalla serie mi pare negativo, perche' so che la pirotecnica e gli esplosivi hanno una forte attrattiva per certi giovani, e togliendoli si toglierebbe una parte del fascino della chimica.

Creando una serie di cartoni animati come Monster Rancher non si rischia che lo spettatore impari a fare esplosivi, ma non gli si insegna neanche niente di scienza e tecnica. Lavorare con cose reali comporta dei rischi reali, che comunque possono venire ridotti in molti modi, ad esempio i genitori potrebbero seguire i figli che fanno tali esperimenti, ecc. (ma i genitori non hanno molto tempo libero, inoltre e' difficile per un giovane esplorare e giocare davvero liberamente se e' sempre sotto gli occhi di un adulto, per i bambini e' piuttosto fastidioso), oppure ricordando *sempre* di fare esperimenti usando quantita' minuscole di reagenti, in questo modo i rischi saranno comunque ridotti (invece che usare un sacco di 25 kg di diserbante per creare dell'esplosivo come si vede in una puntata di McGyver, se ne puo' usare 0.5 g. I risultati saranno qualitativamente simili, ma non si rischia la vita o di fare grossi danni anche in caso di errori di vario tipo. So che un bambino prudente puo' fare esperimenti di pirotecnica anche per alcuni anni senza procurarsi mai una bruciatura che possa lasciare una cicatrice).

Quindi si hanno dei rischi e dei costi, sia che si scelga di mostrare tali esperimenti ai giovani, sia che non lo si faccia. Per cui bisogna chiedersi quale sia la decisione migliore, e in particolare se se tali esperimenti svolti da centinaia o migliaia di bambini/e/ragazzi/e valgano tali piccoli rischi (che si concretizzano in alcuni incidenti reali subiti da qualche bambino), ricordandosi anche che gran parte degli esperimenti possibili sono innocui.

La nostra societa' moderna ha bisogno anche di ricercatori ispirati, la cui passione sia nata da bambini/ragazzi (benche' l'esperienza mi abbia mostrato che si puo' benissimo diventare buoni ricercatori anche se fino a 17-25 anni si erano fatte/apprezzate cose completamente diverse, la vita e' lunga e si possono imparare le cose anche da adulti). Inoltre la vita adulta ha dei rischi, e quindi potrebbe essere positivo imparare ad affrontarli ed evitarli fin da giovani (ovviamente in modo piu' moderato e protetto).

Anche il passare l'infanzia troppo nella bambagia anti-urto ha dei costi, sociali e anche personali per il bambino. Col passare del tempo mi pare stiamo andando in tale direzione, l'auto-addomesticamento nella specie umana prosegue, l'evoluzione della specie umana non si e' mai fermata. Una certa quantita' di rischio, moderato ma reale, corso non fine a se' o per fini futili, ma per imparare ad affrontare ad esempio alcune delle sfide della vita adulta, o per diventare un chimico, credo sia utile per crescere e diventare adulti.

Infine vorrei far ricordare che le vie della psicologia sono molto complicate, e non mi stupirei nel sapere (perche' cose simili le ho viste capitare spesso) ad esempio che un cartone animato sull'alchimica ha spinto qualcuno a diventare un bravo chimico: infatti per diventare un chimico serve solo la voglia di studiare e di fare esperiumenti, e tale cartone animato trasmette un po' di entrambe le cose. Se esse sono presenti (e se l'ambiente che circonda il giovane e' adatto, ad esempio i suoi genitori lo mantengono negli studi superiori, ecc), non ci vuole niente a redirigerle (e' la persona stessa che lo fa, non serve aiuto esterno) verso la chimica reale, invece che sul disegnare simboli alchemici sul pavimento che con una breve serie di esperimenti pratici nel nostro mondo risultano non produrre gli effetti mostrati nel cartone animato.

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