ROBOT
RIVISTA DI FANTASCIENZA

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Numero 25

Scorrono le strade a velocitÓ fantastica, in un'America super-meccanizzata dove i nastri trasportatori sono diventati il perno dell'economia e della vita sociale. Ma proprio per questo non ci si pu˛ permettere di farle arrestare, e quelli che ci lavorano sono soggetti a un regime semi-militare. ╚ l'ipotesi affacciata da Robert A. Heinlein nel classico Le strade devono scorrere (The Roads Must Roll), grande "utopia" a 150 chilometri orari, dove il bello comincia quando un gruppo di operai ribelli blocca la Rotostrada 20, e comincia il massacro...

Heinlein, si sa, ama le situazioni estreme e i conflitti violenti: pi¨ delicato Ŕ Robert Silverberg, che nel suo Breckenridge e il continuum (Breckenridge and the Continuum) ci trasporta alla fine del tempo, raccontandoci un'affascinante favola sul valore dei miti. E nel racconto incontrerete anche voi il mostruoso scorpione che si vede in copertina, pronto a divorare Breckenridge se egli non risponderÓ a un indovinello fatale (ricordate la Sfinge?). Dai miti del tempo a quelli dell'arte, la transizione avviene grazie al racconto di Alessandro Paronuzzi, Dovevano proprio svegliarmi?, che ha per protagonista il solitario e tormentato Paul Gauguin.

Per chiudere degnamente, l'ultima parte del famoso serial di fantasy che John Brunner ha dedicato al suo stranissimo Viandante in nero: ne L'impero del terrore (Dread Empire) saprete finalmente chi muoveva i fili dell'intreccio: non a caso, tutto si chiude sotto un enigmatico sorriso di fanciulla...


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