Quella che segue è una trascrizione di un'intervista con Ian McDonald (IM) tenuta alla convention ConFuse '92.
La trascrizione è stata fatta da Sven L. Eriksson e Tommy Persson. Per rendere il testo maggiormente leggibile in alcuni punti è stato corretto da Tommy Persson. Si spera di non aver introdotto molti errori nel processo di correzione. Gli intervistatori sono Carina Björklind (CB) e Calle Dybedahl (CD). Le voci in mezzo al pubblico sono tra gli altri di Anders Holmström (AH), Johan Anglemark (JA), Gunilla Jonsson (GJ) e Britt-Louise Viklund (BLV). Il segno <> viene usato per indicare che ciò che viene detto è intelligibile.

La traduzione italiana è stata effettuata da Danilo Santoni.

 

CB: Tanto per cominciare, ti dispiacerebbe dire qualcosa di te?

<ride>

Pubblico:Una affermazione breve!

IM: Una breve affermazione?

Pubblico (AH): Chi sei?

IM: Non sai leggere? E che ci fai qui se non sai leggere?

<risate>

IM: Salve, io sono Ian McDonald. Sono molto contento d'essere qui, siete stati molto gentili ad invitarmi come ospite d'onore. Sono un po' confuso, ma mi sono alzato alle tre di mattina. Sono stato ad una festa ad un istituto artistico... Jet lag e ecstasy, no... Grazie a tutti per avermi invitato. Se c'è qualcuno con cui doversela prendere quello è Brian Stableford. L'idea è stata sua. E' bello essere qui.

CB: Sei uno scrittore a tempo pieno?

IM: Certo.

CB: Cosa hai fatto prima di diventare uno scrittore a tempo pieno?

IM: Sono andato all'università e ho studiato psicologia. Devo aver avuto io stesso qualche piccolo crollo psicologico, perché ho smesso di punto in bianco d'andarci. Mi sono ritirato e me ne sono rimasto a casa, nascosto in camera, e non ho mai finito il corso e sono stato disoccupato per un paio d'anni.
Durante quel periodo ho fatto strani lavoretti. Uno è stato quello di classificare compiti d'esame di matematica, un altro è stato quello di lavorare per una società missionaria. Un altro lavoro è stato quello di scortare un coro di ragazzine ugandesi in una tournée attraverso l'Irlanda.
Durante questo periodo, comunque, ho iniziato a scrivere. Ho venduto il mio primo racconto nel 1982 alla rivista EXTRO, una pubblicazione con base a Belfast e che visse proprio molto poco. E poi, mentre avrei dovuto fare delle cose alla società missionaria, me ne stavo seduto a battere racconti di fantascienza e a spedirli all'ASIMOV'S, e a collezionare tutte quelle lettere di rifiuto. Ma alla fine nel 1987 diventai ufficialmente come scrittore a tempo pieno quando mi sposai, fondamentalmente per motivi fiscali.

CB: Ti mantiene tua moglie?

IM: No, io mantengo lei!

Pubblico (JA): Hai iniziato a scrivere a tempo pieno per motivi fiscali o ti sei sposato per motivi fiscali?

IM: Veramente tutti e due. Quello che si può fare nel sistema fiscale inglese è di pagare alla propria moglie una certa somma di denaro. Fondamentalmente non svolge altro lavoro che leggere le bozze e fare il tè. Non fa niente. Non le do una lira ma ufficialmente io le do da due a tremila sterline l'anno che posso detrarre dalle tasse. Questa è una veloce introduzione al sistema fiscale inglese.

CB: Così più o meno è stato... be' incidente è forse la parola sbagliata... che ti ha fatto iniziare a scrivere?

IM: Sì, l'ho fatto solo perché ero totalmente non impiegabile in qualsiasi altra cosa. E lo sono ancora. Arriva un momento nello scrivere in cui ti trovi impigliato e non c'è più via di ritorno. Ti guadagni da vivere con la penna e la carta perché non c'è niente altro che sai fare. Non puoi tornare a fare uno sporco lavoro perché non sei qualificato. Penso sia stato a questo punto, verso il 1987, che ho fatto quel patto: è quello che farò, mi ci devo attaccare senza fare altro ed è meglio che lo faccia bene.

CB: Che tipo di... quali autori hai...

Pubblico: ...copiato?

<risate>

IM: OK, OK, vado via.

CB: Be', che ti hanno ispirato?

IM: Quand'è il prossimo volo?

CB: Diciamo pure ispirato?

Pubblico (AH): Che hai gustato?

IM: Sì, certo, certo, sono d'accordo, certo, mi piace, certo!
Mi ricordo che ero piccolo e i libri avevano un grosso impatto su di me. Non so se ci siano qui. C'è un autore inglese di fantasy di nome Alan Garner.

CB: Certo.

IM: The Weird-stone of Brisingamen, un libro proprio brillante, non è vero? Mi ricordo di averlo letto verso i sette o gli otto anni e che m'ha messo una paura del diavolo. E' stato un libro strepitoso. Anche i libri sul troll Mumin di Tove Jansson. Libri strani, proprio stupendi. Li ho persi tutti poi circa sei mesi fa ero in una libreria e ho visto un libro sul troll Mumin. Ho pensato, da bambino ho amato quel libro così lo compro e lo rileggo e torna tutta la magia.
Penso che ciò che mi ha portato alla fantascienza sia il fatto che c'era un amico che mi prestava tutti i libri del ciclo di Lensman di E.E.Doc Smith. Andiamo!, li avete letti tutti, non è vero? E anche quelli sullo Skylark. E mi ricordo ancora che avevo circa quattordici anni, o poco prima, durante la pubertà, e ho letto Harlan Ellison che non è indicato per uno che si trova nella pubertà.
I reietti dell'altro pianeta e La mano sinistra delle tenebre di Ursula LeGuin mi fulminarono, avevo sui quindici anni quando mi colpirono in
Successivamente anche Il libro del nuovo sole di Gene Wolf, Be' prima di questo dalla Quinta testa di Cerbero. C'è nessuno che l'ha letto? E' ancora in circolazione?

Pubblico (AH): Sì, è ancora in circolazione.

IM: Quello è proprio un libro eccezionale, La quinta testa di cerbero. Se è in circolazione dovete leggerlo. E' tra le sue cose migliori. Ricordo d'averlo letto quando avevo circa diciotto anni e mi ha influenzato parecchio. Oggigiorno non leggo molta fantascienza. Tendo a leggere nuovi autori. Leggo Paul McAuley, Simon Ings che forse non avete mai sentito nominare, ma che sta diventando enorme. C'è un libro brillante intitolato Hothead. Lo trovate all'aeroporto di Copenaghen.

Pubblico (AH): Lo trovate anche nella stanza accanto!

IM: E' vero? Bene, è proprio buono: Ma la maggior parte della fantascienza che non leggo è perché è proprio brutta e mi fa meravigliare o e troppo bella e mi fa ingelosire.

CD: Da quand'è che scrivi? Hai iniziato quando hai cominciato a leggere o è stato più tardi?

IM: Sì, voglio dire che se c'è uno scrittore che dice di non averlo mai fatto, mente. Mi ricordo di aver scritto delle bufale su Star Trek quando avevo nove o dieci anni. Quando avevo quattordici anni ci entrò dentro anche il sesso e la cosa è continuata. Quando sono diventato un disoccupato, tra i venti e i ventun anni, ho scritto un romanzo e l'ho spedito alla Victor Gollancz e me l'hanno rimandato indietro perché era la cosa più brutta che si potesse leggere. Ce l'ho ancora. Nei giorni in cui sono proprio depresso mi metto a leggerlo e mi sento molto meglio. Posso fare molto di più di quella roba.
Il mio primo racconto, come ho detto, è apparso sulla rivista EXTRO nel 1982. Ci ho guadagnato 60 sterline e ho comprato una chitarra a dodici corde. Che ci avete fatto col vostro primo stipendio?

CB: I problemi dell'Irlanda del Nord sono presenti nei tuoi libri, soprattutto negli ultimi due, King of Morning, Queen of Day e Hearts, Hands and Voices. Dalla Svezia si vede Belfast come un cumulo di macerie dove c'è continuamente la guerra. E lo si vede in TV, soldati inglesi (IM: sì, i brats). E' tutto ciò che vediamo di Belfast.

IM: Per voi è soprattutto televisione. Vi mostra quello che viene considerato trasmissibile e ciò che è trasmissibile di solito è violento e inaccettabile. Alzi la mano chi è stato a Belfast. Bene, come l'avete trovata, v'è piaciuta? Era tutta scaricata?

Pubblico (JA): E' una città perfettamente normale (IM: certo!) I poliziotti hanno giubbotti antiproiettile. E le auto della polizia tendono ad essere camioncini armati. Ma a parte ciò (<ride>). E' una città perfettamente intatta e non c'è violenza da vedere.

IM: Che ne pensate di questo?

Pubblico (JA): In massima parte m'è piaciuta e m'è piaciuta la birra. La birra è economica.

IM: La polizia qui porta le armi?

Pubblico: Sì.

IM: Bene, e allora dov'è il problema? Va be', le armi sono più grosse. Portano fucili automatici ma è solo una questione di dimensioni. Non li usano mai. Qual era la domanda?

CB: Il problema irlandese (IA: i disordini; IM: i disordini.), in King of Morning, Queen of Day ovviamente hai scelto di parlarne. Ma quello che leggiamo in Hearts, Hands and Voices? Cosa pensi realmente dell'IRA e di tutto il resto?

IM: King of Morning, Queen of Day veramente è iniziato come una novella, ed era molto più sull'Irlanda del Nord. Mentre la scrivevo è cambiata radicalmente, non era poi sull'Irlanda del Nord ma soprattutto sull'Irlanda in generale negli anni '20, nel periodo della divisione, il che si ricollega a King of Morning, Queen of Day. Tutto il pezzo repubblicano dove... ho scordato il nome, oh sì, la ragazza della seconda parte, ho scordato il nome. Ho scritto quella maledetta roba e non mi ricordo neppure il nome del protagonista. Scappa con quello dell'IRA, che poi appare come una figura mitica, in Irlanda, per entrambi i partiti, i nazionalisti e i lealisti, la storia è stata mitologizzata. Quello che è successo realmente non ha importanza, ha importanza quello che la gente crede sia successo. Io sono un protestante, anche io, tra virgolette, così conosco meglio il punto di vista protestante. E ci sono forze mitologiche molto forti.
La battaglia di Somb nel 1916 è una figura mitologica molto, molto potente nel pensiero protestante dell'Irlanda del Nord, dove 50.000 volontari della brigata Ulster, quasi tutti protestanti, andarono in prima linea e furono spazzati via nel giro di un'ora.
E questo, nel pensiero protestante nord-irlandese, è visto come il grande sacrificio del lealismo. Furono leali verso il loro paese, erano volontari, non erano di leva, erano leali e morirono per il loro paese. Ed è diventato un simbolo molto potente, ed è per questo che l'Armistice Day a Belfast è diventata una cosa molto ma molto sentita. Quattro anni fa è accaduto un incidente famoso ma paradossale che ha coinvolto il Lord Mayor di Belfast, un tipo di nome Sammy Wilson. Ogni anno, l'11 Novembre, si posa una corona in onore delle vittime della prima guerra mondiale, e di solito è il Lord Mayor a posare la corona, e lui aveva un paio di calzini di spugna giallo fluorescente. E' successo un mezzo scandalo. La cosa era stata vista come una mancanza di rispetto alla memoria dei morti. E la mitologia è consolidata fino a questo punto.
Non è razionale, non è sensibile. Naturalmente non lo è, è credenza, è fede, è mitologia.
Dal punto di vista nazionalista il 1916, i martiri, o comunque li vogliate chiamare, li usano allo stesso modo per sollevarli nella mitologia. Non è stata una sollevazione grande e gloriosa. Nel 1920 all'inizio di quella che loro chiamano guerra di indipendenza nella repubblica, delle unità dell'IRA furono inviate ad ogni ufficiale britannico a Dublino che riuscivano a scovare. Bussavano alla porta, entravano e gli sparavano nel letto o dove li trovavano. Non c'è niente di particolarmente grande o glorioso in tutto questo, ma è visto come la grande e gloriosa lotta per l'indipendenza. E' stato mitologizzato. Ed è quello che cercavo di tirar fuori.
E' una risposta abbastanza prolissa alla domanda. E' quello che cercavo di tirare fuori soprattutto in King of Morning, Queen of Day, il fatto che non fosse la cosa reale, che non fosse la storia vera, ma fosse la mitologia della storia, fosse ciò che è importante per la gente. E in Hearts, Hands and Voices, quello che ho cercato di fare è stato di aprirlo ad un contesto più ampio. Avevo iniziato a scriverlo sull'Irlanda e sull'Irlanda del Nord, e poi ho visto che era esattamente la stessa cosa tra l'ONU e l'Iraq, tra i curdi e gli iracheni, è esattamente lo stesso nello Sri Lanka... succede dappertutto. E' la grande malattia della fine del 20° secolo: i conflitti etnici. Così ho cercato di dire: Sì, scrivo dal punto di vista irlandese, ma cerco di allargarlo per mostrare come succede dovunque.

CD: I disordini in Irlanda del Nord si ritrovano nella vita quotidiana? Si notano?

IM: No, non si notano. Non mi hanno mai sparato. Non sono mai stato colpito da una bomba.
A volte si sente esplodere una bomba. E' come il tuono, indovini la lontananza dalla potenza del rumore.
Ti ci abitui. Ti abitui a tutto, fa parte della vita. La violenza è abbastanza contenuta.
Detto questo, c'è stato un periodo in cui è diventata abbastanza spaventosa. E' un elemento piuttosto ridotto in entrambi i gruppi di base, direi che al massimo non sono più di tre o quattrocento persone che tengono il paese sotto sequestro, da entrambe le parti.
C'è stata la guerra dei tassisti.
Penso di averne parlato in Hearts, Hands and Voices dei tassisti visti come bersagli legittimi. Ci sono , come in tutte le altre cose, compagnie di taxi protestanti e compagnie di taxi cattoliche. E le persone non facevano altro che telefonare a un tassista protestante per farlo andare in un'area cattolica e sparargli. E i protestanti dicevano: "Non possiamo permettere una cosa del genere. "Così telefonavano a un tassista cattolico, lo attiravano nella loro area e gli sparavano. Da una parte e dall'altra, da una parte e dall'altra, via a sparare ai tassisti. Dio solo sa perché. E ogni volta a dire: "Be', è ovvio che era un membro dell'IRA" o "Era un membro dell'UVF". Poi successe una cosa veramente spaventosa. Probabilmente ne hanno parlato anche qui. Fu in una sala corse dove entrò una persona sparando con un automatico. E allora la cosa divenne veramente spaventosa, perché ognuno poteva diventare un bersaglio. Poi tutto si afflosciò per tornare al semplice occhio per occhio, dente per dente.
Parliamo di due modi di pensare totalmente diversi. Tutti tendono a pensare che sia protestanti contro cattolici: non è così.
Parlo delle generalizzazioni più evidenti, io non ci credo, molte persone non ci credono. I Protestanti pensano che i cattolici siano i loro nemici. Ma i cattolici non credono che i protestanti siano i loro nemici, i loro nemici sono la Gran Bretagna, soprattutto l'Inghilterra e le forze della corona. Così è una cosa con tre lati, in cui l'IRA non è che attacchi i protestanti, ma attacca... Dov'è che ero? Oh, sì,... i protestanti che attaccano i cattolici. Alla fine viene sempre da lì. L'IRA spara ai poliziotti, spara ai soldati, fa esplodere quelli che ritiene dei bersagli legittimi. Ora, con questo ragionamento, i fornai che fanno il pane e i falegnami sono bersagli legittimi se riforniscono la polizia o riforniscono l'esercito, o se costruisci una base militare diventi un bersaglio legittimo. Ma per il punto di vista degli estremisti protestanti tutti i cattolici sono bersagli legittimi. E' un modo di pensare da bastardi e funziona proprio a questo modo. Se avete letto Il pendolo di Foucault di Umberto Eco, è quello che definisce un modo di pensare da idioti. Quelli dell'IRA sono cattolici, i cattolici sono nazionalisti, per questo tutti i cattolici sono dell'IRA, la conclusione è questa. Per questo, poiché tutti i cattolici sono dell'IRA, tutti i cattolici sono bersagli legittimi. Funziona a questo modo e va avanti così.
Non è una parte ben distinta opposta all'altra, si tratta soprattutto di un triangolo di forze. E' molto strano, E' un modo di pensare del cavolo, se mi permettete.

CB: Desolation Road, Out on Blue Six e Hearts, Hands and Voices sono forse in qualche modo ambientati nello stesso universo?

IM: No. E' qualcosa che tanto..., be', non posso dire tanti,... Non ho incontrato molti scrittori, ma quelli che ho incontrato sembrano interessati a costruire universi e io no!
Desolation Road è una cosa a se stante, così come lo è Out on Blue Six che, detto per inciso, io detesto. Vorrei non aver scritto quella maledetta cosa. Anche Hearts, Hands and Voices è una cosa totalmente a se stante, indipendente. Sono tutti diversi. L'unico universo che ho, è qui [puntando verso la testa], questa specie di pensiero deformato delle cose.
Non capisco perché la gente voglia avere degli universi (Pubblico: <>). Be', sì, ci servono. Da un punto di vista narrativo, suppongo, nel senso che uno scrittore desidera avere il controllo. E' proprio un fatto di controllo, lo scrittore controlla il lettore ed entrambi desiderano avere una qualche specie di piano di padronanza che copre il tutto, la chiave definitiva di tutto.

CB: Ma non può essere la risposta totale se permettono ad altri scrittori di scrivere nei loro universi.

IM: Solo se pagano un bel po' di soldi.

Pubblico (AH): E' questa la chiave.

CD: Ho una domanda che in qualche modo è correlata. Quante ricerche e sviluppi fai per l'ambientazione dei tuoi libri? In Desolation Road sei...

IM: Stato su Marte?

CD: Hai pensato come questa Rotec Company abbia creato il mondo? Hai sviluppato la storia del pianeta?

IM: Sì, veramente tutto ha avuto origine con un articolo su OMNI di circa dodici anni fa sulla terraformazione dei pianeti, in cui si suggeriva di bombardare Marte con delle comete. Si deformano le orbite in orbite decrescenti, trasferendo velocità di accelerazione si pensa di accelerare la rotazione o qualcosa di simile, ma si aumenta anche la quantità di vapore acqueo nell'atmosfera.
Era qualcosa che Carl Sagan faceva piantando tulipani neri sulle calotte polari. Voglio dire che viene da uno che fluttua per l'universo in una grossa palla di <>. Tulipani neri su Marte, questi robottini che se ne vanno in giro a piantare tulipani neri sulle calotte per assorbire calore e inizia a creare l'effetto serra. Il problema principale per Marte è rappresentato dalla mancanza di un campo magnetico. Non ho trovato un modo per far partire un campo magnetico così in Desolation Road si deve creare con satelliti orbitanti di materiale superconduttore, e ce ne vogliono moltissimi. Desolation Road non è che abbia un gran senso scientifico, ha solo una certa credibilità.
Basta come risposta? No, non basta. [con una voce buffa]

CD: Non hai toccato la ricerca. In King of Morning, Queen of Day ho pensato da come descrivi il Kenjutsu che usa l'ultima ragazza... be', ho studiato il Kendo e credo di aver riconosciuto ogni cosa. E...

IM: Era giusto?

CD: Be', penso di sì, per quanto ne posso sapere.

IM: In verità volevo fare qualcosa in merito così mi sono comprato The Book of Five Rings di Misashi che è un classico, veramente è quello che conferisce supremazia all'industria giapponese.
Noi leggiamo The One Minute Manager o cose simili, loro leggono Misashi. Questo tipo era il maestro samurai delle spade, non fu mai sconfitto perché non combatteva con le spade se poteva evitarlo. Colpiva gli altri con remi e imbarcazioni e cose simili. Vinceva perché attaccava in modo inaspettato. Tutti i dirigenti giapponesi lo leggono ed è per questo che dominano sull'industria europea e americana. Così l'ho letto e ho scoperto in una libreria di Londra una guida al Kendo e che lo crediate o meno a Belfast c'è proprio un centro di arti marziali e ho telefonato al tizio che lo dirige.
Si fa chiamare Sensei Beetles e l'ho invitato a bere qualcosa e mi ha controllato tutto.
E' stato proprio bravo e avrei dovuto ringraziarlo nel libro. Mi fa piacere che ti abbia convinto. Usi spade di bambù o di acciaio?

CD: Quando ci colpiamo usiamo spade di bambù <>

IM: Sono affascinato.

CB: I tuoi personaggi principali sono molto spesso delle donne e devo dire che mi sorprende perché sono molto credibili. Di solito c'è un tipo duro che è il protagonista e le donne che stanno solo per far apparire bravo l'eroe, ma le tue sono molto credibili e (IM: politically correct, è forse una cosa personale o... continua, scusa) credo sia di proposito.
Penso che in tutti i tuoi libri tu abbia almeno un personaggio che è femminile e questi personaggi femminili forti sono insoliti.

IM: Amo le donne. [ride] Non in quel senso, banda di pervertiti. Amo le donne. La loro compagnia mi diverte. Penso che per molti aspetti siano più interessanti degli uomini. [applauso] E' il portavoce femminista.
Deriva, soprattutto, dall'essere sposato, in quanto da sposato ti trovi in stretta relazione con una donna e finisci col conoscere e comprendere com'è una donna. E loro sono molto più interessanti.

Pubblico: Ma questo non potrebbe essere vero anche per Asimov e Heinlein?

CB: Molti scrittori ovviamente non hanno raggiunto questa comprensione anche se probabilmente sono sposati.

CD: Forse non erano psicologi.

IM: Io sono solo un mezzo psicologo. Penso sia stato Samuel Delany che abbia parlato delle persone divise in eterofile e omofile. Niente a che vedere con il sesso. Persone che amano fare amicizia all'interno del proprio sesso o nel sesso opposto, e a me piace avere per amiche delle donne.
Sono molto fortunato con le amicizie femminili. In questo mia moglie non è sempre d'accordo.
Penso sia una bella domanda e speravo che non l'avresti fatta. Pensavo che qualcuno avrebbe chiesto dei personaggi femminili...

CD: Abbiamo sentito di alcune spregevoli teorie che ci scriva veramente i tuoi libri sia tua moglie.

IM: Be', veramente...<ride>

Pubblico: E' intenzionale? Cerchi di essere politically correct?

IM: No, sì è un po' così.
Su questo cerco di essere proprio coscienzioso. Cerco di pensare: 'Sto scrivendo delle donne da un punto di vista maschile?' Si va a finire in una zona proprio complicata, sul modo in cui le donne scrivono delle donne e sul modo in cui gli uomini scrivono delle donne. Il modo in cui gli uomini scrivono delle donne è come le donne vorrebbero essere descritte dagli uomini?

Pubblico (GJ): Ho letto King of Morning, Queen of Day, e c'è qualcosa che non mi quadra perché il libro era proprio bello, politically correct, quasi tutto a posto, ma... (IM: Oh, oh) Quell'interludio dopo la seconda parte del libro... (IM: Oh, quando lei perde la verginità.), sì, giusto, e ho avuto l'impressione che una volta che ha perso la sua verginità vada tutto a posto.

Pubblico: Sì?

IM: Be', non è così?

CB: Io la vedo piuttosto come il sogno del principe sul cavallo bianco.

IM: Veramente è stato un cenno verso James Joyce, si va sull'artistico. E' come alla fine dell'Ulisse, quando Molly Bloom fa il soliloquio sessuale. E' la stessa cosa, è solo un pezzo di scrittura. Il correttore ci ha rimesso la punteggiatura e l'ho dovuta ritogliere.
Si lega al brano per il fatto che sesso e mitocoscienza in un certo senso sono correlati. Nel modo in cui sono correlati, se ci credi, presunti poltergeist e pubertà.
Cioè, quando Jessica perde la verginità può abbandonare, fino ad un certo punto, il suo potere di mitocoscienza. Probabilmente non è che sia molto politically correct, ma...

Pubblico (AH): E' vero!

IM: Parla per te!

Pubblico (JA): Per quanto riguarda i tuoi ritratti femminili, lasci completamente la tua idea o ti rifai all'opinione di tua moglie?(IM: Mi rifaccio sempre all'opinione di mia moglie.) Scrivi e lasci tutto più o meno come l'hai scritto o lasci che lei lo legga e ti dia i suoi giudizi sul fatto della credibilità?

IM: Lei legge la gran parte delle cose. L'unica cosa che non le è piaciuta perché c'è troppo sesso è il racconto 'Toward Kilimanjaro' pubblicato un paio d'anni fa. Uscirà nella raccolta Speaking in Tongues.
Il personaggio essenziale è femminile, è proprio una donna in prima persona che ho identificato ancora di più con... Qual era la domanda?

Pubblico (JA): La domanda era se mantieni il tuo punto di vista sulle donne o se lasci che tua moglie legga quello che scrivi sulle donne e accetti la sua opinione o se credi ai tuoi sensi.

IM: Credo ai miei sensi. Mia moglie legge le storie ma non è riuscita mai ad arrivare in fondo a un mio libro. King of Morning, Queen of Day è stato quello in cui è arrivata quasi alla fine.
Comunque tutto il problema del personaggio centrale è una decisione quasi statica.
All'inizio il personaggio sarà femminile o maschile? In Hearts, Hands and Voices, Mathembe, il personaggio femminile, era in qualche modo importante nel senso in cui è stato storicamente il sesso oppresso, dato che il tema centrale di tutto il libro era l'oppressione. Era oppressa perché era donna, era oppressa dalle forze imperiali che governavano perché non parlava mai. Tutte queste cose ne facevano parte e c'era anche il suo atteggiamento di confrontarle e di liberarsene. Non avrebbe funzionato se fosse stato un uomo. Non è che sia un fatto cosciente, mi è venuta l'idea e già sapevo come sarebbero stati i personaggi.

Pubblico (AH): Perché odi Out on Blue Six?

Pubblico (JA): Ha delle parti buone.

IM: E' per questo: ha delle parti buone.

Pubblico (JA): Ti fa venire la voglia di leggere altre cose di Ian McDonald.

IM: Lo odio perché è troppo macchinoso. Tdklakda. E' una farneticazione delle tre di mattina. Devo tornare a Desolation Road che aveva cinque pagine di note e questo era tutto, la cosa si è scritta da sola. Per Out on Blue Six penso d'aver preso la decisione cosciente di fare qualcosa di ancora più bizzarro, ed è troppo forzato, tenta troppe cose, è tutto troppo artificiale. Se leggo dei brani sembrano tutti a posto, ma il libro nel suo insieme è un po'...

Pubblico (JA): Probabilmente è il tuo libro peggiore (IM: non ho usato la parola peggiore) eppure in qualche modo è uno dei tuoi libri più interessanti perché se non altro ha una promessa.

IM: Nessun altro?

Pubblico (JA): Alcune parti, alcune idee, erano così stramaledettamente buone che non potevo crederci.

IM: Veramente, quando ho scritto Out on Blue Six, c'era un sottotitolo che poi è andato perso. Il titolo completo era 'Out on Blue Six: A Totalitarian Comedy' e questo credo avrebbe spiegato tutta la faccenda. Non era un libro serio, si presupponeva che fosse buffo. Fondamentalmente è una combinazione di The Pilgrim's Progress, Brazil di Terry Gilliam, un film grande, proprio brillante, e l'album dei Genesis The Lamb Lies down on Broadway. Tutti e tre fusi assieme.

Pubblico (BLV): Ti piace quel film, Brazil. In Desolation Road ci sono quelle scene in cui...

IM: Sì, Brazil mi piace proprio. Mi ricordo di averlo visto al cinema e di essere rimasto istantaneamente <PLONK> Come si fa a fare un film così strano? Ho la cassetta e lo rivedo ogni due mesi circa. Non mi vergogno di rubare delle cose se sono buone (AH: dei campioni.) Dei campioni, sì, esattamente. Campioni è la parola giusta.
In King of Morning, Queen of Day verso la fine Elliot sta dicendo che il remix è la cultura dominate della fine del XX secolo. E' quello di cui parlerò nel discorso di domenica. Io lavoro così. Raccolgo le cose e le mescolo più o meno e se funzionano, funzionano; a volte non funzionano.
Sì, proprio così, è tutto un remixare. E' la mia filosofia particolare e, come detto, ne parlerò.
La musica è tutta campionata e remixata.
I film sono fondamentalmente tutti remixati uno dall'altro, i seguiti non sono altro che gli originali remixati in modo diverso. Le trame sono remixate. Non so se è successo qui, ma di sicuro in Gran Bretagna e in Irlanda del Nord i mobili sono remixati e l'arredamento delle case è remixato. Tutto d'un tratto va di moda il remix vittoriano, tutto deve avere un aspetto vittoriano. Non è vittoriano autentico, è come se gli anni '90 si voltassero indietro e si immaginassero come dovrebbe essere il vittorianesimo. Un pochetto di questo, un pochetto di quello, un pochetto di quell'altro, oh, questo si collega a quello, quello si collega a quell'altro, mi piace questo, questo mi interessa, buttiamoci anche questo e mescoliamo il tutto.
Sono tempi di vaneggiamenti, gente.

CD: Pensi che i tuoi libri abbiano un messaggio?

IM: No! Supposto che tu sia uno scrittore, dovresti essere già abbastanza egoista a pensare che alla gente piacerà ciò che scrivi. Devi essere un bel testone a pensarlo.
E' per questo che sono un po' preoccupato per Hearts, Hands and Voices. Penso che ci si potrebbe scoprire troppa moralità, ritrovarci un po' di morale, scavando, scavando. E' il discorso del remixaggio. Voglio presentare le cose e la gente è libera di mixarle e trarne le proprie conclusioni. Sono stufo di tracciare morali. Forse perché il mio status morale si trova al punto di collasso.

CB: Hai citato James Joyce e c'è una tua storia su INTERZONE. Non ricordo il titolo esatto (IM: The Best and the rest of James Joyce <>) e allora qual è il tuo rapporto con James Joyce?

IM: Non lo so, chiedetelo a mia madre.

<risate>

IM: E' un po' complicato per il fatto che in Irlanda sei rispettato come scrittore soltanto se sei un poeta. I poeti sono brillanti, i poeti non possono fare alcun male, i poeti per la maggior parte sono dei masturbatori. Potrei scrivere poesie migliori, voglio dire che sono proprio obbrobriosi ma sono rispettati. E in Irlanda c'è questa grande tradizione letteraria a cui rendere omaggio. La cosa su James Joyce è il mio modo di essere rude nei confronti della tradizione letteraria. Per la gente è bello scrivere omaggi a James Joyce, essere rispettosi e citarlo, ma io non sono rispettoso. Mi piace pensare che se fosse vivo gli piacerebbe essere un qualcuno che non è rispettoso verso di lui. Solo in Irlanda ci sono queste enormi icone letterarie, questi dei, James Joyce, Samuel Beckett e W. B. Yates. Tutta questa gente entra in King of Morning, Queen of Day e ne esce.
Esercizio per... Giusto gente, il dito si allena.

Ho letto l'Ulisse molte volte e dal mio punto di vista è il capolavoro del mixaggio. Ogni sezione ha uno stile differente. Ci sono tutte queste influenze differenti mescolate assieme in una giornata a Dublino.

Pubblico: Perché citi James Joyce come un buon autore? Desidereresti non essere uno scrittore di fantascienza, ma essere un autore normale e rispettato?

IM: Sì, mi piacerebbe. In quanto in Irlanda del nord non ho un minimo di rispetto dato che non sono un poeta che scrive piccoli poemi. Dal mio punto di vista, detto tra me e voi, ci sono scrittori in Irlanda del Nord che scrivono libri e che sono sommersi di apprezzamenti. E io li osservo e penso che potrei scrivere cose venti volte migliori delle loro e loro hanno gli apprezzamenti e io ho la merda e divento geloso.
Così ora sapete cosa sono. Sono un mostro.

Pubblico: Oh, no, tu sei un artista perfettamente normale.

Pubblico (AH): C'era una poesia in King of Morning, Queen of Day.

IM: Sì, c'era, si supponeva che fosse il tipo di poesia che poteva scrivere un quindicenne. Spero si capisse. Sfugge al controllo.

CB: C'è qualcun altro che ha ancora domande?

Pubblico: E allora perché non diventi uno scrittore mainstream?

Pubblico: Invece di scrivere tutta quella mondezza di fantascienza.

IM: E' proprio questo l'atteggiamento. Penso che questo atteggiamento mi faccia scrivere quello che scrivo. La fantascienza non si occupa di donne pettorute che devono essere salvate (Pubblico: <>) va bene, donne pettorute politically correct che vengono salvate da uomini in tute spaziali avvitate di color scarlatto con l'inguine sviluppato e le pistole a raggi.
OK, sono di nuovo fuori.
C'è molto di più di tutto ciò nella SF e spero che possa essere scritto bene, può essere un bel libro, potrebbe far pensare la gente. La bella scrittura è bella dovunque la trovi. Puoi trovare dei libri gialli che sono buoni quanto il romanzo sociale inglese. Grazie a Dio vi siete salvati. Oggigiorno il romanzo sociale inglese parla di un precario al politecnico di origine ebrea e di mezza età che ha una relazione sadomaso. E' così, sono tutti uguali. Quello svedese com'è?

Pubblico: Salta il sadomaso.

Pubblico (JA): Nei tuoi ultimi due romanzi hai poggiato abbastanza pesantemente sull'Irlanda e sulla storia irlandese. Scrivi pensando ad un pubblico irlandese o comunque con una educazione anglosassone? O invece li butti là supponendo che tutti capiscano anche senza avere accesso alla storia irlandese?

IM: Quando scrivo voglio scrivere cose su livelli diversi. Nella mia carriera artistica, se posso definirla così, buon Dio che ho detto!, una delle cose chiave è stato un programma che visto alla BBC1. Parlava del film China Town. Lo sapevate che c'erano dei sistemi di immagini in China Town? L'immagine dell'occhio lo attraversa, alla fine dove sparano alla donna nell'occhio, per tutto il film ci sono riferimenti agli occhi. Anche riferimenti all'acqua perché l'acqua è un simbolo di corruzione, è tutto sul potere, tutti che bevono, ci sono i pesci, un club di pesca ha una parte importante nel film, tutti questi riferimenti lo attraversano. Per me è stata una rivelazione. Pensai che qui ci fosse qualcosa che funzionasse su più livelli.
China Town è un triller brillante, filmato in modo stupendo, intrigante e recitato brillantemente, ma c'è anche questo livello aggiuntivo dei simboli che lo attraversano. e poi ho pensato che mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di simile. Volevo che quello che scrivevo potesse funzionare anche su più livelli. King of Morning, Queen of Day è stato disegnato su questa base. Prima di tutto ogni sezione è un differente stile letterario del XX secolo. La prima parte è il romanzo epistolare. La seconda parte è il flusso di coscienza degli anni '40. La terza parte è un po' qualsiasi cosa, che è il postmoderno, lo sanno tutti, è ciò che uno vuole che sia. Volevo anche tracciare la storia irlandese. Inizia col tramonto celtico e tutto è molto romantico. Poi gradualmente svanisce pezzo per pezzo finché alla fine l'Irlanda è solo una delle parti della Comunità Europea.

CB: Sta finendo il tempo.

IM: Fondamentalmente, si lavora su livelli diversi.

CB: Calle e io abbiamo un'ultima domanda. Ascolti Kate Bush?

<boo> <risate>

IM: No!

<applauso>

IM: Perché?

CB: Perché ne siamo entusiasti.

Pubblico: Hai qualche contatto con Walt Willis?

IM: Sì, occasionalmente, il grande fan nordirlandese, l'ho incontrato una volta o due, ma ogni volta era ubriaco.

CD: Penso che non sia rimasto più tempo.

IM: Ma perché Kate Bush?

 

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Ian McDonald
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