Robert Holdstock
La foresta dei Mitago
(Mythago Wood, 1984)

Averne sentito parlare mi aveva incuriosito, dunque mi sono letto La foresta dei Mitago di Robert Holdstock.

Il romanzo è certamente interessante, ma non mi ha entusiasmato. Sarà stato lo svolgimento un po' troppo lineare e prevedibile, saranno stati forse i personaggi (anche troppo inglesi per i miei gusti), perché in effetti il tema è stuzzicante: il mito, la sua rappresentazione, la sua (ri)generazione. Quello che probabilmente ho avvertito è un eccessivo controllo dell'autore sugli avvenimenti, una sorta di timore di farsi sfuggire di mano la materia narrata.
In ogni caso un romanzo diverso dal solito (almeno per chi si apsetta il solito romanzo fantasy) che val la pena di provare.

In effetti mi chiedevo se sia giusto collocare questo romanzo nello scaffale del fantasy: visto quanto succede, le cause che danno origine agli avvenimenti, tutto il clima della vicenda La foresta dei Mitago m'è parso molto più fantascientifico di quanto non suggerito dalla copertina e dalla presentazione del romanzo (e in effetti a un certo punto un personaggio ipotizza esplicitamente una genesi fantascientifica dei Mitago).
Anche per questo motivo mi verrebbe da collocare Holdstock in un ideale perscorso di scrittura fantastica che lega sulla strada del mito Ballard a Gaiman.
Certo Ballard è molto più estremo nella sua raffigurazione dello spazio interno, nelle interazioni dei suoi personaggi con il mito e la memoria inconscia. Soprattutto rivolge la sua attenzione al presente piuttosto che non al passato come pare invece preferire Holdstock. (e forse anche dal confronto con Ballard deriva il mio giudizio del romanzo).
L'opera di Gaiman mi pare invece costituisca la naturale prosecuzione del racconto mitico di Holdstock. Senza la sovrastruttura teorica è l'eccessiva pedanteria inglese (non saprei come meglio definirla) di Holdstock e virata decisamente sul fantastico tout court.
(2004)

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