Libro: Gli esiliati di Ragnarok

Note di leonardo maffi
16 luglio 2006
Tags: book

Romanzo "Gli esiliati di Ragnarok", di Tom Goodwin, Delosbooks editore, 157 pagine piccole, 10 Euro. Titolo originale "The survivors" del 1958.
http://www.delosstore.it/delosbooks/scheda.php?id=22311
Romanzo gia' uscito su Urania n.229 nel 1960 col titolo differente di "I superstiti di Ragnarok":
http://www.mondourania.com/urania/u221-240/urania229.htm

Lessi questo Urania qualche anno fa, adesso ne e' uscita una nuova edizione dal titolo modificato.

Il testo in corsivo (a pag. 93, 107, 117, ecc) ha le parole troncate (sillabate) a fine linea, il che non mi piace molto. Ma e' un difetto da poco.

Il romanzo ha una cinquantina d'anni ma a mio avviso ha retto bene al passare del tempo. Alcuni dettagli che non mi piacciono probabilmente non mi sarebbero piaciuti neanche decenni fa, se fossi stato presente.

I "predatori" presenti nella storia sono degli animali piuttosto intelligenti, quasi delle persone (dalle descrizioni li immagino come delle specie di orsi selvaggi e ingelligenti) mi piacquero cosi' tanto che il personaggio dell'orsa ibrida Sasha di Chapel e' in parte ispirato a tali creature intelligenti, forti e fiere.

La successione delle morti dei protagonisti (spesso semplicemnte per vecchiaia o quasi) mi procuro' fastidio, adesso riesco ad ignorarla piu' facilmente. In questa storia la vita continua comunque ad andare avanti... -.- Nonostante cio' forse non sono ancora in grado di scrivere dell'iterno ciclo vitale di umani con la naturalezza mostrata in questo breve romanzo.

Per i miei gusti questa storia esalta un po' troppo la guerra e i suoi presunti pregi. Il valore della vendetta, del romantico morire eroicamente, ecc. Sono cose che oggi per certe persone sono ancora valide, ma a me suonano terribilmente male.

L'adattamento degli umani alle mutate condizioni mi pare eccessivo o eccessivamente veloce.

E' abbastanza curioso quanto siano diffuse le creature abbastanza intelligenti in questo romanzo. Il trovare mammiferoidi cosi' simili ai mammiferi terrestri (hanno addirittura mammelle, ecc) su altri pianeti mi pare molto improbabile (non mi riferisco ai nomi con cui tali animaloidi vengono chiamati, ma proprio alla loro similarita' coi mammiferi terrestri). In effetti la biologia non ha dati su come potrebbe essere la vita su altri pianeti, ma immagino che differisca significativemente dalla nostra (a partire forse da alcuni degli aminoacidi di cui e' fatta, presupponendo che sia comunque a base carbonio. Forse alcuni aminoacidi in comune potremmo averli, come ho ipotizzato in Chapel).

Tutta la storia ricorda molto le storie di "The Colony", di umani di oggi che si svegliano misteriosamente come chakat su un pianeta alieno selvaggio. Tali storie possono essere trovate sul sito di Doove:
http://www.chakatsden.com/chakat/FT-index.html
http://www.chakatsden.com/chakat/Stories/TheColony-index.html

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