ROBOT
RIVISTA DI FANTASCIENZA

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Numero 22

Un nero viandante si aggira, cupo, fra i paesaggi di un mondo che certo non è il nostro; e una città va in cerca del proprio dio. Ma cosa significa, realmente, avere un dio? Adorarlo o essere più astuti di lui, specie se si arrabbia e minaccia stragi? Ce lo spiega John Brunner nel suo L'impronta del caos (Imprint of Chaos), primo episodio di una serie in quattro puntate.

Vittorio Catani, più realisticamente, parla di conflitti sociali e di divergenti fedi politiche: ma come mai, su Il pianeta dell'entropia, tutto si spegne in una assurda mancanza di combattività? Forse è che mancano I pianificatori (The Planners, premio Nebula 1968) di Kate Wilhelm, capaci di accelerare i ritmi cerebrali di scimmie e bambini ritardati.

Ad ogni buon conto, si può anche finire nel nulla assoluto: si resterebbe Solo noi ombre (Only Us Shadows), in compagnia dello svedese Sam Lundwall, e si cercherebbe di tornare all'universo da cui siamo stati scacciati.


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